Edizioni AIAB, Anno IX, Numero 41, 02 Dicembre 2011


Biofach 2012 - Nuremberg, Germany 15.-18.2.2012 Bejo
Casa naturale
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Editoriale

Per rispondere alle crisi alimentare e climatica bisogna rimettere il cibo e i contadini al centro delle scelte politiche
 

Le crisi alimentari che si susseguono in modo sempre più drammatico, la finanziarizzazione dell'agricoltura e le speculazioni sulle commodities alimentari, riportano drammaticamente in primo piano nell'agenda politica nazionale e internazionale la questione del cibo. Un'urgenza rilanciata anche dalla FAO, con il recentissimo rapporto State of the World's Land and Water Resources for Food and Agriculture.
Nello stesso tempo contadini, agricoltori, produttori di cibo di tutto il mondo stanno dimostrando come nutrire il mondo e come traghettare il settore primario verso un modello produttivo a basso tenore di carbonio. Gli agricoltori biologici, infatti, sono innovativi perché incalzano le sfide alle quali non può rinunciare a rispondere l'agricoltura del futuro. E sono proprio queste esperienze che vuole mettere e sta mettendo in rete l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB), con il Congresso federale 2011.
Per fronteggiare le attuali crisi alimentare e climatica, sia in Italia che in Europa, è arrivato il momento di fare scelte di politica agricola importanti e lungimiranti, che siano in grado di promuovere modelli di produzione del cibo sostenibili, proprio come il biologico. Il bio è un modello di sviluppo alternativo all'agricoltura industriale capace di produrre cibo di qualità nel rispetto dell’ambiente, dei cicli naturali e del benessere umano ed animale, nonché di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini, rimettendo al centro il ruolo insostituibile degli agricoltori. Il modello biologico è basato su un concetto alternativo di economia, fondato sulle relazioni tra persone, tra comunità e tra le persone e l'ambente, e l'alleanza fra produttori e cittadini consapevoli è la base della nostra forza.
Se l'Italia e l'Europa dovessero rinunciare a scelte di politica agricola capaci di promuovere e sostenere gli agricoltori, ed in particolare chi pratica il biologico, l'agricoltura rischierebbe di scomparire, nonostante il cibo sia centrale e imprescindibile per la vita di tutti.

Andrea Ferrante
presidente federale AIAB


Sommario

  1. Prima pagina

  2. Mondo bio

  3. Bioricercando

  4. Agricoltura Sociale News
  5. L'agenda



Prima pagina

Il Bio che cambia: AIAB al Congresso Federale, Milano 1-4 dicembre 2011



AIAB e Legambiente insieme a congresso e in diretta streaming su www.aiab.it




Milano Mangia Bio!

ffagrain 
Per rispondere alle crisi alimentare e climatica bisogna rimettere il cibo e i contadini al centro delle scelte politiche

BioDistretti: il biologico che si mette a sistema





Rapporti più equi nella filiera alimentare e canali distributivi alternativi





Focus sulla vendita diretta


Mondo Bio

a cura di Laura Genga ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


Italia

Il Bio che cambia: AIAB al Congresso Federale, Milano 1-4 dicembre 2011
Dal 1° al 4 dicembre 2011 a Milano, presso il Centro Congressi della Provincia, si svolge il Congresso Federale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB).
L'AIAB nasce 23 anni fa dall'unione dei coordinamenti regionali dei produttori biologici italiani ed oggi conta su 18 Associazioni regionali federate in unica grande associazione. AIAB è il principale soggetto di rappresentanza dei produttori biologici italiani e raccoglie al suo interno anche il meglio del corpo tecnico del settore ed i consumatori singoli o organizzati più attenti alle dinamiche del biologico italiano.
L'AIAB fa, inoltre, parte di reti internazionali, come IFOAM e Via Campesina, che fanno del Congresso Federale un evento di livello internazionale con partecipanti che provengono da diversi continenti. L'appunatmento di Milano sarà quindi l'occasione per far incontrare i principali soggetti a livello nazionale ed internazionale interessati a vario titolo nel settore.
Il Congresso dell'AIAB non solo è un importante momento di incontro a livello associativo, ma rappresenta anche una delle principali occasioni di riflessione sui futuri sviluppi del settore biologico italiano ed internazionale. Non a caso, tre delle quattro giornate del congresso affronteranno tematiche che interessano l'intero settore e saranno aperte ai contributi politici di diverse associazioni e istituzioni. Il Congresso è stato preceduto, il 30 novembre, da una giornata in ricordo di Giovanni Brambilla e di approfondimento sul tema dei Bio-Distretti e della cooperazione internazionale; quindi si è aperto il 1° dicembre con un convegno internazionale dedicato alla filiera alimentare e ai modelli distributivi in grado di garantire rapporti più equi lungo tutta la filiera; oggi prosegue con un congresso scientifico sulla ricerca nel bio e sulle interazioni positive tra agricoltura biologica, rinnovabili, biodiversità e acqua; quindi il 3 dicembre affronterà il tema del movimento biologico come agente di sviluppo di un'economia solidale di utilità sociale, economica ed ambientale. Durante la quarta giornata, invece, verranno eletti i nuovi membri degli organi politici e direttivi dell'AIAB. Ai convegni e ai congressi, inoltre, si accompagnerà un ricco calendario di eventi culturali. Per saperne di più e consultare il Programma del Congresso www.aiab.it

Il Congresso dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) è un evento realizzato con il patrocinio di: MiPAAF, ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano; con il contributo del MiPAAF e della Provincia di Milano e con il sostegno di Brio, BtoBio e Novamont.

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Il paradosso del bio italiano

Ad oggi il bio italiano vive il paradosso di essere l'unico settore dell'agroalimentare che continua a far registrare una crescita positiva nei consumi nonostante la crisi, ma contemporaneamente fa registrare una depressione in termini di operatori e superfici coinvolte: al 2001 gli operatori del settore erano 60.509 e gli ettari convertiti (o in via di conversione) al bio erano 1.237.640 e dopo dieci anni gli operatori sono diventati 47.663 e gli ettari interessati 1.113.742.

Paradigmatico, in tal senso, il caso della Lombardia: è la prima regione per produzione agricola a livello nazionale, ma è anche l'unica che vede le aziende agricole biologiche come operatori di settore minoritari, a tutto vantaggio di trasformatori, grossisti, esportatori e distributori. È inaccettabile che la prima regione agricola d'Italia abbia una forza di produzione biologica così irrisoria.

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Agricoltura come presidio del territorio

Oltre alla centralità dell’agricoltura come attività di produzione di cibo e potenziale rilancio economico delle comunità rurali, l’agricoltura – come hanno tristemente dimostrato le ultime tragiche alluvioni in Liguria, Toscana, Calabria e Sicilia - è centrale anche come fattore di salvaguardia del territorio e del paesaggio.

Agricoltura e ambiente sono sempre più uniti da un legame di forte reciprocità. Si tratta certo di presidiare il territorio con una attività produttiva fondamentale, impedendo che il paesaggio rurale venga perso per farci speculazioni edilizie. Ma anche di farsi carico della qualità di quel suolo che vogliamo difendere dal cemento: il territorio agricolo è in grado di offrire una quantità impressionanti di servizi ambientali, oltre alla produzione agricola, ma la condizione è che venga trattato secondo pratiche rispettose della vita e della chimica del suolo.

