Edizioni AIAB, Anno X, Numero 89, 25 gennaio 2013


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L’appello di 13 associazioni: salvare la riforma della Pac per un’agricoltura sostenibile


editoriale a cura di Maria Grazia Mammuccini

Uno schieramento di 13 associazioni composto da  AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio-Up-Bio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Pro Natura, SIEP, TCI, WWF ,  ha presentato un documento unitario  sulla riforma della PAC al Ministro Catania. Obiettivo è sostenere  una riforma ‘verde’ per  fronteggiare la crisi economica ed ecologica in atto, dirottando i finanziamenti dalle produzioni intensive ad alto impatto ambientale, alla dimensione territoriale, composta da piccole e medie aziende agricole multifunzionali, capaci di garantire modelli di produzione e consumo sostenibili e fornire servizi ambientali e sociali economicamente efficienti e rispettosi delle risorse naturali e del paesaggio. L’incontro si è tenuto alla vigilia del voto della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo del 23-24 gennaio e le richieste fondamentali  al Ministro sono state: difendere lo sviluppo rurale nel bilancio dell’UE e il greening nel primo pilastro della PAC, escludere la previsione di un sostegno finalizzato per misure riguardanti il sistema assicurativo e le OCM dal secondo pilastro.

Positive alcune risposte. Per il Ministro Catania Il secondo pilastro è la politica del futuro per l’agricoltura e il governo è orientato a rafforzarne la dotazione finanziaria senza applicare la modulazione inversa sui fondi comunitari ottenuti dal nostro paese e inoltre Il biologico è parte fondamentale del nostro sistema di qualità e le scelte del secondo pilastro ne dovranno tenere conto. Divergenze, invece,  sono emerse  sui punti relativi al greening .

Le associazioni hanno anche evidenziato il pericolo che nella votazione in Commissione Agricoltura si registrassero enormi passi indietro rispetto alla proposta Ciolos. Purtroppo così è stato e il testo approvato fa prevalere ancora una volta gli interessi delle grandi aziende e dell’agricoltura intensiva di tipo industriale che hanno portato ad uno snaturamento del greening con l’estensione, fra le altre cose, del riconoscimento automatico previsto per l’agricoltura biologica ad altri sistemi di certificazione  ed al mantenimento nel secondo pilastro delle misure riguardanti il sistema assicurativo. Neanche nella crisi in cui siamo immersi riescono ad affermarsi scelte politiche chiare, che orientino l’uso delle risorse pubbliche verso obiettivi d’interesse generale come la salvaguardia dell’ambiente, l’ occupazione per i giovani e la permanenza delle piccole e medie aziende  agricole nel territorio. Così si rischia la definitiva delegittimazione della Pac destinandola a scomparire  in un lasso di tempo più o meno breve e se questo avverrà sarà anche frutto  della difesa dei singoli interessi corporativi invece di puntare ad una nuova agricoltura in grado di produrre beni pubblici nell’interesse dell’intera collettività.

 

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       SOMMARIO:

  1. Mondo bio
  2. Bioricercando

  3. Agricoltura Sociale News
  4. L'agenda

 


 

Mondo Bio

 

a cura di Laura Lincesso e Sabina Galandrini 

ITALIA

Vino biologico vs vino naturale

di Cristina Micheloni

 vinoIn seguito all'articolo "Zero additivi e pesticidi la battaglia dei vini naturali per  farsi spazio a tavola" pubblicato da La Repubblica il 22 gennaio scorso, in cui è stata fornita un'informazione incompleta e fuorviante sulla differenza tra vino biologico e vino naturale, AIAB ha deciso di scrivere una lettera di replica al giornale, ad oggi non ancora pubblicata.

