Mensile di informazione sul Biologico - Edizioni AIAB, Anno IV, n. 98, agosto 2013


a cura di Sabina Galandrini e Giuliana Sesto


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Sommario

Qualità alimentare e benessere Notizie dal mondo bio e non solo
Bionovità Opportunità e incontri
Cin.. cin... bio Le ricette
Al Mercato Informazioni su il Mangiabio
Gruppi di acquisto e AltraEconomia
 
Qualità alimentare e benessere

 

Primo hamburger alle cellule staminali

La settimana prossima a Londra verrà sperimentata la produzione e la cottura del primo hamburger artificiale realizzato utilizzando esclusivamente cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino, sviluppate in vitro fino ad ottenere i 150 grammi di manzo, che malgrado siano a tutti gli effetti sintetiche, sono anche visivamente indistinguibili dagli originali.
Si tratta di un progetto condotto da Mark Post, scienziato dell’Università olandese di Maastricht. 
La ricerca è stata sovvenzionata dal Governo di Amsterdam e avrà un costo di circa 250mila sterline pari a 290mila euro e potrebbe costituire una possibile risposta alla fame nel mondo e alla salvaguardia dell'ambiente.
Se per ogni chilo di carne tradizionale sono necessari dai 4 ai 10 chili di mangimi, che a loro volta richiedono acqua, fertilizzanti e pesticidi per essere prodotti, oltre ai carburanti per trattori e macchine agricole, per produrre la carne “sintetica” sono richiesti almeno il 99% in meno di terra, tra l’82% e il 96% in meno di acqua e, infine, almeno tra il 78 e il 95% in meno di emissioni di gas serra .
Per rendere l’idea, al momento il 30% della superficie terrestre coltivata è impiegata per ottenere mangimi per animali e solo il 4% per colture vegetali per il diretto consumo umano.  Basta immaginare che il metano che si sviluppa naturalmente nei processi digestivi dei bovini è venti volte più dannoso dell'anidride carbonica dei motori a scoppio e di ogni processo di combustione.
Sulla notizia si sono già espressi in Italia diversi e forti pareri critici, da alcune delle maggiori associazioni di categoria in Italia del settore agro-alimentare.
La dimostrazione sperimentale culinaria dell'anteprima mondiale della carne sintetica è prevista per la prossima settimana in un esclusivo ristorante nel west end londinese.
 
Fonte: Agra Press, AGI

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Indagine sul consumatore europeo di prodotti bio 

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Secondo una recente indagine della Commissione europea dal titolo “Opinioni degli europei riguardo alla costruzione del mercato unico dei prodotti verdi”, la maggior parte dei cittadini europei – tre quarti degli intervistati – sarebbe disposto a cambiare le proprie abitudini alimentari attraverso l’acquisto di prodotti verdi, includendo la disponibilità a pagare di più per prodotti rispettosi dell’ambiente, purché ne venga garantita la loro sicurezza. Appena poco più della metà dei cittadini UE (il 55%) ritengono di essere informati sull’impatto ambientale dei prodotti che acquistano e usano.

Secondo le ultime dichiarazioni del Commissario per l’ambiente Janez Potočnik, «È evidente che tutti vorremmo avere più prodotti “verdi” sugli scaffali dei negozi, ma il sondaggio mostra che la maggior parte di noi è confusa dalle argomentazioni ambientali e non si fida. Non è una bella situazione, né per i consumatori né per le aziende che si sforzano seriamente di fare qualcosa per l’ambiente. Stiamo cooperando con le aziende e le altre parti interessate per elaborare le informazioni credibili che i consumatori cercano al momento dell’acquisto. Ciò contribuirà a sviluppare i mercati e offrirà nuove opportunità di innovazione e investimento nell’economia verde».
La maggior parte dei cittadini-consumatori europei ritiene che acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente possa portare effettivi vantaggi per l’ambiente (l’89%) e che tali prodotti siano efficaci tanto quanto quelli normali (il 74%). 
In Portogallo, Malta, Francia e Belgio si è instaurata invece la fiducia nel fatto che i prodotti contrassegnati come rispettosi dell’ambiente siano effettivamente meno dannosi. Più scetticismo invece tra i consumatori tedeschi, romani e olandesi.
Poco più della metà dei cittadini UE si affida in senso generale alle dichiarazioni dei produttori riguardo gli attributi ecologici dei loro prodotti, ma la maggioranza degli europei non si fida delle informazioni fornite dalle aziende sul proprio 'profilo verde' . 
I cittadini UE sono inoltre accaniti sostenitori di un bisogno di avere informazioni chiare da parte delle aziende sul proprio profilo ambientale complessivo e sulle caratteristiche ecologiche dei loro prodotti.
Il 66% degli europei sarebbero disposti a pagare di più un prodotto la cui garanzia potrebbe valere per cinque anni. Il 92% degli intervistati, inoltre, pensa che dovrebbe essere indicata la durata di vita dei prodotti. Quasi la metà degli intervistati negli ultimi 12 mesi ha deciso di non fare riparare un prodotto difettoso a causa dei costi troppo elevati (47%). 
Il 45% degli intervistati ritiene non sicuro consumare prodotti alimentari dopo la data indicata nella dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il…”.
Dato inusuale e anticonsumistico riguarda oltre tre quarti dei cittadini inglesi, austriaci, convinti che non sia così pericoloso consumare alimenti anche dopo la data di scadenza indicata, opinione condivisa da meno di un cittadino su cinque in Lituania e Romania. 
L’indagine è stata svolta nei 28 Stati membri dell’Unione europea. Sono stati intervistati nella loro lingua materna, per conto della Commissione europea, 25.568 cittadini di diverse fasce sociali e demografiche; la mole di dati raccolta induce alla conclusione che ogni giorno vengono sprecati e gettate via grosse quantità di cibo commestibile.
Del resto le aziende che promuovono le caratteristiche verdi dei loro prodotti devono far fronte a vari e numerose difficoltà, come la diversificazione dei metodi di produzione promossi a livello pubblico e privato, e la conseguente moltiplicazione dei costi per la diffusione delle informazioni ambientali. Ciò porta anche ad indurre confusione e ambiguità tra i consumatori in seguito alla moltitudine di marchi e informazioni, che rende difficile la comparazione dei prodotti.
A tal proposito è stata lanciato un progetto pilota all’interno della campagna di comunicazione 'Costruire il mercato unico dei prodotti verdi' in cui i principali operatori del settore approfondiranno vari e nuovi metodi per misurare l’impatto ambientale dei prodotti. 
Tutto ciò potrebbe aiutare ad elaborare informazioni ambientali comparabili ed affidabili, dando fiducia ai consumatori, alle imprese, agli investitori e ad altri soggetti. 

