Mensile di informazione sul Biologico - Edizioni AIAB, Anno IV, n. 102, dicembre 2013

a cura di Giuliana Sesto e Sabina Galandrini

 

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Sommario

Qualità alimentare e benessere

Notizie dal mondo bio e non solo

Bionovità

Opportunità e incontri

Cin.. cin... bio

Le ricette

Al Mercato

Gruppi di acquisto e AltraEconomia
Informazioni su il Mangiabio

 

Qualità alimentare e benessere

Il Canada autorizza il commercio di uova da salmone gm

salmone gm

Via libera alle uova di salmone OGM. Lo rivela il quotidiano britannico "The Guardian". Gli animali geneticamente modificati saranno prossimi a occupare i nostri piatti.

Ma gli Europei, reticenti a consumarne sono più sensibili al benessere dell’animale. Il salmone modificato dalla firma americana Aqua Bounty Tecnology si avvicina tuttavia ai piatti a grandi colpi di pinna.

Il governo canadese autorizzerà agli inizi di dicembre la produzione a fini commerciali di uova di questo “Franken-fish” nella sede dell’azienda di riproduzione che ha luogo sull’isola del Principe Eduardo.

L’Agenzia Governativa per l’Ambiente Canedese giustifica quest’autorizzazione sostenendo che le uova geneticamente modificate non saranno nocive né per l’ambiente, né per la salute umana.

Malgrado l’autorizzazione di passare da una produzione sperimentale a una produzione di larga scala, queste uova e i relativi pesci che le producono destinati esclusivamente

a fini commerciali non potranno essere venduti, fin quando gli organismi di regolamentazione nazionale non avranno autorizzato la messa in commercio.

L’amministrazione dell’americana Food and Drug avrebbe dovuto pronunciarsi sull’argomento già qualche mese fa, ma ancora si attende una sua dichiarazione in merito.

di Giuliana Sesto


Alimenti che rinforzano il sistema immunitario

La natura fornisce l'energia di cui abbiamo bisogno, ma i cibi vanno mangiati nella stagione giusta, in modo da stimolare le difese dell'organismo e migliorare la nostra vitalità.
Cereali integrali, legumi, semi oleosi, verdure, lievito fresco, germe di frumento assicurano un ottimo apporto di vitamine immunoprotettive del gruppo B (tranne la B12). La vitamina B12, essenziale per l'organismo, non appartiene al mondo vegetale. Si trova nei molluschi, nel fegato, nel tuorlo d'uovo, nel pesce, nei formaggi e nella carne. La vitamina C, invece, si trova nella rosa canina fresca, nei peperoni dolci crudi, nel kiwi, nella rucola, nel tarassaco, nella fragola, nel cavolo rosso, nei frutti di bosco, negli agrumi, nelle foglie verdi di porri e cipollotti.
Le verdure verdi fresche come spinaci, rucola, cicoria, malva, ortica e gli ortaggi e frutti giallo-arancio come zucca, carote, melone e albicocche sono invece ricchi di prezioso batacarotene. Il betacarotene si assimila meglio se associato ai grassi, ottimo l'olio extra vergine di oliva. Anche i sali minerali non devono mancare nella dieta immunostimolante, soprattutto ferro, zinco, selenio. Dove si trovano? Lievito di birra fresco, tonno, aringhe, ostriche, molluschi, broccoli, germe di frumento, cipolla, cavolo, pomodoro, cereali integrali, semi oleosi, legumi, funghi, melassa, fichi secchi.
E poi non facciamoci mancare l'aglio crudo, schiacciato con lo spremiaglio e condito con olio extra vergine di oliva; la scorza d'arancia al naturale, ovviamente biologica, ricchissima di vitamina E, così come la scorza di tutti gli agrumi, ricca di betacarotene ed essenze aromatiche stimolanti dell'organismo; tutta la frutta fresca con la buccia colorata e, se li troviamo, i funghi shiitake, stimolanti immunitari dalla provata efficacia.
Fonte: Lifegate

  • Bionovità

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  • Torna al sommarioLa Spagna alla guida delle coltivazioni biologiche in Europa 
  • La Spagna conduce la classifica dell'Unione Europea per l'estensione delle coltivazioni biologiche, un settore in crescita in tutto il continente, secondo un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione Europea.
  • Secondo gli ultimi dati, relativi al 2011, qui ci sono circa 1,8 milioni di ettari di agricoltura biologica, l'estensione più ampia di un paese della UE, seguita da Italia (1,1 milioni) e Francia (0,9 milioni di euro).
    In quattro anni la Spagna ha, infatti, quasi raddoppiato i terreni destinati a queste colture, visto che nel 2007 la superficie era di 0,9 milioni di ettari.
    In tutta l'UE il settore biologico è passato da 5,7 milioni di ettari nel 2002 a 9,7 milioni, quindi negli ultimi dieci anni ogni anno è aumentata di circa mezzo milione di ettari l'estensione di terreni coltivati con l'agricoltura biologica.
    Il settore, tuttavia, rappresenta ancora solo il 5,4% del totale del settore agricolo nei 27 paesi membri.
    La maggioranza delle terre coltivate (78%) e delle aziende agricole biologiche (83%) si trovano nei paesi europei che facevano parte della UE da prima dell'allargamento del 2004.
    Le colture biologiche più diffuse in Europa sono cereali e orticole. 
    Fonte: El Pais, Agra press
  • Con ICEA “In respect of people and nature”