Nello specifico, abbiamo elencato i principali aspetti che andrebbero riportati ai lettori in modo da permettere loro di comprendere il tema e, di conseguenza, farsi una propria idea:
1. il vino biologico si ottiene esclusivamente da uve biologiche certificate. Ciò significa che sono state ottenute da vigneti dove non si utilizzano pesticidi di sintesi (nemmeno gli erbicidi), nè fertilizzanti di sintesi. Per poter dichiarare le uve biologiche bisogna, inoltre, sottostare ad un periodo di conversione di almeno due anni che, in pratica, vuol dire che tra l'inizio dell'applicazione del metodo biologico in vigneto e la vendita della prima bottiglia di vino biologico devono passare almeno 3 anni per i vini di pronta beva e ben di più per quelli da più lento affinamento. Tutto ciò nello schema di pag. 19 non è nemmeno riportato, potrebbe così apparire che ciò che contraddistingue il vino biologico siano le tecniche di cantina, mentre la caratteristica principale è la differenza delle uve.
2. il vino libero non è biologico e nemmeno naturale, giacchè ottenuto da aziende convenzionali ed una integrata, il che significa che vengono utilizzati insetticidi, fungicidi, ad esclusione di erbicidi e fertilizzanti di sintesi.
3. se si deve parlare di "boom" non si può trascurare la crescente realtà dei viticoltori biologici che al 31 dicembre 2011 risultano comporre un vigneto bio italiano pari a 52.812ha. Nello schema riportato dall'articolo questi dati, che sono i più significativi, non sono citati.
4. molti dei produttori di vino naturale (quelli di VinNature, ad esempio) sono produttori biologici regolarmente certificati. Essi sono, anzi, una delle parti forse più interessanti ed innovative del movimento biologico e partecipano all'evoluzione del settore.

Sono questi i dati e le informazioni che riteniamo corrette fornire ai consumatori. Negli ultimi anni infatti AIAB ha dedicato molte delle sue energie all'informazione scientifica enologica, orientata a produttori e consumatori con la pubblicazione "Piacere Bio" e "Orwine" il progetto sulla viticoltura e sull'enologia biologica per lo sviluppo di tecniche ecologicamente sostenibili, il miglioramento della qualità del vino biologico e una normativa di riferimento basata su dati scientifici. Alla luce di queste conoscenze, ci permettiamo, pertanto, una valutazione in merito alla questione: perché ci sono produttori che non vogliono rispettare le regole del biologico, ma dichiararsene al di sopra? Probabilmente solo per usare la sensibilità ormai matura dei consumatori sui temi ambientali e della salute, ma senza sottoporsi a controlli, in modo tale da essere liberi "dalla burocrazia", come spesso sostengono. Non vorremmo, invece, che il fine sia "essere liberi di fare ciò che si vuole" e sfruttare, senza temere di provocare danni ai produttori biologici onesti e rispettosi delle regole, il momento di attenzione del mercato.

 

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AIAB e Freewine®  per l’innovazione del vino biologico

 free-wineAIAB e FREEWINE sono partner per la promozione delle tecniche di vinificazione a basso uso di input, adeguate alla vinificazione biologica, mediante piani di offerta formativa e dimostrativa alle aziende e stabiliscono le linee guida di vinificazione del progetto Freewine® versione Bio nel rispetto del disciplinare AIAB e delle norme dettate dal Reg. Europeo 203/2012 in tema di produzione ed etichettatura dei vini biologici.

Freewine® è il progetto che permette di realizzare vini con contenuto in anidride solforosa – i solfiti - molto ridotto ottenendo alta qualità, espressione del territorio nonché freschezza e sapore vero dell’uva a vantaggio del gusto e della salute dei consumatori.  Freewine®, nato nel 2008 e supportato da enti di ricerca quali Università di Verona e CNR di Pisa, è oggi un gruppo sempre più numeroso di cantine, circa 30 in Italia da Nord a Sud, anche biologiche, con ampia gamma di varietà dove gran parte di questi vini non hanno avuto alcuna aggiunta di solfiti e il contenuto massimo di So2 è almeno 3-5 volte inferiore ai limiti di legge. Vai direttamente al sito per scoprirne di più.

EUROPA

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare rende pubblici i dati concernenti gli OGM