 

Fonte: www.corriereortofrutticolo.it

 

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Bionovità

 

Sicily Bio Project

01_Sicilia_BIO2Grazie al progetto SICILY BIO PROJECT voluto dall’Assessorato Regionale alle attività produttive, decine di aziende del biologico siciliano di qualità hanno potuto partecipare - e continueranno a farlo anche per la fine del 2013 e per tutto il  2014 - alle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali di settore.
Le imprese, che avanzano alla Regione specifica richiesta, vengono  selezionate in modo da riuscire a presentare ad un pubblico qualificato di buyers ed esperti del settore, la più variegata e selezionata offerta di prodotti biologici.
La produzione biologica siciliana, con le sue quasi 8.000 aziende di produzione primaria su 170 ettari di territorio coltivato e le circa 500 imprese di trasformazione, rappresenta una fetta sempre più importante dell’ agricoltura isolana. 
Le produzioni biologiche siciliane vanno dal grano – 22.000 ettari coltivati - all’olio con i suoi circa 8.000 ettari alla frutta con oltre 7.500 ettari fino agli ortaggi con 2.400 ettari coltivati. 
Il comparto biologico in Sicilia è un mosaico di aziende diverse, alcune delle quali fortemente innovative e altre caratterizzate da un convinto recupero delle produzioni tradizionali e a rischio di scomparsa. Coniugando storia e modernità il biologico siciliano scala la classifica in Italia e si è già attestato al secondo posto per produzioni e superfici coltivate.

 

 

 

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Prodotti di Stagione

 

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Melanzane 

Se cucinate in modo leggero, le melanzane hanno un’azione depurativa grazie al contenuto di sostanze amare che stimolano la bile e abbassano il colesterolo nel sangue. Contengono anche elevate quantità di magnesio e zinco che favoriscono il buon funzionamento dell’apparato digerente, stimolando così ulteriormente l’eliminazione delle tossine.

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Ricetta: Melanzane ripiene con quinoa al pomodoro e olive 

 

Peperoni

Sono una delle migliori fonti di vitamina C presente in natura, sia per la quantità contenuta sia per la facilità con cui viene assorbita. Contengono, inoltre, tanti carotenoidi, pigmenti antiossidanti che rinforzano i capillari e migliorano la circolazione. I peperoni sono dunque particolarmente consigliati a chi ha problemi circolatori e come alimento antinvecchiamento proprio per le loro proprietà antiossidanti. Sono originari del Messico e si diffusero in Europa solo nel Cinquecento, dopo la scoperta delle Americhe.

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Ricetta: Peperonata ai capperi con pane croccante

 

Melone 

Il melone è un alimento ricco di caroteni, potenti antiossidanti, che stimolano il metabolismo ritardando l’invecchiamento cellulare. Inoltre, la vitamina B6 favorisce l’utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine, mantenendo così alto il tono psicofisico anche quando si è a dieta. Elevate dosi di vitamina B3 aiutano poi a controllare il livello di colesterolo nel sangue e regolano la pressione. In Italia, è Mantova la città principale produttrice di meloni ed è anche la capitale della produzione biologica. 

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Ricetta: Meloni ripieni di crema alla menta e pistacchi

 

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Cin...cin...Bio
 

Il vino a teatro

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Si svolgerà dal 2 al 4 agosto a Scansano, nella patria del Morellino e nel cuore più selvaggio della Maremma Toscana, la manifestazione “Teatro nel Bicchiere”, un Festival di Teatro e Live Performances. In quei giorni il piccolo borgo medievale si trasformerà nel perfetto scenario di una celebrazione in onore del Teatro, del Vino e della Meraviglia. Un gruppo di attori già affermati, special guest quest’anno Antonio Rezza e Teatro dei Venti, assieme ad un manipolo di performers giovani ed emergenti occuperà artisticamente il borgo nell’arco di tre giorni, creando un laboratorio di fresca avanguardia che ricordi il rumore delle fermentazione del vino nei tini, lasciando le sue tracce creative nelle piazze, nei vicoli e nelle sue buie cantine medioevali. Tracce di una creatività che non sia solo visione passiva, ma che anzi sappia provocare un’esperienza, un’interazione, un contatto multisensoriale.

I lavori avranno come strumenti una vasta categoria di pratiche artistiche, che vanno dal teatro di strada alle installazioni viventi, dal physical theatre alla musica, dalla poesia alla danza aerea.