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  • Lo slogan istituzionale dice tutto: “In respect of people and nature”. E il rispetto per le persone e la natura sono al centro della mission di ICEA - Istituto Certificazione Etica e Ambientale, numeri alla mano, uno dei principali enti di controllo e certificazione del biologico e dello sviluppo sostenibile in Europa, grazie a 13.000 aziende controllate, 300 tecnici valutatori, 18 sedi in Italia e una decina all’estero. Nato oltre dieci anni fa, ICEA è un consorzio senza scopo di lucro che offre un servizio di certificazione, secondo principi di indipendenza, imparzialità e competenza, nel campo delle attività connesse allo sviluppo etico e compatibile con l'ambiente. Con un occhio sempre più attento ai consumatori, specie da quando suo presidente è diventato Gianni Cavinato, già al vertice nazionale di Acu. 
    Presidente, come si presenta oggi Icea?
    “L’Istituto è costituito da enti e associazioni che promuovono modelli alternativi, aperto a tutti i soggetti che ne condividono la missione: sono infatti soci di ICEA associazioni ecologiste, organizzazioni di consumatori e società di ispezione e certificazione. L’Istituto è depositario di un’altissima specializzazione in agricoltura biologica, dove rappresenta un riferimento a livello internazionale, ma ha sviluppato approfondite competenze anche nei settori delle produzioni non food e dei servizi. Abbracciamo insomma una visione a 360 gradi della crescita sostenibile, sviluppando piani finalizzati a incrementare la conoscenza e la gestione di processi fondamentali per lo sviluppo sostenibile e la responsabilità sociale”.
    L’attività di controllo è il punto di partenza.
    “L’Istituto vanta un sofisticato sistema di controllo, aderente alle specifiche realtà territoriali e riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole (ai sensi del Reg. CE 834/07, per le produzioni biologiche), accreditato da ACCREDIA (ai sensi della norma UNI EN 45011) e da IOAS (ai sensi delle norme IFOAM e della norma ISO 65 per le produzioni biologiche, i cosmetici, la detergenza pulita e l’acquacoltura). ICEA è inoltre riconosciuto per il controllo delle produzioni biologiche in base a norme specifiche di alcuni paesi esteri come USA (NOP) e Giappone (JAS), ma anche Turchia, Romania, Moldova, Siria, Tunisia e altri. 
    Nel quadro degli Odg (Organismi di Garanzia) una peculiarità di ICEA è la sua ramificazione territoriale.
    “Uno dei punti di forza dell’Istituto. Soddisfare l’esigenza di controlli di conformità con puntualità ed efficienza è l’obiettivo primario di ICEA, vicina alle aziende grazie a una capillare rete territoriale basata sulla sua sede centrale a Bologna in rete con le 17 regionali. Sempre in stretta collaborazione con soggetti privati, professionisti, enti territoriali, associazioni di categoria, università e istituti di ricerca italiani ed esteri. Un quadro che ha reso ICEA interlocutore di riferimento per le crescenti esigenze delle imprese rispetto ai modelli di sostenibilità etica e ambientale. In un mercato sempre più concorrenziale, il successo aziendale è legato anche alla possibilità di disporre, in tempo reale, di servizi evoluti ed efficienti, sostenuti da specifiche competenze confluenti nel front office in un unico referente”. 
    Oggi il settore richiede sempre più ricerca e formazione. Come risponde ICEA?
    “Tramite le attività di R&S, ICEA si confronta e coopera con tutti i soggetti interessati a elaborare e redigere le norme su cui si basano prodotti e processi produttivi innovativi per l’etica e l’ambiente. Per l’impegno nella ricerca non a caso l’Istituto è iscritto all’Anagrafe Nazionale delle ricerche del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. 
    Quanto alla formazione, per garantire la competenza e la professionalità di chi lavora per un mondo migliore, organizziamo corsi e seminari sulla certificazione e l’auditing altamente qualificati in Italia e all’estero, in collaborazione con enti di formazione, associazioni culturali e dei consumatori. Siamo anche accreditati dal Ministero della Salute per l’organizzazione dei corsi ECM - Educazione Continua in Medicina”.
    Chiudiamo con un altro forte connotato: la vocazione internazionale.
    “È imprescindibile. Per diffondere e sviluppare l’agricoltura biologica e le altre attività sostenibili nell’area del Mediterraneo, nell’Est Europeo e in tutte le aree in via di sviluppo, ICEA partecipa a numerosi programmi e progetti di cooperazione internazionale sotto l’egida dell’UE, della IFAD e della FAO. Ma su questo, come su tutti gli altri temi accennati, ogni approfondimento è su www.icea.info”.
  • Cooperativa agricola IRIS  A.S.T.R.A. bio, Azienda agricola e Pastificio 

  • I sogni di 9 giovani sono diventati realtà produttiva di economia solidale Proprietà collettiva con rispetto della dignità dell’uomo e della natura
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  • L’azienda si trova a Corteregona di Calvatone provincia di Cremona, nella parte sud-est della pianura padana e si estende per circa 40 ettari all’interno del Parco Naturale Oglio Sud.
    La coop agricola IRIS da sempre sviluppa le proprie capacità agronomiche, con l’intento di promuovere le metodologie e le tecniche dell’agricoltura biologica che, frutto di continua ricerca, sono spesso oggetto di grande interesse e dibattito, favorendo così il diffondersi della loro applicazione e diventando un punto di riferimento per il settore nazionale ed internazionale. Promuovendo altresì la proprietà collettiva che tutt’ora ci distingue. il progetto economico della filiera IRIS, è stato organizzato  con gli  agricoltori che programmano con la cooperativa  la coltivazione dei cereali rispettando i criteri di qualità biologica.  Questo rapporto diretto permette di incentivare la coltivazione di vecchie varietà di cerali come il Senator Cappelli, grano antico, grano saraceno, farro tritticum dicoccum ecc. La filiera si chiude con  il Pastificio biologico IRIS  che producendo pasta di alta qualità biologica, trafilata al bronzo – con 4 linee di produzioni un’ampia gamma di trafile per soddisfare le esigenze anche di alcuni marchi del settore di alta qualità.
    I prodotti IRIS: pasta secca tradizionale e speciale di molte tipologie,  polpe di pomodoro, passata di pomodoro, gallette di grano saraceno, mais, riso, cracker, farine: di grano saraceno, grano tenero, mais sono frutto di coltivazioni e trasformazioni seguite con criteri di alta qualità e serietà esclusivamente biologici. La scelta della qualità ci ha dato la forza di crescere e di costruire un pastificio con edilizia ecologica rispettando il contesto ambiente e uomo di produrre prodotti ottimi per l’alimentazioni organicamente buoni per la salute. Per info: 0375/97115 –  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
  • Sicily Bio Project

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    Grazie al progetto SICILY BIO PROJECT voluto dall’Assessorato Regionale alle attività produttive, decine di aziende del biologico siciliano di qualità hanno potuto partecipare - e continueranno a farlo anche per la fine del 2013 e per tutto il 2014 - alle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali di settore.
    Le imprese, che avanzano alla Regione specifica richiesta, vengono selezionate in modo da riuscire a presentare ad un pubblico qualificato di buyers ed esperti del settore, la più variegata e selezionata offerta di prodotti biologici.
    La produzione biologica siciliana, con le sue quasi 8.000 aziende di produzione primaria su 170 ettari di territorio coltivato e le circa 500 imprese di trasformazione, rappresenta una fetta sempre più importante dell’ agricoltura isolana. 
    Le produzioni biologiche siciliane vanno dal grano – 22.000 ettari coltivati - all’olio con i suoi circa 8.000 ettari alla frutta con oltre 7.500 ettari fino agli ortaggi con 2.400 ettari coltivati. 
    Il comparto biologico in Sicilia è un mosaico di aziende diverse, alcune delle quali fortemente innovative e altre caratterizzate da un convinto recupero delle produzioni tradizionali e a rischio di scomparsa. Coniugando storia e modernità il biologico siciliano scala la classifica in Italia e si è già attestato al secondo posto per produzioni e superfici coltivate.

