mangiabio.gif

 

 

 

Mensile di informazione sul Biologico - Edizioni AIAB, Anno IIII, n. 94, marzo 2013


a cura di Laura Lincesso e Sabina Galandrini


Sommario

Qualità alimentare e benessere Notizie dal mondo bio e non solo
Bionovità Opportunità e incontri
Cin.. cin... bio Le ricette
Al Mercato Informazioni su il Mangiabio
Gruppi di acquisto e AltraEconomia

Qualità alimentare e benessere

Studio dimostra i benefici del bio grazie ai moscerini della frutta

 

moscerinifruttaLo studio che arriva dal laboratorio del biologo SMU Johannes H. Bauer della Southern Methodist University di Dallas ha scoperto che i moscerini della frutta, alimentati con una dieta biologica hanno dato risultati migliori nei test per la salute. Al fine di verificare se gli alimenti biologici siano più sani per i consumatori, il laboratorio ha utilizzato il moscerino della frutta Drosophila melanogasterIl focus della ricerca di laboratorio sui moscerini della frutta è la nutrizione e la sua relazione con la longevità, la salute e il diabete.
A causa dei bassi costi associati alla ricerca e il breve ciclo di vita della mosca, i ricercatori utilizzano questi insetti per studiare malattie umane, dal diabete alla funzione cardiaca, alla malattia di Alzheimer. “Anche se questi risultati sono sicuramente interessanti, ora dovremmo capire perché le mosche che hanno seguito le diete biologiche hanno dato risultati migliori, soprattutto perché non tutte le diete alimentari testate abbiano fornito gli stessi risultati positivi per la salute", ha dichiarato Bauer, il ricercatore principale per lo studio. “I moscerini della frutta che hanno seguito una dieta biologica hanno mostrato miglioramenti sulle misure più significative della salute, vale a dire la fertilità e longevità” - ha aggiunto lo studente e ricercatore Ria Chhabra. Bauer, professore assistente presso il Dipartimento di SMU di Scienze Biologiche, mentore di Chhabra, lo ha aiutato come guida per progettare i suoi esperimenti di ricerca.
“I dati dimostrano che le mosche allevate con estratti alimentari biologici hanno dato risultati migliori sulla maggior parte dei test di salute", hanno riferito i ricercatori.

 

Torna al sommario



Bionovità

 

Maggiore produttività nelle colture bio grazie alle api selvatiche 

ape2  I campi con colture biologiche diversificate sono più frequentati dalle api selvatiche. E' questa la sintesi di 39 studi eseguiti su 23 colture in tutto il mondo, secondo lo studio dell'autore senior Claire Kremen, professore dell'Università di California Berkeley nel Dipartimento di Scienze Ambientali. Il modo in cui sono gestite le aziende agricole e i paesaggi agricoli è importante per garantire il processo di impollinazione delle colture alimentari che forniscono circa un terzo delle calorie e proporzioni molto più elevate di micronutrienti importanti nel caso delle colture bio, conclude lo studio.

Questo risultato fornisce un forte sostegno per l'importanza della biodiversità dei sistemi di agricoltura biologica nel garantire sistemi alimentari sostenibili, affermano i ricercatori. Molti degli autori dello studio, tra cui il professor Kremen, anche co-autore di uno studio pubblicato a marzo su Science, ha dimostrato che la produzione di frutta e verdura aumentava quando gli impollinatori selvatici erano più abbondanti. Ulteriori informazioni sono disponibili presso il News Center UC Berkley.

 

[Fonte: UC Berkeley News Center]


Torna al sommario


 

Prodotti di Stagione

 

sconosciuto.gif

 

 

 

Ortica contro la stanchezza

L’ortica è un valido aiuto contro la stanchezza fisica grazie alla presenza di sostanze che velocizzano il metabolismo, favorendo l’ossigenazione dei tessuti e la vitalità dell’apparato muscolare. È una delle migliori fonti naturali di silicio che, con la vitamina B9, sostiene il sistema nervoso. Il ferro contenuto, insieme alla clorofilla, stimola l’organismo a produrre globuli rossi rendendo così l’ortica un alimento ideale per chi presenta problemi di anemia. Negli allevamenti biologici l’ortica viene mescolata al mangime per le galline per preservarne la salute e ottenere uova di migliore qualità. 

