Unità 1
Principi di ecologia, agro-ecologia, agro-meteorologia
Unità 1
Principi di Ecologia; Agro-ecologia; agro-meteorologia
Problemi e Motivazioni
L’agricoltore biologico lavora con la natura e ne trae beneficio, non come l’agricoltore convenzionale che prova ad esserne indipendente. Questo significa che l’agricoltore biologico deve conoscere le leggi che regolano l’ambiente, l’ecosistema in cui lavora, i cicli biologici di tutti gli organismi che vivono nell’agro-ecosistema (agro-ecologia).
Una buona parte delle strategie di controllo delle infestanti è basata sulla conoscenza del ciclo vitale dei patogeni, dei parassiti e dei loro nemici naturali e sulla capacità di prevedere le condizioni climatiche che favoriscono lo sviluppo dei parassiti, in modo da poter affrontare le infestanti con i mezzi previsti dall’agricoltura biologica. L’agro-meteorologia ci fornisce gli strumenti per prevedere le condizioni del tempo in relazione al ciclo di vita degli agenti patogeni.
Obiettivi
Fornire una conoscenza base dell’ecologia ed in particolare dei cicli dell’acqua, delle sostanze organiche e dell’energia.
Fornire una conoscenza base al fine di ottimizzare la capacità dell’agricoltore di valutare l’ecosistema e la performance ecologica dell’azienda
Fornire una conoscenza di base sugli strumenti di prevenzione offerti dall’agro-ecologia e dall’agro-meteorologia
Contenuti
Ecologia
Ecologia: 1. Una branca della scienza che si occupa delle interrelazioni degli organismi con il contesto ambientale. 2. La totalità o campioni di relazioni tra gli organismi e i loro ambienti. 3. Ecologia Umana. (Fonte: Webster’s New Collegiate Dictionary)
In greco (“oikos”), significa casa, il posto in cui viviamo. Ecologia significa la scienza di come tutte le creature viventi interagiscono con le loro case – i loro ambienti.
L’ecologia è lo studio delle relazioni tra gli organismi viventi, compresi gli esseri umani, e l’ambiente naturale; essa cerca di comprendere le relazioni vitali tra le piante, gli animali e il mondo attorno a loro. L’ecologia inoltre studia i benefici dell’ecosistema e come possiamo utilizzare le risorse naturali per lasciare un ambiente in buona salute alla nuove generazioni.
Gli ecologisti studiano queste relazioni tra organismi e habitat a livelli molto differenti, spaziando dallo studio dei batteri microscopici che crescono nelle vasche dei pesci, fino alle complesse interazioni tra migliaia di piante, animali e altre comunità che si trovano in un deserto.
Il ruolo dell’ecologia nelle nostre vite
Le varie specializzazioni all’interno dell’ecologia, come l’ecologia marina, l’ecologia vegetale e la statistica ecologica, ci forniscono le informazioni per comprendere meglio il mondo intorno a noi. Questa informazione può anche aiutarci a migliorare il nostro ambiente, gestire le risorse naturali e proteggere la salute umana. Gli esempi che seguono illustrano solo alcuni modi in cui l’ecologia ha positivamente influenzato le nostre vite:
Soluzioni nella silvicoltura
I principi base dell’ecologia sono stati applicati alla gestione delle foreste e si stanno lentamente integrando nella scienza forestale tradizionale. Per esempio, gli studi ecologici hanno mostrato che il fuoco gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute dell’ecosistema forestale in alcuni tipi di foreste. Questa conoscenza ha incoraggiato ulteriori ricerche volte ad individuare modi di usare gli incendi controllati per prevenire gli imprevedibili e costosi incendi spontanei.
Soluzioni in agricoltura
Il controllo biologico è una tecnica che utilizza i nemici naturali ed i predatori degli agenti patogeni per controllare il danneggiamento delle colture. E’ basato in parte sulla conoscenza dell’ecologia degli agenti patogeni, che è utilizzata al fine di comprendere quando e dove questi sono maggiormente vulnerabili per i loro nemici. Il controllo biologico riduce i danni arrecati alle colture dagli insetti, permette di risparmiare e riduce il problema dei pesticidi.
