Ma cresce il business agromafie che supera i 16 miliardi di euro
Attenzione alla criminalità. Il sistema biologico vero antidoto

agromafieIn Italia qualità agroalimentare e biologico vanno a braccetto e brindano a un continuo successo sia in termini di produzione sia in termini di rendimento. Ma con il profumo dei soldi aumenta anche l'interesse da parte delle organizzazioni criminali. Secondo il quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura il business delle Agromafie nel 2015 ha superato infatti i 16 miliardi di euro.

In occasione della giornata nazionale della qualità agroalimentare, che si celebra oggi, sono molti i dati relativi a uno dei nostri comparti più forti. Secondo il Crea, l'agricoltura biologica continua a crescere: nel 2014 la superficie agricola ha raggiunto 1,4 milioni di ettari, segnando una percentuale di un + 5,4 % rispetto all'anno precedente. Anche gli operatori biologici sono cresciuti del 5,8% toccando quota 55.433, il numero più elevato in Europa.

Un primato che si conferma anche nella produzione dell'agroalimentare di qualità, se si considera che il nostro paese si colloca al primo posto in Europa per numero di prodotti Dop e Igp. Una classifica guidata da ortofrutta e cereali (38%), formaggi (18%), oli extravergine d'oliva (16%) e salumi (14%). Stesso primato per i vini di qualità: 405 vini tra Docg e Doc. A seguire Francia (357) e Spagna (90).

"Si fa un gran parlare di biologico e di prodotti di qualitàdice Vincenzo Vizioli, presidente di AIABma ora bisogna impegnarsi a tenere fuori la mafia da questo comparto. I dati presentati oggi ci confermano quanto il settore, in grande espansione, faccia gola alla criminalità organizzata. Nel sistema biologico il rispetto della terra e della salute dei consumatori non possono prescindere dal rispetto del lavoro e della legalità. Mi sento di dire che il biologico italiano, e ancora di più il biologico che porta il marchio di garanzia AIAB, ancora riescono a proteggere la qualità dei nostri prodotti dai tentacoli mafiosi. Ma anche lo Stato deve fare la sua parte investendo sull'unico metodo agricolo che mette al riparo i produttori, i consumatori e l'ambiente".