10 Cal/100g

Ricetta: Fusilli integrali di kamut al pesto di ortica

 

 

Avocado per una bella pelle

Vitamina E, selenio e acidi grassi: tutto quello che serve per una pelle luminosa, tonica e ben idratata è presente nell’avocado, frutto esotico sempre più presente sulle tavole italiane. La presenza di luteina lo rende particolarmente utile nei casi di pelle molto secca, sensibile e con psoriasi. Agisce, inoltre, come antirughe naturale grazie alla presenza degli acidi grassi insaturi utili per la pelle e il microcircolo superficiale. L’avocado è consigliabile anche per la salute dei capelli, grazie alla presenza di un antiossidante denominato glutatione che stimola la produzione di cheratina.

231 Cal/100g 

Ricetta: Mousse di avocado e cioccolato con crema allo zafferano

 

Tarassaco per disintossicarsi

Chi ha un sistema immunitario indebolito può trovare nel tarassaco un efficace alleato, grazie alla specifica sinergia tra l’acido caffeico e la tarassicina. Secondo una recente ricerca il tarassaco fresco possiede un’importante attività antivirale, efficace sia sulle comuni infezioni delle vie respiratorie sia sui processi infiammatori generali. È, inoltre, una delle migliori fonti di provitamina A e anche di manganese, sostanza che agisce sulla capacità di eliminazione delle tossine, favorendo la diuresi. Il consumo di tarassaco è dunque indicato alle persone gracili, intossicate, che si ammalano facilmente.

17 Cal/100g

Ricetta: Purè di fave con tarassaco all’uvetta e pinoli


Torna al sommario

Cin...cin...Bio

 

AIAB  al Vinitaly 

vinitalyMartedì 9 aprile AIAB sarà presente al Vinitaly 2013 dalle ore 12.30, con il convegno dal titolo “Il vino biologico: testimonianze di produttori, di vini e di territori”. La tavola rotonda si propone di illustrare esperienze di particolare significatività e tramite esse individuare quali sono oggi i punti di forza del settore, ma anche i suoi fabbisogni per continuare a crescere. Gli aspetti che saranno considerati sono quelli tecnici, normativi, di tutela, di valorizzazione e di promozione. L'incontro sarà anche un' occasione per una prima consultazione circa la revisione del regolamento sulla vinificazione biologica che si concluderà nel 2015.

Per tutte le informazioni sul programma del convegno, è disponibile la locandina in allegato.

Per maggiori informazioni www.vinitaly.com

Torna al sommario

Guida ai Vini d’Italia bio 2013

guidavinibio  La Guida ai Vini Bio 2013 è il più completo e aggiornato vademecum per districarsi nel sempre più fitto mondo dei vini ottenuti da agricoltura biologica e biodinamica prodotti esclusivamente da aziende certificate. La sedicesima edizione recensisce 871 vini provenienti da 214 cantine, puntualmente descritti nelle loro caratteristiche organolettiche. Tra questi 158 vini hanno ottenuto una particolare menzione per la il loro alto profilo organolettico: a condurre la speciale graduatoria la Toscana con ben 50 allori, seguita dai 17 delle Marche. A un passo la Sicilia e il Veneto, entrambe premiate con 13 menzioni. Subito dietro si piazza la Provincia Autonoma di Bolzano con 10, il Piemonte con 9, l’Emilia Romagna con 8, la Puglia con 7 e la Campania con 5. Alta qualità è stata evidenziata anche da Umbria, Calabria, Lazio e Lombardia.

Al mercato

 

BioMercato

Ogni domenica, tutta la qualità del bio e il meglio del artigianato si trovano nel piazzale della Città dell'Altra Economia a largo Dino Frisullo, Roma. Il Biomercato permette di avvicinarsi ai produttori e agli artigiani, acquistare prodotti biologici e fare la spesa con tutta la famiglia in maniera diversa e divertente. 
Per scoprire come arrivare al CAE visitare il sito www.cittadellaltraeconomia.org

Torna al sommario


Gruppi di acquisto

 

 

“Mangio bio e G.O.D.O."