Soluzioni nella pesca
La ricerca ecologica ha mostrato che gli estuari sono vivai per le popolazioni di pesci che vivono nelle acque costali, un’importante ragione per proteggere queste aree. La ricerca ecologica ha inoltre identificato gli ostacoli, come le dighe, che i pesci incontrano quando fanno ritorno alle loro aree di riproduzione. Questa informazione è stata usata per favorire la creazione di strutture attorno alle quali i pesci possano passare per raggiungere le loro aree di riproduzione.
Parole chiave
Ecosistema
Un ecosistema è qualunque area geografica che includa tutti gli organismi viventi e non viventi dell’ambiente naturale. Un ecosistema può essere una zona allo stato naturale, un lago o un bosco delimitato, o un’area pesantemente sfruttata come una città. Più un ecosistema è naturale, più servizi tale ecosistema può fornire. Questo comprende depurare l’acqua (zone umide e paludi) e l’aria (boschi), impollinare le colture e le altre piante importanti (insetti, uccelli, pipistrelli), e assorbire e disintossicare dagli inquinanti (suoli e piante).
Biodiversità
Diminutivo di diversità biologica, la biodiversità è la possibilità di variazione esistente tra i microrganismi, le piante, i funghi e gli animali. Alcune di queste variazioni si trovano tra le specie, così come le differenze tra forme e colori dei fiori di una singola specie di piante. La biodiversità include anche la ricchezza delle specie di organismi viventi sulla terra.
Ambiente
L’ambiente è ciò che circonda un organismo ed include le condizioni fisiche e chimiche, e gli altri organismi con cui esso viene in contatto. Questo termine è utilizzato frequentemente in un contesto umano, spesso riferito a fattori che intaccano la nostra qualità della vita.
Risorse Naturali
Le risorse naturali sono materie viventi e non viventi presenti nell’ambiente utilizzate dagli uomini. Esistono due tipi di risorse: rinnovabili (natura, pesci, legname, acqua) e non rinnovabili (combustibili fossili e risorse minerarie).
Popolazione
Un gruppo di individui che deriva da una specie (di batteri, funghi, piante, o animali) e che vive in una determinata area.
Comunità
Popolazioni di organismi di specie differenti che interagiscono tra loro.
Agro-ecologia
L’agroecologia è l’applicazione dei principi dell’ecologia all’agricoltura. Essa include la conoscenza dei cicli di vita di ogni organismo che può danneggiare la produzione agricola o l’ambiente: i microrganismi del suolo e le loro catene trofiche che derivano dalla produzione dell’humus e dalla sua mineralizzazione; il carbonio, l’azoto e i cicli degli altri minerali; il ciclo metabolico degli animali presenti in azienda (monogastricolo o poligastrico); lo sviluppo naturale dei vari tipi di erbe infestanti.
Lo sviluppo dell’agricoltura dipende dalla complessa interazione di molteplici fattori, e una ampia comprensione del contesto agricolo richiede lo studio delle relazioni tra l'azienda, l’ambiente e il sistema sociale. E’ attraverso questa profonda comprensione dell’ecologica dell’agricoltura che si apriranno le porte alle nuove possibilità di gestione più in sintonia con l’obiettivo di una agricoltura realmente sostenibile.
L’obiettivo è quello di sviluppare un agro-ecosistema che abbia una dipendenza minima dai prodotti chimici e dall’energia, in cui le interrelazioni ecologiche e la sinergia tra gli organismi forniscono al meccanismo un sistema per favorire la fertilità del proprio suolo, la produttività e la protezione delle colture.
L’agro-ecologia segue una visione unidimensionale dell’agro-ecosistema - la sua genetica, agronomia, edafologia, etc. – per dedicarsi a una comprensione a livello ecologico e sociale della sua co-evoluzione, struttura e funzione. L’agro-ecologia spinge i ricercatori ad utilizzare le conoscenze e le capacità degli agricoltori affinché l’enorme potenzialità dell’aumento della biodiversità crei quella positiva sinergia che fornisce all’ agro-ecosistema l’abilità di rimanere o ritornare all’innato stato di stabilità naturale. Le rese sostenibili nell’agro-ecosistema derivano da un appropriato equilibrio tra colture, suoli, nutrienti, illuminazione, umidità ed organismi coesistenti. L’agro-ecosistema è produttivo ed in salute quando questo equilibrio e le favorevoli condizioni di crescita prevalgono, e quando le piante coltivate sono abbastanza resistenti da tollerare le pressioni e le avversità. I problemi occasionali possono essere superati da vigorosi agro-ecosistemi che sono adattabili e abbastanza differenziati da recuperare le pressioni subite. Occasionalmente, possono dover essere utilizzate le misure forti (es. insetticidi naturali, fertilizzanti alternativi) per controllare specifici organismi nocivi o problemi del suolo.