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha reso pubblici quasi tutti i dati e la documentazione di supporto presentati, nel 2003, dalla Monsanto, per ottenere l’autorizzazione del mais geneticamente modificato NK603.
I dati sono stati diffusi insieme all’annuncio, da parte dell’EFSA, di voler dare inizio ad una grande iniziativa di trasparenza, volta a rendere disponibili, all’ampia comunità scientifica e agli altri soggetti interessati, i dati impiegati per le sue valutazioni del rischio.
Il provvedimento è in linea con le considerazioni di una valutazione esterna all’EFSA da parte di Ernst & Young, che, lo scorso settembre, ha invitato l’Istituto europeo alla trasparenza sulle modalità decisionali.
L’EFSA ha dichiarato di aver scelto di rendere pubblicamente disponibili i dati concernenti il mais NK603, soprattutto per via dell’elevato interesse pubblico, generato dopo la pubblicazione, lo scorso settembre, dello studio del francese Séralini. Il biologo molecolare dell’università di Caen che ha condotto lo studio, si è rifiutato di rendere disponibili i suoi dati grezzi fino a quando l’EFSA non renderà pubblici i suoi dati sul mais NK603. Séralini ha già convocato una conferenza stampa nella sede del Parlamento Europeo, per consegnare i suoi dati a un funzionario pubblico. Séralini ha dichiarato di aver accolto positivamente la decisione dell’EFSA, ma ha aggiunto di volere anche i dati grezzi concernenti gli studi sul glifosato.
[Fonte: agra press]

COMMISSIONE AGRICOLTURA PARLAMENTO UE APPROVA RIFORMA PAC

“La proposta sulla PAC è estremamente complessa, per formulare un giudizio esaustivo sicuramente bisognerà entrare meglio nel merito di quanto è stato votato nei singoli emendamenti, ma da un primo approccio possiamo confermare un giudizio negativo sulle modifiche apportate alla proposta Ciolos”.

Ha commentato così il presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis la conclusione dell’ l'iter di approvazione delle modifiche alla riforma della politica agricola comune post 2014 da parte della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. “Tra gli aspetti che hanno subito un chiaro peggioramento – ha aggiunto AIAB – c’è il greening sul Primo pilastro. Con le modifiche, di fatto, si prevede l’equivalenza della certificazione bio e altre pratiche agro ambientali sulla quale non siamo assolutamente d’accordo. Anche nel caso dello sviluppo rurale i principali problemi, relativi alle misure assicurative di gestione del rischio e degli investimenti nell’Organizzazione Comune di Mercato, non sono stati eliminati, mantenendo intatto il pericolo maggiore, ovvero quello di drenaggio di risorse del Secondo Pilastro, con la conseguente riduzione di fondi per lo sviluppo di progetti innovativi sul territorio e di beni pubblici per la collettività. Unica piccola nota positiva è l’aumento del 5% del cofinanziamento delle misure agro ambientali:  ben poca cosa rispetto agli elementi peggiorativi generali che ci riserviamo, tuttavia, di analizzare in maniera approfondita”.  

 


MONDO

La Russia guarda con interesse al mercato biologico europeo

La Russia sta, presumibilmente, cercando di conquistare una fetta maggiore del mercato europeo dei prodotti biologici, nel quadro delle disposizioni normative dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. I parlamentari russi stanno promuovendo, infatti, un disegno di legge che sostiene e incoraggia la produzione di prodotti agricoli biologici, con l’obiettivo di riuscire ad affermarsi all’interno del crescente mercato biologico dell’Unione Europea. Il Ministro dell’agricoltura russo spera che la legge possa entrare in vigore entro il 2015.
“Fino a quando i prodotti biologici continueranno a essere richiesti, quest’idea ha, certamente, un futuro. Molte persone acquistano, volutamente, prodotti ecosostenibili. Ritengo che il Ministero dell’Agricoltura faccia bene - ha dichiarato ai media russi, Igor Rudensky, presidente della Commissione Parlamentare per la politica economica, l’innovazione e l’impresa -. Abbiamo tutti i requisiti indispensabili per lo sviluppo del mercato dei prodotti biologici: un’enorme quantità di terra, lavorata con una quantità minima di fertilizzanti e abbiamo serre dove poter fare produzione biologica”- ha aggiunto - “Ritengo che le prospettive che abbiamo siano più che sufficienti, e per quanto riguarda il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, non si può che essere favorevoli”.
Secondo l’International Federation of Organic Agriculture Movements (IFOAM), nel 2011, le transazioni effettuate all’interno del mercato biologico russo sono state pari a 60-80 milioni di dollari  meno dell’1% di tutti i generi alimentari consumati dai russi.
Stando ai dati diffusi dall’IFOAM, solo il 10% circa dei prodotti biologici venduti in Russia vengono prodotti da agricoltori interni. I produttori agricoli russi hanno dichiarato che procederanno a una riduzione dei prezzi se Mosca offrirà loro adeguati sussidi, ma alcuni esperti del settore sono convinti che il sostegno statale a favore degli agricoltori che coltivano prodotti biologici continuerà a essere contenuto.
Questa valutazione ha portato gli scettici a dire che sebbene la domanda di prodotti biologici continui a essere elevata, questi prodotti sono ancora troppo costosi e, anche nel caso in cui gli agricoltori dovessero abbassare i loro prezzi, gli alimenti biologici continuerebbero a essere inseriti tra i beni di “lusso”.
 