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AIAB e Legambiente insieme a congresso e in diretta streaming su www.aiab.it

L'agricoltura biologica secondo l'AIAB non è solo una tecnica di produzione, ma rappresenta un modello di sviluppo alternativo ed ecocompatibile, che non considera il cibo alla stregua di qualsiasi altra merce, che riconosce la terra e la biodiversità come beni comuni, che mira a tutelare la diversità biologica delle colture, sostenere i piccoli coltivatori e garantire la sicurezza alimentare, che promuovere l’accesso alla terra e la rinascita delle zone rurali, che rispetta il lavoro, il benessere animale e l'ambiente, a 360 gradi, basandosi sulla sovranità alimentare.

Per tutti questi motivi il Congresso Federale AIAB sarà gemellato con il Congresso Nazionale di Legambiente, la più grande associazione ambientalista italiana, che si svolgerà nei medesimi giorni di quello dell'AIAB, ma a Bari. Così 'Il Bio che cambia' dialogherà virtualmente con 'Capire il futuro per cambiare il presente. La forza dell'ambientalismo per vincere le sfide del mondo moderno': i congressi, infatti, saranno trasmessi in diretta streaming, rispettivamente sul sito dell'AIAB e su quello di Legambiente, inoltre sul sito de La Nuova Ecologia ci saranno notizie e approfondimenti su entrambi gli appuntamenti.

I due congressi, infatti, saranno trasmessi in diretta streaming, sia sul sito dell'AIAB che su quello di Legambiente. Inoltre sono previsti collegamenti in teleconferenza tra i due appuntamenti di Milano e Bari. E’ possibile seguire la diretta streaming del Bio che cambia, dal 1° al 3 dicembre, su www.aiab.it

 

Milano Mangia Bio!
Dal 28 novembre al 4 dicembre, in sintonia con il Congresso Federale AIAB 2011, un esteso circuito di ristoranti e bar milanesi, proporranno in diverse parti della citta' serate, menù e aperitivi rigorosamente biologici! Per continuare a parlare del modello bio e del futuro del biologico degustando le eccellenze del settore. Per maggiori informazioni www.aiablombardia.it
Scarica la locandina di Milano Mangia Bio

 

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BioDistretti: il biologico che si mette a sistema

Valorizzare le economie e le colture locali attraverso modelli innovativi di gestione sostenibile dei territori rurali. È questa la mission dei  BioDistretti. L’esperienza del Parco Sud di Milano, che ha dato vita al distretto di economia solidale e rurale, si confronta le realtà virtuose dei distretti biologici dell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (Sa), del Grecanico (RC) e della Via Amerina (Vt). 

Un dialogo promosso dall’AIAB, che si è svolto oggi nell’ambito della giornata precongressuale di approfondimento che l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica ha espressamente dedicata al modello produttivo e organizzativo dei BioDistretti e alla messe in rete delle migliori esperienze del settore.

L’Associazione Italiana per l’Agricoltrua Biologica (AIAB) è infatti impegnata da molti anni nella promozione e divulgazione, sia a livello regionale che nazionale ed internazionale, di modelli innovativi di gestione sostenibile dei territori rurali, fondati sull’agricoltura biologica. L’obiettivo è la tutela e la valorizzare delle economie e delle colture locali, soddisfacendo nel contempo sia le esigenze dei produttori (ricerca di mercati locali, attivazione di servizi integrati territoriali, maggior riconoscimento pubblico del ruolo sociale ed ambientale del bio-agricoltore, etc.) che quelle dei consumatori (sicurezza alimentare, conoscenza dei luoghi di produzione del cibo, ricerca di prezzi più giusti, ecc.) e della pubblica amministrazione (acquisti verdi, mense pubbliche bio, etc.). Proprio questa logica è alla base del successo delle esperienze italiane dei BioDistretti realizzati in Campania, Calabria e Lazio. 

I BioDistretti italiani. Il primo caso è quello del BioDistretto dell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nella provincia di Salerno, esteso su di una superficie di 3.196 Kmq, che vede 31 Comuni impegnati nella promozione della cultura del biologico e negli acquisti verdi. Il tutto amplificato dalla ‘cassa di risonanza’ del Cilento, terra d’elezione della Dieta Mediterranea. 

La seconda esperienza è rappresentata dal BioDistretto Grecanico, nella provincia di Reggio Calabria, esteso su una superficie di circa 4.000 kmq, con il coinvolgimento di 12 Comuni, tra i quali spicca Bova Marina, dove è stata tra l’altro attivata una Piattaforma logistica per la commercializzazione delle produzioni bio da filiera corta. L’ultimo nato, il Bio-distretto della Valle Amerina, oltre al coinvolgimento degli operatori e del mondo universitario vede la partecipazione di tutti i Comuni del comprensorio.

Partendo dalle aziende biologiche del territorio i BioDistretti mettono a sistema enti, produttori, agricoltori, istituzioni e cittadini consumatori, creando una rete tra i diversi attori che portano alla conversione dei territori rurali. I BioDistretti rappresentano, inoltre, un laboratorio di innovazione particolarmente adatto anche a sperimentare, in Italia, la certificazione di gruppo che risponde alle esigenze delle aziende che si aggregano in un determinato territorio. 

I BioDistretti rappresentano veri e propri agenti di sviluppo per le comunità rurali, capaci di rimettere al centro del rilancio dell’economia l’agricoltura ecocompatibile e di qualità. Peccato che non tutte le istituzioni ne sfruttino al melgio le pontenzialità. Un caso per tutti: quello dei Parchi nazionali. A venti anni dalla legge sui quadro 394 (sui parchi nazionali), infatti, sono ancora troppo ridotti gli ettari condotti con metodo biologico all’interno delle aree protette nazionali. 

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Rapporti più equi nella filiera alimentare e canali distributivi alternativi

I consumi di alimenti biologici in Italia rappresentano circa l'1,5% della spesa alimentare, e dalle rilevazioni Ismea dei primi quattro mesi del 2011 è confermato il trend positivo registrato l'anno precedente (+11% nel 2010). 

Al successo del biologico ha contribuito senza dubbio anche la nascita e il consolidarsi di canali di distribuzione di prodotti bio cosidetti "alternativi". L'evoluzione del settore biologico italiano, che per molti versi si è sviluppato in contrapposizione al sistema della grande distribuzione organizzata (GDO), ha portato naturalmente all'istituzione di un sistema di distribuzione alternativo all'alienante modello di relazione distributore/consumatore proprio della GDO. Negli ultimi 6 anni, infatti, i canali di distribuzione alternativi per i prodotti bio sono cresciuti di ben il 76,4%.

“Il biologico ha avuto ed ha la forza di cambiare i modelli di distribuzione – commenta Andrea Ferrante, presidente nazionale AIAB - perché ha saputo mettere al centro il rapporto fra chi produce e chi consuma ed oggi la maggioranza degli italiani consuma il cibo in maniera più consapevole, apprezzando le caratteristiche dei prodotti bio. L’agricoltura  - prosegue Ferrante - può essere un settore strategico per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi economico-finanziaria che ha investito il modello di sviluppo occidentale. Il settore primario, infatti, rappresenta un’opportunità concreta di uscire dalla crisi, a patto che si investa su un modello agricolo basato sulla sovranità alimentare e quindi costituito da una rete diffusa di mercati locali, da una nuova centralità per la figura dei contadini-produttori, da modelli di produzione ecosostenibili come l’agricoltura biologica e dall’accesso agevolato alla terra per i giovani”.

