landgrabbing-EECGli investitori libanesi pensano in grande. Si sono perfino assicurati un proprio porto e un proprio macello all'interno dell'Unione europea. In Romania, il Maria Group gestisce infatti 65.000 ettari di terreno: una superficie vasta quasi quanto Amburgo.
I libanesi sono i principali sfruttatori dei terreni dell'Europa dell'Est, da cui riforniscono il Vicino Oriente e l'Africa orientale con tonnellate di carne e cereali.
Da tempo, la grande corsa alla terra, il cosiddetto land grabbing, non investe più esclusivamente l'Africa, l'Asia e l'America latina. Investitori di tutto il mondo accorrono ormai anche in Europa.
Le aziende straniere controllano superfici sempre più vaste soprattutto in Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania e Ungheria.

Gli investitori esteri sono attivi anche nella Germania dell'Est, come è stato chiaramente evidenziato nello studio "Estensione del land grabbing nell'Unione europea" redatto nel 2015 dal Transnational Institute di Amsterdam per conto della Commissione Agricoltura [e sviluppo rurale] dell'Unione europea.
Alla luce di una popolazione mondiale in crescita, è automatico che il prezzo dei prodotti alimentari e delle materie prime agricole aumentino e si realizzino ingenti profitti.
Cosi' anche i terreni agricoli europei, a tassi d'interesse favorevoli, sono diventati un gradito oggetto di speculazione e investimento, e questo porta con sè delle enormi conseguenze.
Innanzitutto è in atto un cambiamento della struttura agricola. I piccoli agricoltori sono sotto pressione a causa della concorrenza delle grandi imprese agricole, che gestiscono i propri terreni in maniera più efficace.
Solo in Germania, circa il 70 per cento di tutte le superfici agricole nazionali non sono più di proprietà degli agricoltori che le gestiscono. Nell'introduzione a un nuovo studio condotto dal gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, "Cacciatori di terre – la svendita dei terreni agricoli in Europa", l'eurodeputata e produttrice di latte Maria Heubuch parla di uno "strisciante fenomeno di concentrazione di terre".
In Africa e in Asia questa pratica, diffusa già da tempo, ha raggiunto delle proporzioni preoccupanti.
Quanta sia la terra che viene realmente venduta, gli esperti possono solo stimarlo, anche perchè molti contratti di sfruttamento vengono sottoscritti fuori dai canali istituzionali.
Il portale Landmatrix.org , che dal 2012 fornisce dati sul fenomeno del land grabbing in tutto il mondo, riporta che nel passaggio al nuovo millennio sarebbero stati venduti almeno 56 milioni di ettari di terra (situazione a settembre 2015).
Cio' equivale a una volta e mezza la superficie dell'intera Germania. Il 70 per cento di questo business riguarda l'Africa. Secondo l'Oxfam, negli ultimi anni, nei paesi in via di sviluppo, sarebbero stati venduti o affittati a lungo termine oltre 200 milioni di ettari di terreni.

 

 

[di Inga Michler, Ernst August Ginten]