 

 

Prodotti di Stagione
    • sconosciuto.gif
    • Pistacchi 
      Dai pistacchi si ricava un ottimo olio, consigliato come lenitivo per le pelli arrossate e interessate da dermatiti e psoriasi. Per uso alimentare, quest’olio è ricco di ferro e zinco e di ß-sitosterolo (95%), un composto che inibisce l’assorbimento del colesterolo alimentare, azione che, in misura minore, esercitano anche i frutti mangiati tal quale. Il pistacchio più famoso è quello di Bronte, ai piedi dell’Etna, conosciuto come oro verde ed esportato in tutto il mondo. 
      600 Cal/100g
      Ricetta: Baci salati al pistacchio con radicchio e pompelmo
    • Datteri 
      Ricchi di zinco, manganese e zuccheri, i datteri sono alimenti consigliati quando c’è bisogno di energia, come quando si fa sport, si è in fase di crescita, in gravidanza o quando si devono affrontare sforzi fisici e mentali in genere. La palma da dattero era coltivata in Mesopotamia e in Egitto già nel III millennio a.C. e i suoi frutti rappresentavano, per quei popoli, un cibo abituale. 
      253 Cal/100g
      Ricetta: Fagottini di pasta fillo alle mele e datteri in salsa di prugne
    Cavolo nero 
    Tutti i componenti della famiglia dei cavoli sono salutari. Il cavolo nero spicca per le sue proprietà benefiche, in quanto rallenta i fenomeni organici dell’invecchiamento e protegge dalle malattie. Un vero e proprio alimento medicina per la ricchezza di vitamina B1 e B2 e di indoli, sostanze studiate dai più importanti istituti di ricerca per le loro proprietà antitumorali. Consumato in questo periodo, aiuta l’organismo a contrastare le infezioni virali e a migliorare lo stato di salute in generale.
    25 Cal/100g
    Ricetta: Fagottini di porri farciti e con crema di cavolo nero
Cin...cin...Bio

Quali sono le regole dell’import ed export dei vini biologici?

  • Il mercato mondiale è sempre più aperto e gli accordi bilaterali si fanno sempre più frequenti ma non in tutti i paesi vige la reciprocità. Il regime per le importazioni dei vini biologici in Europa è stato regolamentato dal Consiglio tramite il regolamento 834/2007, che specifica gli standard per l’importazione di prodotti biologici da Paesi terzi, entrato in vigore all’inizio del 2009.
    Il vecchio sistema di autorizzazione delle importazioni è stato sostituito con quello nuovo, nel quale vi è una lista dei Paesi terzi i cui regolamenti sull’agricoltura biologica sono stati approvati come equivalenti a quelli dell’Unione Europea e una lista di enti di certificazione i cui standard, equivalenti o superiori a quelli europei, sono approvati anche per l'Unione Europea.
    Gli importatori europei possono comprare dei prodotti provenienti da esportatori certificati da un ente di certificazione approvato dall’UE, che a sua volta deve essere approvato secondo la categoria dei prodotti in questione da un ente nazionale. Temporaneamente le autorizzazioni d’importazione possono essere ancora rilasciate dagli Stati membri dell’UE.
    La lista dei Paesi terzi equivalenti include, ad oggi, l’Argentina, l’Australia, il Canada, il Costa-Rica, l’India, Israele, il Giappone, la Svizzera, la Tunisia, Usa e Nuova Zelanda.
    Per quanto riguarda il settore vitivinicolo biologico, non tutti i Paesi citati sopra sono stati riconosciuti equivalenti all’Ue e solo un numero ridotto di enti di certificazione sono accettati (consultare Allegato IV del Regolamento). Ad oggi la maggior parte dei vini biologici provenienti da Paesi terzi può essere importato solo tramite il vecchio sistema, grazie all'autorizzazione rilasciata dagli Stati membri a specifici progetti di importazione.
    L’Unione Europea ha firmato un accordo di equivalenza con National Organic Program (NOP) del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) per facilitare il commercio dei prodotti biologici. Questo accordo include le bevande alcoliche, infatti i vini biologici europei certificati secondo il Reg. (CE) N. 834/2007 possono essere esportati negli USA senza una certificazione specifica rilasciata in conformità al NOP, ma il prodotto deve essere conforme come alle regole di produzione fissate nello standard NOP. Sebbene i vini europei non debbano più affrontare un processo di certificazione parallelo per il NOP, le norme di equivalenza prevedono che l’organismo di controllo che certifica la conformità alle norme bio europee verifichi e garantisca anche i requisiti specifici che differenziano lo standard NOP da quello EU.
    Se il produttore supera il controllo, l’esportatore dovrà richiedere alle autorità americane un certificato d’importazione, contenente le informazioni riguardanti il cliente, la destinazione del prodotto, il tipo di vino, il distributore finale e l’ente di certificazione. Questo procedimento deve avvenire per ogni singola spedizione.
    In alternativa, le aziende europee possono esportare il vino biologico negli Stati Uniti aderendo alla certificazione NOP, al di fuori dell’accordo di equivalenza Unione Europea-USDA; ci sono 84 agenti nel mondo di cui solo 35 fuori dagli Stati Uniti in grado di certificare che il processo produttivo enologico sia conforme agli standard NOP.
    In tutti i casi d’importazione le etichette devono essere approvate dall’ente di certificazione e devono essere conformi al regolamento dell’etichettatura del mercato di destinazione, quello statunitense in questo caso. Negli Stati Uniti tutte le etichette delle bevande alcoliche devono essere approvate dal “Tobacco and Trade Bureau”.
    La non completa equivalenza tra UE e USDA circa le norme di produzione del vino biologico riguarda i limiti e la tipologia dei solfiti ammessi (solo SO2 gassosa) e alcuni additivi creano problemi agli operatori europei, il vino biologico destinato al mercato americano,
    nella maggioranza dei casi, deve essere prodotto ed etichettato separatamente rispetto al normale vino biologico venduto in Europa. Anche se il vino biologico europeo è molto richiesto negli USA la difficoltà di rispettare i requisiti della legge statunitense può costituire, in futuro, un fattore limitante per la crescita dei volumi di mercato.
    L’Unione Europea, nel 2011, ha raggiunto con il Canada un accordo di equivalenza delle produzioni biologiche. Purtroppo questo accordo non riguarda le bevande alcoliche. Ne consegue che il vino europeo esportato in Canada deve essere certificato secondo il Canada Organic Regime. Poiché, invece, tra il Canadian Food Inspection Agency (CFIA) e USDA esiste un regime di equivalenza che copre anche i prodotti enologici, i vini biologici europei certificati in conformità al NOP possono essere venduti come biologici anche in Canada. Per le spedizioni di vino in Canada l’ente certificatore deve rilasciare un apposito certificato di transazione che riporta: la tipologia di vino, la quantità oggetto di transazione e i riferimenti del cliente finale.
    Il Brasile ha un regolamento nazionale sul biologico ma non c’è regime di equivalenza con l’Unione Europea; le bevande alcoliche, come gli altri prodotti alimentari, devono essere certificati in conformità alle norme brasiliane da un ente accreditato dal governo brasiliano.
    Il Giappone non ha ancora una norma specifica per la produzione di vino biologico, anche se è presente il regolamento nazionale per l’agricoltura biologica. Per questo non è possibile trovare sul mercato vino biologico giapponese certificato secondo il Japanese Agricultural Standards (JAS). I vini biologici europei possono essere esportati in Giappone grazie alla certificazione Reg. (CE) N. 834/2007, ma non possono apporre in etichetta il logo JAS.
    Fonte: Ifoam, teatro naturale
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Al mercato
  •  Banco di Garabombo 2013 a Milano

