Edizioni AIAB, Anno IX, Numero 40, 25 Novembre 2011


Biofach 2012 - Nuremberg, Germany 15.-18.2.2012 Bejo
Casa naturale
comproBio.net

 


Editoriale

Andiamo verso il congresso AIAB 2011: Il Bio che Cambia

In un mondo globale che sta cambiando, anche il bio deve evolvere. Il bio è stato un grande elemento di novità in agricoltura a partire dagli anni '80, una nicchia di mercato che subito colse l’interesse dei consumatori e mise in discussione un modello di produzione insostenibile. Gli anni '90 sono quelli della crescita del settore e della sua regolamentazione. Con il nuovo secolo il bio si conferma un settore con crescite di mercato annuali sempre positive a livello europeo.
Il bio è un movimento che ha imposto con successo un cambiamento del metodo di produrre cibo. Ha contribuito a modificare gli stili di vita di molti e anche del pubblico. Ma non basta.
Siamo in un mondo globalizzato in crisi finanziaria perenne, dove il cibo è “trattato” e “speculato” come una commodity qualsiasi, con un’emergenza ambientale e climatica che dà segni sempre più chiari e con le campagne sempre meno popolate di contadini (l’ultima tragica alluvione dello Spezzino e della Lunigiana è il chiaro risultato dei due ultimi fenomeni citati).
In questo contesto il bio deve porsi come elemento di cambiamento, deve essere parte integrante della risposta che la società civile globale sta reclamando a gran voce.
Ma cambiare come? In che direzione?
Ne parleremo insieme al congresso di Milano dal 1° al 4 dicembre, non solo tra di noi, ma confrontandoci con il mondo esterno, 'contaminandoci'.

Intanto alcune necessità e spunti di riflessione sono già emersi nell’ultima assemblea di AIAB a Palermo.
Il bio dev’essere il motore di un nuovo rinascimento rurale. L'opzione favorita delle nuove generazioni che sceglieranno la campagna. Lo può diventare se rivedremo il nostro sistema di ricerca, se riusciremo a mettere l'azienda agricola ed il suo sapere al centro della ricerca e a non considerarla solo come beneficiario finale, perché la sostenibilità è una frontiera mobile nel bio e dobbiamo assolutamente avanzare in questo senso. Dobbiamo dare vero accesso alla terra, rimettere in circolo beni oggi immobilizzati, fare dell'inclusione sociale una grande opportunità di nuova economia, dove  la conversione dei territori, più che delle singole aziende, è la priorità. Dove la domanda pubblica ha un  ruolo centrale e la straordinaria esperienza italiana va rafforzata ed allargata ancora.

Dobbiamo rivedere i rapporti nelle filiera, riconoscendo un prezzo equo a chi produce ed arrivando sul mercato con nuove forme organizzative basate su una forte alleanza con i cittadini consumatori, che voglio esercitare i loro diritti di scegliere un cibo giusto, di chiara provenienza, sostenibile da un punto di vista sociale, economico ed ambientale. E parlando di diritti non possiamo non impegnarci per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori della terra,  per un rafforzamento delle pratiche di sovranità alimentare e per una  politica agricola basata proprio sui principi e le pratiche della sovranità alimentare. La PAC ha, infatti, un obbligo morale di essere basata su principi diversi che non siano quelli dell'Organizzazione  Mondiale del Commercio, che hanno fallito e sono alla base dell'insicurezza alimentare che colpisce un miliardo di persone. Le regole del bio devono evolvere per dare a tutte le aziende europee l'opportunità di poter entrare nel sistema, anche se piccole, e mantenere  alto lo standard per essere sempre chiaramente riconoscibili rispetto al resto dell'agroalimentare. Tutto questo lo dobbiamo saper comunicare molto meglio, riconosciamo in questo un nostro limite su cui dobbiamo continuare ad investire. Solo grazie ad un cambiamento culturale potremo realizzare appieno quanto ci proponiamo.

Con il bio deve cambiare anche AIAB, basandosi su un modello associativo fondato su partecipazione e  confronto, aperto a nuove esperienze e più forte nei territori. Allo straordinario patrimonio di donne e di uomini che fanno oggi l'AIAB e a tutti coloro che si vorranno unire, auguriamo un buon congresso!

Andrea Ferrante, presidente federale AIAB
Alessandro Triantafyllidis, presidente AIAB Liguria e candidato presidente federale


Sommario

  1. Prima pagina

  2. Mondo bio

  3. Bioricercando

  4. Agricoltura Sociale News
  5. L'agenda



Prima pagina

Il Bio che cambia: AIAB verso il Congresso Federale, Milano 1-4 dicembre 2011


Accesso alla terra, AIAB: “No all'aliezione, sì al canone agevolato sui terreni agricoli demaniali per i giovani agricoltori”




Milano Mangia Bio!

aiab_cf2011_logo 
Andiamo verso il congresso AIAB 2011: Il Bio che Cambia

Il 26 novembre torniamo in piazza per acqua, beni comuni e democrazia






Acqua, biodiversità, clima






Dichiarazione finale: stop al land grabbing subito!


Mondo Bio

a cura di Laura Genga ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


Italia

Il Bio che cambia: AIAB verso il Congresso Federale, Milano 1-4 dicembre 2011
Dal 1° al 4 dicembre 2011 a Milano, presso il Centro Congressi della Provincia, si svolgerà il Congresso Federale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB).
L'AIAB nasce 23 anni fa dall'unione dei coordinamenti regionali dei produttori biologici italiani ed oggi conta su 18 Associazioni regionali federate in unica grande associazione. AIAB è il principale soggetto di rappresentanza dei produttori biologici italiani e raccoglie al suo interno anche il meglio del corpo tecnico del settore ed i consumatori singoli o organizzati più attenti alle dinamiche del biologico italiano.
L'AIAB fa, inoltre, parte di reti internazionali, come IFOAM e Via Campesina, che fanno del Congresso Federale un evento di livello internazionale con partecipanti che provengono da diversi continenti. L'appunatmento di Milano sarà quindi l'occasione per far incontrare i principali soggetti a livello nazionale ed internazionale interessati a vario titolo nel settore.
Il Congresso dell'AIAB non solo è un importante momento di incontro a livello associativo, ma rappresenta anche una delle principali occasioni di riflessione sui futuri sviluppi del settore biologico italiano ed internazionale. Non a caso, tre delle quattro giornate del congresso affronteranno tematiche che interessano l'intero settore e saranno aperte ai contributi politici di diverse associazioni e istituzioni. Il Congresso sarà preceduto, il 30 novembre, da una giornata in ricordo di Giovanni Brambilla e di approfondimento sul tema dei Bio-Distretti e della cooperazione internazionale; quindi si aprirà il 1° dicembre con un convegno internazionale dedicato alla filiera alimentare e ai modelli distributivi in grado di garantire rapporti più equi lungo tutta la filiera; proseguirà il 2 dicembre con un congresso scientifico sulla ricerca nel bio e sulle interazioni positive tra agricoltura biologica, rinnovabili, biodiversità e acqua; quindi il 3 dicembre affronterà il tema del movimento biologico come agente di sviluppo di un'economia solidale di utilità sociale, economica ed ambientale. Durante la quarta giornata, invece, verranno eletti i nuovi membri degli organi politici e direttivi dell'AIAB. Ai convegni e ai congressi, inoltre, si accompagnerà un ricco calendario di eventi culturali. Per saperne di più e consultare il Programma del Congresso www.aiab.it

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Accesso alla terra, AIAB: “No all'aliezione, sì al canone agevolato sui terreni agricoli demaniali per i giovani agricoltori”
“Per garantire ai giovani l'accesso alla terra non serve vendere i terreni agricoli demaniali, bensì concederli ad un canone agevolato. In questi giorni  si è molto parlato dell'alienzazione dei terreni agricoli demaniali prevista dall'ar.7 della legge di stabilità e se ne è parlato spesso come una 'provvidenziale' misura per incentivare l'imprenditoria giovanile in agricoltura. A nostro avviso, invece, non potrebbe esserci  abbaglio più grande: l'alienazione prevista dall'art. 7 della legge di stabilità, infatti,  presuppone che il giovane agricoltore abbia i fondi per acquistare il terreno, cosa quantomeno poco probabile. E come se non bastasse contempla anche la possibilità di cambiare la destinazione d'uso dei terreni a 5 anni dall'avvenuta alienazione. Insomma, più che un modo di incentivare l'agricoltura giovanali è una misura volta a fare cassa, che in relatà rischia di favorire la speculazione e nuovo consumo di suolo in un Paese già caratterizzato da una pesante perdita della superficie agricola utilizzata”. È il commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB) sull'alienzaione dei terreni agricoli demaniali.
“Per garantire l'accesso alla terra ei giovani che vogliano intraprendere l'attività agricola – prosegue Ferrante – sarebbe molto più funzionale un provvedimento che prevedesse la concessione con canone agevolato dei terreni demaniali e dei terreni confiscati alla mafia. Un misura che avrebbe anche l'effetto di aplificare  la preziosa opera di presidio del territorio che l'agricoltura offre alla collettività”.
Proprio l'accesso alla terra sarà una temi al centro del Congresso Federale AIAB 2011, che si terrà a Milano da 30 novembre al 4 dicembre.  Di come incentivare l'imprenditoria giovanile in agricoltura e garantire l'accesso alla terra si parlerà in particolare il 3 dicembre, quando l'AIAB incontrerà associazioni e istituzioni per confrontarsi sulle sfide future che attendono il biologico.