Uniche nel loro linguaggio artistico le performances tendono però verso un obbiettivo comune: la partecipazione dello spettatore come veicolo di un’esperienza condivisa di grandissima intensità, per riappropriarsi della libertà di sognare, della meraviglia del sogno.

Per saperne di più: www.teatronelbicchiere 

Al mercato

 

Mercatino Biologico ad Alessandria 

 

 

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Il comune di Alessandria organizza un mercatino dei prodotti biologici e degli artigiani del ferro, vimini, legno e ceramica.
Sede della manifestazione sarà Piazzetta della Lega, che ospiterà il mercatino biologico ogni quarto sabato del mese.
Il mercatino si svolge sulla scia del crescente interesse dell’opinione pubblica verso il mondo dell’agricoltura biologica, delle sue produzioni e della sua valenza ambientale.
Per maggiori info, clicca qui

 

Fiera dell’aglio di Voghiera, Ferrara

Ritorna al Castello di Belriguardo di Ferrara, da venerdì 2 a domenica 4 agosto, la fiera dell’aglio a Voghiera, unico in ambito europeo ad aver ottenuto il riconoscimento Dop. Si tratta di un aglio coltivato da secoli nella pianura ferrarese che si riconosce per il profumo molto dolce e il colore bianchissimo. Centro della manifestazione il padiglione “Il pane, la focaccia non sono dei dettAgli” che propone menù a base di questa salutare varietà di aglio. Si terranno, inoltre, laboratori per imparare a intrecciare l’aglio fresco e conservarlo in maniera ottimale, oltre ad avere i consueti stand dove l’aglio sarà protagonista di ricette, degustazioni e shopping gastronomico. Alla manifestazione partecipa anche la Federazione italiana amici bicicletta! 

Per maggiori info, visita il sito.  

 

Mostra mercato Di Tuscia un po’, Bolsena 

 
70453753Anche quest’anno, dal 2 al 4 agosto, ritorna l’appuntamento con la mostra mercato dei prodotti agroalimentari di qualità della Tuscia. Le eccellenze della Tuscia ma anche i prodotti biologici certificati, coltivati sul territorio, saranno protagonisti di un evento nel centro storico di Bolsena, in provincia di Viterbo. Oltre cinquanta aziende, comunità montane, cooperative, aziende agricole, ma anche contadini, ortolani, mielai, conservieri, casari, tartufai promuoveranno i propri prodotti per diffondere la cultura della buona alimentazione a km zero all’insegna del benessere e della qualità. Oltre all’acquisto saranno possibili le degustazioni dei prodotti agroalimentari del territorio. A far da cornice alla mostra mercato ci saranno spettacoli e attività culturali.

Per saperne di più, clicca qui

 

 

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Gruppi di acquisto

Undicesima edizione del Forum di Sbilanciamoci! “L’impresa di un’economia diversa”


sbilanciamociDopo il successo dell’appuntamento dello scorso anno presso la Comunità di Capodarco, a Fermo nelle Marche, il Forum “L’impresa di un’economia diversa” si sposta a Roma per la sua undicesima edizione. Da venerdì 6 a domenica 8 settembre, tre giorni di incontri e dibattiti sul tema delle diseguaglianze - e della lotta alle diseguaglianze - in Europa e in Italia. Cinque le sessioni in programma, cui si aggiungono sei seminari autogestiti che si svolgeranno in parallelo nel corso della mattina del sabato. Parola d’ordine del Forum 2013: rovesciare le politiche di austerità e ridare voce alle ragioni dell’uguaglianza per uscire dalla crisi e rifondare il progetto democratico a livello nazionale e continentale. In questo senso, l’analisi delle cause dell’aumento delle disparità di reddito, ricchezza, accesso a beni e servizi fondamentali sarà accompagnata dalla elaborazione di proposte politiche alternative per fronteggiare la crisi, rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare diritti e solidarietà sociale. Il tema delle diseguaglianze verrà così declinato nelle sue molteplici dimensioni e ricadute, con una particolare attenzione alla compenetrazione, nel susseguirsi degli interventi e nella costruzione del discorso, tra il piano europeo e il piano italiano. Nel corso della tre giorni dei lavori si parlerà di redistribuzione e di finanza, di credito e di spesa pubblica, di altra economia e di cooperazione, di modello di difesa e di riconversione ecologica, di welfare, reddito e conoscenza. Venerdì 6 settembre appuntamento alle Officine Zero, in via Umberto Partini (zona Stazione Tiburtina - via di Portonaccio), sabato 7 e domenica e 8 settembre al Teatro Valle, in via del Teatro Valle 21 (zona Piazza Navona - centro storico).Anche quest’anno la scelta dei luoghi che ospiteranno l’evento annuale di Sbilanciamoci! è dettata dal valore simbolico e politico-culturale che essi esprimono: le Officine Zero e il Teatro Valle incarnano due realtà che narrano e sperimentano concretamente nuove forme di socialità e di cooperazione dal basso, alternative contro disoccupazione e precarietà, percorsi di sostenibilità ambientale e di contrasto alla mercificazione della cultura e del sapere. Appuntamento a Roma il prossimo 6 settembre: vi aspettiamo! 

Scarica il programma del forum. 