 

godo  Il G.O.D.O è un gruppo di produttori e consumatori, ideato da AIAB  costituito allo scopo di promuovere l’incontro fra la domanda e l‘offerta di prodotti biologici del territorio. La principale attività dei G.O.D.O è l’acquisto collettivo di prodotti direttamente da aziende agricole biologiche certificate che si trovano nell’ambito territoriale di riferimento del gruppo o nelle zone vocate più vicine per i prodotti non coltivati in regione. Il tutto si configura come uno scambio tra soci consumatori e soci produttori di AIAB, ma non si tratta di un rapporto commerciale, né dì un supermercato dove vi è un ampia disponibilità di diversi prodotti.
La particolarità del G.O.D.O è che i prezzi del listino non seguono l'andamento del mercato in quanto si cerca di limitare le oscillazioni che, invece, caratterizzano la grande distribuzione organizzata. Il guadagno dei piccoli produttori sta nelle quantità distribuite che, di sicuro, non sono paragonabili a quelle dei fornitori dei supermarket. 

Ma G.O.D.O significa anche: organizzazione delle produzioni e degli acquisti, gestione delle consegne da parte delle aziende dei prodotti ordinati, distribuzione dei prodotti ai soci consumatori, organizzazione di degustazioni guidate, informazione sulle qualità organolettiche, nutrizionali sulla provenienza dei prodotti, pianificazione di momenti di incontro fra produttori e consumatori, realizzazione di seminari e corsi di formazione sul metodo dell’agricoltura biologica.

Torna al sommario

 

Notizie dal mondo Bio e non solo

 

Cittadini felici a colpi di zappa 

orto_urbano  Due disoccupati, nel bel mezzo della città, ammirano le loro bietole coltivate e concludono che sono la cosa migliore che gli è successa di recente. Le hanno piantate in alcuni bancali di un orto urbano del quartiere di La Florida, ad Alicante, in Spagna, in uno spazio vicino a una scuola. Vederle crescere li ha fatti riflettere. "Avere delle cose non utilizzate non aiuta nessuno" -  sostiene Amado Montebello, 41 anni, riferendosi al giardino che un tempo era un parcheggio. "Questo è ormai un punto verde nel centro urbano. Rende la città più bella", dice l'ex professore di educazione fisica a proposito dell'iniziativa di quartiere appena nata e che rientra nella filosofia della "guerriglia verde", un movimento nato negli Stati Uniti negli anni '70 del secolo scorso, con l'obiettivo di recuperare alla cittadinanza spazi urbani degradati. Quello che non sapevano è che dando un senso concreto ad uno spazio degradato, si sarebbero sentiti utili e quindi felici.

Da quattro anni, in varie zone della Comunità di Valencia si stanno consolidando iniziative simili. Il comune di Altea è stato forse il pioniere nell'incoraggiare questo utilizzo. Recuperare uno spazio morto ha i suoi vantaggi: "Con una zappa e quattro picchetti smetto di pensare" - afferma Josè Bautista, idraulico di 48 anni, senza un lavoro all'orizzonte -. "È una terapia, si tirano fuori i pensieri cattivi. Invece di pillole e psichiatri, meglio questo" dice chi fino a poco tempo fa, vedeva la campagna solo in televisione. A Josè l'orto è servito per riciclarsi, almeno mentalmente. "Vieni, impari dalla terra, dagli agricoltori da cui acquisti le piantine, si ride e ci si trova all'aria aperta".

L'orto urbano ha bisogno soltanto del sole e dell'acqua, il resto è volontà.