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Giornata precongressuale su BioDistretti e cooperazione internazionale - Milano 30 novembre 2011
La giornata del 30 novembre avvierà i lavori del Congresso Federale AIAB, che si svolgerà a Milano dal 1° al 4 dicembre 2011.
I lavori si apriranno al mattino con una Conferenza tematicaA dal titolo “I BioDistretti come strumento di conversione dei territori e di valorizzazione delle risorse locali: dal Parco Agricolo Sud Milano al Cilento, esperienze a confronto”. Il tema dei BioDistretti è al centro della tesi congressuale che si discuterà a Milano durante il congresso, e rappresenta per AIAB uno strumento strategico di sviluppo dei territori e di promozione del biologico in Italia e nel Mondo. La conferenza sarà occasione di confronto e di scambio di esperienze tra territori e comunità locali che a livello nazionale hanno avviato l’esperienza del BioDistretto.
Nel pomeriggio si svolgerà invece un workshop nazionale dal titolo “Agricoltura biologica e cooperazione internazionale: la Sovranità Alimentare come modello di sviluppo – quali le politiche e le strategie di AIAB”. AIAB sostiene la cooperazione internazionale come strumento per la creazione di reti di partenariato e di scambio di esperienze per un mutuo sviluppo tra comunità locali e territori. I lavori saranno occasione di confronto tra le diverse realtà regionali di AIAB su tema della cooperazione internazionale e ancor prima di analisi della situazione a livello nazionale ed internazionale riguardo alla governance dell’agricoltura e dei processi di sviluppo.
La giornata rappresenta una importante occasione per la nostra associazione di approfondire le tematiche oggetto degli incontri, di stringere nuove alleanze e tra le Associazioni Regionali e con nuovi attori sul territorio nazionale ed in ambito internazionale.

 

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Rassegna di video e documentari al Congresso AIAB
Tra gli eventi culturali collaterali al Congresso - che si svolgerano sempre nella sede della Provincia di Milano in via Corridoni da 30 novembre al 4 dicembre - proporremo una rassegna di video e documentari sui temi caldi dell'agricoltura. Si parterlà di agricoltura contadina, di riforma del sistema di certificazione, di caporalato e agricoltura sociale, di modelli di sviluppo sostenibili e dell'insostenibilità dell'agricoltura industriale. Questi alcuni dei titoli in rassegna: Filiera corta, l'agricoltura che la sa lunga; La ristorazione collettiva sostenibile e biologica; Con il biologico la qualità dell'ambiente è assicurata; Agricoltura e Detenzione – Un percorso di futuro; Filiere corte Bio e soggetti svantaggiati; La Buona Terra. Esperienze di agricoltura sociale in Italia; Non è un Paese per neri; Genuino Clandestino; Pig Business; Il Veleno è in tavola.


Milano Mangia Bio!
Dal 28 novembre al 4 dicembre, in sintonia con il Congresso Federale AIAB 2011, un esteso circuito di ristoranti e bar milanesi, proporranno in diverse parti della citta' serate, menù e aperitivi rigorosamente biologici! Per continuare a parlare del modello bio e del futuro del biologico degustando le eccellenze del settore. Per maggiori informazioni www.aiablombardia.it
Scarica la locandina di Milano Mangia Bio

 


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Il 26 novembre torniamo in piazza per acqua, beni comuni e democrazia
Per il rispetto dell'esito referendario e un'uscita alternativa dalla crisi - Manifestazione nazionale a Roma, sabato 26 alle ore 14.00, in piazza Esedra.
A cinque mesi dallo straordinario successo referendario dello scorso giugno, AIAB torna in piazza insieme al popolo dell'acqua, sabato 26 novembre a Roma, con un corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica e che si concluderà a piazza Bocca della Verità. Una manifestazione per sollecitare e rivendicare il rispetto del voto referendario, ad oggi ignorato dal governo e dai gestori del servizio idrico, che continuano ad incassare la 'remunerazione del capitale' abolita dal secondo quesito referendario, nascondendosi dietro l'attesa dell’istituzione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua.
Anziché andare nella direzione indicata dai referendum, e quindi versi un servizio pubblico e partecipato, come è successo e sta succedendo a Napoli, un po’ in tutta Italia abbiamo assistito all'accelerazione delle privatizzazioni,
all'approvazione della cosiddetta 'manovra bis' che, di fatto, reintroduce il decreto Ronchi abolito dal primo quesito referendario pur escludendo dalla sua applicazione (per ora) il servizio idrico.
La richiesta di applicazione della volontà popolare sarà quindi rivolta al nuovo governo. In attesa che si proceda nella direzione indicata dal 95% dei votanti, il 26 novembre il popolo dell’acqua tornerà in piazza anche per lanciare la Campagna di obbedienza civile, ovvero una campagna che, rispondendo al mandato del popolo italiano, produrrà percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell'acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
La Campagna, in pratica, consiste nel pagare le bollette relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011 applicando
una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito che incide sulle bollette dei cittadini sul 10-
20% della tariffa complessiva.
Il 26 novembre, infine, torneremo in piazza per proporre un'uscita alternativa dalla crisi, che parta dal rispetto della volontà popolare anziché dalle imposizioni dei mercati.
Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Per maggiori informaizoni www.acquabenecomune.org

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Il Trentino promuove il biologico
Approvato dalla giunta provinciale di Trento, su proposta dell'assessore all'Agricoltura Tiziano Mellarini, il progetto "Conoscere l'agricoltura biologica: azioni informative ed esperienze in campo", che ha l'obiettivo di informare i consumatori sugli aspetti nutrizionali, sanitari e qualitativi dei prodotti biologici. Il prossimo passo sarà individuare i soggetti attuatori attraverso uno specifico bando.



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Semi locali, semi legali!
Monocolture, fertilizzanti, pesticidi, lunghi viaggi refrigerati, proprietà intellettuale sui semi... L’agricoltura cosiddetta moderna applica un modello produttivo industriale ad alto impatto ambientale e sociale che minaccia le basi della pratica agricola tradizionale dei piccoli agricoltori, in misura crescente spinti all’abbandono delle terre, ed erode le conoscenze e i saperi degli agricoltori  e la biodiversità coltivata.
L’industrializzazione del sistema agricolo ha più a che fare con gli interessi del mondo del petrolio, della chimica, della finanza, che con il diritto alla sicurezza e alla sovranità alimentare delle comunità e dei popoli. Il mercato agricolo è sempre più dipendente dal sistema di trasformazione e distribuzione su larga scala del cibo e dalle fluttuazioni dei mercati finanziari. Oggi mangiamo di più (ossia, consumiamo di più), ma ci nutriamo di meno: per ottenere gli stessi principi nutritivi di una fetta di pane del 1940, oggi ne dovremmo mangiare cinque. Un modello alternativo di agricoltura è possibile ed è già in atto: agricoltura di piccola scala, costruzione del mercato interno e mercati locali,  stagionalità, ricerca partecipata riportano al centro l’agricoltore, la terra, i consumatori.
Un elemento fondamentale di questa alternativa è legato ai semi. La legge italiana che regolamenta il settore è però ancora incompleta, gli agricoltori italiani aspettano un decreto ministeriale che regolamenti il loro diritto al commercio di sementi di varietà da conservazione. Si tratta di varietà locali, spesso periferiche rispetto al mercato agroalimentare, ma fondamentali per le loro qualità organolettiche e il loro valore culturale.
Il diritto alla vendita delle varietà da conservazione garantisce agli agricoltori il miglioramento e la differenziazione delle loro coltivazioni e a tutti i cittadini la tutela del bene comune della biodiversità agricola che è alla base del diritto ad un’alimentazione libera e sana.
Per questo la Rete Semi Rurali, di cui AIAB è socia, con il sostegno di ACRA e Centro Internazionale Crocevia, dal 16 ottobre 2011 ha lanciato la campagna 'Semi Locali, Semi Legali' per chiedere ai referenti della Conferenza Stato-Regioni e al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF) di riconoscere il diritto degli agricoltori alla selezione, conservazione e commercializzazione dei semi di varietà da conservazione.
Aiutaci anche tu, scrivi “Semi locali, semi legali! Anch’io voglio il decreto previsto dall’art 19-bis della legge 1096/71 – www.farmerseeds.org” a questo indirizzo e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   - Mipaaf , Ufficio Biotecnologie e sementi
Se sei un’associazione e vuoi promuovere la campagna, scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Info: www.farmerseeds.org
Questo campagna è realizzata con il sostegno finanziario dell'Unione Europea. I promotori si assumono  la piena responsabilità del suo contenuto, che non può in nessun caso essere considerato riflesso della posizione dell'Unione Europea.