Dal punto di vista della gestione, l’obiettivo dell’agro-ecologia è favorire un ambiente equilibrato, delle produzioni sostenibili, una fertilità del suolo regolata biologicamente e una regolazione dei parassiti attraverso la creazione di agro-ecosistemi diversificati e l’uso di tecnologie low-input. La strategia è basata sui principi ecologici, in questo modo tale gestione conduce ad un riciclo ottimale dei nutrienti e ad una rotazione delle sostanze organiche, a flussi chiusi di energia, ad una conservazione dell’acqua e del suolo e ad un equilibrio tra parassiti e nemici naturali. L’idea è di sfruttare le complementarietà e i sinergismi che derivano dalle varie combinazioni di colture, alberi ed animali.
Il comportamento ottimale degli agro-ecosistemi dipende dal livello di interazione tra i loro componenti biotici e abiotici. Mettendo insieme una funzionale biodiversità, è possibile provocare sinergismi. Essi in effetti favoriscono i processi dell’agro-ecosotema, attraverso servizi ecologici quali l’attivazione della biologia del suolo, il riciclo dei nutrienti, l’accrescimento degli artropodi benefici.
L’agro-ecologia sostiene che i principi base di un agro-ecosistema sono la conservazione delle risorse rinnovabili, l’adattamento delle colture all’ambiente, e il mantenimento di un livello di produttività moderato ma sostenibile. Il sistema di produzione deve:
ridurre l’uso dell’energia e delle risorse e regolare gli input complessivi di energia, in modo che il rapporto output/input sia alto.
ridurre le perdite di nutrienti attraverso un reale contenimento della lisciviazione, del deflusso superficiale e dell’erosione, ed aumentare il riciclo dei nutrienti attraverso la promozione di leguminose, concime organico e compost ed altri efficienti meccanismi di riciclo.
favorire la produzione locale degli alimenti adatta all’ambiente naturale e socio-economico
sostenere la rete di output richiesti preservando le risorse naturali (minimizzando la degradazione del suolo)
ridurre i costi, l’aumento dell’efficienza e la capacità di produrre profitti delle piccole e medie aziende , promuovendo un diverso sistema agricolo, potenzialmente elastico.
Da un punto di vista della gestione, i componenti di base di un agro-ecosistema sostenibile includono:
una copertura vegetale come effettiva misura di conservazione di suolo e acqua, raggiunta attraverso l’uso di pratiche di non dissodamento, la coltivazione del mulch, l’uso delle colture da copertura, ecc.;
un regolare apporto di sostanza organica attraverso il regolare aumento del concime, del compost e la promozione dell’attività biotica del suolo;
i meccanismi di riciclo dei nutrienti mediante l’uso delle rotazioni delle colture, del sistema agricoltura/allevamento, delle leguminose, ecc.;
La regolazione degli organismi nocivi ottenuta favorendo l’attività degli agenti di controllo biologico, raggiunta dall’introduzione e/o conservazione dei nemici naturali.
Gli elementi tecnici di base della strategia agro-ecologica
Conservazione e rigenerazione delle risorse naturali
Suoli ( erosione, fertilità e salute delle piante)
Acqua (raccolta, conservazione in situ, gestione, irrigazione)
Germoplasma (specie native di piante ed animali, razze autoctone, germoplasma adattati)
Flora e fauna benefiche (nemici naturali, impollinatori, vegetazione multi uso)
Gestione delle risorse produttive
A. Diversificazione
temporale ( rotazioni, avvicendamento ecc.)
spaziale (policolture, agrosilvicoltura, sistemi misti di allevamento/agricoltura)
genetica (multilinee, ecc.)
regionale (zonificazione, bacini imbriferi ecc.)