[fonte: agrapress]

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L’ America Latina cerca di opporsi agli OGM

L'approccio di colture GM sta dividendo l'America Latina. La Costituzione dell'Ecuador li proibisce effettivamente e il Perù recentemente ha votato una moratoria di 10 anni. Complessivamente, Argentina, Brasile e Paraguay hanno circa 120 milioni di acri (circa 48,5 milioni di ettari) di colture geneticamente modificate, soprattutto soia, ma anche grandi quantità di mais. Secondo Carlos Vicente dell’ Argentine branch of Grain, un'organizzazione no-profit che sostiene i piccoli agricoltori, il 60% di tutta la superficie agricola in Argentina - 48 milioni di acri (19,5 milioni di ettari) - è ora utilizzato per la coltivazione di soia GM, principalmente per l'esportazione sia per il consumo umano che per l'alimentazione del bestiame. 

 Claudio Monge deputato del Costa Rica si è definito sempre più convinto che i legislatori del suo Paese erano sul punto di rigetto della domanda di una società controllata dalla Monsanto per la coltivazione del mais GM. "La Costa Rica è un piccolo Paese che dipende in larga misura dall’ecoturismo - ha dichiarato Monge al Global Post - . Il Paese ha il 6% della biodiversità del mondo e tutta la diversità genetica delle colture di cui avevano bisogno. Non dovrebbero essere abbattute foreste per seminare mais OGM o ananas" - ha aggiunto. L'articolo completo è disponibile su:
 www.globalpost.com

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Bioricercando


A cura di Luca Colombo

All’agroecologia si dedica una ‘nuova’ rivista

Cosa significa per una rivista scientifica cambiare la sua denominazione? Probabilmente, l’aver intraveduto la prospettiva di un cambio di paradigma e l’esigenza di farsene portatrice.
È verosimilmente questo il caso del Journal of Sustainable Agriculture, ora diventata Agroecology and Sustainable Food Systems (ASFS). Un cambiamento avviato con un numero speciale dedicato all’agroecologia e all’esigenza di definirne il focus.
Nell’editoriale della ‘nuova’ rivista si sottolinea come i fondamenti ecologici dell’approccio siano chiari, ma che le sue componenti sociali e politiche, ovvero aspetti fortemente intrecciati alla dinamica ambientale, lo siano meno, inficiando le necessarie esigenze di cambiamento.
Gli obiettivi e la portata della rivista rimangono gli stessi: dedicare attenzione e supporto scientifico  a quegli “ambiti emergenti in rapida crescita dell’agroecologia e dei sistemi di produzione sostenibile degli alimenti”.
La rivista si concentrerà dunque sui cambiamenti nella progettazione e nella gestione dei nostri sistemi agroalimentari, bilanciando l'uso delle risorse naturali con le esigenze di produzione, redditività economica,  giustizia sociale e benessere in una prospettiva di transizione verso una sostenibilità a lungo termine. Gli elementi di studio partecipativo e di sperimentazione di soluzioni alternative ai problemi complessi del sistema agroalimentare sono inoltre programmaticamente indicati quali ambizioni della redazione scientifica.
 
Gli articoli on line sono consultabili e scaricabili gratuitamente su: http://www.tandfonline.com/toc/wjsa21/37/1

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Agricoltura Sociale News

a cura di Anna Ciaperoni e Giulia Colucci 

AIAB al Biofach 2013 "Multifunzionalità nell'agricoltura biologica: il valore aggiunto dell'agricoltura sociale"

AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, in cooperazione con BIOFACH, il Forum Nazionale Agricoltura Sociale  e i partner del progetto MAIE vi invitano all’evento "Multifunzionalità nell'agricoltura biologica:il valore aggiunto dell'agricoltura sociale". All’incontro, che si terrà al BioFach 2013 presso la sala ATENE il 13 Febbraio dalle 15 alle 17, parteciperanno esperti della società civile, del mondo accademico e delle istituzioni per discutere gli sviluppi potenziali per l’agricoltura sociale in Europa, offrendo una panoramica delle iniziative in corso e del quadro normativo esistente entro il quale le stesse vengono svolte.