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Europa

Nuove etichette alimentari europee, scatta l’obbligo di indicare la provenienza di tutte le carni fresche
E’ stato pubblicato martedì 22 novembre sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento comunicatorio sulle informazioni alimentari da inserire in etichetta, che prescrive l’indicazione di informazioni nutrizionali importanti, impone l’indicazione della presenza di allergeni, prevede il divieto di indicazioni forvianti e una dimensione minima delle etichette per renderle più facilmente leggibili. Altrettanto importante, con la nuova norma e si estende l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta di tutti i tipi di carni fresche - dal maiale al pollame, passando per agnello e capra - proprio come avveniva già per quella bovina.

 

Un rapporto contro lo spreco di cibo al Parlamento Europeo
Mettere in atto misure urgenti misure urgenti per dimezzare gli sprechi alimentari nell’UE entro il 2025. E’ l’intento dichiarato del rapporto sulla lotta allo spreco alimentare approvato mercoledì scorso dalla commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Il rapporto "Evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare nell'UE", di cui è relatore Salvatore Caronna (Socialisti & Democratici), passa ora all'esame della seduta plenaria; una volta approvato definitivamente sarà trasmesso all'organo competente per l'attuazione delle politiche europee.



Nove Regioni Europee fanno fronte comune sulla PAC e scrivano una lettera di richieste a Ciolos
Stabilità dei mercati, rafforzamento delle filiere agroalimentari, sostegno ai prodotti di qualità, una dimensione umana delle strutture di produzione agricola, il sostegno agli investimenti e all'innovazione nelle politiche di sviluppo rurale, la valorizzazione del potenziale energetico delle zone rurali, più sostegno alle zone svantaggiate, maggiore semplificazione, nuovo ruolo della Regioni nel governo della nuova Pac. Sono le nove proposte per la riforma della Politica Agricola Comune avanzate dal coordinamento delle nove Regioni europee che hanno scritto una lettera comune al commissario Ciolos. Fanno parte del coordinamento le seguenti regioni: Toscana, Emilia Romagna, Loira, Bretagna, Poitou Charentes, Baviera, Andalusia, Alta Austria e Malopolska.

 

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I produttori svizzeri di latte si convertono al bio: glielo chiedono i consumatori d'Oltralpe

Che il latte sia un alimento primario è risaputo. Ma che quello biologico sia in crescente aumento, superando in Svizzera addirittura quello convenzionale, è la riprova che i consumatori sono sempre un passo avanti alle istituzioni e ai lunghi inter burocratici sul tema della sicurezza alimentare. È ciò che è accaduto Oltralpe, in Svizzera, dove la domanda per il latte biologico ha superato l'offerta. Secondo la Bio Suisse, la più autorevole e accreditata Federazione nazionale del biologico svizzero, fino al 2006 la produzione di latte bio si aggirava intorno ai 200 milioni di chili destinati al consumo nazionale di latte e alla produzione di prodotti lattieri. Una gran bella quantità che talvolta è stata venduta, con perdita per il produttore, quale latte convenzionale. L'estate scorsa, per la prima volta, la domanda di latte bio ha superato l'offerta per oltre un migliaio di tonnellate, facendo retrocedere al contrario la richiesta per quello convenzionale.
Un'inversione di marcia, che con ogni probabilità difficilmente convertirà la sua rotta, che determina un notevole input per la conversione del sistema di produzione agricolo svizzero nella direzione della sostenibilità. Gli attuali produttori biologici certificati di latte certo non possono  posso aumentare la loro produzione di latte bio per rispondere adeguatamente alla domanda in crescita. Gli animali, infatti, sono nutriti al 90% da fibra, quindi fieno, che a differenza dei cereali delle alimentazioni convenzionali non è disponibile in maniera illimitata. La necessità dei consumatori svizzeri di volersi alimentare con latte biologico, indurrà con ogni probabilità molti agricoltori alla conversione della propria produzione, considerando anche l'equo ritorno economico. Attualmente il latte bio viene venduto a un prezzo che si aggira intorno agli 81 centesimi al litro a differenza di quello convenzionale, il cui prezzo d'acquisto all'origine (64 centesimi) sta piegando l'intero sistema di produzione del latte.

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Proposta legislativa per la PAC 2014-2020, per AIAB spiragli di luce ma ancora punti critici

È stata presentata mercoledì scorso in tutta Europa la proposta di riforma della PAC per il periodo 2014-2020. Secondo AIAB si tratta di un testo legislativo che contiene spiragli di cambiamento, ma che nel complesso è ancora poco coraggioso. In particolare restano alcune gravi criticità, come l'assenza di una regolamentazione dei mercati alimentari e della produzione, e rispetto alla aspettative sono troppo esili i cambiamenti effettivamente presenti nel testo legislativo. Tuttavia l'AIAB intravede le condizioni per arrivare ad una PAC più legittima, con un tetto ai pagamenti diretti sulla singola azienda e criteri di distribuzione diversi in grado di garantire maggiore equità nell'assegnazione delle risorse.
Per ciò che riguarda le misure di greening dell'agricoltura, in linea di principio sono sulla strada di una PAC più verde. E il ruolo riconosciuto ai piccoli produttori nell'agricoltura europea è un riconoscimento che determina un cambiamento culturale storico, ma che purtroppo, ancora, si traduce in misure inutili e insufficienti. Proposte interessanti arrivano sui Piani di Sviluppo Rurali, ma le Regioni dovranno dimostrare la loro capacità di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dall'UE. Secondo il rpesidente dell'AIAB Andrea Ferrante, il testo di riforma si può definire come "un bicchiere mezzo pieno":  da una parte la Commissione Europea fa capire che vi sono possibili aperture, dall'altra il mondo agricolo deve battere le forze contro-riformatrici, le potenti lobby agricole, radicate in un sistema destinato autodistruttivo.
Restano però misure urgenti e irrinunciabili da assumere, come la riforma delle regole di mercato.
La stessa posizione viene rilanciata anche a livello comunitario dal Coordinamento Europeo di Via Campesina (ECVC) di cui AIAB fa parte.
Se la proposta della Commissione, è senza sorprese, in particolare per quanto riguarda l'inalterato quadro neoliberista nel quale viene inserita la PAC - commenta ECVC -, preoccupa l'assenza di proposte strumentali che concretizzino quegli impegni annunciati rispetto ad una migliore distribuzione ed a un miglior utilizzo dei pagamenti diretti. Degli obiettivi lodevoli quali il tetto, il rinverdimento dell'agricoltura, il supporto alle piccole aziende e agli agricoltori attivi, di fatto, non è purtroppo rimasto molto.
Si rimanda ora al 7 novembre prossimo, quando la Commisione accoglierà in audizione i ministri dell'agricoltura dei 27 Paesi dell'Unione Europea.

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Mondo

Argentina: assassinato Cristina Ferreyra, membro del Mocase-Via Campesina
Nel pomeriggio dello scorso 16 novembre, nella comunità di San Antonio, in Argentina, i due sicari Javier e Arturo Juarez hanno aperto il fuoco a sangue freddo contro dei contadini causando la morte di Cristian Ferreyra, appena 25 anni, e ferendo gravemente altre due persone che sono tuttora in ospedale in prognosi riservata.
La comunità di San Antonio, situata a 60 km da Monte Quemado, è membra della CCCOPAL MOCASE - Via Campesina e sta resistendo alle frequenti intimidazioni di impresari nel nord di Santiago del Estero.
Gli impresari che tentano un’azione violenta di accaparramento della terra rispondono ai nomi di Julian Ciccioli e Ricardo Villa, sono provenienti da Santa Fe e Tucuman. Si tratta delle stesse persone che hanno progettato il piano di attacco contro gli agricoltori indigeni nei dipartimenti di Copo, Pellegrini e Alberdi da circa 4 mesi. Alcuni esempi sono la detenzione arbitraria di Ricardo Cuellar, l'attentato al FM Pajsachama, la distruzione provocata da incendi di case e proprietà dei contadini del CCCOPAL.
Tutto questo accade con la complicità delle autorità locali, di funzionari politici, di giudici e istituzioni, come ad esempio la Dirección Provincial de Bosque che autorizzo la deforestazione in una zona dove risiedono da varie generazioni contadini indigeni. Loro sono i responsabili diretti dell’assassinio di Cristian.
L'omicidio di Cristian Ferreyra non resterà impunito e tutta la rabbia e il dolore provato da colleghi, amici e familiari rafforzerà le lotte di coloro che vivono a difesa dei territori e delle comunità locali.
Per maggiori informazioni La Vía Campesina- Argentina 