    Anche quest’anno fino al 9 gennaio a Milano si aprono le porte della spesa sostenibile, solidale e responsabile con la 17a edizione del Banco di Garabombo, il tendone del commercio equo e dell’economia solidale italiana, organizzato dalla cooperativa Chico Mendes Altromercato, Radio Popolare e cooperativa Librerie in Piazza. Due mesi di acquisti buoni, belli, puliti e giusti alla portata di tutti: da sabato 9 novembre 2013 fino all’Epifania, tutti i giorni dalle 9 alle 20 con orario continuato. Il parcheggio di via Mario Pagano (fermata M1) ospiterà un tendone di oltre 400 metri quadri di prodotti del commercio equo, da terreni confiscati alle mafie e fatti in carcere, oltre a prodotti biologici, di filiera corta, da cooperative sociali italiane e presidi slow food. Alle gustose specialità alimentari da tutto il mondo, si uniscono abbigliamento, accessori, articoli per la casa, idee regalo, prodotti cosmetici e libri.
    Sito web: http://www.chicomendes.it/index.php?id=633
  • Il Verziere bio - Mercato contadino dei produttori biologici

    Ogni sabato del mese al quartiere Isola a Milano  dalle 9.00   alle 17.00 si fa la spesa bio: ortaggi e frutta, formaggi e vino, pane, pasta e riso, olio, marmellate e miele. 
    Verziere bio, il mercatino di soli produttori biologici certificati, si svolge tutti sabati del mese. Per maggiori informazioni, contattare  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure chiama il numero di telefono: 02.67100659.
  • Gruppi d'acquisto e altra economia

     "Io faccio così", l'economia solidale nell'Italia che cambia

    • Nonostante la crisi, i partiti, le tasse... c’è un’Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro. Daniel Tarozzi ha deciso di salire sul camper e andare a scoprirla e a raccontarla nel libro Iofaccio così" appena pubblicato (Ed. chiarelettere 2013). 
      Sette mesi on the road, senza scadenze o itinerari precisi, inseguendo le esperienze di chi ci prova a cambiare vita e a non rassegnarsi al peggio. La scoperta è che si sta creando una rete diffusa dal Nord al Sud di microeconomie che valorizzano il territorio e le competenze delle persone, spesso promuovendo lavori che le statistiche nemmeno rilevano: in città, in campagna, da soli, in gruppo. Sempre all’insegna dell’ecocompatibilità, del risparmio e della qualità della vita. Contadini, inventori, imprenditori, manager, artigiani, neolaureati, artisti: le loro storie non fanno più parte dell’aneddotica ma costituiscono una realtà che va raccontata e fotografata e dimostrano che un altro Pil, più vero e di qualità, è possibile. Gli approfondimenti, le interviste e le storie che non hanno trovato spazio sulla carta sono presentate un po' alla volta sul blog www.italiachecambia.org .

    In Francia una rete di associazioni per la finanza solidale

  • cigalesIn Francia esistono già da diversi anni ma in Italia se ne parla poco. Si tratta della Federazione de Les Cigales, un’associazione fondata nel 1901 che aggrega imprenditoria solidale e giovani e educazione popolare che ha come oggetto l’animazione e lo sviluppo del movimento Cigales che agisce a livello regionale, territoriale e di supporto. È un esempio reale di rete associativa basato sulla finanza solidale. La federazione lavora capillarmente a livello regionale (ogni regione francese ha una cigales) e  favorisce il partenariato tra i vari club locali. Le Cigales offrono un servizio per chi vorrebbe realizzare progetti imprenditoriali basati su specifici criteri: modi alternativi di produrre, consumare e scambiare pratiche legate ad uno scopo di utilità sociale, ambientale o culturale.
    A poterne beneficiare saranno le forme societarie regolamentate dal governo francese, società a capitale/nome collettivo, cooperative e associazioni. 
    Le Cigales offrono un budget minimo che va da 1000 a 3000 euro  a progetto, tuttavia è possibile richiedere un finanziamento più significativo di circa 10 mila euro, nel caso in cui più gruppi regionali si aggreghino alla scopo di supportare il progetto del soggetto richiedente.Le Cigales intervengono principalmente sotto forma di partecipazione al capitale, anche attraverso gli apporti in conto corrente dei soci. Rispetto alle associazioni, intervengono in misura minore e attraverso un sostegno con diritto di revoca. Il loro interesse è legato ai progetti di trasformazione dalla forma dell’associazione a SCOP (società cooperative o partecipative) o SCIC (società cooperativa ad interesse collettivo).
    Per saperne di più: http://www.cigales.asso.fr/
  • di Giuliana Sesto
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    Notizie dal mondo Bio e non solo
  • A Granada la noce moscata guida una rivoluzione economica