Scarica L'invito all'evento.

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L'Agenda

Appuntamenti


Sangiovese Purosangue a Roma

I produttori e gli appassionati si incontrano per celebrare i grandi vini fatti con uve Sangiovese, questa volta in simbiosi con altri vitigni per esprimere al meglio le sue potenzialità, sabato 26 e domenica 27 gennaio 2013 dalle ore 10.30 all’ Exed Luxury Events di Piazza della Repubblica di Roma.
Ogni produttore presenterà vecchie e nuove annate, dimostrando la grandezza del vitigno e le capacità di invecchiamento.
Due giorni ricchi di eventi con banchi di assaggio in cui saranno presenti circa 30 aziende, laboratori di abbinamento enogastronomico e seminari di approfondimento.

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Presentazione del libro “Alle radici dell’agricoltura”

Venerdì 25 Gennaio alle ore 16 presso l’Aula Magna Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze ci sarà la presentazione del manuale “Alle radici dell’agricoltura - Un metodo naturale tra problemi economici ed ecologici”.
“La natura spontanea è molto più rigogliosa rispetto a quella degli ambienti coltivati” . E’ da questa semplice considerazione che i due autori, Gigi Manenti e Cristina Sala, ispirati da Fukuoka (La rivoluzione del filo di Paglia, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1980) e da Putzolu, hanno sviluppato, in oltre trent’anni di lavoro, un metodo di coltivazione di frutta e ortaggi che usa ciò che avviene spontaneamente negli ambienti naturali per ottenere un prodotto dalla qualità elevata e con un forte risparmio energetico. Adottato con successo nella loro azienda agricola, alle porte di Biella da oltre 15 anni, questo metodo è ritenuto efficace anche da studi tecnici, condotti su loro terreni per saggiarne la qualità.
Un vero e proprio capovolgimento di pensiero che si contrappone non solo all’uso di prodotti chimici, ma anche alla agricoltura tradizionale e alla sua concimazione a base di azoto, fosforo e potassio, proponendo un metodo che consente di ottenere ottime produzioni senza alcun tipo di concimazione, neppure organica.
Per ulteriori informazioni è possibile scaricare il programma dell'evento. 

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Fiere e Mostre

Last Minute BIOFACH

  biofachAIAB come ogni anno organizza la partecipazione delle aziende al Biofach, Salone Mondiale per i prodotti biologici, che dal 13 al 16 Febbraio 2013 radunerà a Norimberga i rappresentanti dell’intero settore biologico. Quest'anno organizzerà un'area attrezzata dove svolgere attività di promozione dando la possibilità alle aziende partecipanti, e in coordinamento con gli organizzatori di preparare/presentare i propri prodotti durante le degustazioni.
Per ulteriori informazione potete contattare:
Luis Urra:  - cell. 3488059337
Francesco Vadalà: 0965/764992

 

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Millésime Bio 2013

millesimebioDal 28 al 30 gennaio 2013 in Francia, al Parco Esposizioni di Montpellier si svolgerà l'edizione 2013 del salone Millésime Bio. Organizzato nel cuore della Languedoc-Roussillon, Millésime Bio è diventato nel corso degli anni un evento internazionale irrinunciabile del settore della viticoltura biologica.

Per questa XX edizione sono attesi 700 espositori, provenienti da tutti i Paesi e le regioni di produzione e circa 3.500 visitatori. Un successo che conferma il crescente interesse generale per i prodotti biologici.

"Millésime Bio" riunisce tutta la “biosfera” del vino: produttori certificati bio provenienti da 11 Paesi d’Europa, del Nord e Sud America, ma anche dall’Africa. Per l’edizione 2013, il salone accoglierà una nuova cantina cilena della regione di Maipo, cinque produttori portoghesi e sei austriaci in più rispetto all’anno precedente

In occasione del ventesimo anniversario, tutti gli espositori e visitatori del salone sono invitati a una serata cocktail alle ore 19 nel Padiglione 7. In apertura della serata, Thierry Julien, presidente di Sudvinbio, e Michael Apstein, presidente della giuria del Premio Millésime Bio 2013 consegneranno le medaglie d’oro del concorso.