Terra Nuova e Crocevia denunciano: “Il land grabbing uccide il diritto a produrre cibo delle popolazioni locali". Il caso Senegal
E’ di questi giorni la notizia, citata sul sito del CNCR (Conseil National de Concertation et de Coopération des Ruraux – Organizzazione nazionale contadina del Senegal – www.cncr.org), della morte di una persona nella comunità rurale di Fanaye, nel nord del Senegal, proprio a causa del land grabbing. Il 26 ottobre scorso infatti, la popolazione esasperata dalla cessione delle proprie terre ha tentato di impedire la riunione delle autorità locali favorevoli al progetto. Il bilancio è stato di un morto e 21 feriti. Dieci dei quali in condizioni molto gravi.
La tensione cresce e ovunque le reti contadine si mobilitano: a Sélingué, in Mali, dal 17 al 21 novembre scorsi, si è tenuta una Conferenza internazionale contro il furto di terre, promossa da Via Campesina e dal CNOP(Coordinamento nazionale delle organizzazioni contadine del Mali). Presenti anche Terra Nuova e Crocevia che hanno potuto sentire direttamente dalle organizzazioni contadine interessate cosa stia succedendo a Fanaye. Alla base della sollevazione della comunità rurale del distretto c’è la cessione di oltre 20.000 ettari a una società a partecipazione italiana che sarebbe interessata alla produzione di biocarburanti. 
Con l’accaparramento delle terre, di fatto, multinazionali e governi stranieri sequestrano anche il diritto a produrre dei contadini e delle comunità rurali. Un delitto peggiore della mera acquisizione della proprietà della terra perché impedisce all’agricoltura di piccola scala di esercitare le sue capacità sovrane, di adattare le sue produzioni alle esigenze locali, di seguirne le trasformazioni, in poche parole, di assicurare la sicurezza e sovranità alimentare di un Paese.
Laddove il landgrabbing colpisce, si assiste sempre ad una rimozione forzata delle produzioni locali, modificando profondamente il sistema agrario e riducendo drasticamente il circuito commerciale dei prodotti alimentari nel mercato interno. Tutto ciò mina profondamente non solo la capacità di generare reddito dell’agricoltura familiare, ma rende anche l’allevamento, basato tradizionalmente sul pascolo nelle terre comuni, impossibile.
I conflitti sull’uso delle terre agricole rapidamente diventano violenti. E le responsabilità sono di tutti i Paesi industrializzati. Italia compresa. Molte aziende italiane, in funzione della corsa alla “mobilità sostenibile” come sancito dalla Commissione Europea, guardano ai territori dei Paesi del sud del mondo con una nuova prospettiva, che, molto spesso, profuma di jatropha, la pianta che promette di salvare la terra dal riscaldamento climatico. Ma non dalla fame.


Dichiarazione finale: stop al land grabbing subito!
Nyéléni, 19 novembre 2011
Noi, donne e uomini, contadini, pastori, popoli indigeni e cittadini, che ci siamo riuniti nel Villaggio di Nyéléni, in Mali, dal 17 al 19 novembre 2011, siamo determinati a difendere la sovranità alimentare, i beni comuni e i diritti dei piccoli produttori di cibo all'uso responsabile delle risorse naturali. Abbiamo sostenuto l'Appello di Kolongo presentato dalle organizzazioni contadine del Mali, che hanno preso l'iniziativa di organizzare la resistenza locale contro il drammatico fenomeno del land grabbing (accaparramento dei terreni fertili da parte di multinazionali e overni stranieri e contestuale espulsuione dei contadini dalla terra) in Africa. Abbiamo aderito al Forum di Nyéléni in risposta all'Appello di Dakar, che chiamava alla mobilitazione per un'alleanza globale contro terra-grabbing.
Negli ultimi tre giorni, contadini, pastori e popoli indigeni si sono riuniti da tutto il mondo per condividere le loro esperienze e le lotte contro il land grabbing. In Mali, il governo si è impegnato a regalare 800 mila ettari di terreni agli investitori commerciali. Queste sono terre delle comunità locali da generazioni, se non secoli, mentre lo Stato del Mali esiste solo dagli anni Sessanta. La stessa situazione si ritrova in molti altri Paesi, dove i diritti consuetudinari non vengono riconosciuti. Togliere le terre alle comunità è una violazione dei loro diritti storici e dei diritti acquisiti per consuetudine.
Accesso sicuro alla terra e controllo su terre e risorse naturali sono indissolubilmente legati al godimento dei diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e da varie convenzioni regionali e internazionali suii diritti, come il diritto ad un adeguato standard di vita, a un alloggio, al cibo , alla salute, alla cultura, alla proprietà e alla partecipazione. Prendiamo atto con grande preoccupazione che gli Stati non rispettano i propri obblighi in tal senso e che mettono gli interessi privati delle imprese sopra i diritti dei popoli.
Il land grabbing è un fenomeno globale guidato da élite locali, nazionali e transnazionali, nonché da investitori e governi, con lo scopo di controllare le risorse più preziose del mondo. Le crisi finanzia alimentare e climatica globali hanno innescato una corsa alla'ccaparramento di suole e risorse naturali da parte degli investitori e dei governi ricchi, dal momento che questi sono gli unici investimenti che garantiscono ritorni sicuri. Fondi pensione e altri fondi d'investimento sono ormai diventati attori importanti nel land grabbing, mentre le guerre continuano ad essere combattute per prendere il controllo sulle ricchezze naturali.
La Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo stanno cercando di agevolare l'accaparramento di terra attraverso la promozione di politiche e leggi favorevoli alle aziende e alle corporation. La Banca Mondiale, l'IFAD, la FAO e dell'UNCTAD hanno proposto sette principi che l'accaparramento dei terreni da parte delle multinazionali e dei governi. Guidata da alcune delle più grandi multinazionali al mondo, l'Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA) mira a trasformare l'agricoltura di piccola scala in agricoltura industriale e ad integrare i piccoli coltivatori nelle loro filiere globali del valore, aumentando notevolmente la loro vulnerabilità al land grabbing...
Il land grabbing sottrae suoli fertili ai contadini in Asia, Africa, nelle Americhe e anche in Europa, dove l'accaparramento di terreni va a favore dell'agricoltura industriale, del settore minerario, dei progetti di nuove infrastrutture, dighe, turismo, industria, espansione urbana e di scopi militari. Le popolazioni indigene e le minoranze etniche sono state espulse dai loro territori da parte delle forze armate, fatto che aumento la vulnerabilità delle comunità locali e che, in alcuni casi, porta anche versi nuove forme di schiavitù. Le false soluzioni al mutamento climatico basate sul mercato stanno creando persino nuovi modi per allontanare le comunità locali dalle loro terre e dalle risorse naturali....
La lotta contro l'accaparammento delle terre fertili è una lotta contro il capitalismo, il neoliberismo e contro un modello economico distruttivo. Attraverso le testimonianze dei nostri fratelli e sorelle in Burkina Faso, Colombia, Guatemala, Repubblica Democratica del Congo, Francia, Ghana, Guinea Bissau, Honduras, India, Indonesia, Mali, Mauritania, Mozambico, Nepal, Niger, Senegal, Sud Africa, Tailandia e Uganda, abbiamo imparato come il land-grabbing minaccia l'agricoltura di piccola scala, l'agricoltura familiare, la natura, l'ambiente e la sovranità alimentare. Il land grabbing espropria le comunità, distrugge le economie locali e il tessuto socio-culturale, e mette in pericolo le identità delle comunità, siano essi agricoltori, pastori, pescatori, operai, dalit o popoli indigeni. Coloro che si battono per i loro diritti sono picchiati, imprigionati e uccisi. Non c'è modo per mitigare l'impatto di questo modello economico e le strutture di potere che lo promuovono. Le nostre terre non sono in vendita o locazione!
Ma non siamo sconfitti. Attraverso l'organizzazione, la mobilitazione e la comunità, siamo stati in grado di fermare il land grabbing in molti luoghi...
Ricordando l'appello di Dakar, ribadiamo il nostro impegno a resistere al land grabbing con tutti i mezzi possibili, per sostenere tutti coloro che combattono l'accaparammento dei terreni fertili e per fare pressione sui governi nazionali e sulle istituzioni internazionali per adempiere ai loro obblighi a difesa dei diritti dei popoli....


Ormai prossima in Perù la moratoria contro gli OGM
Una moratoria di dieci anni in Perù contro gli OGM per proteggere l'agricoltura biologica peruviana e la libertà degli agricoltori nei confronti delle multinazionali sementiere. Un provvedimento, questo, già approvato il giugno scorso dal parlamento precedente, ma arenatosi nel suo iter legislativo per via del presidente di Centro-Destra all'ora in carica, Alan Garcia, favorevole alle sementi geneticamente modificate. Ma il 3 novembre scorso, finalmente, il Congresso Unicamerale del Paese, fra i maggiori esportatori di prodotti biologici, ha adottato quasi all'unanimità la moratoria che vieta l'ingresso e la produzione in Perù di organismi geneticamente modificati per ogni tipo coltura o allevamento, fatta eccezione di quelli destinati alla ricerca. Resta ora solo la promulgazione del provvedimento da parte dell'attuale presidente Ollanta Humala (Sinistra) la cui opposizione agli OGM è ben nota. Egli, infatti, da sempre ha esplicitato la sua opposizione all'introduzione nell'agricoltura peruviana degli organismi geneticamente modificati, ricordando la concreta minaccia cui si esporrebbe il grande patrimonio floristico e colturale del Perù, paese amazzonico, dinnanzi ad una contaminazione (difficilmente gestibile) da parte di OGM. Inoltre il Perù è tra i maggiori esportatori di prodotti biologici, tra cui cacao, caffè, cotone e frutta, una tranche di un mercato in espansione e futuro caposaldo per un'effettiva green-economy del Paese. Non di meno importanza è la libertà degli agricoltori peruviani che, in tal modo, non sarebbero costretti ad assoggettarsi al monopolio prepotente delle multinazionali sementiere OGM, cui i coltivatori dovrebbero rivolgersi, perennemente, per il rifornimento di sementi destinati alla propria produzione. La coltivazione biologica, diversamente, oltre che a garantire la tutela e il mantenimento della biodiversità, lascia agli agricoltori la libertà di coltivazione, mantenendo e rinnovando con lo scambio di sementi la varietà colturale nel proprio appezzamento di terra.