Per maggiori info, visita il sito, manda una mail a:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , o chiama allo: 06 8841880

 

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Notizie dal mondo Bio e non solo

 Nasce Farmery, un supermercato a chilometro zero

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È stato ideato dal designer industriale Ben Greene un supermercato per dare un’alternativa alle persone che acquistano la maggior parte dei loro prodotti lungo i corridoi illuminati dei supermercati della grande distribuzione e offrir loro l’aria fresca di un mercato contadino. Tutto ad un tratto ci si ritrova di fronte persone che vivono a contatto con la natura, a cui piace discutere dei vari modi per stufare le bietole. Sebbene cresca in modo costante l’interesse generale sulla provenienza degli alimenti, acquistare direttamente dal produttore è ancora considerato pur sempre un privilegio. Il designer industriale Ben Greene sta cercando di accorciare ulteriormente questo divario (produttore-consumatore) con il progetto della Farmery, una serra e un supermercato di prodotti locali “tutto in uno” che offrirà ai consumatori metropolitani la possibilità di raccogliere le verdure che preferiscono direttamente sul luogo di vendita.
Il designer, cresciuto in una fattoria sperduta della Contea di Polk del North Carolina, ha dato vita al suo desiderio di sviluppare un modello di business proficuo nell’ambito della coltivazione su piccola scala sia per i coltivatori che per i rivenditori. La realizzazione del suo progetto è stato il frutto di un processo durato cinque anni di lavoro, anche grazie al supporto di Tyler Nethers, uno specialista in riproduzione vegetale, e dell’imprenditore Jeff Curran. Entrambi hanno intrapreso, grazie ad un occhio attento, le azioni necessarie per mettere a frutto le possibilità fornite dai sistemi agro-alimentari moderni. «Era evidente che non c’erano molti miglioramenti da fare in fattoria», dice. «Ma il percorso che i commercianti hanno dovuto intraprendere è stato molto poco efficiente per loro. Così ho deciso di scartare le parti del percorso che avrebbero interessato meno ai clienti, ovvero trasporto e distribuzione».
Al Farmery, spedizione, imballaggio e movimentazione vengono eliminati a favore dell’acquisto diretto sul campo. Una serie di contenitori impilati di spedizione, pannelli verticali per la coltivazione e tecnologia idroponica si uniscono per formare un’esperienza di shopping alternativo. Le varie aree climatizzate sono attrezzate per sostenere la coltivazione di piccoli ortaggi, una “coltura ad alto valore”, dice Greene,  così come lattughe, fragole, peperoncino nano ed erbe che i clienti possono scegliere da sé, oltre allo shiitake, ostriche e funghi di stagione confezionati. Promuovere questo intimo rapporto con il cibo servirà non solo a migliorare l’esperienza, ma anche ad aumentare la consapevolezza di come le cose si sviluppano. 
Greene prevede che metà delle entrate proverranno grazie a questo sistema del “u-pick”, insieme alla vendita dei prodotti locali, artigianali forniti in loco; tutto ciò nell’ottica di stimolare il senso di comunità nel bel mezzo di una metropoli movimentata.
Per quanto riguarda la creazione dello spazio fisico in sé, Greene sta ancora mettendo a punto il progetto, ma si considera fortunato per quanto riguarda la sua originale varietà di merce. «La cosa meravigliosa dell’agricoltura è che non c’è bisogno di sforzarti per far sembrare qualcosa che sembri bello. Basta appena concentrarsi su come poter rendere il sistema sempre più efficiente sulla base di quello che lo spazio permette di fare», dice «anche se ci saranno ampie opportunità di sviluppare schermi personalizzati e grafica».
Ci sono attualmente due prototipi di negozio già attivi nel North Carolina, completi di tetti ricoperti di piante di girasole. E ora, dopo quattro mesi di contrattazione, Greene e il suo team hanno ottenuto la concessione da parte del Comune per poter edificare la  mini-Farmery a pochi metri dal centro di Durham, proprio di fronte al quartier generale di Burt’s Bees.
Fonte: http://modernfarmer.com, http://www.thefarmery.com/

 

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Il mondo degli Ogm raccontati al cinema

È stato presentato alla 16a edizione di Cinemambiente a Torino, il festival internazionale di cinema su tematiche ambientali. Si chiama “Les OGM et nous: vers une alert mondiale”, il documentario-film del regista francese Clèment Fonquernie che racconta l’esperimento condotto dal biologo molecolare Gilles-Éric Séralini e commissionato dal Criigen, il Comitato di Ricerca e di Informazione Indipendente sulla Genetica, nato in Francia alla fine degli anni ‘90.

Fonte:www.aamterranuova.it/

 

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Farfalle specie a rischio 

 

Non sono solo le api ad essere minacciate dai pesticidi; secondo un rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente, tra le specie a rischio ci sono anche le farfalle, diminuite quasi del 50% tra il 1990 ed il 2011. L’indagine è stata fatta prendendo in considerazione 17 specie di lepidotteri, di 10 di queste se ne è potuta constatare una forte diminuzione causata dalla agricoltura intensiva e dall’incapacità - sostiene il rapporto - di gestire gli ecosistemi dei pascoli. La diminuzione delle farfalle, così come quella delle api, potrebbe avere drammatiche conseguenze sulla biodiversità del vecchio continente. Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA, «il drammatico declino delle farfalle deve suonare come un campanello di allarme sul deterioramento dell’habitat dei prati: corriamo il rischio di perdere per sempre molte specie di insetti che svolgono un ruolo fondamentale per l’impollinazione degli ecosistemi naturali ed agricoli». Le farfalle, dopo gli uccelli, sono un elemento fondamentale per la misurazione dello stato della biodiversità. Le specie più minacciate, riferisce il rapporto, sono la Polyommatus Icarus (nota come il blu comune), che è diminuita in modo significativo, la Euphydryas aurinia, già inclusa nella Direttiva habitat come specie a rischio, e la Anthocharis cardamines. La diminuzione delle farfalle è principalmente causata dalla intensificazione dell’agricoltura che ha creato vaste praterie uniformi che non forniscono l’habitat naturale per questi insetti, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Tra gli imputati naturalmente ci sono anche i pesticidi, componente importante dell’agricoltura intensiva. 