B. Riciclo dei nutrienti e della sostanza organica
biomasse vegetali (concime verde, residui delle colture, fissazione dell’azoto)
biomasse animali ( concime, urina, ecc.)
riutilizzo dei nutrienti e delle risorse, all’interno e all’esterno dell’azienda
C Regolazione biotica (protezione delle colture e salute degli animali)
controllo biologico naturale (accrescimento degli agenti di controllo naturali)
controllo biologico artificiale (importazione ed incremento dei nemici naturali, insetticidi botanici, prodotti veterinari alternativi, ecc.)
Realizzazione degli elementi tecnici
Definizione delle tecniche di rigenerazione, conservazione e gestione delle risorse, adattate alle necessità locali ed alle circostanze agro-ecologiche e socio-economiche.
La realizzazione può essere a livello di micro-regioni costituite dai bacini imbriferi, a livello di azienda e a livello di sistema di produzione.
La realizzazione è guidata da una concezione olistica (integrata) e che non enfatizza elementi isolati.
La strategia deve essere in accordo con il sapere contadino e deve incorporare elementi della gestione tecnica delle risorse.
Durante queste quattro fasi, la gestione è guidata per assicurare:
l’aumento della biodiversità sia nel suolo che sopra.
l’aumento della produzione delle biomasse e delle sostanze organiche contenute nel suolo
la diminuzione del livello di pesticidi residui e della perdita di nutrienti e componenti dell’acqua
lo stabilimento di una relazione funzionale tra le varie componenti dell’azienda
una pianificazione ottimale della successione e combinazione delle colture ed un uso efficiente delle risorse localmente disponibili.
Agro-meteorologia
Le piante, così come ogni essere vivente, sono soggette alle leggi naturali, ma allo stesso tempo sono influenzate dall’ambiente naturale che le circonda. Una parte importante dell’ambiente fisico è il clima. Esso influenza la crescita delle piante, le epidemie di parassiti e malattie, la presenza di organismi benefici, la necessità e disponibilità di acqua, il benessere degli animali e le loro necessità alimentari, così come l’erosione del suolo. L’interazione tra agricoltura e clima è chiamata agro-meteorologia.
Lo studio della meteorologia e l’applicazione dei suoi risultati alle pratiche agricole permette di selezionare sistemi di produzione e specifiche colture adatte alle condizioni climatiche locali e quindi che richiedono meno input (acqua, energia) e protezione. Inoltre, l’agro-meteorologia offre previsioni e strumenti di previsione da utilizzare durante la stagione della crescita con lo scopo di ottimizzare l’irrigazione, proteggere dalle gelate e dall’uso di prodotti di protezione delle piante.
Specificatamente gli strumenti di previsione agrometeorologici offrono:
un servizio di irrigazione guidata, basato sul bilancio idrico delle colture, la previsione delle piogge e la stima dell’evapotraspirazione
La possibilità di protezione dal gelo attraverso gli schemi di preallarme anticipato basati sulla valutazione delle temperature, la conoscenza delle fasi fenologiche delle colture e i dati storici;
l’ottimizzazione dell’uso di prodotti di protezione per le piante, basato sul calcolo del rischio dello sviluppo di organismi nocivi attraverso gli eventi piovosi, le temperature e le condizioni di umidità. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante nell’agricoltura biologica in cui tutti i pesticidi autorizzati hanno una azione preventiva e non curativa. Per esempio il trattamento con il rame (che agisce esclusivamente come un fungicida preventivo) può essere regolato dalla previsione delle piogge in modo da ridurre il numero di trattamenti.
Bibiliografia
Altieri M.,1987: Agroecology: the scientific basis of alternative agriculture. Boulder Co. Westview Press Inc.AAgroecologygroecology: The Scientific Basis of Alternress, Inc.