L'alimentazione del bestiame sta contribuendo al cambiamento climatico

allevamento_intensivoLa dipendenza del settore agricolo europeo dall'importazione di proteine destinate all'alimentazione del bestiame è dannosa dal punto di vista ambientale ed estremamente costosa.
Ogni anno, l'Unione Europea importa circa 30 milioni di tonnellate di farina di soia, o di proteine equivalenti. La farina di soia, una coltura economica e resistente, viene spesso coltivata in regioni del mondo dove vengono disboscate terre con elevate riserve di carbonio, come le foreste pluviali. Questo dannoso cambiamento dell'uso del suolo è insostenibile, perché distrugge preziosi habitat naturali e rilascia nell'atmosfera enormi quantità di anidride carbonica, che favoriscono il cambiamento climatico. La domanda di farina di soia sta registrando, inoltre, una certa crescita, spinta in parte dalla produzione di bestiame delle economie in rapida crescita, in particolare Cina e India.
In questi Stati, popolazioni sempre più benestanti optano per un regime alimentare che contempli maggiori quantità di carne e prodotti lattiero caseari, alimenti che richiedono un tipo di foraggio altamente proteico. Nel 2011, la sola Cina ha consumato 40 milioni di tonnellate di farina di soia e, alla fine del 2012, una delle principali aziende cerealicole del Paese, la Dongling Grain and Oil Co, ha sottolineato come la produzione mondiale debba continuare a crescere al ritmo del 4-5% per soddisfare la domanda.
Nella produzione di carni suine e di pollame, il foraggio costituisce circa due terzi di tutti i costi produttivi. Negli ultimi anni, l'aumento del costo dei mangimi, associato a prezzi alla produzione statici o in calo e ad altri fattori, ha portato molti allevatori a cessare la produzione.Pertanto, è assolutamente necessario allentare la tensione ambientale e finanziaria inerente la produzione di proteine, cosa che non è passata inosservata da parte del governo o dei produttori alimentari.
Negli ultimi due o tre anni, la ricerca concernente le fonti proteiche alternative ha registrato un incremento significativo. In linea generale, la ricerca coinvolge gran parte del governo, dei fornitori di input all'agricoltura, dei produttori alimentari, degli agricoltori e delle organizzazioni di ricerca, come l'ADAS. Uno dei progetti di ricerca è volto a verificare la possibilità di concentrare le proteine contenute nelle foglie di colture commerciali, come l'erba medica o alcune specie di brassica, in quantità e qualità sufficienti per essere utilizzate nei mangimi animali.,Difficilmente l'agricoltura globale potrà mai fare a meno della farina di soia: è troppo abbondante ed economica da produrre. Tuttavia, devono essere compiuti significativi passi avanti per ridurre la dipendenza dalla fonte proteica per motivi ambientali, geopolitici ed economici.
[portale – a cura di agra press]

Torna al sommario

 

Opportunità e incontri

 

Lavora con AIAB

banner-lavora-con-noiSono aperte due nuove opportunità per lavorare con AIAB. Le due posizioni afferiscono all'area del fundraising e all'area di progettazione. E’ possibile inviare la propria candidatura entro il prossimo 2 Maggio 2013 all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Per saperne di più:

-      Fundrasing - Campainer pdf

-      Progettista pdf

Proiezione del film "Cesare deve morire"

Città dell'Altra Economia - Roma 2 Aprile 2013, ore 18:30

CesaredevemorireDurante il seminario di formazione "L'agricoltura biologica per la formazione e l'inclusione sociale e  lavorativa dei minori sottoposti a misure penali" organizzato da AIAB presso la Città dell'Altra Economia di Roma in collaborazione con il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, sarà proiettato il film "Cesare deve morire" - Regia dei fratelli Taviani, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino a cui seguirà il dibattito con la partecipazione di Cosimo Rega, uno dei protagonisti del film, fondatore della Compagnia di detenuti-attori del carcere di Rebibbia.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del seminario nazionale di formazione sul tema de “l'agricoltura biologica per la formazione e l'inclusione sociale e lavorativa dei minori sottoposti a misure penali”, all’interno del progetto “Ricomincio dal bio. Orti sociali, un’opportunità per minori sottoposti a misure penali”.


In allegato la locandina del film.

 

 

 

Riscarti Festival 2013

Riscarti_2013  Anche Roma avrà il suo Primo Festival Internazionale di arte e riciclo: RIscARTI, dal 5 al 14 aprile, presso alla Città dell’Altra Economia – CAE. Dieci giornate dedicate al tema del riuso e del riciclo con laboratori, proiezioni, spettacoli, esposizione di oggetti e design per affrontare la tematica ambientale attraverso lo strumento privilegiato dell’arte contemporanea.
Artisti emergenti, artigiani, disegnatori e creativi di tutto il mondo, professionisti dell’arte, collettivi, aziende ed enti pubblici, visitatori in generale, sono chiamati a incontrarsi sul tema dell'ecosostenibilità, a dibattere sulla ricerca di vie alternative di metamorfosi di forme e materie, sulla base della valorizzazione positiva del riciclaggio e riuso creativo. 
In un mondo dalle risorse sempre più limitate, i  materiali e l’energia contenuta nei rifiuti diventano sempre più preziosi. A RIscARTI Festival, l’estetica dello scarto è un modo propositivo di costruire il cambiamento.  
Perché Riscarti?
RIscARTI é una piattaforma guidata dall'imperativo che le nuove generazioni crescano con il sogno e necessità di un mondo più sostenibile. Innovazione, tecnologia, arte, educazione, rispetto, cultura, sostenibilità e responsabilità. Questo è il nostro futuro.
Scarti: elementi rifiutati, rimasti alla fine, dopo tutto il resto, facendo attenzione però, che “scarti” in sé contiene la parola arti.
Il “RI”, RIduzione dei rifiuti, RIciclaggio della materia e RIuso, nell'ottica chiaramente dello smaltimento dei rifiuti urbani, che rappresentano un po’ ovunque un ingombrante problema.
Un festival intento a ridisegnare l’idea di inutile, di avanzo. L’eccesso e il rifiuto riutilizzati, riqualificando materia e pensieri, vittime della miseria consumistica o del fluire del tempo.
La selezione dei progetti, nei quattro differenti ambiti, avviene tramite un concorso. I quattro ambiti del festival sono:

Esposizione collettiva di oggetti. Istallazioni e performances.  Workshops. Proiezioni e dibattiti.


Festa Internazionale della Zuppa

zuppaDomenica 14 aprile 2013 dalle 10.30, si terrà la quinta edizione del Festival Internazionale della Zuppa di Roma. Torna presso gli spazi de La Città dell’Utopia, in Via Valeriano 3f (zona San Paolo) l'atteso evento culturale e gastronomico dedicato alle zuppe che, nella passata edizione, ha visto la presenza di 30 associazioni, 120 artisti, 46 zuppe in gara e circa 1.000 persone partecipanti.
L'evento si inserisce in un circuito internazionale: il primo festival della zuppa è nato nel 2001 a Lille, nel Nord della Francia, per poi diffondersi progressivamente a Berlino, Cracovia, Barcellona, Madrid, Francoforte e, nel 2004, a Bologna. Dal 2008 il festival è arrivato anche a Roma, organizzato dal Servizio Civile Internazionale.
E’ un’occasione di festa intorno a un piatto popolare, genuino e multiculturale. Aperto a chiunque voglia partecipare per condividere insieme saperi e sapori da tutto il mondo, passando una giornata tra teatro, musica e arte di strada, a impatto zero sull’ambiente.
Quest’anno il tema principale sarà il ri-uso, il ri-ciclo e il rispetto dell’ambiente che sarà ancora più centrale rispetto alle precedenti edizioni, attraverso l’utilizzo di bevande alla spina, la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, acqua gratis, vari laboratori e incursioni comunicative sull’argomento.
 
Il Festival invita a partecipare con la propria zuppa o come assaggiatori le associazioni, famiglie e singoli cittadini.
Ad accompagnare la giornata ci saranno concerti, artisti di strada, laboratori di marionette, un’asta popolare, giochi per adulti e bambini…e il profumo delle zuppe in gara!: tutto il possibile per riscoprire la dimensione di stare insieme in uno spazio aperto e pubblico, con una trasversalità di genere, età, ed esperienza.
Per informazioni visitare il sito www.lacittadellutopia.it

Do the right thing, save the forests!

 

15255065-un-alberello-fumetto-cresce-dal-tronco-di-un-vecchio-albero  "Do the right thing, save the forests!" è il nuovo concorso a premi pensato per diffondere prodotti originali di comunicazione sociale, realizzati dai giovani allo scopo di promuovere la gestione sostenibile delle foreste e l’uso responsabile dei prodotti da esse derivati.
I lavori potranno essere realizzati impiegando un mezzo a scelta tra comunicazione grafica, fotografica, video e web 2.0 (blog, sito, social network) o con un mix di più tipologie, e potranno riguardare uno dei seguenti temi: foreste bene comune dell’umanità, diritti delle popolazioni indigene che vivono nelle foreste primarie, tutela della biodiversità, lotta alla deforestazione e al cambiamento climatico lotta al taglio e commercio illegale di legname, consumo critico di prodotti forestali (carta, legno), foreste e sviluppo sostenibile.
 
Le produzioni più originali e significative, una per ogni Paese partecipante, saranno premiate con 500 euro. Il 15 Aprile è il termine ultimo per consegnare i lavori.
 