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Bioricercando

A cura di Luca Colombo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )



Acqua, biodiversità, clima

I beni comuni per il biologico e il biologico di domani al servizio del bene comune. Il sistema agricolo e alimentare, e quelli bio in particolare, non più visti in sé, ma considerati in relazione e connessione con la produzione di derrate ed energia, con la gestione dell’acqua e dei rifiuti, nella diversità dei contesti. Questa la base di discussione dei seminari paralleli della giornata del 2 dicembre che FIRAB organizza nel quadro del congresso AIAB, provando ad abbozzare un’agenda di intervento.

Acqua
In un momento in cui il cambiamento climatico altera in maniera significativa il ciclo dell'acqua nei paesi mediterranei, si richiedono una serie di cambiamenti nell’approccio e nell’uso, nell’accesso e nel controllo della risorsa idrica. In primis, la politica agricola europea deve mutare profondamente rispetto al modello produttivista che va riformato anche per adeguarsi alle esigenze e alle disponibilità idriche dell’agricoltura dei nostri territori. Lo status quo non può però costituire un alibi per il bio che è chiamato a lavorare sulle scelte tecniche in azienda e lungo la filiera per ridurre consumi e sprechi e per garantire un’elevata qualità della risorsa naturale: scelte colturali e di rotazioni, di impianti irrigui, ma anche di varietà capaci di minimizzare le esigenze di acqua. Facciamo acqua: per tutti, ma non per tutto e a ogni costo.

Biodiversità
Diversità biologica vegetale, animale dei microrganismi. Sopra e sotto il terreno. Di interesse agrario, naturale, funzionale. Il bio tende a massimizzare i benefici derivanti dalla massima diversificazione naturale dell’agroecosistema e a esercitare un ruolo di tutela delle risorse genetiche. La diversità colturale e varietale spesso caratterizzano le aziende biologiche, ma vi sono anche realtà produttive caratterizzate da alta specializzazione destinata a sistemi distributivi omologanti. Varietà meno esigenti in acqua e più rustiche, più flessibili rispetto a mutamenti e bizzarrie del clima stanno assumendo una dimensione prioritaria. La diversità nel sistema agricolo deve poi essere specularmente esaltata a livello alimentare nel quadro di una dieta diversificata e nutrizionalmente valida. Biodiversità e diversità del bio.

Clima
Il cambiamento delle pratiche agricole volto a minimizzare il ricorso a fonti fossili nell’attività produttiva e di filiera, accompagnato da una correzione dei sistemi produttivi al fine di mitigare il clima e di adattare i sistemi colturali, definisce un percorso di sviluppo per il settore biologico, quale capofila e ispiratore di un cambiamento più generale.
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) informa che nel 2010 si è raggiunto un nuovo record di concentrazione di gas serra in atmosfera. Negli ultimi 20 anni si è avuto un incremento di effetto riscaldante del 29%, con la CO2 che ha contribuito per l’80% a questo aumento. Dalla rivoluzione industriale la concentrazione atmosferica di CO2 è salita del 39% (fino a 389 ppm) a causa di combustione di fonti fossili, deforestazione e cambio d’uso del suolo. Il metano contribuisce per il 18% all’effetto serra e il suo aumento dal 1750 è stato del 158%, molto del quale imputabile all’allevamento zootecnico e alla coltivazione di riso. L’ossido di azoto ha un ruolo minore (6%), ma è divenuto il terzo gas a effetto serra anche grazie alla produzione e uso di fertilizzanti. Si cambi il clima nel sistema agroalimentare.
A Milano il 2 dicembre, un rappresentante dell’OMM metterà in relazione scenari di cambiamento climatico e uso agricolo dell’acqua. Lo accompagneranno nella giornata di lavoro, diversi altri esperti italiani e internazionali del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, della società civile. Tutti chiamati a contribuire a quella road map che ci faccia uscire da un sistema lineare di filiera per orientare il sistema agroalimentare dentro un’ottica ciclica ispirata ai cicli naturali di produzione, consumo e riciclo.
Riscoprire la centralità dell’agricoltura nella tutela dei territori, la centralità del diritto al cibo e all’acqua nelle politiche sociali, la centralità del bene comune e dei beni comuni nelle scelte economiche, la centralità degli equilibri ecologici e climatici nelle priorità di sviluppo, può offrire una soluzione positiva alle molteplici crisi di questi tempi.


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Agricoltura Sociale News


a cura di Giulia Colucci ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


FNAS, approvate la Carta dei Principi e le Linee Guida per la proposta di legge in materia di Agricoltura Sociale

Sabato 12 novembre 2011, a Roma, presso la Città dell'Altra Economia, si è svolta l'Assemblea del Forum Nazionale Agricoltura Sociale.
Diverse realtà del territorio nazionale appartenenti sia al settore agricolo che a quello socio-sanitario, si sono incontrate per discutere ed elaborare le versioni definitive della Carta dei Principi dell’Agricoltura Sociale e le Linee Guida per la proposta di legge sull’AS
In allegato la documentazione completa

Carta dei Principi AS
Proposta legge Nazionale AS


25 novembre, Alatri, Sottoscrizione del Protocollo di Intesa sulla Promozione dell’Agricoltura Sociale nel Distretto socio-assistenziale “A”

Venerdì 25 Novembre dalle h 9:00 alle 14:00 presso la Sala Biblioteca di Palazzo Conti Gentili ad Alatri, vari enti, associazioni agricole e cooperative sociali, aderiranno ad un protocollo di Intesa sulla Promozione dell’Agricoltura Sociale nel Distretto socio-assistenziale “A”. Sarà inoltre proiettato il video del Segretariato Sociale della Rai “La buona Terra. Esperienze di Agricoltura Sociale in Italia”
In allegato il programma della giornata



L'Agenda

Appuntamenti

Bio sotto Casa, le iniziative di fino novembre
Il Bio sotto casa” è un programma triennale (2009-2012) promosso dall’Unione europea e dall'Italia realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Aiab (capofila), Amab e Coldiretti con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la promozione delle produzioni biologiche, attraverso molteplici ed articolate attività di carattere informativo e promozionale, da svilupparsi in Italia, Francia e Germania.

La strategia complessiva del programma punta al rafforzamento del rapporto diretto tra produttore e consumatore. Si ritiene infatti che i valori e la qualità del biologico abbiano bisogno di vie di comunicazione dirette e poco mediate: così come la filiera del consumo dovrebbe essere la più corta possibile, anche quella della comunicazione dovrebbe essere altrettanto breve e diretta. Tante le iniziative in programma, vi segnaliamo le seguenti iniziative: 

Mercoledì 23 novembre ad Agrigento, presso lo S.t.o.a.i si terrà un incontro con i produttori biologici della regione, dalle 16:00 in poi, in Via Cavaleri Magazzeni 1. L'evento è a cura di Aiab Sicilia, e per altre informazioni chiamare lo 0922-948966 o scrivere ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Roma Bio Night 2011 - Venerdì 25 novembre Happy Bio Hour: Aperitivo raccolta fondi per il BioCapitale
Roma Bio Night è una serata interamente dedicata alle eccellenze "Bio" della Capitale. AIAB invita soci, consumatori e cittadini a un Aperitivo di raccolta fondi a sostegno del progetto BioCapitale: HAPPY BIO HOUR. La serata si svolgerà il 25/11 presso il Centro Culturale e di Promozione Sociale in cui ha sede l'Associazione "Come Un Albero", ONLUS che opera nell’ambito della disabilità.
L'appuntamento è per le ore 19 con aperitivo Bio, musica e proiezioni.  Si brinderà, ma si mangerà anche. Il menu prevede: zuppa di fagioli, rustici con cicoria, broccoletti, mozzarella e grana e con radicchio e gorgonzola, insalata di campo e, per finire in ‘dolcezza’, tortini al cioccolato. A partire dalle ore 21, inoltre, gli “Easy on the Eye” suoneranno live un repertorio di musica rigorosamente biologica. Grazie alla distribuzione gratuita di libri usati, infine, ogni partecipante tornerà a casa con un nuovo libro da leggere.Vi aspettiamo in via Alessandria (all’altezza del civico 153, nel vicolo privato). Ingresso con aperitivo Bio: 10 euro (tutti i proventi andranno a sostegno del progetto).
Dov'è Roma Bio Night 2011
Roma, Centro Culturale e di Promozione Sociale “Come un Albero”, via Alessandria 153


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Copenhagen 29 novembre, Work-shop sui "Recenti sviluppi nelle procedure analitiche per
autenticazione dei prodotti alimentari"

Promosso dalla Facoltà di Scienze della Vita - dip. di Agricoltura ed Ecologia dell'Università di Copenhagen, si svolgerà il 29 novembre il work-shop sui "Recenti sviluppi nelle procedure analitiche per
autenticazione dei prodotti alimentari". Le attività fraudolente e sofisticazioni alimentari hanno stimolato lo
sviluppo di procedure analitiche più sofisticate per l'autenticazione di cibo - probabilmente attuabili dalle
autorità alimentari sia a livello nazionale ed europeo già nei prossimi anni. Studiosi di diverse nazioni (Francia-Regno Unito-Italia- Rep. Ceca) si confronteranno in questo incontro
È richiesta la registrazione inviando una e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   entro il 21 novembre 2011. La partecipazione è gratuita.