Nelle varie tipologie di sistemi alternativi di distribuzione di prodotti biologici, i gruppi di acquisto solidale (GAS) si sono rivelati i più dinamici registrando, in trend evolutivo di sei anni (2005-2010), un incremento pari al 234%. Dalla 17a edizione dell'annuario del biologico Bio Bank risulta che i GAS sono passati nei soli ultimi tre anni da 479 gruppi, rilevati nel 2008, agli attuali 742 (+55%) non considerando quelli non ufficiali. È confermata anche la loro distribuzione geografica prevalentemente al nord, dove si trova il 60% dei gas italiani, a seguire il 28% al centro  e circa il 12% dei GAS al sud e nelle isole. 

Cresce anche, del 25%, la vendita diretta (spaccio) in azienda. Le realtà che nel 2008 avevano spaccio aziendale erano 1.943 e sono passate alle attuali 2.421; la crescita anche per questo canale, è pari al 102% se l'osservazione è retroattiva al 2005. Lo stesso trend positivo si riscontra anche per il canale dei mercatini bio, che registra un incremento del 7% (2008/2010) e del 20% (dal 2005). 

Alternativo ed in crescita è anche il canale virtuale dell’e-commerce, che segna un +38% (da 110 siti internet di prodotti bio a 152). Rientrano a pieno titolo nei canali alternativi di distribuzione/consumo di prodotti bio anche quelli extra-domestici quali i ristoranti che valorizzano la cucina biologica e che da 199 sono passati a 246 locali, registrando un incremento del 24% (2008/2010) e di ben 44% in sei anni, escludendo l'agriturismo che invece in sei anni ha registrato un incremento pari al 62%. Anche le mense scolastiche, che nel loro capitolato prevedono prodotti biologici, segnano nell'ultimo triennio un incremento del 10% (da 791 a 872) e del 35% (dal 2005).

Questa panoramica sugli ultimi sei anni di consumi biologici italiani e sui canali alternativi di distribuzione dei prodotti bio dimostra che questi sistemi di distribuzione alternativi "organizzati" sono competitivi  con i sistemi tradizionali – GDO innanzitutto – perché riescono a garantire la qualità del prodotto insieme a un ritorno economico, sociale e ambientale conveniente per tutti, e a lungo termine.

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Focus sulla vendita diretta

In Italia, sulla base dei dati AIAB, la vendita diretta dei prodotti biologici negli ultimi anni ha registrato una notevole crescita. Con la vendita diretta, i piccoli e medi produttori agricoli biologici hanno trovato una possibile risposta per far fronte alle crisi economica. Con tale canale di distribuzione alternativo, l’impresa agricola bio si sta sempre più rivolgendo ad attività maggiormente orientate al consumatore, cogliendo il vantaggio competitivo che può nascere dalla sua capacità di comunicare efficacemente con il mercato e dalla capacità di cogliere le informazioni che da esso provengono.
È quanto è emerso dalla tavola rotonda su Rapporti più equi nella filiera per una nuova relazione fra produttori e acquirenti, che si è svolta giovedì 1° dicembre al Congresso Federale dell’AIAB. Attraverso il contatto diretto col consumatore, l’azienda può sia recuperare il valore aggiunto che normalmente è più ad appannaggio degli operatori che sono più a valle del processo produttivo, sia avere un sostentamento laddove la sua dimensione economica molto ridotta non le avrebbe permesso di operare nei canali commerciali tradizionali. 
Fatte salve le piccole aziende che hanno nella vendita diretta la loro principale se non unica fonte di sussistenza, secondo le stime AIAB da qualche tempo questo canale è abbondantemente esplorato anche da aziende medio grandi e grandi. Infatti alle varie forme di vendita diretta oggi guardano con interesse e profitto anche aziende che sicuramente non partecipano ai mercatini, non sono catalogabili come aziende familiari, magari hanno anche contratti con la GDO o con clienti dal nome "pesante", ma hanno aperto ai gruppi di acquisto probabilmente in modo molto più strutturato dei piccoli. Questo, anche se non occupa percentualmente la parte più significativa del loro fatturato, è un passaggio strategico perché la vendita diretta da loro diffusione, e quando quel marchio si rivede nei negozi piace di più, ma soprattutto garantisce quella liquidità che il mercato convenzionale non garantisce e che oggi è indispensabile alla sopravvivenza. Questo riguarda sia aziende ortofrutticole, sia aziende di trasformazione in dimensione per nulla artigianale (pasta, passata, confetture, succhi, snack, legumi lessati in barattolo, etc.). Basta guardare i siti di IRIS, Bio Italia, Alce Nero, Agrinova Bio, Le fattorie sociali, etc.), tutti hanno uno spazio dedicato ai GAS, o se li contatti, sono ben felici di servirti, ovviamente alle loro condizioni, che magari entrano in una dimensione particolare di vendita diretta perché hanno un minimo (una pedana) e i prezzi non sono mai il primo prezzo che riservano ai clienti "buoni"; ma così fanno anche i produttori nei mercatini che si riservano sempre un prezzo più vantaggioso per clienti particolari. Le aziende agricole che adottano questo circuito “diretto” tra produzione e consumo, sono ormai oltre la metà delle aziende, quota che cresce nettamente nel caso delle piccole e piccolissime imprese dell’agroalimentare bio. 
Secondo AIAB, inoltre, sta crescendo la presenza di aziende agricole multifunzionali con particolare attenzione ai valori etici sociali e ambientali, che vedono un cambio generazionale nella conduzione dell’azienda e un giovane imprenditore di mentalità aperta che hanno sempre di più la volontà di “operare un cambiamento”, facendo rete, aggregandosi (associazioni, cooperative, ecc.) maggiormente consapevoli nell’agire nel prendersi cura di una collettività, del territorio in cui produrre, del prodotto biologico da valorizzare e dell’ambiente in cui operare scelte responsabili. L’AIAB stima che il mercato della vendita diretta dei prodotti biologici rappresenti poco meno del 15% delle vendite in valore di prodotti del nostro agroalimentare biologico.
Dalla tavola rotonda Rapporti più equi nella filiera per una nuova relazione fra produttori e acquirenti sono, inoltre, emersi diversi spunti sui quali riflettere. L’intervento della De Mattheis (MiPAAF) si è concentrato sulla revisione delle regole per la concessione degli aiuti di Stato in ambito PAC, sui progetti di filiera, sulle regole per favorire le produzioni locali e sulle vendite on line. Per Andrea Calori, Urgenci, è ora di passare dalle politiche di sostegno alle politiche di contesto, che maggiormente prendono atto della presenza delle reti (nate per dare risposta ad un bisogno). Per Genevieve Savighy, Coordinamento Europeo de La Via Campesina, è sempre più necessario far sentire la voce dei contadini a livello europeo: a fronte di una agricoltura sempre più industriale, sono usciti dal settore agricolo il 25% in media dei contadini in Europa (solo in Italia il 32%). Nuova agenda per le politiche agricole, transizione dalla dimensione industriale alla dimensione familiare dell’azienda contadina, apertura della PAC soprattutto per quanto concerne lo Sviluppo rurale. A tutte queste richieste sembra rispondere Michael Erhart, DG Agri, Commissione Europea, che ha indicato una serie di azioni volte a rafforzare la vendita diretta nelle politiche europee, come il Sotto Programma per i piccoli produttori. Provocatorio l’intervento di Giuseppe Vergani, Res Lombardia, che ha chiesto alla politica di trovare il modo di far pagare all’agroindustria i danni all’ambiente creati dall’agricoltura convenzionale, di garantire l’accesso alla terra e meccanismi di garanzia partecipata. Secondo Fabio Del Bravo, responsabile Area Mercati ISMEA, economia e ambiente possono dialogare e trovare delle soluzioni sostenibili di sviluppo in particolare tramite il biologico, settore che meglio coniuga la conservazione ambientale con una economia sostenibile (Alba Pietromarchi).