  • Cannella, noce moscata, chiodi di garofano e zenzero sono spesso ingredienti chiave in cucina. Sull'isola caraibica di Granada sono anche gli ingredienti fondamentali di una rivoluzione economica nascente.
    Secondo maggiore esportatore mondiale di noce moscata, con il 20 % del mercato, questa 'Isola delle spezie' sta scommettendo sull'agricoltura per farla diventare il motore addizionale della sua economia, che cerca di diversificarsi dalla attività tradizionale di turismo e spiagge e che permettera' anche di garantire la sicurezza alimentare per la popolazione.
    Anche se l'intera regione latino-americana e' ricca di terre arabili e acqua (un terzo delle riserve del pianeta, all'incirca), le piccole isole caraibiche come Granada e i suoi arcipelaghi devono far fronte alla sfida di un clima ostile che comprende uragani, risorse di acqua dolce molto limitate (situazione che peggiora nei periodi di siccita') e innalzamento del livello del mare.
    I piccoli agricoltori di questa isola paradisiaca, situato 200 chilometri al largo della costa del Venezuela, stanno guidando l'iniziativa per ridefinire il profilo economico di Granada, in un progetto che ha attirato l'attenzione anche di altri governi della regione.
    Earnest Mitchell fa parte di questa nuova generazione di produttori locali. "Sto progettando di raddoppiare la mia produzione entro il prossimo anno", dice con orgoglio, mentre mostra la sua piccola fattoria arroccata nella fertile regione montuosa di Granada.
    Mitchell e' uno dei 1.500 agricoltori che hanno partecipato al progetto pilota che si distingue per "chiedere il nostro parere sulle sfide che abbiamo di fronte", dice. Questa non e' una piccola quota in un'isola con una popolazione di soli 110mila abitanti, il 70% dei quali e' considerato rurale. Inoltre, l'iniziativa sta aprendo la porta alla creazione di posti di lavoro nell'isola, dove il 40% della popolazione attiva e' disoccupata.
    Gli agricoltori ricevono consulenza tecnica e sostegno finanziario da un fondo del governo giapponese e dalla Banca Mondiale per comprare sementi, fertilizzanti, pesticidi e attrezzature. La chiave del progetto, pero', e' senza dubbio la possibilita' di proteggersi dagli shock climatici ed economici e di coordinare meglio la produzione, soprattutto dopo due uragani consecutivi.
    Anche se c'e' poco che gli agricoltori di Granada possono fare contro le inclemenze di un clima in una regione altamente esposta ai fenomeni naturali, il progetto in questione mira ad alleviare potenziali crisi economiche.
    Un solo esempio. Nel 2004 l'uragano Ivan ha seminato devastazione nell'isola, distruggendo molte delle piantagioni di noce moscata, banane e cacao. Un anno dopo Emily ha preso una percorso simile, ritardando gli sforzi della ricostruzione e, soprattutto, spingendo gli agricoltori a reagire, nella loro disperazione, con semine improvvisate di verdure e frutta.
    Questo ha causato una sovrasaturazione involontaria del mercato per certi prodotti e la mancanza di offerta per altri, un fenomeno che gli esperti chiamano sovrapproduzione e sottoproduzione cicliche.
    Oltre ai problemi dell'acqua e all'impatto degli eventi meteorologici, le altre isole dei Caraibi subiscono ulteriori problemi a cui si puo' cercare una soluzione comune.
    "Sara' interessante vedere l'inizio di un dialogo tra gli altri piccoli paesi dei Caraibi, in particolare quelli dell'Oecs (Organizzazione degli Stati dei Caraibi orientali), e cercare soluzioni comuni", dice lo specialista di sviluppo rurale Eli Weiss, della Banca Mondiale.
    Per i piccoli agricoltori come Earnest e, in generale, per gli isolani della zona, sara' vitale proteggersi sia dai disastri naturali che dal danno che questi causano alle loro economie. 
    Fonte: El Pais, Mary Stokes, Agra press
  • Oasi sostenibili per affrontare la desertificazione

  • Nel deserto del Qatar, il primo impianto di oasi sostenibile ha dato i primi frutti, ovvero con soli tre raccolti l’anno si otterranno 75 chili di ortaggi per metro quadro, sull’esempio dell’impianto pilota del Sahara Forest project. L’oasi sostenibile è inserita in uno spazio di un ettaro di deserto e consuma energia solare e acqua marina. L’efficienza del raccolto rientrerebbe in mercato competitivo ma al momento i costi di produzione non sono ancora ammortizzabili.
    L’idea del Sahara Forest Project è nata durante il Cop15 di Coopenagen nel 2009 da tre esperti, l’architetto Michael Pawlyn, il  designer Charlie Paton e dell'ingegnere strutturale Bill Watts, che hanno unito le forze con il gruppo ambientalista norvegese Bellona Foundation.
    Per approfondire: http://pensarebio.blogspot.it/2012/03/sahara-forest-project-quando-il-deserto.html
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    Opportunità e incontri
     