 

Fonte: Adnkronos

 

Come sta il nostro ambiente secondo l'ISPRA: presentazione dell’Annuario dei Dati ambientali 2012

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L’Annuario dei Dati Ambientali è la più ampia e organica collezione di dati ambientali disponibile in Italia, presentato a Roma il 17 luglio scorso. Il report, giunto alla sua undicesima edizione, raccoglie tutti i dati sullo stato dell’ambiente della nostra nazione e si conferma punto di riferimento per decisori politici, ricercatori, detentori di interessi economici e cittadini. 

Rispetto alle edizioni precedenti, ci sono alcune novità, tra cui l’introduzione del tema “Valutazione e autorizzazione ambientale” che si articola in VIA, VAS, AIA (istruttorie), AIA (controlli); nella sezione “Acquacoltura” compare per la prima volta l’indicatore “Bilancio di azoto e fosforo da impianti di acquacoltura in ambiente marino”; per “Turismo” un nuovo indicatore fornisce informazioni sul contributo che il settore turistico apporta alla produzione di rifiuti. Ben sette, in “Idrosfera”, i nuovi indicatori sulla Qualità dei corpi idrici e l’inquinamento degli stessi mentre, in “Ambiente e benessere” la novità è data dai dati su “Stagione pollinica” e “Indice pollinico allergenico”. 

Il 2012 è stato per l’Italia il ventunesimo valore annuale positivo consecutivo e si colloca al quarto posto nel periodo che va dal 1961 al 2012.

Le emissioni totali di gas a effetto serra dal 1990 al 2011 si riducono del 5,8%  a fronte di un impegno nazionale di riduzione del 6,5 %.  

Le stime provvisorie di emissione di gas serra per il 2012 pari 464,5 mln tonnellate di CO2 prevedono un’ulteriore diminuzione del 5 % rispetto al 2011 per il perdurare della congiuntura economica negativa, mostrando una riduzione complessiva rispetto al 1990 del 10,5 %. La distanza dall’obiettivo del protocollo di Kyoto risulta attualmente di entità ridotta e tale da consentire all’Italia di raggiungere l’obiettivo con uno sforzo limitato attraverso l’utilizzo dei crediti consentiti dai meccanismi del protocollo di Kyoto e dai crediti derivanti dalle attività forestali.

Nel 2011 in Italia lo stato della qualità dell’aria presenta una situazione piuttosto stazionaria che continua a essere soddisfacente per il biossido di zolfo e per il benzene e insoddisfacente per il PM10, per l’ozono e per il biossido di azoto.

Nel 2011 per i corpi idrici fluviali il 90% delle stazioni di monitoraggio rientrano nella classe buono degli standard di qualità ambientali. Le aree del mediterraneo risultano purtroppo le più vulnerabili. 

In Italia sono stati consumati in media 7 mq al secondo per oltre 50 anni, in pratica ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del Comune di Napoli. Terremoti, frane e alluvioni sono gli eventi più catastrofici in Italia.

L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di specie animali, oltre 58mila. Le piante superiori sono circa 6700, il cui 15,6% è endemico. Ma il livello di minaccia è alto. Tra le diverse classi di vertebrati risultano a rischio di estinzione oltre il 40% di pesci, circa il 28% di uccelli e il 15% dei mammiferi. Sono in pericolo anche il 15% delle piante superiori e il 40% di quelle inferiori.

A salvaguardia della biodiversità nel nostro Paese sono presenti  871 aree protette che occupano una superficie a terra pari al 10,5% del territorio nazionale.

La produzione totale di rifiuti nel 2010 si attesta a circa 170 mln di tonnellate.

Nel 2012 la produzione di rifiuti urbani raggiunge poco meno di 30 mln di tonnellate diminuendo del 4,5% rispetto al 2011.

Cresce la raccolta differenziata che nel 2012 tocca il 39,9% della produzione totale di rifiuti urbani.

Un importante passo verso la salvaguardia dell’ambiente è compiuto dalle imprese che sempre più numerose aderiscono al sistema di gestione ambientale previsto da Emas ed Ecolabel.

 

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Opportunità e incontri

 