La proclamazione dei vincitori avverrà entro il 30 maggio 2013, con comunicazione a tutte le scuole partecipanti e la pubblicazione sul sito: www.forestintheworld.org dove è possibile anche leggere il regolamento.
Per informazioni: Roberto Varone, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per scoprire i vincitori vai su: www.forestintheworld.org



Torna al sommario

 

Le ricette
sconosciuto.gif

 

 

Fusilli integrali di kamut al pesto di ortica

tempo di preparazione: 20’

tempo di cottura: 15’

difficoltà: facile

vegetariano

Per 4 persone

350 g di fusilli di kamut (o integrali), 200 g di cimette di ortica, 70 g di parmigiano, 40 g di pinoli, 1 spicchio d’aglio, qualche foglia di menta, 70 ml d'olio e. v. d'oliva, sale, pepe

 

1 Indossate dei guanti da cucina e ricavate le foglioline dalle cimette. Lavatele bene in un colino e poi sbollentatele per un minuto. Scolatele e tuffatele in acqua ghiacciata per pochi secondi per mantenerne il colore verde brillante. Poi asciugatele il più possibile, strizzandole con cura.

2 Riunite nel mixer le ortiche col parmigiano, i pinoli, l'aglio tritato, la menta, un po’ di sale e tritate tutto come per il pesto classico. Incorporate l'olio a filo continuando a tritate fino a raggiungere la consistenza desiderata. Alla fine assaggiate, controllate il sale e pepate.

3 Lessate i fusilli in acqua salata, scolateli e conditeli subito col pesto, diluendolo con poca acqua di cottura della pasta (o dell'ortica) se necessario.

 

Purè di fave con tarassaco all’uvetta e pinoli

 

tempo di preparazione: 30’

tempo di cottura: 60’

difficoltà: facile          

veget, senza glutine e latticini

Per 4 persone

1 kg di tarassaco, 200 g di fave secche decorticate già ammollate per qualche ora, 1 patata grande, 1 cucchiaino di pinoli, 1 cucchiaino di uvetta, 2 spicchi d’aglio, 1 peperoncino, 4 cucchiai d'olio e. v. d'oliva, sale, pepe

1 Scolate le fave e mettetele in una casseruola dal fondo pesante. Unite la patata pelata e a pezzi, coprite con acqua fredda e portate a ebollizione. Appena si alza il bollore, salate e riducete la fiamma al minimo. Lasciate cuocere per almeno un’ora o fin quando le fave non saranno disfatte. Alla fine controllate il sale. Se desiderate un purè più liscio, frullate le fave con un frullatore a immersione.

2 Mondate le foglie di tarassaco e lessatele in abbondante acqua per una decina di minuti. Scolatele bene e ripassatele in padella con poco olio e uno spicchio d’aglio, il peperoncino, i pinoli e l’uvetta già ammollata in acqua tiepida. Alla fine controllate il sale.

3 Condite il purè di fave con 2-3 cucchiai d'olio, una macinata di pepe e servitelo molto caldo in fondine insieme al tarassaco. Se piace, completate con una grattugiata di ricotta dura.

 

Mousse di avocado e cioccolato con crema allo zafferano

Tempi di preparazione 20’

tempi di cottura 10’

Vegetariano, senza glutine e latticcini

 

Per 4 persone

Per la mousse: 200 g di avocado maturi, 30 g di zucchero di canna, 10 g di cioccolato fondente tritato, 1 cucchiaio abbondante di cacao amaro (10 g), succo di limone; 1 cucchiaio di cocco disidratato per decorare

Per la crema: 500 ml di latte di riso, 70 g di zucchero di canna, 20 g di maizena, mezza bustina di zafferano, un  pezzetto di  scorza di limone

 

Va preparato in anticipo

 

1 Pelate gli avocado e bagnateli con un po’ di succo del limone allungato con acqua per non farli annerire.  Quindi frullateli insieme al cacao e allo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo. Amalgamate il cioccolato tritato e lasciate riposare la mousse per un’ora in frigo. Una volta pronta, assaggiatela ed eventualmente aggiungete altro zucchero o cacao, a seconda del gusto personale.

2 Preparate la crema. Sciogliete la maizena in un po' di latte di riso. Mettere sul fuoco il restante latte con la scorza di limone, lo zucchero di canna e lo zafferano. Quando bolle incorporate la maizena e continuate a mescolare con una frusta per un minuto. A questo punto levate dal fuoco e lasciate raffreddare.

3 Stendete nei piattini da dessert la crema allo zafferano, adagiatevi sopra qualche cucchiaiata di mousse di avocado, guarnitene una metà col cocco disidratato e servite.

 

 

il menu

A tutta BIRRA!