Gliessman S.R., 2003: Agroecology: Ecological Processes in Sustainable Agriculture, Center for Agroecology, Santa Cruz, California, USA
Vandana Shiva, 1999: Monocultures of the mind. Third World Network, 87 Cantonment Road, 10250 Penang, Malaysia.
http://www.fao.org/docrep/V6640E/v6640e02.htm
http://www.agrometeorology.org/history/Forbes1853.pdf
http://www.agroeco.org/
http://www.irimet.net/irimo/agro/links.htm address list of agrometeorology European institutes
http://www.agrometeorology.org/
Attività, esperimenti
Elenca e valuta tutte le scelte “ecologiche che un agricoltore può fare a partire dalla produzione in campo fino ai processi di (packaging), incluse le attività collaterali (agriturismo, carico dei beni, distanza dal mercato..)
Visita un paio di aziende simili ( una biologica ed una convenzionale) e identifica le differenze agro-ecologiche
Usa le possibilità locali di agro-meteorologia (via internet, telefono o altro..)
Unità 2
Infrastruttura Ecologica dell’azienda
Introduzione
Il controllo dei parassiti e delle malattie è di importanza fondamentale in una azienda biologica, e così è anche il controllo della degradazione del suolo e del micro-clima in caso fosse svantaggioso per le coltivazioni. La creazione delle siepi, dei filari di alberi, delle fasce inerbite e di ogni altra forma vegetale nel paesaggio agricolo è chiamato “infrastruttura ecologica” ed è di grande importanza in particolare nella prevenzione dei danni dovuti alle condizioni atmosferiche e ai parassiti delle piante.
Tipologie di strutture ecologiche
Ogni azienda coltivata con il metodo biologico dovrebbe valutare con attenzione ogni possibile alternativa e selezionare le infrastrutture ecologiche che meglio si armonizzano con l’ambiente.
Gli elementi che possono essere introdotti sono:
boschetti, che sono raggruppamenti di almeno trenta alberi o cespugli (es. betulla, ciliegio, biancospino, limone e evonimo)
filari di alberi piantati a distanza di 2-3 metri (es. pioppo)
Superfici boschive, create da alberi forestali a distanza di 5-7 metri (es. ontano, acero, betulla, noce e laburno)
alti frangivento fatti con alberi forestali e specie di cespugli (es. faggio, quercia, nocciolo e carpino bianco)
piccoli frangivento (es. acero, biancospino e coronopo marino)
Fasce inerbite lasciate come sono. Queste fasce non dovrebbero mai essere arate né fertilizzate, ma solo falciate. Per un risultato ottimale, esse dovrebbero essere larghe almeno 2 metri.
Inoltre, le colture erbacee, le colture di copertura e i prati permanenti contribuiscono a creare infrastrutture ecologiche.
La funzione centrale delle infrastrutture ecologiche
Il contributo delle siepi e degli alberi consiste principalmente nell’aumentare l’equilibrio globale dell’ecosistema aziendale. Le differenti azioni prodotte portano ad un potenziale incremento della produzione.
Le funzioni fondamentali sono riassunte nei paragrafi seguenti.
L’azione di frangivento e il miglioramento del micro-clima
Questa è la funzione più conosciuta, comunemente spiegata nei testi agronomici. Le siepi devono mantenere una capacità di bloccare il vento del 30-40 %, al fine di contenere il passaggio del vento oltre e attraverso la barriera.
Il frangivento produce tre importanti risultati:
diminuzione dell’evapotraspirazione, che porta ad un minore stress idraulico delle colture e ad un minore consumo di energia ed acqua;
protezione meccanica dall’effetto battente del vento, che può colpire duramente le colture o danneggiarle in altro modo;
protezione delle foglie dall’azione abrasiva apportata al sistema fotosintetico dalle particelle di sabbia e polvere trascinate dal vento, specialmente nelle produzioni localizzate in aree costiere;
la mitigazione della forza del vento inoltre favorisce l’impollinazione anemofila e lo scambio di anidride carbonica tra le piante, con la conseguente maggiore intensità della fotosintesi.
Nei climi caldi, l’azione frangivento, come già affermato sopra, permette di risparmiare acqua e ridurre l’evapotraspirazione fino al 25%. Nei climi freddi, essa ha una azione benefica perché aumenta la temperatura.
