Honduras: Denuncia di attentato criminale contro Rafael Alegrìa

Appello alla  Comunità internazionale
 
Il dirigente contadino, Coordinatore de La Via Campesina, Pedro Rafael Alegrίa Moncada, è stato informato ufficialmente da parte del Ministro della Sicurezza dell’Honduras, Pompeyo Bonilla, che esiste un piano criminale contro di lui.

 

E’ per questo che il Movimento internazionale “Via Campesina” si unisce all’appello all’opinione pubblica nazionale e alla comunità internazionale del Comitato dei Familiari dei Detenuti Scomparsi in Honduras (COFADEH), il Sindacato dei Lavoratori dell’Industria delle Bibite e Similari ((STIBYS), la Centrale Nazionale dei lavoratori del Campo (CNTC), la Federazione unitaria dei lavoratori di Honduras (ANACH), il Fronte Nazionale della Gioventù Contadina, Indigena e Afrodiscendente (FRENAJUC).
Contro Alegrίa esistono una serie di antecedenti che rafforzano la tesi secondo cui c’è un piano per colpirlo. Il 2 luglio 2009, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha deciso di estendere la Misura Cautelare per proteggere la vita e l’integrità di alcune persone in Honduras, tra cui Rafael Alegrίa, ma ad oggi lo Stato non ha adottato misure specifiche per salvaguardare i diritti del Coordinatore della “Via Campesina” pertanto egli non gode di nessun tipo di protezione e vive in uno stato di semiclandestinità.
Tra gli eventi più rappresentativi, l’11 agosto del 2009 gli uffici della Via Campesina- Honduras sono stati oggetto di un attentato criminale con due persone a bordo di un veicolo che hanno sparato con armi di grosso calibro contro gli uffici dell’organizzazione.
L’8 febbraio 2011, Rafael Alegrίa è stato informato in maniera confidenziale che nella città di Miami (Stati Uniti) si stavano pianificando il suo rapimento, così come atti di tortura: azioni che si avrebbero dovuto estendersi anche a Juan Barahona, Subcoordinatore del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNP). Ciò era dovuto probabilmente alla partecipazione di Rafael e Juan alle attività della Quarta Urna che si conclusero con la ben nota Consulta Popolare promossa dal presidente Zelaya durante il primo semestre del 2009, anteriormente al Colpo di Stato.
Il 25 luglio 2009 Alegria fu catturato mentre partecipava ad una manifestazione pacifica nella comunità di Alauca. In questa occasione  fu detenuto illegalmente per sei ore. L’ispettore Molina, capo della polizia del Municipio di Danli, affermò che veniva trattenuto per aver violato il coprifuoco.

“Considerati tutti gli antecedenti, così come le ultime morti  violente registrate durante il mese di settembre contro difensori dei diritti umani in Honduras e realizzate in totale impunità, non ci sono dubbi che quanto sta accadendo è opera di corpi armati che agiscono ai margini della legge –afferma Via Campesina Honduras. I firmatari di questo comunicato chiedono urgentemente all’attuale regime di approfondire la situazione attraverso investigazioni che permettano di neutralizzare qualsiasi piano che abbia come scopo quello di porre fine alla vita del dirigente del movimento sociale, Rafael Alegrίa. Chiediamo, inoltre, di accelerare i processi di attuazione dei meccanismi di protezione verso i difensori dei diritti umani, di ascoltare le denunce delle vittime di persecuzione e indagare sui responsabili, di minacciare, di identificare e giudicare gli autori intellettuali e materiali di questi fatti”.
 
“Richiediamo ufficialmente e urgentemente  - conclude Via Campesina Honduras - un’intervista con la Commissione di Riforma della Polizia presieduta dal Dott. Victor Meza per informarlo dei fatti e, allo stesso tempo, con il signor Porfirio Lobo Sosa che esercita la titolarità del potere nazionale e già a conoscenza dei fatti. Poniamo in evidenzia, infine, che il COFADEH ha messo a conoscenza la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e altre organizzazioni internazionali sull’ attuale situazione che vive il coordinatore di “Via Campesina” Rafael Alegrίa e richiama urgentemente la comunità internazionale affinché solleciti il regime presieduto da Porfirio Lobo Sosa per porre fine alla preoccupazione, alle intimidazioni e alle minacce contro i difensori dei diritti umani in Honduras”.