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Europa

OGM: il Consiglio di Stato francese annulla divieto coltiazione Mon 810

La giustizia francese ha annullato, lo scorso lunedi', il divieto di coltivare mais OGM Monsanto, decisione che era stata presa dal governo francese nel 2008 e che in seguito era stata messa in discussione dalla Corte di Giustizia Europea. E' quanto si legge sul portale dell'associazione generale dei cerealicoltori francesi. "Sulla base della sentenza della Corte di Giustizia Europea, il Consiglio di Stato rileva che il ministro dell'agricoltura non ha potuto giustificare la sua competenza per l'adozione di provvedimenti, non avendo fornito le prove dell'esistenza di un livello di rischio particolarmente elevato per la salute o l'ambiente" ha indicato il consiglio in un nota stampa. Il ministro dell'Agricoltura Bruno Le Maire ha replicato assicurando che il governo "Prendera' in considerazione tutte le strade possibili affinche' in Francia non venga coltivato il mais OGM Mon 810". (Fonte: AgraPress)

 

Nuove etichette alimentari europee, scatta l’obbligo di indicare la provenienza di tutte le carni fresche

E’ stato pubblicato martedì 22 novembre sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento comunicatorio sulle informazioni alimentari da inserire in etichetta, che prescrive l’indicazione di informazioni nutrizionali importanti, impone l’indicazione della presenza di allergeni, prevede il divieto di indicazioni forvianti e una dimensione minima delle etichette per renderle più facilmente leggibili. Altrettanto importante, con la nuova norma e si estende l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta di tutti i tipi di carni fresche - dal maiale al pollame, passando per agnello e capra - proprio come avveniva già per quella bovina.

 

Un rapporto contro lo spreco di cibo al Parlamento Europeo
Mettere in atto misure urgenti misure urgenti per dimezzare gli sprechi alimentari nell’UE entro il 2025. E’ l’intento dichiarato del rapporto sulla lotta allo spreco alimentare approvato mercoledì scorso dalla commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Il rapporto "Evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare nell'UE", di cui è relatore Salvatore Caronna (Socialisti & Democratici), passa ora all'esame della seduta plenaria; una volta approvato definitivamente sarà trasmesso all'organo competente per l'attuazione delle politiche europee.



Nove Regioni Europee fanno fronte comune sulla PAC e scrivano una lettera di richieste a Ciolos
Stabilità dei mercati, rafforzamento delle filiere agroalimentari, sostegno ai prodotti di qualità, una dimensione umana delle strutture di produzione agricola, il sostegno agli investimenti e all'innovazione nelle politiche di sviluppo rurale, la valorizzazione del potenziale energetico delle zone rurali, più sostegno alle zone svantaggiate, maggiore semplificazione, nuovo ruolo della Regioni nel governo della nuova Pac. Sono le nove proposte per la riforma della Politica Agricola Comune avanzate dal coordinamento delle nove Regioni europee che hanno scritto una lettera comune al commissario Ciolos. Fanno parte del coordinamento le seguenti regioni: Toscana, Emilia Romagna, Loira, Bretagna, Poitou Charentes, Baviera, Andalusia, Alta Austria e Malopolska.

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Mondo

Terra e acqua, allarme FAO sul degrado dei suoli e la scarsità di acqua

Il rapporto State of the World's Land and Water Resources for Food and Agriculturenel pubblicato dalla FAO lo scorso lunedì denuncia che «Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050».

 


Argentina: assassinato Cristina Ferreyra, membro del Mocase-Via Campesina
Nel pomeriggio dello scorso 16 novembre, nella comunità di San Antonio, in Argentina, i due sicari Javier e Arturo Juarez hanno aperto il fuoco a sangue freddo contro dei contadini causando la morte di Cristian Ferreyra, appena 25 anni, e ferendo gravemente altre due persone che sono tuttora in ospedale in prognosi riservata.
La comunità di San Antonio, situata a 60 km da Monte Quemado, è membra della CCCOPAL MOCASE - Via Campesina e sta resistendo alle frequenti intimidazioni di impresari nel nord di Santiago del Estero.
Gli impresari che tentano un’azione violenta di accaparramento della terra rispondono ai nomi di Julian Ciccioli e Ricardo Villa, sono provenienti da Santa Fe e Tucuman. Si tratta delle stesse persone che hanno progettato il piano di attacco contro gli agricoltori indigeni nei dipartimenti di Copo, Pellegrini e Alberdi da circa 4 mesi. Alcuni esempi sono la detenzione arbitraria di Ricardo Cuellar, l'attentato al FM Pajsachama, la distruzione provocata da incendi di case e proprietà dei contadini del CCCOPAL.
Tutto questo accade con la complicità delle autorità locali, di funzionari politici, di giudici e istituzioni, come ad esempio la Dirección Provincial de Bosque che autorizzo la deforestazione in una zona dove risiedono da varie generazioni contadini indigeni. Loro sono i responsabili diretti dell’assassinio di Cristian.
L'omicidio di Cristian Ferreyra non resterà impunito e tutta la rabbia e il dolore provato da colleghi, amici e familiari rafforzerà le lotte di coloro che vivono a difesa dei territori e delle comunità locali.
Per maggiori informazioni La Vía Campesina- Argentina 