Concorso per cibo d’arte: Food Art Awards 2013

 
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Portare l’arte a tavola è ciò cui mira il concorso Food Art, il contest di arte contemporanea che ha come tema appunto il cibo. Giunto alla sua quarta edizione, il concorso Food Art Awards 2013 è finalizzato alla promozione, alla ricerca e al sostegno dell’arte contemporanea in Italia attraverso il cibo artistico, ovvero la realizzazione di un’opera (una foto, un filmato, una statua ecc.) che utilizzi gli alimenti come strumento o soggetto del lavoro stesso. Promosso dalla Regione Puglia e organizzato dall’Assessorato alla Cultura di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, il contest mette in palio un premio da 2.000 euro per il vincitore e la possibilità, per gli artisti selezionati, di esporre le proprie opere. Per partecipare al concorso Food Art  c’è tempo fino al 3 agosto 2013 e possono accedervi artisti professionisti, emergenti e studenti delle Accademie di Belle Arti, senza limiti di età, nazionalità o residenza. Ogni artista può proporre una sola opera alimentare, composta anche da più lavori e tecniche differenti purché collegati tra loro per esprimere l’idea di base, realizzata in piena libertà tecnica e di dimensioni utilizzando Pittura, Disegno, Fumetto, Incisione, Fotografia, Video, Installazioni, Scultura. Un’apposita commissione provvederà a determinare l’opera vincitrice del concorso Food Art e a selezionare i più meritevoli tra i partecipanti ai quali saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: 
- il vincitore dei Food Art Awards 2013 si aggiudicherà un premio da 2.000 euro e la sua opera diventerà Patrimonio Culturale della Città di Ceglie Messapica, aggiungendosi alle migliori opere premiate nelle edizioni precedenti ed esposte pubblicamente durante tutto l’anno presso il Museo della città; 
- tra gli artisti in concorso saranno individuati i concorrenti che riceveranno le Menzioni Speciali della critica e i premi per Miglior Opera più affine al sotto tema, Miglior Tecnica e Miglior Giovane; 
- le opere selezionate saranno esposte presso le stanze Medievali del Castello Ducale di Ceglie Messapica, dal 13 al 28 agosto 2013. 
La giuria si riserva di menzionare artisti non premiati la cui opera comunque merita segnalazione. 
Per partecipare al concorso gli artisti interessati dovranno compilare, entro il 3 agosto 2013, l’apposito modulo online completo degli allegati richiesti dal bando e spedire il materiale richiesto dallo stesso, entro il 10 agosto 2013 e secondo le modalità indicate, a “FOOD ART AWARDS” Comune di Ceglie Messapica - Via Enrico De Nicol an°27 - 2013 Ceglie Messapica (BR). 
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a scaricare e leggere attentamente il BANDO e a visitare la paginarelativi al concorso Food Art dedicato all’utilizzo artistico del cibo come soggetto o strumento di realizzazione di opere d’arte. 
 

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Festambiente, Rispescia dal 9 al 18 agosto

 
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Ritorna dal 9 al 18 agosto a Rispescia (Gr), il festival di ecologia, solidarietà e bellezza. Giunta ormai alla sua 25a edizione, la festa di Legambiente quest’anno è incentrata sul tema della bellezza e sulle tante bellezze della Penisola che ne fanno un eccellente biglietto da visita e uno dei Paesi più amati e visitati al mondo. 

«La nostra idea di bellezza - dichiara Angelo Gentili, responsabile nazionale Festambiente e responsabile di Legambiente Turismo - è fortemente connessa con i territori, le comunità e le loro attività. Ed è proprio per questo che abbiamo deciso di puntare forte sulla bellezza anche tramite i nostri festival. La XXV edizione di Festambiente sarà dedicata interamente alla bellezza del nostro Paese: dalla cultura al paesaggio, dalla musica ai piccoli centri storici, dai prodotti locali e tipici alla creatività italiana. Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro». 

Per il programma della manifestazione in dettaglio, visita il sito ufficiale dedicato. 

 

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IFOAM EU: Incontro a SANA 2013 

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Si svolgerà a SANA presso lo stand ICEA (Padiglione 33) il prossimo 9 settembre alle ore 16.00 un incontro di IFOAM EU con il settore biologico italiano.

L’incontro ha come obiettivo lo scambio di informazioni tra l’ufficio europeo di IFOAM ed i protagonisti del biologico italiano (Associazioni, Organismi di controllo, Aziende, etc.).

L’evento è aperto a tutti i soggetti interessati e vedrà la partecipazione di Marco Shlueter (Direttore di IFOAM EU), Andrea Ferrante (Vice-Presidente IFOAM EU) ed Antonio Compagnone (Membro del board di IFOAM EU) ed Eduardo Cuoco (Strategic Relations Manager  - TP Organics) 

Per maggiori informazioni è possibile contattare Eduardo Cuoco all’indirizzo eduardo.cuoco[at]ifoam-eu.org; per facilitare l’organizzazione dell’evento è necessario confermare la vostra presenza inviando un email a: marie-chiara.tort[at]ifoam-eu.org.

 

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Organic Week in Canada

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La settimana del biologico in Canada è la più grande celebrazione annuale sul cibo biologico, agricoltura e prodotti di tutta la nazione, Quest’anno avrà luogo dal 21 al 28 settembre, secondo le informazioni ufficiali diffuse sul sito. Milioni di singoli eventi in tutto il Canada manifesteranno i benefici dell’agricoltura biologica e i suoi impatti positivi sull’ambiente.

L’anno scorso gli eventi hanno incluso molte attività, come laboratori per la produzione di conserve, concorsi di ricette, visite presso aziende agricole e degustazioni di bevande e cibi bio in luoghi particolari della nazione. La sezione eventi (http://www.organicweek.ca/events.php) del sito web ufficiale della manifestazione offre maggiori dettagli sulle attività di quest’anno.

L’Organic week è organizzata dall’Associazione canadese per la Salute, dai Coltivatori Biologici Canadesi e l’Associazione Canadese per il Commercio Biologico in collaborazione con partner regionali e vari sponsor.

Per maggiori info, visita il sitola pagina Facebook.