La temperatura può aumentare da 1-2 ° C (durante la notte e il giorno) e fino a 4-5°C se il vento prevalente è particolarmente freddo. Questa temperatura aumenta, a causa delle infrastrutture che riducono la velocità e la forza del vento, ed influiscono positivamente sulla produzione di colture ed allevamenti.
Alcune delle specie più usate come frangivento sono l’olmo, la quercia, il ligustro, l’alloro, il viburno, il nocciolo e il bosso.
Protezione dagli agenti esterni
In molte particelle localizzate vicino a trafficate autostrade o confinanti con particelle che appartengono ad operatori convenzionali, che non prendono in considerazione la scelta del biologico fatta dai loro vicini, o che spesso non sono capaci di gestire i trattamenti chimici, è necessario proteggere le colture dal flusso di inquinamento, che può avere ripercussioni distruttive nella certificazione del prodotto.
Se si fa una infrastruttura ecologica , per esempio, di siepi folte e ben sistemate,esse possono agire sa barriere, o almeno da filtro e possono ridurre in maniera visibile gli agenti indesiderati.
E’ stato notato che lo stesso meccanismo agisce come protezione delle colture contro le malattie portate dal vento e dagli insetti, così come per le malattie portate dalle spore dei funghi o peri virus portati dagli afidi.
Per le coltivazioni erbacee, può essere sufficiente piantare siepi fatte da specie di cespugli come la corniola, il nocciolo, il susino, la rosa, la mora e il sanguinello.
Invece, per le specie arboree, le siepi potrebbero essere più piccole delle piante coltivate. In questo caso, l’operatore può scegliere gli alberi di olivo, gli allori o varietà della stessa specie coltivata, per la loro capacità di impollinazione.
Protezione del suolo
Questa funzione è di fondamentale importanza per le particelle in pendenza, dove l’espianto di specie arboree per conquistare pochi metri di terra arabile, ha spesso esposto il suolo ad un distruttivo processo di erosione.
Nelle terre scoscese le infrastrutture ecologiche aiutano a controllare e purificare l’acqua, specialmente in autunno e in inverno, quando la caduta delle piogge è particolarmente pesante. E’ stato dimostrato che, con un aumento delle piogge di 50 mm, ogni ettaro di terra nuda può perdere più di 3,5 tonnellate di suolo buono.
La presenza di filari di alberi, siepi o semplici fasce inerbite rallenta il deflusso superficiale dell’acqua e ne facilita la penetrazione nel suolo, prevenendo così l’erosione. Inoltre, i nutrienti del suolo, che potrebbero altrimenti essere trasportati via dalla pioggia, sono assorbiti dalle stesse piante che costituiscono l’infrastruttura ecologica. In questo modo si evitano la fertilizzazione inutile e l’inquinamento da acque di scorrimento.
Una funzione stabilizzante può essere effettivamente svolta da ogni specie (incluse quelle produttive) come olivi, aceri ecc.
Se, comunque, si temono le frane, è necessario piantare specie colonizzatrici come robinia, giunco, eliantemo, crespino, ginestra e laburnio.
Mantenimento dell’equilibrio biologico
La diversità delle specie di piante in una siepe può essere un habitat perfetto per molte specie di uccelli, rettili, piccoli mammiferi e insetti.
Mentre può essere vero che alcuni di questi organismi sono nocivi per le colture, molti altri sono anche benefici, sia direttamente (come ad es. gli impollinatori) sia indirettamente ( come i parassiti o predatori delle specie distruttive).
E’ importante formare un sistema più complesso possibile, ricco di specie animali e vegetali che interagiscono tra loro ed evitano che una prevalga sulle altre. Tutto ciò assicurerà una durevole stabilità per l’ecosistema e, di conseguenza, per la produzione agricola.
Altre funzioni specifiche
E’ un grande errore considerare le infrastrutture ecologiche, come le siepi, gli alberi o le fasce inerbite, una mera perdita. Le infrastrutture infatti possono includere specie da frutto, mentre le siepi possono essere disegnate con uno specifico proposito produttivo o ornamentale. In questo modo, non solo l’ecosistema è equilibrato e protetto, una condizione che è economicamente valida, ma è anche possibile ottenere ulteriori guadagni.