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Dichiarazione finale: stop al land grabbing subito!
Nyéléni, 19 novembre 2011
Noi, donne e uomini, contadini, pastori, popoli indigeni e cittadini, che ci siamo riuniti nel Villaggio di Nyéléni, in Mali, dal 17 al 19 novembre 2011, siamo determinati a difendere la sovranità alimentare, i beni comuni e i diritti dei piccoli produttori di cibo all'uso responsabile delle risorse naturali. Abbiamo sostenuto l'Appello di Kolongo presentato dalle organizzazioni contadine del Mali, che hanno preso l'iniziativa di organizzare la resistenza locale contro il drammatico fenomeno del land grabbing (accaparramento dei terreni fertili da parte di multinazionali e overni stranieri e contestuale espulsuione dei contadini dalla terra) in Africa. Abbiamo aderito al Forum di Nyéléni in risposta all'Appello di Dakar, che chiamava alla mobilitazione per un'alleanza globale contro terra-grabbing.
Negli ultimi tre giorni, contadini, pastori e popoli indigeni si sono riuniti da tutto il mondo per condividere le loro esperienze e le lotte contro il land grabbing. In Mali, il governo si è impegnato a regalare 800 mila ettari di terreni agli investitori commerciali. Queste sono terre delle comunità locali da generazioni, se non secoli, mentre lo Stato del Mali esiste solo dagli anni Sessanta. La stessa situazione si ritrova in molti altri Paesi, dove i diritti consuetudinari non vengono riconosciuti. Togliere le terre alle comunità è una violazione dei loro diritti storici e dei diritti acquisiti per consuetudine.
Accesso sicuro alla terra e controllo su terre e risorse naturali sono indissolubilmente legati al godimento dei diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e da varie convenzioni regionali e internazionali suii diritti, come il diritto ad un adeguato standard di vita, a un alloggio, al cibo , alla salute, alla cultura, alla proprietà e alla partecipazione. Prendiamo atto con grande preoccupazione che gli Stati non rispettano i propri obblighi in tal senso e che mettono gli interessi privati delle imprese sopra i diritti dei popoli.
Il land grabbing è un fenomeno globale guidato da élite locali, nazionali e transnazionali, nonché da investitori e governi, con lo scopo di controllare le risorse più preziose del mondo. Le crisi finanzia alimentare e climatica globali hanno innescato una corsa alla'ccaparramento di suole e risorse naturali da parte degli investitori e dei governi ricchi, dal momento che questi sono gli unici investimenti che garantiscono ritorni sicuri. Fondi pensione e altri fondi d'investimento sono ormai diventati attori importanti nel land grabbing, mentre le guerre continuano ad essere combattute per prendere il controllo sulle ricchezze naturali.
La Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo stanno cercando di agevolare l'accaparramento di terra attraverso la promozione di politiche e leggi favorevoli alle aziende e alle corporation. La Banca Mondiale, l'IFAD, la FAO e dell'UNCTAD hanno proposto sette principi che l'accaparramento dei terreni da parte delle multinazionali e dei governi. Guidata da alcune delle più grandi multinazionali al mondo, l'Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA) mira a trasformare l'agricoltura di piccola scala in agricoltura industriale e ad integrare i piccoli coltivatori nelle loro filiere globali del valore, aumentando notevolmente la loro vulnerabilità al land grabbing...
Il land grabbing sottrae suoli fertili ai contadini in Asia, Africa, nelle Americhe e anche in Europa, dove l'accaparramento di terreni va a favore dell'agricoltura industriale, del settore minerario, dei progetti di nuove infrastrutture, dighe, turismo, industria, espansione urbana e di scopi militari. Le popolazioni indigene e le minoranze etniche sono state espulse dai loro territori da parte delle forze armate, fatto che aumento la vulnerabilità delle comunità locali e che, in alcuni casi, porta anche versi nuove forme di schiavitù. Le false soluzioni al mutamento climatico basate sul mercato stanno creando persino nuovi modi per allontanare le comunità locali dalle loro terre e dalle risorse naturali....
La lotta contro l'accaparammento delle terre fertili è una lotta contro il capitalismo, il neoliberismo e contro un modello economico distruttivo. Attraverso le testimonianze dei nostri fratelli e sorelle in Burkina Faso, Colombia, Guatemala, Repubblica Democratica del Congo, Francia, Ghana, Guinea Bissau, Honduras, India, Indonesia, Mali, Mauritania, Mozambico, Nepal, Niger, Senegal, Sud Africa, Tailandia e Uganda, abbiamo imparato come il land-grabbing minaccia l'agricoltura di piccola scala, l'agricoltura familiare, la natura, l'ambiente e la sovranità alimentare. Il land grabbing espropria le comunità, distrugge le economie locali e il tessuto socio-culturale, e mette in pericolo le identità delle comunità, siano essi agricoltori, pastori, pescatori, operai, dalit o popoli indigeni. Coloro che si battono per i loro diritti sono picchiati, imprigionati e uccisi. Non c'è modo per mitigare l'impatto di questo modello economico e le strutture di potere che lo promuovono. Le nostre terre non sono in vendita o locazione!
Ma non siamo sconfitti. Attraverso l'organizzazione, la mobilitazione e la comunità, siamo stati in grado di fermare il land grabbing in molti luoghi...
Ricordando l'appello di Dakar, ribadiamo il nostro impegno a resistere al land grabbing con tutti i mezzi possibili, per sostenere tutti coloro che combattono l'accaparammento dei terreni fertili e per fare pressione sui governi nazionali e sulle istituzioni internazionali per adempiere ai loro obblighi a difesa dei diritti dei popoli....



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Bioricercando

A cura di Luca Colombo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )



Acqua, biodiversità, clima

I beni comuni per il biologico e il biologico di domani al servizio del bene comune. Il sistema agricolo e alimentare, e quelli bio in particolare, non più visti in sé, ma considerati in relazione e connessione con la produzione di derrate ed energia, con la gestione dell’acqua e dei rifiuti, nella diversità dei contesti. Questa la base di discussione dei seminari paralleli della giornata del 2 dicembre che FIRAB organizza nel quadro del congresso AIAB, provando ad abbozzare un’agenda di intervento.

Acqua
In un momento in cui il cambiamento climatico altera in maniera significativa il ciclo dell'acqua nei paesi mediterranei, si richiedono una serie di cambiamenti nell’approccio e nell’uso, nell’accesso e nel controllo della risorsa idrica. In primis, la politica agricola europea deve mutare profondamente rispetto al modello produttivista che va riformato anche per adeguarsi alle esigenze e alle disponibilità idriche dell’agricoltura dei nostri territori. Lo status quo non può però costituire un alibi per il bio che è chiamato a lavorare sulle scelte tecniche in azienda e lungo la filiera per ridurre consumi e sprechi e per garantire un’elevata qualità della risorsa naturale: scelte colturali e di rotazioni, di impianti irrigui, ma anche di varietà capaci di minimizzare le esigenze di acqua. Facciamo acqua: per tutti, ma non per tutto e a ogni costo.

Biodiversità
Diversità biologica vegetale, animale dei microrganismi. Sopra e sotto il terreno. Di interesse agrario, naturale, funzionale. Il bio tende a massimizzare i benefici derivanti dalla massima diversificazione naturale dell’agroecosistema e a esercitare un ruolo di tutela delle risorse genetiche. La diversità colturale e varietale spesso caratterizzano le aziende biologiche, ma vi sono anche realtà produttive caratterizzate da alta specializzazione destinata a sistemi distributivi omologanti. Varietà meno esigenti in acqua e più rustiche, più flessibili rispetto a mutamenti e bizzarrie del clima stanno assumendo una dimensione prioritaria. La diversità nel sistema agricolo deve poi essere specularmente esaltata a livello alimentare nel quadro di una dieta diversificata e nutrizionalmente valida. Biodiversità e diversità del bio.

Clima
Il cambiamento delle pratiche agricole volto a minimizzare il ricorso a fonti fossili nell’attività produttiva e di filiera, accompagnato da una correzione dei sistemi produttivi al fine di mitigare il clima e di adattare i sistemi colturali, definisce un percorso di sviluppo per il settore biologico, quale capofila e ispiratore di un cambiamento più generale.
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) informa che nel 2010 si è raggiunto un nuovo record di concentrazione di gas serra in atmosfera. Negli ultimi 20 anni si è avuto un incremento di effetto riscaldante del 29%, con la CO2 che ha contribuito per l’80% a questo aumento. Dalla rivoluzione industriale la concentrazione atmosferica di CO2 è salita del 39% (fino a 389 ppm) a causa di combustione di fonti fossili, deforestazione e cambio d’uso del suolo. Il metano contribuisce per il 18% all’effetto serra e il suo aumento dal 1750 è stato del 158%, molto del quale imputabile all’allevamento zootecnico e alla coltivazione di riso. L’ossido di azoto ha un ruolo minore (6%), ma è divenuto il terzo gas a effetto serra anche grazie alla produzione e uso di fertilizzanti. Si cambi il clima nel sistema agroalimentare.
A Milano il 2 dicembre, un rappresentante dell’OMM metterà in relazione scenari di cambiamento climatico e uso agricolo dell’acqua. Lo accompagneranno nella giornata di lavoro, diversi altri esperti italiani e internazionali del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, della società civile. Tutti chiamati a contribuire a quella road map che ci faccia uscire da un sistema lineare di filiera per orientare il sistema agroalimentare dentro un’ottica ciclica ispirata ai cicli naturali di produzione, consumo e riciclo.
Riscoprire la centralità dell’agricoltura nella tutela dei territori, la centralità del diritto al cibo e all’acqua nelle politiche sociali, la centralità del bene comune e dei beni comuni nelle scelte economiche, la centralità degli equilibri ecologici e climatici nelle priorità di sviluppo, può offrire una soluzione positiva alle molteplici crisi di questi tempi.