 

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Biolife 2013

 
Biolife-2013

Dal 22 al 24 novembre 2013 avrà luogo presso Fiera Bolzano la 10a edizione di Biolife. Nata nel 2004 come evento di presentazione dell’agricoltura biologica in Alto Adige, Biolife crede che l’eccellenza biologica regionale, la salvaguardia di tali produzioni e la relativa collocazione in mercati idonei sia la strada principale per la realizzazione della propria visione e di un progresso autentico. Cresciuta negli anni, è altrettanto cresciuto sia il numero che il livello dei prodotti presenti alla manifestazione e ciò fa di Biolife un evento da non perdere per gli operatori dell’alta qualità alimentare biologica, la ristorazione, l’enogastronomia, la bio-eco-cosmesi e l’abbigliamento. È stato possibile raggiungere un tale risultato grazie alla preziosa collaborazione con le associazioni più rappresentative del bio e dal rigoroso lavoro degli enti di certificazione che vigilano sulla manifestazione e sul nostro operare. Biolife, a tutt’oggi manifestazione prevalentemente alimentare, ha visto negli ultimi due anni una sensibile crescita del settore tessile e cosmesi, quest’ultimo d’interesse sia per il privato che per le grandi strutture professionali, quali SPA, Beauty-Center, centri d’estetica o grandi alberghi. I visitatori della manifestazione amano e cercano principalmente l’alta qualità e provengono da tutta Italia (anche molti soci GAS - Gruppi di Acquisto Solidale). Per info e dettagli consultare il sito web al seguente indirizzo: www.biolife.it.

 

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Le ricette

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Melanzane ripiene con quinoa al pomodoro e olive 

Tempi di preparazione: 20'

Tempi di cottura: 35'

Difficoltà: facile 

Vegetariano, senza latticini e glutine

 

Per 4 persone

200 g di quinoa, 6 pomodori, 4 melanzane lunghe (preferibilmente tipo black beauty), 80 g di olive verdi, 60 g di farina di mandorle, 1 spicchio d'aglio, olio e. v. d'oliva, sale

1 Dividete a metà per il lungo le melanzane private dei piccioli e con un coltello scavate la polpa lasciando mezzo centimetro di polpa attaccata alla buccia. Salatete e sistematele a colare capovolte in un vassoio. Tritate la polpa ricavata grossolanamente.

2 Rosolate l'aglio tritato in padella con 2-3 cucchiai d'olio, aggiungete la polpa di melanzana, salate e fatela trifolare per 10 minuti scarsi a fuoco basso.

3 Sciacquate con cura la quinoa (per eliminare le tracce di saponina eventualmente rimaste), trasferitela in una pentola e copritela con 450 ml d’acqua. Portate a ebollizione, salate leggermente e proseguite per 12-15 minuti a calore basso, coprendo solo parzialmente con un coperchio.

4 Eliminate i semi dai pomodori e tagliateli a cubetti. Poi sminuzzate le olive.

5 Mescolate in una ciotola la quinoa intiepidita alle melanzane trifolate, alle olive, ai pomodori e alla farina di mandorle.

6 Farcite col composto le “barchette” di melanzana asciugate con carta da cucina, poi disponetele in una pirofila ricoperta con carta da forno, conditele con un filo d’olio e infornate a 180 °C per una ventina di minuti.

 

Peperonata ai capperi con pane croccante

Tempi di preparazione: 25'
Tempi di cottura: 35'
Difficoltà: facile
Vegetariano, senza latticini

Per 4 persone
4 fettine di pane casereccio, 2 peperoni gialli (preferibilmente tipo carnoso di Cuneo), 400 g di fagiolini, 400 g di pomodorini, 80 g di olive nere morbide, 2 cipolle rosse, 1 cucchiaio abbondante di capperi, 1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone, olio e. v. d'oliva, sale, origano secco
1 Rosolate le cipolle tritate grossolanamente in una casseruola con 2-3 cucchiai d’olio a calore basso per 10 minuti circa. Aggiungete i peperoni ridotti in dadini, mettete il coperchio e proseguite per una decina di minuti. A questo punto unite anche le olive sminuzzate, i capperi dissalati e lasciate insaporire per 5 minuti.
2 Spuntate i fagiolini, cuoceteli a vapore o lessateli per 5 minuti. Una volta tiepidi, tagliateli a pezzetti come i peperoni.
3 Tagliate i pomodorini a spicchi e conditeli con poco sale e con la scorza di limone, quindi mescolateli insieme ai fagiolini ai peperoni, aumentate la fiamma e levate dal fuoco dopo pochi minuti. Lasciate riposare gli ortaggi coperti per 10 minuti.
4 Dividete il pane in cubetti e tostatelo a 190 °C per 5-10 minuti: deve risultate dorato e croccante. Aggiungetelo alla peperonata solo un attimo prima di servirla, completate con una spolverata d’origano e con un filo d’olio.

 

Meloni ripieni di crema alla menta e pistacchi

Tempi di preparazione: 20'

Tempi di cottura: 5'

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza latticini

 

Per 4 persone

500 ml di latte di mandorle non zuccherato, 2 piccoli meloni, 50 g di pistacchi non salati, 50 g di maizena, 3-4 cucchiai di malto (preferibilmente di riso), una ventina di foglie di menta, cannella in polvere

1 Riunite in un pentolino la menta e il latte di mandorle, portate quasi a ebollizione quindi levate dal fuoco e lasciate in infusione.

2 Setacciate la maizena e in un pentolino dal fondo pesante versate gradualmente il latte intiepidito e filtrato mescolando con una frusta. Se si formano grumi frullate brevemente con un frullatore a immersione.

3 Mettete su fuoco basso il composto, aggiungete il malto e portate dolcemente a ebollizione, mescolando sempre sia con la frusta che col cucchiaio. Lasciate raffreddare. 

4 Dividete a metà i meloni ben lavati, eliminate i semi e aiutandovi con un coltello e un cucchiaio svuotateli dalla polpa, quindi capovolgete le calotte in un vassoio. Riducete in dadini la polpa e conditela solo con un pizzico di cannella.