  • Biofach 2014: Crescita sostenibile nei mercati del biologico

  • Il settore del bio internazionale si apre una volta all’anno presso la fiera mondiale del commercio, dei prodotti e del cibo biologico che si tiene come sempre a Norimberga. Per quest’anno alla fiera che si svolgerà dal 12 al 15 Febbraio 2014 sono attesi circa 2400 espositori e contestualmente si festeggerà anche il 25° anniversario. Il trend verso il bio è sostenibile. Il settore è prospero ed è in continua crescita. A parte qualche eccezione la domanda mondiale non è stata ancora colpita dale turbolenze del mercato finanziario verificatesi negli ultimi anni.  Una crescente ed intensiva analisi per capire quanto la popolazione mondiale sia attenta ai temi legati alla sostenibilità ambientale  è stata utile per capire l’ impatto positivo sulle vendite nel commercio biologico. Esperti e operatori del mercato hanno, tuttavia, convenuto sul fatto che un quadro politico e  costanti condizioni generali possano promuovere l'agricoltura biologica sono chiamati affinché si comprenda al meglio se è ancora necessaria una crescita che si sviluppi nel lungo termine e che raggiunga gran parte dei Paesi del mondo. Questo permette di dare sicurezza agli agricoltori che sono interessati a convertirsi al bio tanto quanto per gli agricoltori che già utilizzano metodi biologici. Per quanto riguarda il panorama italiano, si rileva anche qui per le vendite, una crescita continua. Dopo diversi anni di stagnazione circoscritta a circa 1,1 milioni di ettari , la superficie biologica in Italia è cresciuta anche nel 2012 del 6,4 %, raggiungendo 1.167.362 ettari. Il numero totale di operatori bio nel mercato è stato poco meno di 50.000 agricoltori e aziende. Questo è il 3 % in più rispetto all'anno precedente. Le vendite del settore biologico sono anche in aumento continuo. Nei primi quattro mesi del 2013, le vendite di prodotti bio trasformati nelle catene di supermercati sono aumentate del 8,8% secondo i risultati della ricerca di mercato a cura del panel Ismea / GFK - Eurisko. C'è ancora un grande divario tra nord e sud dello stivale: tre su quattro prodotti biologici (73%) sono stati acquistati nel Nord Italia. Secondo il patron del BioFach, la Federazione Internazionale dei Movimenti di Agricoltura Biologica (IFOAM), Bonn (Germania) e l' Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica (FiBL), Frick (Svizzera), le vendite per il mercato italiano , più le i prodotti bio esportati ammontano a circa 3 miliardi di euro. Per maggiori a chi è interessato ad esporre può contattare i seguenti recapiti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure chiamare al numero 0965 764992.

  • Corsi a cura di Aiab Lombardia

  • Il Workshop di cucina naturale bio a cura di AIAB Lombardia. Per imparare a preparare ottimi dolci, biscotti e tisane perfetti da regalare in occasione delle prossime festività natalizie. Il laboratorio si svolgerà in due giornate (martedì 10 e 17 dicembre 2013) e al termine della serata verranno offerte degustazioni e assaggi delle creazioni realizzate oltre ad un momento di dialogo per condividere consigli e suggerimenti sul cucinare in modo naturale. Per maggiori info, scarica qui la locandina dell’evento.
    Per informazioni e  iscrizioni inviare una mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonare al numero 02.67100659.
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    Le ricette