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Agricoltura Sociale News


a cura di Giulia Colucci ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


FNAS, approvate la Carta dei Principi e le Linee Guida per la proposta di legge in materia di Agricoltura Sociale

Sabato 12 novembre 2011, a Roma, presso la Città dell'Altra Economia, si è svolta l'Assemblea del Forum Nazionale Agricoltura Sociale.
Diverse realtà del territorio nazionale appartenenti sia al settore agricolo che a quello socio-sanitario, si sono incontrate per discutere ed elaborare le versioni definitive della Carta dei Principi dell’Agricoltura Sociale e le Linee Guida per la proposta di legge sull’AS
In allegato la documentazione completa

Carta dei Principi AS
Proposta legge Nazionale AS

 

L'Agenda

Appuntamenti

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A Sassari dal 4 al 24 dicembre l'AIAB Sardegna partecipa a (to) be in jazz 2011 - XI edizione 

L'Associazione Blue Note Orchestra, grazie al contributo dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, della Provincia di Sassari e della Fondazione Banco di Sardegna, organizza l’undicesima edizione di "(To) Be in Jazz - I Concerti Aperitivo", rassegna tematica fuori dagli schemi, che dal 2001 ha ospitato un numero considerevole di musicisti quali Stefano Bollani, Maria Pia DeVito, Paolo Fresu, Giorgio Gaslini, Maurizio Giammarco, David Linx, Rita Marcotulli, Enrico Pieranunzi, Antonello Salis, Colin Towns, Gianluca Petrella, Gavino Murgia e Javier Girotto, che si sono esibiti in solo o in situazioni di gruppo, sempre con la caratteristica di un tema diverso per ciascuna edizione.
Al termine di ciascun concerto, che ha luogo durante le domeniche mattina di dicembre, alle ore 11.00 (i concerti del 4, 11 e 18 saranno replicati alle ore 20.30, mentre quello del 24 sarà esclusivamente mattutino), il pubblico viene ospitato per una degustazione di vini e prodotti dell’arte culinaria della Sardegna, ed ha modo di conversare in libertà con i musicisti di cui ha appena potuto apprezzare le esibizioni.
L'importante collaborazione con il Museo del Vino-Enoteca Regionale della Sardegna di Berchidda, continua anche in quest’edizione della rassegna. Al termine dei concerti verranno presentati al pubblico vini delle più importanti cantine della Sardegna, (Compagnia delle Figlie del Sacro Cuore Evaristiano-San Vero Milis,  Cantina Pedra Majore-Monti/Calangianus, Azienda Altea Illotto Bio-Serdiana, Tenute Sella & Mosca-Alghero) a cui si accompagnano i prodotti alimentari tipici proposti da AIAB Sardegna (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), Formaggi Azienda Agricola Funtana Cana,  Caseificio Sias,  Kentos – Pane dei Centenari, Formaggi Azienda Agrituristica e Casearia Calavrina Bio.
Consulta il programma dell'iniziativa


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Castiglione in Teverina (Vt) 13 dicembre, AIAB presenta i risultati di Progetto Euvinbio ed il nuovo progetto Euvinbio2
Alle 15.00, presso l'Azienda Agricola Trebotti in strada della Poggetta 9, a Castiglione in Teverina (VT) il vino biologico sarà il tema dell'incontro realizzato da AIAB nell'ambito del Progetto Euvinbio, finanziato dal Mipaaf e co-finanziato dall’Arsial per l’estensione dell’attività nel Lazio. Sarà l'occasione per affrontare la questione del vino bio che sta interessando già da tempo diverse aziende vitivinicole italiane. All’incontro parteciperanno la dottoressa De Matthaeis del MiPAAF e l’Assessore della Regione Lazio Angela Birindelli. Rappresentanti di AIAB, del CRA-enologia, dell'Università di Udine, di Vinidea e dei produttori coinvolti nel progetto interverranno presentando al pubblico i primi risultati del progetto Euvinbio e gli ultimi aggiornamenti sulla situazione normativa e le sue prossime evoluzioni, con la degustazione dei vini biologici del Progetto. Interverrà anche l’Università della Tuscia per presentare un progetto sperimentale che sta portando avanti in collaborazione con l’azienda Trebotti. Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

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Strada in Chianti (FI) 17-18 dicembre, Workshop Tecniche di produzione delle sementi e sistema di scambio di materiali e informazioni della Rete Semi Rurali

A dicembre sabato 17 e domenica 18 si svolgerà a Strada in Chianti (FI) nell'Agriturismo Mezzano, un incontro sulla riproduzione di sementi di ortaggi e sul sistema di raccolta dati messo a punto quest’anno, per il monitoraggio degli scambi. Un appuntamento annuale di Rete Semi Rurali per un bilancio ed un confronto costruttivo sul tema delle varietà da conservazione in relazione alla campagna lanciata da RSR “SemiLegaliSemiLocali”. Quota iscrizione (incluso soggiorno): soci  € 50; altri € 60 (escluso per i non soci il rimborso delle spese di viaggio).
Per iscrizioni e informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. 3481904609 o 3939773476

 

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Fiere e Mostre



Roma 11 dicembre, Contadini Critici/Critical Wine

Primo mercato dei Contadini Critici/Critical Wine, presso il circolo Arci Forte Fanfulla (www. fanfulla.org) Via Fanfulla da Lodi 5, dalle ore 10,00 alle ore 20:00. Riprendendo l'idea che fù lanciata da Luigi Veronelli, quella del Critical Wine, ...quindici vignaioli biologici e biodinamici da ogni regione d'Italia, offriranno in degustazione e vendita i loro vini. Presenti anche produttori selezionati di miele, formaggi, salumi. Prezzo sorgente, autocertificazione, vendita diretta ed autoorganizzazione, queste le caratteristiche della manifestazione. Inoltre, tra le 15.30 e le 17.30 laboratorio di panificazione naturale.

 

Roma 15-20 dicembre, Critical Book and Wine

Il mercato degli editori e dei vignaioli indipendenti all'ESC, San Lorenzo, via dei Volsci 159. Critical Book and Wine è un festival per promuovere l'indipendenza editoriale e vitivinicola.  6 giorni di eventi, concerti, presentazioni, degustazioni, reading e dibattiti ai quali partecipano 15 cantine, e oltre 30 case editrici. 