Bruxelles 30 novembre, Conferenza  Horizon 2020: Investing in the common goodLuigi Berlinguer (S&D) & Philippe Lamberts (Greens/EFA) presentano al Parlamento europeo la Conferenza  Horizon 2020: Investing in the common good - Orizzonte 2020: investire nel bene comune.
Un incontro sulle opportunità  di nuovi modelli di innovazione per la ricerca e lo sviluppo.
Termine ultimo per l'iscrizione il 17 novembre inviando una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

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A Sassari dal 4 al 24 dicembre l'AIAB Sardegna partecipa a (to) be in jazz 2011 - XI edizione
L'Associazione Blue Note Orchestra, grazie al contributo dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, della Provincia di Sassari e della Fondazione Banco di Sardegna, organizza l’undicesima edizione di "(To) Be in Jazz - I Concerti Aperitivo", rassegna tematica fuori dagli schemi, che dal 2001 ha ospitato un numero considerevole di musicisti quali Stefano Bollani, Maria Pia DeVito, Paolo Fresu, Giorgio Gaslini, Maurizio Giammarco, David Linx, Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, Colin Towns, Gianluca Petrella, Gavino Murgia e Javier Girotto, che si sono esibiti in solo o in situazioni di gruppo, sempre con la caratteristica di un tema diverso per ciascuna edizione.
Al termine di ciascun concerto, che ha luogo durante le domeniche mattina di dicembre, alle ore 11.00 (i concerti del 4, 11 e 18 saranno replicati alle ore 20.30, mentre quello del 24 sarà esclusivamente mattutino), il pubblico viene ospitato per una degustazione di vini e prodotti dell’arte culinaria della Sardegna, ed ha modo di conversare in libertà con i musicisti di cui ha appena potuto apprezzare le esibizioni.
L'importante collaborazione con il Museo del Vino-Enoteca Regionale della Sardegna di Berchidda, continua anche in quest’edizione della rassegna. Al termine dei concerti verranno presentati al pubblico vini delle più importanti cantine della Sardegna, (Compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiano-San Vero Milis,  Cantina Pedra Majore-Monti/Calangianus, Azienda Altea Illotto Bio-Serdiana, Tenute Sella & Mosca-Alghero) a cui si accompagnano i prodotti alimentari tipici proposti da AIAB Sardegna (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), Formaggi Azienda Agricola Funtana Cana,  Caseificio Sias,  Kentos – Pane dei Centenari, Formaggi Azienda Agrituristica e Casearia Calavrina Bio.
Consulta il programma dell'iniziativa



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Castiglione in Teverina (Vt) 13 dicembre, AIAB presenta i risultati di Progetto Euvinbio ed il nuovo progetto Euvinbio2
Alle 15.00, presso l'Azienda Agricola Trebotti in strada della Poggetta 9, a Castiglione in Teverina (VT) il vino biologico sarà il tema dell'incontro realizzato da AIAB nell'ambito del Progetto Euvinbio, finanziato dal Mipaaf e co-finanziato dall’Arsial per l’estensione dell’attività nel Lazio. Sarà l'occasione per affrontare la questione del vino bio che sta interessando già da tempo diverse aziende vitivinicole italiane. All’incontro parteciperanno la dottoressa De Matthaeis del MiPAAF e l’Assessore della Regione Lazio Angela Birindelli. Rappresentanti di AIAB, del CRA-enologia, dell'Università di Udine, di Vinidea e dei produttori coinvolti nel progetto interverranno presentando al pubblico i primi risultati del progetto Euvinbio e gli ultimi aggiornamenti sulla situazione normativa e le sue prossime evoluzioni, con la degustazione dei vini biologici del Progetto. Interverrà anche l’Università della Tuscia per presentare un progetto sperimentale che sta portando avanti in collaborazione con l’azienda Trebotti. Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .


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Strada in Chianti (FI) 17-18 dicembre, Workshop Tecniche di produzione delle sementi e sistema di scambio di materiali e informazioni della Rete Semi Rurali

A dicembre sabato 17 e domenica 18 si svolgerà a Strada in Chianti (FI) nell'Agriturismo Mezzano, un incontro sulla riproduzione di sementi di ortaggi e sul sistema di raccolta dati messo a punto quest’anno, per il monitoraggio degli scambi. Un appuntamento annuale di Rete Semi Rurali per un bilancio ed un confronto costruttivo sul tema delle varietà da conservazione in relazione alla campagna lanciata da RSR “SemiLegaliSemiLocali”. Quota iscrizione (incluso soggiorno): soci  € 50; altri € 60 (escluso per i non soci il rimborso delle spese di viaggio).
Per iscrizioni e informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. 3481904609 o 3939773476

 

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Fiere e Mostre



Milano, 25-27 novembre, La Terra Trema al Leoncavallo
Vini e vignaioli autentici, agricoltori periurbani, cibo e poesia dalla terra per la 5a edizione de La Terra Trema che si terrà a Milano, da venerdì 25 a domenica 27 novembre 2011, al Leoncavallo.
Come ogni anno La Terra Trema accoglierà agricoltori e agricoltura, vini e vignaioli di qualità, contadini resistenti provenienti da tutta Italia per una tre giorni di degustazioni individuali e guidate; dibattiti e confronti pubblici; incontri informali con i produttori; acquisti diretti; concerti, proiezioni, cene a filiera zero.
La Terra Trema è una fiera enogastronomica riconosciuta in Italia e Europa, realizzata in assoluta autogestione, senza sponsor, né patrocini. Un progetto-evento in grado di dare ogni anno una piccola ma determinante scossa al mondo del vino e dell’agricoltura. La Terra Trema continua ad alimentare e attraversare tali fondamentali questioni, a tener vivo negli anni questo progetto-evento.
Cultura materiale, cibo, agricoltura e sistemi alimentari sono grimaldelli: come e cosa si produce, come e cosa si consuma, come si trasformano e distribuiscono le materie prime sono i nostri principali codici, utili per comprendere le complesse strutture sociali dei popoli, siano queste domestiche, politiche, etiche o religiose. Ci permettono di capire il mondo e il modo in cui viviamo. Ragionare su questa materia viva significa incidere su culture, economie, sulle politiche, esaurite, di questo paese moribondo.
Quest’anno La Terra Trema ha attraversato e condiviso le ragioni riottose dei movimenti di resistenza popolare: in Val di Susa, con i braccianti agricoli, con i migranti arrivati nel nostro paese, con i giovani inglesi, spagnoli, greci, nord africani. Col nostro stile e il nostro gusto porteremo questo a La Terra Trema 2011. Quando un vino comincia a parlare, quando racconta di stagioni e territori, di storie di uomini e donne, di lotte, quando accade è lì che comincia una rivoluzione.
La natura de La Terra Trema è complessa e stratificata, si costruisce nel tempo, pezzo per pezzo. Anche quest’anno ci siamo presi spazi/spazio; abbiamo elaborato una programmazione lunga che a partire da Settembre condurrà alla tre giorni al Leoncavallo. Tutti gli eventi, che comunicheremo a breve, sono aperti alla partecipazione dei produttori che aderiscono a La Terra Trema; chi volesse prenderne parte può fare richiesta ai contatti sotto indicati.
(Fonte: la Terra Trema)




Sassari 26 novembre, il sabato è bio
Come ogni ultimo sabato del mese, il 26 novembre l'appuntamento  è in via Manno, fronte Istituto Magistrale dalle 9:00 alle 14:00 con il  Mercatino dei prodotti Biologici. In collaborazione con Biosardinia, AIAB Sardegna offe l'opportunità a tanti consumatori di degustare ed acquistare i prodotti biologici sardi proposti dalle aziende produttrici locali certificate. Un'occasione anche per i visitatori dell'isola per un turismo eno-gastronomico all'insegna del bio. Prosegue inoltre l’attività divulgativa sulla filiera corta prevista dal progetto LoginBIO che, oltre a dare il via a “Mercati specializzati quale quello in questione, vuole indirizzare i consumatori a costituirsi in GAS (Gruppi d'Acquisto Organizzati)”. Tra formaggi, ortofrutta fresca, bevande, prodotti da forno, miele, mirto, olio, la maglieria e i tessuti bio ecologici di un laboratorio artigiano, l'appuntamento mensile è caratterizzato dalla presentazione di una delle aziende partecipanti all'evento.  www.aiabsardegna.org