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    • Baci salati al pistacchio con radicchio e pompelmo
    • Per 4 persone
      130 g di pasta sfoglia, 3 pompelmi, 1 cespo piccolo di radicchio rosso di Treviso, 100 g di scamorza, 80 g di pistacchi non salati, 4 filetti di acciughe sott’olio (facoltativi), 1 tuorlo d'uovo, 1 spicchio d'aglio, olio e. v. d'oliva, aceto di mele, sale, pepe 
    • 1 Stendete la pasta sfoglia molto sottilmente e, aiutandovi con uno stampo tondo del diametro di circa 3 cm, ritagliate 40 piccoli dischi. Bucherellateli con una forchetta e stendeteli in una teglia rivestita con carta da forno.
      2 Spennellate i dischetti col tuorlo battuto e cospargeteli coi pistacchi tritati finemente, quindi infornate a 200 °C per almeno 5 minuti.
      3 Sfogliate il radicchio, tenete da parte 2-3 foglie per la decorazione e affettate le restanti, condendole con un trito di aglio (ed eventualmente di acciughe), poco sale e 2-3 cucchiai d'olio. Mettete, quindi, il radicchio in padella e saltatelo per 5 minuti; se rilascia molto liquido levatelo dalla pentola e lasciate restringere il fondo di cottura alla densità di uno sciroppo.
      4 Frullate brevemente il radicchio insieme al fondo ristretto. Di seguito mescolatelo alla scamorza grattugiata o tritata.
      5 Riducete in spicchi i pompelmi e pelateli al vivo, quindi conditeli con poco sale, pepe, un cucchiaio d'olio e poche gocce di aceto di mele.
      6 Formate i baci. Unite la parte senza pistacchi di 2 dischetti alla volta, farcendoli con la crema di radicchio. Disponete in ogni piatto una fila di 5 baci e ai lati disponete gli spicchi di pompelmo e decorate il tutto con le foglie di radicchio.
      • Fagottini di porri farciti e con crema di cavolo nero
        Tempi di preparazione: 20'
        Tempi di cottura: 35'
        Difficoltà: facile
        Vegetariano, senza latticini e glutine
      • Per 4 persone
        800 g di cavolo nero, 250 g di fagioli cannellini cotti, 3-4 patate, 2 porri grandi, 60 g di mandorle, 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato, una decina di foglie di salvia, olio e. v. d'oliva, sale, pepe
      • 1 Mondate i porri della parte verde e della radice, incideteli per il lungo e sfogliateli, quindi recuperate le 8 guaine più grandi di ciascuno e scottatele per 2 minuti. Scolatele con una schiumarola in una ciotola d’acqua fredda.
        2 Eliminate la costa centrale del cavolo nero e lessatelo nella stessa acqua dei porri per 5 minuti. Una volta raffreddato, tritatene la metà.
        3 Affettate finemente la parte rimasta dei porri e rosolatela per 5 minuti in una padella insieme a uno-due cucchiai d’olio e alla salvia tritata, quindi unite le patate, pelate e a tocchetti piccoli, e proseguite per 10 minuti bagnando, al bisogno, con poca acqua. A questo punto aggiungete il cavolo nero tritato e i fagioli, cuocendo per altri 5 minuti abbondanti.
        4 Preparate la crema. Frullate finemente le foglie scottate di cavolo rimaste insieme alle mandorle, al parmigiano, a poco sale e pepe, incorporando 3-4 cucchiai d'olio e l’acqua necessaria per raggiungere la consistenza del pesto ligure.
        5 Tagliate in 2 parti uguali le guaine dei porri e sistematele a croce, quindi distribuite la farcia al centro delle 16 croci ottenute e chiudetele unendo i bordi (se non riuscite, aiutatevi con uno stuzzicadente che leverete alla fine). Sistemate i fagottini in una teglia coperta con carta da forno e scaldateli in forno a 180 °C per 5 minuti. Quindi disponetene 4 in ciascun piatto, già ricoperto con la crema verde, e portate in tavola.
    • Fagottini di pasta fillo alle mele e datteri in salsa di prugne
      tempi di preparazione 20
      tempi di cottura 30’
      vegetariano, senza latticini e glutine
    • Per 4 persone
    • Per i fagottini: 8 fogli di pasta fillo quadrati, 4 mele golden, 50 g di datteri snocciolati, 1 arancia
      Per la salsa: 200 g di prugne, 30 g di zucchero di canna, 2 foglie di alloro, il succo di 1 limone, cannella in polvere
    • 1 Tritate finemente circa metà della scorza dell’arancia e spremete il succo.
      2 Pelate le mele, tagliatele a pezzi regolari e fatele saltare in padella insieme ai datteri tritati grossolanamente. Bagnate col succo d’arancia e continuate la cottura fino a quando la frutta sarà morbida e il fondo asciugato. Fuori dal fuoco unite la scorza tritata e lasciate raffreddare.
      3 Riducete le prugne a pezzetti e riunitele in una casseruola dal fondo spesso con l’alloro e con un pizzico di cannella, quindi fate cuocere per circa 15 minuti. Levate dal fuoco, eliminate l'alloro  e frullate le prugne con un frullatore a immersione ottenendo una crema. Passatela al setaccio e poi conditela col succo di limone. Conservatela al caldo.
      4 Sovrapponete 2 fogli di pasta fillo per volta su un piano da lavoro in modo da creare 4 porzioni. Disponete al centro di ciascuna le mele saltate e ripiegate i bordi verso il centro creando dei fagottini. 
      5 Disponete i fagottini in 4 stampi monoporzione foderati con carta da forno (oppure in una teglia ricoperta con carta da forno) e infornate a 180 °C per 5-6 minuti o fino a quando prenderanno un bel colore dorato. Aspettate qualche minuto prima di estrarli dagli stampi. 
      6 Stendete la crema di prugne a specchio nei piattini, adagiatevi al centro i fagottini caldi e servite subito.
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    • menu
      Il Natale è servito
    • Dall’antipasto al dessert, festeggiamo con un bel menu vegetariano tutto dedicato ai sapori invernali: carciofi, lenticchie, agrumi... 
    • Sfogliette integrali con lenticchie aromatiche 
    • Tempi di preparazione: 45'
      Tempi di cottura: 30'
      Difficoltà: facile
      Vegetariano, senza latticini
    • Per 4 persone
      100 g di farina integrale, 100 g di lenticchie piccole (preferibilmente verdi), 1 carota, 1 cipolla rossa grande, 1 cucchiaio di foglie di prezzemolo, 1 cucchiaino di maggiorana secca, 2 foglie di alloro, mezzo limone, olio e. v. d'oliva, sale, pepe; un’arancia per decorare
    • 1 Riunite in una pentola le lenticchie, l’alloro, la carota a rondelle e la cipolla a pezzi, mettendo da parte una fetta di quest’ultima, e ricoprite il tutto con abbondante acqua. Fate bollire per 20 minuti, lasciando le lenticchie leggermente indietro di cottura, quindi scolatele con una schiumarola e conservate il brodo.
      2 Mescolate la farina con 100 g circa delle lenticchie raffreddate, la maggiorana e un pizzico di sale. Formate la classica fontana e nel centro unite 2 cucchiai d’olio e il brodo necessario per ottenere un impasto omogeneo. Copritelo e lasciatelo riposare per 30 minuti.
      3 Tritate il prezzemolo finemente insieme alla fettina di cipolla tenuta da parte e in una ciotolina mescolateli a 2 cucchiai d’olio, al succo del limone, a un pizzico di sale e di pepe, fino a formare un’emulsione profumata.
      4 Stendete l'impasto sottilmente e riducetelo in 16-20 quadrati da 7-8 cm di lato, poi disponeteli nella placca del forno rivestita con carta da forno e infornateli a 190 °C per 10 minuti circa.
      5 Scaldate le lenticchie rimaste e conditele con l'emulsione. Distribuite le sfoglie nei piatti, copritele con le lenticchie e guarnite il piatto con l'arancia divisa in mezze fette sottili.

    • Ravioli a stella di radicchio rosso e nocciole con salsa di taleggio 
    • Tempi di preparazione: 40'
      Tempi di cottura: 20'
      Difficoltà: ** veget, medio imp glic, cal 500 - Va preparato in anticipo
    • Per 4 persone
      280 g di farina, 2 cespi di radicchio rosso, 100 g di spinaci freschi (peso della verdura già mondata), 100 g di taleggio o altro formaggio morbido, 2 uova e 1 albume, 50 g di nocciole tostate, 1 cipolla bianca, 120 ml di panna, 80 ml di latte, 1-2 cucchiai di pomodoro concentrato, mezza bustina di zafferano, olio e. v. d'oliva, sale
    • 1 Lessate gli spinaci con l’acqua del lavaggio per 5 minuti. Una volta tiepidi, strizzateli e frullateli riducendoli in crema (o passateli al setaccio). Impastateli con 90 g di farina, un albume e un pizzico di sale. Alla fine formate una palla, copritela e fatela riposare per un’ora.
      2 Impastate la restante farina con le 2 uova battute insieme allo zafferano e a una presa di sale. Coprite anche questo impasto e lasciatelo riposare per un’ora. 
      3 Tritate la cipolla e in una padella rosolatela per 5 minuti abbondanti in uno-due cucchiai d’olio, quindi aggiungete le foglie del radicchio affettate, salate, aumentate la fiamma al massimo e fate saltare per 5 minuti. Di seguito, frullate le nocciole nel mixer e poi aggiungete il radicchio intiepidito continuando a frullare brevemente. Stendete la farcia in un piatto ad asciugare.
      4 Scaldate in un pentolino la panna e il latte fino a portarli quasi a bollore. Levate dal fuoco e mescolate il taleggio a cubetti, lasciandolo sciogliere.
      5 Stendete gli impasti riposati, facendo attenzione a stendere quello verde in un'unica sfoglia molto sottile. Ritagliate dalla sfoglia gialla dei dischetti da circa 4-5 cm di diametro. Quindi distribuite la farcia su metà di questi, bagnandone i bordi per fare aderire meglio il dischetto da sovrapporre. Chiudeteli con cura.
      6 Ricavate dalla sfoglia verde tante stelle quante sono i ravioli, aiutandovi con uno o più stampi di dimensioni diverse. Bagnate le stelle da un lato e attaccatele con una certa pressione ai ravioli, quindi lasciateli asciugare per almeno 30 minuti. Lessate i ravioli per 4-5 minuti e scolateli nei piatti già ricoperti con la salsa. Guarnite il piatto con gocce di concentrato di pomodoro a forma di stella stilizzata e servite.