Venerdì 16, inoltre, sarà presentato il libro 'Land grabbing - come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo' di Stefano Liberti e a seguire verrà proiettato il documentario Genuino Clandestino del collettivo registico Nicola Angrisano.  Per informazioni http://www.escatelier.net/ 

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G.O.D.O. ogni mercoledì al FAT di Terni

Il gruppo GODO (Gruppo Organizzato di Domanda e Offerta), organizzato da AIAB Umbria sarà presente ogni mercoledì dalle 11 alle 19 nei locali del FAT (il bar bookshop situato all’interno del C.A.O.S.) a Terni. Un punto d'incontro dei soci produttori per offrire un'ulteriore occasione ai consumatori di effettuare l'acquisto di prodotti biologici. Il mercato propone solo prodotti tutti biologici certificati, una garanzia per la sicurezza alimentare del consumatore, ma anche un prezzo equo per la spesa della settimana. La finalità di GODO, infatti, è quella di eliminare il più possibile i passaggi del prodotto dal produttore al consumatore, perché una filiera corta oltre a dare garanzia sull'origine, dà qualità e freschezza del prodotto, che dalla terra passa direttamente alla tavola. Il listino dei prodotti è consultabile sul sito online www.aiabumbria.com, dove è possibile effettuare l'ordine on line  per poi ritirare la merce il primo mercoledì successivo presso il FAT.

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Lo SpazioBio
Lo SpazioBio è il mercato del biologico garantito e a filiera corta nel cuore di Roma: l?ex Mattatoio di Testaccio. SpazioBio è nato nel  2007, quando un gruppo di produttori del Lazio, molti dei quali  associati ad AIAB, hanno deciso di realizzare un sogno: vendere  direttamente i propri prodotti secondo il principio della filiera  corta e dare questa opportunità anche ad altri piccoli produttori  locali. Così, all?interno della Città dell'Altra Economia, hanno dato  vita ad una delle prime esperienze in Italia di mercato biologico  permanente e autogestito, lo SpazioBio appunto, un luogo fisico aperto  tutti i giorni (tranne il lunedì) dove gli stessi produttori possono  offrire i propri prodotti ottenendo quella giusta remunerazione per il  proprio lavoro, garantendo al contempo alla clientela un eccellente  rapporto tra l?altissima qualità dei prodotti e il loro prezzo, con 
una estrema attenzione all?impatto ambientale delle produzioni stesse. Ispirato al principio della filiera corta, lo SpazioBio offre ai  romani un prodotto particolarmente innovativo: il biologico legato al  territorio, con tutte le garanzie di qualità, anche etica, e di  trasparenza. Dall?orto frutta ai prodotti da forno, passando per latte, formaggio,  carne, passata di pomodoro, olio e vino, sugli scaffali di SpazioBio  si trova tutto, compresi i prodotti a Marchio Garanzia Aiab e quelli  ottenuti dalla bioagricoltura sociale. Completezza dell?offerta, filiera corta, vendita diretta, trasparenza  e equità del prezzo fanno dello SpazioBio uno dei più innovativi punti  vendita collettivi oggi presenti in Europa e molto apprezzato da  migliaia di cittadini romani. Info: SpazioBio - Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo - Ex  Mattatoio - Testaccio, Roma. Tel. + Fax 06.57289957

 

 

Il Seven Rooms&Bar a San Benedetto del Tronto, il primo circolo AIAB per il bio di tutti giorni

È nato il primo circolo AIAB delle Marche. Un lieto evento che coinvolge la città di san Benedetto del Tronto e in particolare il Seven Rooms&Bar di Pietro Canducci  in via Legnano 52.  Aperto da poco meno di un anno, oggi il locale di Canducci è il primo bar biologico a chilometro zero.
Un'iniziativa che AIAB Marche ha promosso individuando nel locale il luogo ideale d'incontro con la collettività marchigiana al fine di instaurare un rapporto "quotidiano" con i consumatori responsabili e tutti i cittadini per vivere il biologico ogni giorno, e non solo nel giorno della spesa. Le attività, che i soci potranno svolgere previa una piccola iscrizione annuale, coinvolgeranno tutto il mondo agricolo e non solo:  aziende, produttori, consumatori. Attraverso questi giungere alla riscoperta  dei buoni sapori della tradizione marchigiana, della buona cucina fatta  secondo le regole e prodotta nel rispetto dell’ambiente che ci circonda. Degustazioni, sconti sugli acquisti, gite nelle aziende biologiche locali, convegni, giornate didattiche, tutto questo per la conoscere, imparare a comprendere il proprio territorio ricco di storia e sapori. Il mondo bio, infatti, è agricoltura ma è anche conoscenza, storia, cultura, economia, sviluppo.
È in questa direzione che il circolo Aiab delle Marche muove i suoi passi volendo raggiungere l'obiettivo di sensibilizzare  sempre più coscienze per nuovo e migliore modo di vivere e di mangiare.

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Corsi e Formazione

Da AIAB e Fondazione Banca Etica una borsa di studio per sostenere l'accesso alla terra
Al via il bando di ricerca "Un fondo per la terra" per la progettazione di uno strumento finanziario a sostegno dell'accesso alla terra. Il bando, rivolto a laureati in giurisprudenza, agraria, economia, urbanistica o assimilate, è finanziato dalla Fondazione Banca Etica in collaborazione con AIAB e altri importanti partner nell'ambito della finanza e della cooperazione (Banca Popolare Etica, Mag 2, Sefea e SCRET). Obiettivo della ricerca è la creazione di uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare (in maniera onerosa) ad agricoltori, singoli o organizzati, che intendano produrre cibo con metodo biologico mantenendo la proprietà indivisa e vincolata nel tempo all’uso spiccatamente agricolo. Un'azione concreta per dare una risposta al problema del controllo della produzione di cibo e a fenomeni globali come di land grabbing.
Le domande devono pervenire in forma cartacea ed elettronica (specificando nell’oggetto “Bando Un fondo per la terra”) alla Fondazione Culturale Responsabilità Etica entro il 31 dicembre 2011, al seguente indirizzo: Fondazione Culturale Responsabilità Etica Piazza dei Ciompi, 11 – 50122 Firenze Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La valutazione verrà effettuata insindacabilmente da una commissione nominata dalla Fondazione.


Leggi il bando



Al via i corsi di formazione di livello base e di approfondimento del Centro Formazione in Agricoltura Biologica (CeFAB). Iscrizioni aperte

Ripartono a pieno ritmo le attività di formazione e aggiornamento proposte dall'AIAB. Vasta la gamma di corsi di formazione di livello base, ma anche di approfondimento e aggiornamento, proposti dall'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica in tutta Italia agli operatori del bio con il Piano di Offerta Formativa (POF 2011).

Cinque i percorsi formativi che si articoleranno sul territorio nazionale tra settembre e novembre 2011. Si tratta di due corsi di primo livello che si svolgeranno in Umbria e in Piemonte nell’arco di due fine settimana e prevedono la qualifica di tecnico base in agricoltura biologica. Più un corso extracurriculare, rivolto ad agricoltori e tecnici, attivo nella regione Veneto e che prevede la frequenza a dodici incontri con cadenza mensile alla scuola esperienziale itinerante di agricoltura biologica. Altri due corsi del ReNTA, ma questa volta di approfondimento di secondo e terzo livello, saranno infine attivati ad ottobre, nel Lazio, sul tema della Bio-Agricoltura Sociale e della Biodiversità nelle azienda agricole bio (in collaborazione con AIAB Lazio).

Tutti i corsi comprendono seminari teorico/pratici in aula e in azienda, viaggi studio e giornate di campagna e sono organizzati dal CeFAB in collaborazione con le AIAB regionali e prevedono, se si è in possesso dei requisiti l’iscrizione al ReNTA (Registro Nazionale dei Tecnici in Agricoltura Biologica).

Per informazioni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , visita la pagina del sito AIAB dedicata alla formazione www.aiab.it/formazione,
Per le iscrizioni segui la procedura indicata e contatta le AIAB regionali di riferimento.