 

A Roma il 27 novembre è Altradomenica & Biomercato alla Città dell'AltraEconomia di Roma
Dalle 10 del mattino in poi, appuntamento con  AltraDomenica & Biomercato, l'iniziativa dedicata al biologico promossa da AIAB Lazio negli spazi della Città dell'Altra Economia (ex Mattatoio) di Roma a Testaccio, in collaborazione con il Consorzio CAE. Un appuntamento storico che non rappresenta solo una giornata per promuovere il consumo di prodotti biologici, sicuri e di qualità, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura, ma anche l'occasione per far conoscere le tecniche produttive e le pratiche agronomiche ecocompatibili.
Saranno presenti produttori agricoli certificati biologici dalla Regione Lazio e non solo, per quello che ormai si presenta come uno dei più importanti eventi dedicati al biologico a livello cittadino.
Negli spazi della Città dell'Altra Economia sarà infatti allestita una mostra mercato del biologico locale, dove si potranno acquistare e degustare i prodotti di stagione e sperimentare la convenienza della filiera corta. Saranno in mostra anche i prodotti di artigianato e le associazioni dell'Altra Economia.
AIAB Lazio e Città dell'Altra Economia sono all'ex Mattatoio di Testaccio, in largo Dino Friusullo snc.
Per informazioni: su Altradomenica & Biomercato AIAB Lazio tel: 333 7035270; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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G.O.D.O. ogni mercoledì al FAT di Terni

Il gruppo GODO (Gruppo Organizzato di Domanda e Offerta), organizzato da AIAB Umbria sarà presente ogni mercoledì dalle 11 alle 19 nei locali del FAT (il bar bookshop situato all’interno del C.A.O.S.) a Terni. Un punto d'incontro dei soci produttori per offrire un'ulteriore occasione ai consumatori di effettuare l'acquisto di prodotti biologici. Il mercato propone solo prodotti tutti biologici certificati, una garanzia per la sicurezza alimentare del consumatore, ma anche un prezzo equo per la spesa della settimana. La finalità di GODO, infatti, è quella di eliminare il più possibile i passaggi del prodotto dal produttore al consumatore, perché una filiera corta oltre a dare garanzia sull'origine, dà qualità e freschezza del prodotto, che dalla terra passa direttamente alla tavola. Il listino dei prodotti è consultabile sul sito online www.aiabumbria.com, dove è possibile effettuare l'ordine on line  per poi ritirare la merce il primo mercoledì successivo presso il FAT.

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Lo SpazioBio
Lo SpazioBio è il mercato del biologico garantito e a filiera corta nel cuore di Roma: l?ex Mattatoio di Testaccio. SpazioBio è nato nel  2007, quando un gruppo di produttori del Lazio, molti dei quali  associati ad AIAB, hanno deciso di realizzare un sogno: vendere  direttamente i propri prodotti secondo il principio della filiera  corta e dare questa opportunità anche ad altri piccoli produttori  locali. Così, all?interno della Città dell'Altra Economia, hanno dato  vita ad una delle prime esperienze in Italia di mercato biologico  permanente e autogestito, lo SpazioBio appunto, un luogo fisico aperto  tutti i giorni (tranne il lunedì) dove gli stessi produttori possono  offrire i propri prodotti ottenendo quella giusta remunerazione per il  proprio lavoro, garantendo al contempo alla clientela un eccellente  rapporto tra l?altissima qualità dei prodotti e il loro prezzo, con 
una estrema attenzione all?impatto ambientale delle produzioni stesse. Ispirato al principio della filiera corta, lo SpazioBio offre ai  romani un prodotto particolarmente innovativo: il biologico legato al  territorio, con tutte le garanzie di qualità, anche etica, e di  trasparenza. Dall?orto frutta ai prodotti da forno, passando per latte, formaggio,  carne, passata di pomodoro, olio e vino, sugli scaffali di SpazioBio  si trova tutto, compresi i prodotti a Marchio Garanzia Aiab e quelli  ottenuti dalla bioagricoltura sociale. Completezza dell?offerta, filiera corta, vendita diretta, trasparenza  e equità del prezzo fanno dello SpazioBio uno dei più innovativi punti  vendita collettivi oggi presenti in Europa e molto apprezzato da  migliaia di cittadini romani. Info: SpazioBio - Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo - Ex  Mattatoio - Testaccio, Roma. Tel. + Fax 06.57289957

 

 

Il Seven Rooms&Bar a San Benedetto del Tronto, il primo circolo AIAB per il bio di tutti giorni

È nato il primo circolo AIAB delle Marche. Un lieto evento che coinvolge la città di san Benedetto del Tronto e in particolare il Seven Rooms&Bar di Pietro Canducci  in via Legnano 52.  Aperto da poco meno di un anno, oggi il locale di Canducci è il primo bar biologico a chilometro zero.
Un'iniziativa che AIAB Marche ha promosso individuando nel locale il luogo ideale d'incontro con la collettività marchigiana al fine di instaurare un rapporto "quotidiano" con i consumatori responsabili e tutti i cittadini per vivere il biologico ogni giorno, e non solo nel giorno della spesa. Le attività, che i soci potranno svolgere previa una piccola iscrizione annuale, coinvolgeranno tutto il mondo agricolo e non solo:  aziende, produttori, consumatori. Attraverso questi giungere alla riscoperta  dei buoni sapori della tradizione marchigiana, della buona cucina fatta  secondo le regole e prodotta nel rispetto dell’ambiente che ci circonda. Degustazioni, sconti sugli acquisti, gite nelle aziende biologiche locali, convegni, giornate didattiche, tutto questo per la conoscere, imparare a comprendere il proprio territorio ricco di storia e sapori. Il mondo bio, infatti, è agricoltura ma è anche conoscenza, storia, cultura, economia, sviluppo.
È in questa direzione che il circolo Aiab delle Marche muove i suoi passi volendo raggiungere l'obiettivo di sensibilizzare  sempre più coscienze per nuovo e migliore modo di vivere e di mangiare.

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Corsi e Formazione

Da AIAB e Fondazione Banca Etica una borsa di studio per sostenere l'accesso alla terra
Al via il bando di ricerca "Un fondo per la terra" per la progettazione di uno strumento finanziario a sostegno dell'accesso alla terra. Il bando, rivolto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate, è finanziato dalla Fondazione Banca Etica in collaborazione con AIAB e altri importanti partner nell'ambito della finanza e della cooperazione (Banca Popolare Etica, Mag 2, Sefea e SCRET). Obiettivo della ricerca è la creazione di uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare (in maniera onerosa) ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano produrre cibo con metodo biologico mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. Un'azione concreta per dare una risposta al problema del controllo della produzione di cibo e a fenomeni globali come di land grabbing.
Le domande devono pervenire in forma cartacea ed elettronica (specificando nell’oggetto “Bando Un fondo per la terra”) alla Fondazione Culturale Responsabilità Etica entro il 31 dicembre 2011, al seguente indirizzo: Fondazione Culturale Responsabilità Etica Piazza dei Ciompi, 11 – 50122 Firenze Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La valutazione verrà effettuata insindacabilmente da una commissione nominata dalla Fondazione.


Leggi il bando



Al via i corsi di formazione di livello base e di approfondimento del Centro Formazione in Agricoltura Biologica (CeFAB). Iscrizioni aperte

Ripartono a pieno ritmo le attività di formazione e aggiornamento proposte dall'AIAB. Vasta la gamma di corsi di formazione di livello base, ma anche di approfondimento e aggiornamento, proposti dall'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica in tutta Italia agli operatori del bio con il Piano di Offerta Formativa (POF 2011).

Cinque i percorsi formativi che si articoleranno sul territorio nazionale tra settembre e novembre 2011. Si tratta di due corsi di primo livello che si svolgeranno in Umbria e in Piemonte nell’arco di due fine settimana e prevedono la qualifica di tecnico base in agricoltura biologica. Più un corso extracurriculare, rivolto ad agricoltori e tecnici, attivo nella regione Veneto e che prevede la frequenza a dodici incontri con cadenza mensile alla scuola esperienziale itinerante di agricoltura biologica. Altri due corsi del ReNTA, ma questa volta di approfondimento di secondo e terzo livello, saranno infine attivati ad ottobre, nel Lazio, sul tema della Bio-Agricoltura Sociale e della Biodiversità nelle azienda agricole bio (in collaborazione con AIAB Lazio).

Tutti i corsi comprendono seminari teorico/pratici in aula e in azienda, viaggi studio e giornate di campagna e sono organizzati dal CeFAB in collaborazione con le AIAB regionali e prevedono, se si è in possesso dei requisiti l’iscrizione al ReNTA (Registro Nazionale dei Tecnici in Agricoltura Biologica).

Per informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , visita la pagina del sito AIAB dedicata alla formazione www.aiab.it/formazione,
Per le iscrizioni segui la procedura indicata e contatta le AIAB regionali di riferimento.