Tutte le informazioni sul sito: Millesime Bio

 

Formazione


Corso di Vitivinicoltura Biodinamica Moderna e Degustazione didattica dei vini biodinamici

La Villa Medicea Cerreto Guidi (FI), il 29-30 gennaio 2013 ospiterà l’appuntamento annuale del corso di alta formazione, condotto con la conoscenza e l’esperienza di chi ha tracciato la strada della biodinamica moderna. L’incontro sarà condotto dall'agronomo Leonello Anello con il patrocinio del Comune di Cerreto Guidi e con la collaborazione della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze, in collaborazione con Isab Consulting srl, sezione di scienze agricole biodinamiche e viticolturabiodinamica.it.
Per ricevere il programma del corso e conoscere le modalità di iscrizione   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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AIAB: percorsi di educazione alimentare in Sardegna

Dopo il successo degli incontri di divulgazione sulle tecniche di produzione biologica, realizzati nell’ambito del progetto “Garibaldi agricoltore”, prosegue la collaborazione dell’AIAB Sardegna con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
Nell’ambito di diversi progetti di educazione ambientale finanziati dal Parco Nazionale che caratterizzeranno l’attività didattica in diversi istituti scolastici dell’isola, già a partire dal prossimo mese di febbraio sarà attivato, a cura dei tecnici e dei produttori di AIAB Sardegna, un percorso di educazione alimentare destinato agli allievi delle scuole elementari e medie finalizzato alla riscoperta di sapori, saperi e tradizioni legati alle produzioni biologiche regionali.
Posti tra gli obiettivi prioritari dell’Ente Parco, ogni anno i progetti di educazione ambientale rappresentano un momento di scambio attivo con le generazioni più giovani e di sensibilizzazione alle tematiche della tutela e della valorizzazione dell’ambiente.
Il percorso prevede la realizzazione di dieci incontri/laboratori didattici e del gusto attraverso cui i ragazzi avranno la possibilità di conoscere, toccando con mano e direttamente dalla voce delle aziende, le  tecniche di produzione e di lavorazione di alcuni fra i prodotti più interessanti dell’offerta agro-alimentare regionale (pane, miele, ricotta), le loro caratteristiche qualitative e sensoriali.
Il percorso terminerà nel mese di giugno 2013 con la realizzazione di un incontro pubblico, destinato anche a genitori e corpo docente, nel quale saranno presentate le produzioni oggetto del percorso formativo e saranno illustrati i risultati dell’attività.


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L’orto e il giardino come fonte di benessere per l’uomo

«Aiutare l'essere umano aiutando la terra...» è il tema di questo percorso didattico che si articola in quattro incontri introduttivi al benessere dell'uomo attraverso il lavoro della terra, con la vita delle piante e degli animali, secondo le concezioni dell'agricoltura biodinamica. A partire da sabato 26 gennaio: il corso si propone di affrontare una nuova visione della natura e dell'uomo, sia dal punto di vista sensibile che sovrasensibile, per meglio comprendere i disagi psicologici ed interiori che affliggono l'uomo moderno; tale visione sarà affrontata dal punto di vista dell'antroposofia. Lavorare la terra e prendersi cura del mondo naturale in questa visione ampliata, diventa una vera e propria forza terapica, di equilibrio e benessere. Il corso si rivolge a terapisti, operatori di comunità, agricoltori, guide didattiche, dirigenti di aziende agricole, insegnanti, giardinieri, nonché alle mamme, ai genitori, alle maestre, agli insegnanti, agli amanti del verde e a tutti quelli che lavorano per la salute della terra e dell'uomo.

Per informazioni leggere il programma in allegato

Il corso è a numero chiuso e le adesioni verranno raccolte in base all'ordine di arrivo. Fondazione le Madri Via Porto 4 - ROLO (RE) Tel.0522 666246

 

 

 

Per comparire sul prossimo numero, notizie, comunicati stampa, avvisi di iniziative, convegni, mercati, corsi, lettere, commenti ecc. vanno inviati alla redazione entro mercoledì mattina a questo indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


Bio@gricultura Notizie: Il settimanale di informazione edito da Aiab che esce il venerdì

In redazione:  Luca Colombo, Giulia Colucci, Sabina Galandrini e Laura Lincesso

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