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Reims (Francia) 24-27 giugno 2012,  XII Meeting del Working Group sul Biocontrollo degli agenti patogeni delle piante
La direttiva comunitaria 2009/128/CE, che norma sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi, richiede agli Stati membri la definizione di piani d'azione nazionali di settore entro il 14 dicembre 2012. La direttiva citata dice chiaramente che i metodo di controllo degli agenti patogeni "sostenibili, biologici, fisici e altri metodi non chimici devono essere preferiti ai metodi chimici, se consentono un adeguato controllo dei parassiti". In questo quadro si inserisce il workshop che si terrà in Francia dal 24 al 27 giugno prossimi, occasione in cui vogliamo stimolare il dibattito su come il biocontrollo degkli agenti patogeni delle piante potrebbe contribuire a rendere l'agricoltura più sostenibile. Per maggiorni informazioni: http://www.envirochange.eu/english/events_index.html

 

 

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Da novembre 2011 riprendono le visite di studio AIAB per viticoltori bio

Con il nuovo progetto SUSVIT, AIAB ripropone da novembre 2011 a tutto il 2012 una serie di visite di studio sulla viticoltura ed enologia biologica. Negli scorsi anni le cantine e vigneti di Spagna, Francia e Germania hanno accolto i visitatori di AIAB, mentre sono in programmazione visite (3-4 giorni) a realtà significative del biologico italiano, francese, spagnolo, svizzero e sloveno.
Info e contatti: Livia Ortolani - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Trieste 5 dicembre, la Cucina Naturale in armonia con le stagioni
Non basta solo mangiare, ma mangiare bene e sano è molto più importante.Si svolgerà il secondo incontro(dopo la numerosa parteciazione alla giornata del 19 ottobre) per imparare il cibo di stagione, il 5 dicembre  a Trieste in piazza Goldoni, 5 dalle 19.30 alle 22.30 nella sede  dell'Associazione Essedia. Nozioni di base di cucina e di nutrizione, con la realizzazione di menù dai sapori autunnali.
Sarà anche l'occasione di conoscere i concetti base della dietetica tradizionale cinese.
Per info.: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - cel. 333 4409669



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Guida ai vini d'Italia bio 2012
L'unica guida dedicata esclusivamente al settore vinicolo biologico, in uscita a gennaio per Tecniche Nuove. Si tratta della 15a edizione della guida in oggetto: cresce ancora d’importanza l’unica guida italiana dei vini biologici certificati.
Il settore dei vini biologici è tra quelli di punta nel comparto dell’agricoltura biologica. La guida di Tecniche Nuove ne segue l’evoluzione da 15anni, registrando una crescita sia nel numero dei produttori, sia nella qualità del vino. La guida presenta le aziende che coltivano con il metodo biologico e recensisce i vini prodotti, attraverso una scheda di degustazione. Tra questi vengono scelti, attraverso una degustazione in cieco (cioè senza sapere chi è il produttore), i migliori vini nelle varie categorie, bianchi, rossi, rosati, spumanti, dolci.

 

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La rivoluzione della lattuga. Si può riscrivere l’economia del cibo?

Nel mondo ci sono 800 milioni di contadini urbani che coltivano tra il 15 e il 20% del cibo consumato. Sono concentrati soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma sono sempre di più i giovani e le famiglie che nel ricco nord vogliono riconquistare gli spazi delle città e soprattutto ripensare il rapporto con quello che mangiano.
Accanto a questo esercito armato di zappa, che fa rivivere  aree dismesse, si dedica all’orto, e realizza fattorie sui tetti, cresce il numero delle persone che acquistano diversamente affollando i mercati a filiera corta, entrando a far parte di un gruppo di acquisto, sottoscrivendo servizi di vendita diretta.  Sono i nuovi «cittadini del cibo», consumatori che vogliono ribellarsi a un sistema all’apparenza efficiente in realtà tutt’altro che perfetto, raccontati nel libro di Franca Roiatti “La rivoluzione della lattuga. Si può riscrivere l’economia del cibo?” (Egea 2011, 216 pagg., 20 euro in formato cartaceo, 11,99 digitale).
Il mercato del cibo, dalla commercializzazione delle sementi alla distribuzione dei prodotti commestibili è in mano a poche potenti multinazionali e grandi catene di supermercati. Un sistema globalizzato che ha tagliato il prezzo di quello che mettiamo nei piatti. Ma, a  quale costo? Nei paesi avanzati ci si ammala di cibo e si sprecano tonnellate di alimenti, mentre nei paesi poveri quasi un miliardo di persone continua a morire di fame. La Terra è esausta anche a causa dell’agricoltura che si nutre di petrolio, risorsa scarsa e inquinante.
 Perpetuare questo modello ed espanderlo per  sfamare 9 miliardi di persone e far fronte alle mutate abitudini di milioni di cinesi, indiani o brasiliani, che arricchendosi mangeranno sempre più come noi, non è sostenibile. Lo stanno predicando scienziati, visionari e attivisti. Ma soprattutto lo capiscono sempre più persone che si organizzano e agiscono per cambiare le cose dal basso.
 Negli Stati Uniti dal 1998 al 2009 il numero dei farmers market è passato da 2700 a più di 5200, in Italia nel 2010 il numero dei mercati di Coldiretti è cresciuto del 28 per cento e più di 8 milioni di italiani vi hanno fatto la spesa. I gruppi di acquisto che si organizzano in varie formule per comprare direttamente dai produttori si moltiplicano e sono ormai oltre 2500 negli USA, 1500 in Francia, altrettanti almeno in Italia.
Siamo di fronte all’ultima moda ecologica che poche élite possono permettersi o questi fenomeni saranno davvero in grado di rifondare l’economia alimentare del pianeta?
Franca Roiatti, è nata a Udine e ha studiato Scienze Politiche all’Università di Trieste. Si è trasferita a Milano per diventare giornalista lavorando per quotidiani, radio e settimanali prima di approdare a Panorama, dove si occupa di esteri. Nel 2010 ha pubblicato Il nuovo colonialismo. Caccia alle terre coltivabili (Università Bocconi Editore), il primo libro che approfondisce la tematica del land grabbing.

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F4st training diventa anche un libro 

Il programma di e-learning e formazione professionale sulla sicurezza alimentare, dal campo alla tavola, sviluppato da sei Stati membri dall’Unione Europa nell’ambito del progetto Leonardo diventa anche libro cartaceo. L’obiettivo del programma F4ST è formare specialisti della sicurezza alimentare che abbiano una conoscenza approfondita del settore, ma che siano anche capaci di guardare a tutte le declinazioni della sicurezza alimentare e all’intera filiera produttiva del cibo, per migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei attraverso una maggiore qualità e sicurezza degli alimenti. Con la pubblicazione di F4ST Training Book, la versione cartacea del programma F4ST Training, vengono raccolti per la prima volta in un unico testo tutti i temi legati alla sicurezza alimentare e viene presa considerando tutta la filiera della produzione del cibo. 

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Attenzione!

Per comparire sul prossimo numero, notizie, comunicati stampa, avvisi di iniziative, convegni, mercati, corsi, lettere, commenti ecc. vanno inviati alla redazione entro mercoledì mattina a questo indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


Bio@gricultura Notizie: Il settimanale di informazione edito da Aiab che esce il venerdì

In redazione: Laura Genga, Luca Colombo, Giulia Colucci, Fabienne Bellizzi

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