L’alcol va via ma il suo gusto speciale rimane: impariamo a valorizzare le diverse birre per rendere più interessanti tanti piatti diversi come focaccine e frittelle, vellutate di ortaggi, primi di cereali e crespelle

 

Focaccine farcite alla birra con finocchi al rosmarino

 

Tempi di preparazione: 25'

Tempi di cottura: 35'

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza latticini

Va preparato in anticipo

 

Per 4 persone

150 g di farina, 100 g di farina integrale, 150 ml di birra Weizen, 2 finocchi, 1 cipolla, 1 cucchiaio di miele d'acacia, 1 rametto di rosmarino, 5 g di lievito di birra (un quinto di un cubetto), olio e. v. d'oliva, sale

 

1 Sciogliete il lievito in 50 ml d’acqua tiepida unendo anche il miele leggermente scaldato. Quindi miscelate la farina bianca con quella integrale e impastatele col lievito, un pizzico di sale e con la birra sufficiente per ottenere un impasto uniforme e morbido. Incidetelo con una croce, sistematelo in un contenitore col coperchio e lasciatelo lievitare per 2-3 ore.

2 Mondate e tagliate i finocchi in spicchi sottili, poi cuoceteli con 2-3 cucchiai d’olio a calore medio-alto salandoli leggermente. A metà cottura, ossia dopo 7-8 minuti, bagnateli con la birra rimasta. Mescolate il rosmarino tritato a un cucchiaio d’olio e conditevi la verdura cotta.

3 Dividete l’impasto lievitato in 8 parti tonde. Stendetele ottenendo dei dischi sottili e disponetene 4 in una teglia rivestita con carta da forno. Farcitele col ripieno lasciando mezzo centimetro di bordo libero, ricopritele con le altre 4 sfoglie e con una forchetta sigillate i brodi. Bucherellate la superficie e poi lasciate lievitare per altri 30-40 minuti. Quindi infornate a 180 °C per 20 minuti.

 

Vellutata di cipolle in verde alla birra

 

Tempi di preparazione: 20'

Tempi di cottura: 45'

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza latticini

 

Per 4 persone

250 g di spinaci freschi, 200 ml di birra Bock ambrata, 2 fette di pane, 5 cipolle bianche, 2 scalogni, 50 g di nocciole sgusciate, 2 fette di pane casereccio, 4 foglie di alloro, olio e. v. d'oliva, sale, origano, pepe

 

1 Tagliate cipolle e scalogni a spicchi sottili e metteteli in una casseruola insieme a 2-3 cucchiai d’olio e l’alloro. Rosolate le verdure per 10-15 minuti a calore medio-basso, quindi alzate la fiamma, versate la birra e lasciatela evaporare. A questo punto aggiungete un litro d’acqua, salate, mettete il coperchio e proseguite per 30 minuti circa a fuoco medio.

2 Mondate gli spinaci e cuoceteli per 5 minuti in una pentola con la sola acqua residua del lavaggio. Quindi scolateli e strizzateli con cura.

3 Tostate le nocciole in forno a 160 °C per 5 minuti; ancora calde strofinatele per togliere la pellicina marrone. Infornate anche il pane tagliato a dadini e condito con 2 cucchiai d’olio e un pizzico di origano, lasciandolo dorare per 5-10 minuti.

4 Frullate gli spinaci insieme alle nocciole fino a ottenere una crema piuttosto densa; se necessario versate altra birra o acqua di cottura della minestra per allungarla appena. Frullate anche cipolle e scalogni, privati dell’alloro, salate e pepate, quindi mescolateli alla crema di spinaci. Distribuite nei piatti e completate coi crostini.

Orzotto alle due birre con verza e formaggio

 

Tempi di preparazione: 15'

Tempi di cottura: 40'

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza latticini e glutine

 

Per 4 persone

Mezzo cavolo verza, 200 g di orzo perlato, 100 g di toma piemontese (o altro formaggio semistagionato), 2 spicchi d'aglio, 1 cucchiaio di foglie di prezzemolo, mezzo peperoncino, 1,5 l circa di brodo vegetale, 200 ml di birra Lager, 70 ml di latte, 25 ml di birra Bock, olio e. v. d'oliva, sale

 

1 Dividete il cavolo verza in sottili striscioline, poi mettetelo in una pentola per risotti insieme a un pizzico di sale, 4 cucchiai d’olio, l'aglio tritato finemente insieme al peperoncino e al prezzemolo. Rosolate a fuoco medio per 10 minuti, quindi aggiungete l'orzo, lasciatelo insaporire fino a quando non comincia ad attaccarsi al fondo, bagnate con la birra Lager e fatela evaporare quasi del tutto. A questo punto procedete con la cottura versando poco brodo per volta come per un classico risotto. Serviranno circa 30 minuti.