    • Flan natalizio di carciofi e ricotta 
    • Tempi di preparazione: 20'
      Tempi di cottura: 60'
      Difficoltà: media
      Vegetariano, senza glutine
    • Per 4 persone
      400 g di ricotta di pecora soda, 8 carciofi, 6 uova, 3 cipolle, mezzo limone, 1 cucchiaino di rosmarino tritato, salsa di pomodoro pronta, brodo vegetale (facoltativo), olio e. v. d'oliva, sale, pepe
    • 1 Mondate i carciofi e tagliateli a fettine, tuffandoli in poca acqua acidulata col succo del limone.
      2 Rosolate le cipolle affettate fini in una padella con 3-4 cucchiai d’olio, un pizzico di sale e il rosmarino per 5 minuti abbondanti. A questo punto aggiungete i carciofi ben scolati dall'acqua e aggiungeteli alle cipolle, coprite col coperchio e cuocete a fuoco medio-basso per 20 minuti, bagnando con poco brodo vegetale o acqua se necessario, a fine cottura frullate fino a ottenere una crema. 
      3 Battete le uova con poco sale e pepe, amalgamatevi la ricotta e poi la crema di carciofi intiepidita, quindi distribuite il composto in una teglia rettangolare di circa 20 x 25 cm rivestita con carta da forno; dovreste ottenere uno strato alto almeno 4 cm. Infornate a 180 °C per 30-40 minuti (a seconda dello spessore) e lasciate intiepidire bene.
      4 Ritagliate il flan in 12 pezzi: 4 cubi o parallelepipedi lunghi 8-10 cm, 4 medi da 5-6 cm e 4 più piccoli da 3 cm circa. Poi costruite gli “alberi” nei piatti, sovrapponendo alle 4 basi più larghe, i pezzi medi e poi quelli piccoli. Decorate con la salsa di pomodoro calda lasciata colare oppure disposta a pallini e servite.

    • Insalata ricca con finocchi marinati e pecorino romano 
    • Tempi di preparazione: 35'
      Tempi di cottura: -
      Difficoltà: facile
      Vegetariano, senza glutine
    • Per 4 persone
      3 arance, 2 finocchi, 100 g di ciuffetti teneri di spinaci, 1 cespo piccolo di radicchio rosso, mezzo cespo di lattuga verde, 100 g di pecorino romano, 40 g di mandorle, 1 cucchiaino di prezzemolo tritato, olio e. v. d'oliva, olio al peperoncino (facoltativo), sale, pepe, coriandolo in grani
    • 1 Grattugiate un cucchiaino di scorza dell’arancia e in una ciotolina mescolatela subito a 2 cucchiai d’olio e al prezzemolo. In un'altra ciotola versate il succo dell’arancia e lasciatevi in ammollo le mandorle per 30 minuti abbondanti.
      2 Mondate spinaci, radicchio e lattuga, quindi spezzettatene finemente le foglie con le mani e sistematele in un'insalatiera.
      3 Affettate finemente la parte più tenera dei finocchi, poi conditeli con poco sale, pepe, l’olio all’arancia e una macinata abbondante di coriandolo. Lasciateli marinare brevemente.
      4 Condite le insalate con 2 cucchiai d’olio, il pecorino ridotto in scaglie sottili, le mandorle scolate e ridotte in filetti. Disponetele nei piatti, contornatele coi finocchi e guarnite il piatto con mezze fettine di arancia. Se volete, insaporite il tutto con qualche goccia d’olio al peperoncino.

    • Crema agli agrumi con biscotti di cioccolato e cannella 
      Tempi di preparazione: 25'
      Tempi di cottura: 15'
      Difficoltà: facile
      Vegetarian
    • Per 4 persone
      Per i biscotti: 80 g di farina, 50 g di zucchero integrale, 40 g di cioccolato fondente, 1 uovo e 1 tuorlo, 25 g di frumina, cannella in polvere
      Per la crema: 300 ml di latte, 50 g di farina, 50 g di miele (preferibilmente di agrumi), 3 tuorli d'uovo, 2 clementine
      Per la decorazione: mezza melagrana, 1 cucchiaio di zucchero a velo
    • 1 Preparate i biscotti. Tritate finemente il cioccolato fino a ottenere una polvere uniforme, quindi profumatelo con la punta di un cucchiaino di cannella.
      Montate a lungo le uova con lo zucchero in modo da ottenere un composto soffice e spumoso. A questo punto incorporate la farina setacciata insieme alla frumina mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto. Per ultimo unite il cioccolato in polvere. 
      2 Riempite con l’impasto una sacca da pasticcere, o una siringa per dolci, e spremete dei bastoncini lunghi circa 8 cm e larghi uno in una teglia ricoperta con carta da forno. Quindi infornateli a 200 °C per 10 minuti circa. 
      3 Preparate, ora, la crema. In una terrina montate i tuorli insieme al miele, incorporate con cura la farina e poi versate un po’ per volta il latte portato, nel frattempo, a bollore. Trasferite la crema sul fuoco e cuocetela fino ai primi segni di ebollizione. Una volta raffreddata, frullatela insieme a un cucchiaino di scorza grattugiata delle clementine, fino a quando diventa morbida e liscia.
      4 Distribuite la crema in ciotoline e guarnitela con i chicchi della melagrana e gli spicchi delle clementine pelati al vivo. Spolverate i biscotti con zucchero a velo e serviteli accanto alla crema.
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      In redazione: Sabina Galandrini, Giuliana Sesto
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