5 Frullate finemente i pistacchi, poi mescolatene 40 g alla crema e con questa farcite le “coppette” di melone. Spolveratele coi restanti pistacchi e sistemate i tocchetti alla cannella in parte sulla superficie dei meloni farciti e in parte nei piattini.


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il menu

UN TRIPUDIO DI FIORI

I fiori di zucca portano allegria e sapore ai piatti. Ecco una golosa carrellata di ricette vegetariane che li vedono protagonisti in stuzzicanti primi e secondi piatti ma anche antipasti e contorni

 

Fritto leggero di fiori 

Tempi di preparazione: 10’

Tempi di cottura: 15’ 

Difficoltà: facile

Vegetariano, senza glutine e latticini

 

Per 4 persone

Una ventina di fiori di zucca, 100 g di maizena, 100 g di farina di riso, il succo di mezzo limone, acqua gassata, salsa di soia, olio di arachidi, sale

1 Rimuovete i calici alla base dei fiori di zucca, poi incideteli con un coltello aprendoli a ventaglio. 

2 Mescolate rapidamente maizena e farina di riso in una ciotola con 300 ml circa d’acqua gassata molto fredda. Dovete ottenere un composto viscido e grumoso. 

3 Tuffate i fiori nella pastella e friggete in abbondante olio per pochi minuti. Poi scolateli su carta da cucina e salateli. 

4 Servite i fiori ancora caldissimi accompagnati da una ciotola contenente salsa di soia e acqua in pari quantità più il succo di limone. 

 

Ravioli di fiori di zucca 

Tempi di preparazione: 50'

Tempi di cottura: 10'

Difficoltà: media 

Vegetariano

 

Per 4 persone

300 g circa di burrata freschissima, 250 g di semola di grano duro, 2 uova e 1 tuorlo, una ventina di fiori di zucca, olio e. v. d’oliva,  sale, pepe, curcuma

1 Sistemate la semola a fontana su una spianatoia, incorporate tutte le uova ed eventualmente una punta di cucchiaino di curcuma. Lavorate gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio ed elastico, quindi copritelo con un panno umido e lasciatelo riposare per mezz’ora. 

2 Aprite la burrata e mettetela a sgocciolare in un colino a maglia fine posato su un contenitore per 25-30 minuti. 

3 Mondate i fiori di zucca, divideteli in 4 parti e saltateli in padella per un minuto con un cucchiaio d’olio. Pepateli e salateli. Mescolate ai fiori ormai raffeddati le parti asciutte della burrata sminuzzata con un coltello.

4 Stendete la pasta a uno spessore di 2 mm e con uno stampo riducete la sfoglia in dischi del diametro di 7 cm. Posate al centro di ciascuno un paio di cucchiaiate di fiori di zucca e burrata, spennellate con acqua la superficie libera del disco e ricopritelo con un altro, quindi sigillate i bordi con cura. 

5 Lessate i ravioli per pochi minuti in acqua salata, scolateli con una schiumarola direttamente nei piatti e serviteli irrorandoli col liquido della burrata. Completate il piatto con una macinata di pepe.a.

Millefoglie di fiori di zucca e ricotta al pepe rosa

Tempi di preparazione: 20’

Tempi di cottura:180’

Difficoltà: media

Vegetariano, senza glutine

 

Per 4 persone

300 g di ricotta di pecora, una ventina di fiori di zucca, 2 cucchiai rasi di grani di pepe rosa, la scorza grattugiata di 1 limone, olio e. v. d’oliva, sale; insalatina per decorare

1 Aprite i fiori di zucca, rimuovete il calice e il pistillo, lavateli e asciugateli con cura. 

2 Ungete leggermente i fiori con l’olio e adagiateli in una teglia ricoperta con carta da forno, spolverateli con poco sale e ricopriteli prima con un foglio di carta da forno e poi con una griglia (o un’altra teglia). Quindi infornateli e passateli in forno a 80 °C per circa 2 ore e mezza, finché non saranno essiccati e croccanti. Lasciateli raffreddare in un ambiente asciutto.  

3 Lavorate con la frusta la ricotta insieme al pepe rosa macinato, alla scorza grattugiata di limone e a un pizzico di sale, fino a ottenere una massa spumosa. 

4 Montate la millefoglie alternando strati di fiori essiccati con cucchiaiate di ricotta. Completate con un filo d’olio e guarnite i piatti con qualche foglia di insalatina. 

 


Scarpaccia toscana con fiori di zucchina

Tempi di preparazione: 20’
Tempi di cottura: 20’
Difficoltà: facile
Vegetariano

Per 4 persone

400 g di zucchine piccole con i fiori, 3 cipolline fresche, 2 uova, 60 g di parmigiano grattugiato, 4 cucchiai di farina, 1 spicchio d’aglio, latte, olio e. v. d’oliva, sale, pepe
1 Tagliate le zucchine e i fiori a fette sottili, salateli e lasciateli colare per una ventina di minuti in un colino o in un colapasta. Quindi sciacquateli per rimuovere il sale e asciugateli con carta da cucina.
2 Battete le uova insieme alla farina e a mezza tazza con metà acqua e metà latte, ottenendo una pastella liscia. 
3 Mescolate alla pastella le zucchine coi fiori, le cipolle affettate fini, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato e l’aglio tritato, poi versate il tutto in una teglia oliata del diametro di 20 cm  (lo spessore del tortino non deve superare il centimetro). Irrorate la superficie con un filo d’olio e infornate a 220 °C per una ventina di minuti. 
4 Cospargete la scarpaccia col restante parmigiano ridotto in scaglie e servitela subito.



 


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