2 Tagliate il formaggio a tocchetti e in un pentolino mescolatelo al latte, poi fatelo sciogliere a bagnomaria e alla fine aggiungete la birra Bock.

3 Mantecate l'orzo cotto con la crema di formaggio per 2-3 minuti e servite.

 

Crespelle alla birra con tofu affumicato e erbette

 

Tempi di preparazione: 20'

Tempi di cottura: 30'

Difficoltà: media

Vegetariano, senza latticini

 

Va preparato in anticipo

 

Per 4 persone

Per le crespelle: 200 ml di birra Blanche, 125 g di farina semintegrale o di tipo 2, sale

Per il ripieno: 400 g di erbette, 120 g di tofu affumicato, 100 ml di birra Ale ambrata, 1 scalogno, 2 cucchiai di farina di mandorle, olio e. v. d'oliva, sale

 

1 Preparate la pastella. Unite un pizzico di sale alla farina e poi incorporate la birra mescolata a 125 ml d’acqua. Coprite e lasciate riposare al coperto per un’ora.

2 Cuocete le erbette con la sola acqua del lavaggio per 5 minuti, poi strizzatele e tritatele grossolanamente.

3 Mettete a rosolare lo scalogno tritato con 2 cucchiai d’olio, quindi aggiungete il tofu ridotto in dadini, alzate la fiamma e dopo 2-3 minuti bagnate con la birra Ale lasciandola evaporare quasi del tutto, completate con le erbette e controllate il sale.

4 Cuocete le crespelle versando un mestolino per volta in una padella da circa 20 cm di diametro leggermente oliata. Rispetto alle crespelle classiche la cottura è più lunga e la consistenza elastica e morbida. Ve ne verranno una dozzina.

5 Sistemate il ripieno al centro delle crespelle, chiudetele a fagotto e disponetele in una pirofila. Quindi spennellatele con poco olio, cospargetele con la farina di mandorle e gratinatele a 190 °C per 5 minuti.

 

 

Frittelle alla birra con carciofi, finocchi e patate

 

Tempi di preparazione: 15'

Tempi di cottura: 15'

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza latticini

 

Va preparato in anticipo

 

Per 4 persone

2 carciofi spinosi, 1 finocchio, 1 patata piccola, 75 ml di birra Pils, 60 g di farina, 1 uovo, mezzo limone, olio e. v. d'oliva, pepe, sale

 

1 Battete in una ciotola il tuorlo con la birra, un pizzico di sale e una macinata di pepe, poi, battendo con una frusta, incorporate la farina ricavando una pastella liscia. Lasciatela riposare per un’ora.

2 Mondate e affettate finemente i carciofi, mettendoli a bagno in acqua e succo del limone. Mondate e affettate fine anche il finocchio. Pelate la patata e riducetela in striscioline sottili.

3 Montate a neve l’albume e aggiungetelo delicatamente alla pastella riposata, quindi unite anche i carciofi ben scolati, il finocchio e la patata.

4 Scaldate abbondante olio in una padella e cuocetevi il composto a cucchiaiate per 3-4 minuti. Scolate le frittelle su carta da cucina e servitele calde.

 


ilMangiabio esce ogni mese. Diffondetelo! per iscriversi basta collegarsi al sito di Aiab e inserire l’indirizzo nell’apposita finestra di iscrizione. Scriveteci! Segnalate avvenimenti, prodotti o novità che ritenete interessanti ma anche critiche e domande: per comunicare con noi scrivere a: newsletter@aiab.it.

 


 

Attenzione!
Per comparire sul prossimo numero, notizie, comunicati stampa, avvisi di iniziative, convegni, mercati, ecc. vanno inviati alla redazione entro il martedì mattina precedente l'uscita, a questo indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

il Mangiabio: mensile di informazione sul Biologico

Per contattare la redazione: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
In redazione: Laura Lincesso, Sabina Galandrini
… e tutti quelli che collaboreranno con noi inviandoci notizie, suggerimenti, critiche o richieste.

 

Per problemi tecnici: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

© 2013, Edizioni Aiab - Tutti i diritti di riproduzione sono liberi citando la fonte.

 

 

A.I.A.B. Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica
Via Piave 14 - 00196 Roma
tel. ++39.06.45437485
fax. ++39.06.45437469
www.aiab.it