Si menzionano alcune siepi valide:
siepi mellifere. L’obiettivo principale è di nutrire le api, è importante perciò utilizzare specie che maturano in momenti differenti, in modo da produrre una fioritura prolungata che si aggiunge alla fioritura della coltura adiacente. Le specie più largamente usate sono: aceri, ciliegi, rose selvatiche, differenti tipi di more, lavanda ecc.
Siepi che producono tartufi. In aree con un terreni e climi adatti, è possibile provare a produrre tartufi altamente valutati piantando specie arboree alterate come querce, noccioli, salici, carpini, pioppi, ecc.
Siepe aromatica. E’ fatta di specie che possono essere usate per erboristeria, cucina, e produzione di miele. Alcune delle specie più conosciute sono: il rosmarino, il timo, il ligustro, la lavanda, la salvia, la menta ecc.
Siepi dei piccoli frutti. L’obiettivo di questa siepe è la produzione di piccoli frutti sia per il consumo diretto sia per la preparazione di marmellate e liquori. Le specie più largamente usate per questo tipo di siepi sono: more, ribes e mirtilli, ai quali è possibile aggiungere il noce, il ciliegio, la rosa selvatica, la salvastrella, il nocciolo, il corbezzolo e tutte le specie i cui frutti sono utilizzati per ottenere prodotti che possono essere aggiunti alla gamma offerta dall’azienda e dall’agriturismo.
Siepi ornamentali. Vicino all’ufficio centrale, al punto vendita o al vialetto che porta ai campi in una azienda biologica, è bello piantare le siepi con una funzione puramente ornamentale. Le specie sempreverdi che fioriscono in momenti differenti sono selezionate per fare in modo che questo tipo di siepi sia sempre fiorito.
Siepi di conservazione. Uno degli obiettivi dell’agricoltura biologica dovrebbe essere prevenire l’estinzione delle piante e delle specie autoctone e la conservazione delle specie che non sono particolarmente interessanti da un punto di vista economico, ma sono molto importanti per il loro patrimonio genetico. Poiché la biodiversità è un valore assoluto per l’agricoltura, la conservazione delle specie e delle varietà antiche può trovare un posto in una piccola porzione della proprietà.
Funzioni di attrazione
Infine, non si può disdegnare l’impatto benefico delle infrastrutture ecologiche sul paesaggio, in quanto esse rendono l’ambiente rurale più attraente. Una pianura senza elementi verticali, spazzata dai venti invernali, non è certamente il posto più divertente in cui vivere o passare una vacanza. Questa è una considerazione di non poca importanza per gli agriturismi, le fattorie didattiche o aziende con vendita diretta. A questo riguardo, il ruolo delle infrastrutture ecologiche è fondamentale sia per attrarre i consumatori che per farli rimanere.
Introduzione delle infrastrutture nell’azienda
Come già affermato, ogni azienda deve individuare le opportunità che meglio si adattano alle esigenze del territorio e alla sua localizzazione, tenendo in mente le seguenti considerazioni:
Le infrastrutture ecologiche non devono essere considerate una perdita o un ostacolo sulla strada del miglioramento dell’agricoltura. Tuttavia, deve essere chiaro che esse non devono mai togliere troppo spazio alle colture né complicare le ordinarie pratiche agronomiche.
Gli effetti desiderati devono essere identificati in anticipo. E’ necessario valutare per ogni singolo caso se è più importante ridurre la velocità del vento, aumentare la presenza degli organismi benefici, ridurre il deflusso superficiale dell’acqua o proteggere le colture dall’inquinamento.
Le siepi e gli alberi devono essere piantati in armonia con il contesto aziendale e possibilmente con il paesaggio al di fuori dell’azienda (siepi esistenti, boschetti, corsi d’acqua, lagune, prati permanenti ecc.)
Le specie native della regione dovrebbero essere selezionate e piantate nel maggior numero possibile. Queste dovrebbero mettere radici più facilmente ed aumentare l’effetto globale delle infrastrutture. Le siepi fatte di lauro ceraso, per esempio, dovrebbero essere vietate.
Per quanto riguarda le fasce inerbite, le cose sono più semplici: basta lasciarle allo stato naturale. In questo modo le specie più adatte diventeranno stabili e negli anni creeranno varietà naturali.