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Reims (Francia) 24-27 giugno 2012,  XII Meeting del Working Group sul Biocontrollo degli agenti patogeni delle piante
La direttiva comunitaria 2009/128/CE, che norma sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi, richiede agli Stati membri la definizione di piani d'azione nazionali di settore entro il 14 dicembre 2012. La direttiva citata dice chiaramente che i metodo di controllo degli agenti patogeni "sostenibili, biologici, fisici e altri metodi non chimici devono essere preferiti ai metodi chimici, se consentono un adeguato controllo dei parassiti". In questo quadro si inserisce il workshop che si terrà in Francia dal 24 al 27 giugno prossimi, occasione in cui vogliamo stimolare il dibattito su come il biocontrollo degkli agenti patogeni delle piante potrebbe contribuire a rendere l'agricoltura più sostenibile. Per maggiorni informazioni: http://www.envirochange.eu/english/events_index.html

 

 

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Biodegustando: alla CAE di Roma un corso di degustazione dei vini biologici (novembre 2011)
E' partito giovedì 3 novembre a Roma, alla Città dell'Altraeconomia (ex Mattatoio di Testaccio), e proseguirà per gli altri giovedì di novembre Biodegustando, un corso di conoscenza e degustazione dei vini biologici. Nato da un’idea del giornalista ed enologo Pier Francesco Lisi, il corso è organizzato dall’associazione di produttori biologici Pro.Bio.,  in collaborazione con il portale Il Vino Biologico, e si propone di offrire agli appassionati un quadro completo del settore dei vini biologici in Italia, oltre alle nozioni essenziali per la degustazione del vino. Le lezioni saranno incentrate sulla degustazione di 12 vini biologici del Lazio (tre per ogni serata), che coprirà le diverse tipologie: bianchi, rossi, dessert, spumante, vini senza solfiti.
Biodegustando da appuntamento tutti i giovedì di novembre, dalle 20.30 alle 22.30, presso il ristorante della Città dell'Altraeconomia, in largo Dino Frisullo snc. Domenica 27 novembre, inoltre, è prevista una visita 'sul campo' presso l'azienda biologica Agricoltura Capodarco di Grottaferrata.
La quota di partecipazione al corso è 40 euro, è possibile iscriversi fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e iscrizioni scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


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Da novembre 2011 riprendono le visite di studio AIAB per viticoltori bio
Con il nuovo progetto SUSVIT, AIAB ripropone da novembre 2011 a tutto il 2012 una serie di visite di studio sulla viticoltura ed enologia biologica. Negli scorsi anni le cantine e vigneti di Spagna, Francia e Germania hanno accolto i visitatori di AIAB, mentre sono in programmazione visite (3-4 giorni) a realtà significative del biologico italiano, francese, spagnolo, svizzero e sloveno.
Info e contatti: Livia Ortolani - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Trieste 5 dicembre, la Cucina Naturale in armonia con le stagioni
Non basta solo mangiare, ma mangiare bene e sano è molto più importante.Si svolgerà il secondo incontro(dopo la numerosa parteciazione alla giornata del 19 ottobre) per imparare il cibo di stagione, il 5 dicembre  a Trieste in piazza Goldoni, 5 dalle 19.30 alle 22.30 nella sede  dell'Associazione Essedia. Nozioni di base di cucina e di nutrizione, con la realizzazione di menù dai sapori autunnali.
Sarà anche l'occasione di conoscere i concetti base della dietetica tradizionale cinese.
Per info.: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - cel. 333 4409669



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Guida ai vini d'Italia bio 2012
L'unica guida dedicata esclusivamente al settore vinicolo biologico, in uscita a gennaio per Tecniche Nuove. Si tratta della 15a edizione della guida in oggetto: cresce ancora d’importanza l’unica guida italiana dei vini biologici certificati.
Il settore dei vini biologici è tra quelli di punta nel comparto dell’agricoltura biologica. La guida di Tecniche Nuove ne segue l’evoluzione da 15anni, registrando una crescita sia nel numero dei produttori, sia nella qualità del vino. La guida presenta le aziende che coltivano con il metodo biologico e recensisce i vini prodotti, attraverso una scheda di degustazione. Tra questi vengono scelti, attraverso una degustazione in cieco (cioè senza sapere chi è il produttore), i migliori vini nelle varie categorie, bianchi, rossi, rosati, spumanti, dolci.

 

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La rivoluzione della lattuga. Si può riscrivere l’economia del cibo?
Nel mondo ci sono 800 milioni di contadini urbani che coltivano tra il 15 e il 20% del cibo consumato. Sono concentrati soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma sono sempre di più i giovani e le famiglie che nel ricco nord vogliono riconquistare gli spazi delle città e soprattutto ripensare il rapporto con quello che mangiano.
Accanto a questo esercito armato di zappa, che fa rivivere  aree dismesse, si dedica all’orto, e realizza fattorie sui tetti, cresce il numero delle persone che acquistano diversamente affollando i mercati a filiera corta, entrando a far parte di un gruppo di acquisto, sottoscrivendo servizi di vendita diretta.  Sono i nuovi «cittadini del cibo», consumatori che vogliono ribellarsi a un sistema all’apparenza efficiente in realtà tutt’altro che perfetto, raccontati nel libro di Franca Roiatti “La rivoluzione della lattuga. Si può riscrivere l’economia del cibo?” (Egea 2011, 216 pagg., 20 euro in formato cartaceo, 11,99 digitale).
Il mercato del cibo, dalla commercializzazione delle sementi alla distribuzione dei prodotti commestibili è in mano a poche potenti multinazionali e grandi catene di supermercati. Un sistema globalizzato che ha tagliato il prezzo di quello che mettiamo nei piatti. Ma, a  quale costo? Nei paesi avanzati ci si ammala di cibo e si sprecano tonnellate di alimenti, mentre nei paesi poveri quasi un miliardo di persone continua a morire di fame. La Terra è esausta anche a causa dell’agricoltura che si nutre di petrolio, risorsa scarsa e inquinante.
 Perpetuare questo modello ed espanderlo per  sfamare 9 miliardi di persone e far fronte alle mutate abitudini di milioni di cinesi, indiani o brasiliani, che arricchendosi mangeranno sempre più come noi, non è sostenibile. Lo stanno predicando scienziati, visionari e attivisti. Ma soprattutto lo capiscono sempre più persone che si organizzano e agiscono per cambiare le cose dal basso.
 Negli Stati Uniti dal 1998 al 2009 il numero dei farmers market è passato da 2700 a più di 5200, in Italia nel 2010 il numero dei mercati di Coldiretti è cresciuto del 28 per cento e più di 8 milioni di italiani vi hanno fatto la spesa. I gruppi di acquisto che si organizzano in varie formule per comprare direttamente dai produttori si moltiplicano e sono ormai oltre 2500 negli USA, 1500 in Francia, altrettanti almeno in Italia.
Siamo di fronte all’ultima moda ecologica che poche élite possono permettersi o questi fenomeni saranno davvero in grado di rifondare l’economia alimentare del pianeta?
Il libro tenta di dare una risposta attraverso  un viaggio tra realtà molto diverse tra loro: dagli orti «senza petrolio» dell’Avana e quelli creativi di Nairobi, le fattorie sociali di Detroit e i tetti coltivati di New York, le parcelle (ex) abusive di Torino e le aiuole improvvisate di Todmorden in Gran Bretagna. È un racconto di come le città del mondo stanno reagendo di fronte alla travolgente passione di tutti coloro che sono intenzionati a ritrovare il legame con la terra, strappandola al cemento. La storia dei nuovi patti tra i centri urbani e la campagna, che si stringono in Francia, a Milano, Bologna, Pisa, nei quali chi compra il cibo si assume la responsabilità di ascoltare la fatica di chi lo produce.
Sono pionieri, secondo Franca Roiatti, di un movimento che vuole ridare valore a quello che mangiamo, riportando le comunità al centro delle decisioni, spronando  le istituzioni a considerare il cibo una questione politica, a formulare strategie e progetti, a porre regole e aprire nuove strade per rendere definitiva la rivoluzione della lattuga.
Franca Roiatti, è nata a Udine e ha studiato Scienze Politiche all’Università di Trieste. Si è trasferita a Milano per diventare giornalista lavorando per quotidiani, radio e settimanali prima di approdare a Panorama, dove si occupa di esteri. Nel 2010 ha pubblicato Il nuovo colonialismo. Caccia alle terre coltivabili (Università Bocconi Editore), il primo libro che approfondisce la tematica del land grabbing.

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F4st training diventa anche un libro 

Il programma di e-learning e formazione professionale sulla sicurezza alimentare, dal campo alla tavola, sviluppato da sei Stati membri dall’Unione Europa nell’ambito del progetto Leonardo diventa anche libro cartaceo. L’obiettivo del programma F4ST è formare specialisti della sicurezza alimentare che abbiano una conoscenza approfondita del settore, ma che siano anche capaci di guardare a tutte le declinazioni della sicurezza alimentare e all’intera filiera produttiva del cibo, per migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei attraverso una maggiore qualità e sicurezza degli alimenti. Con la pubblicazione di F4ST Training Book, la versione cartacea del programma F4ST Training, vengono raccolti per la prima volta in un unico testo tutti i temi legati alla sicurezza alimentare e viene presa considerando tutta la filiera della produzione del cibo. 

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