GMOCornL'Associazione per l'agricoltura Biologica aderisce totalmente alle posizioni della Via Campesina che ha fortemente contestato l'incontro organizzato dalla Fao sulle biotecnologie agricole che si è tenuto lo scorso 15 febbraio. 

Sono stati più di 100 i movimenti sociali e le organizzazioni della società civile che hanno rilasciato una dichiarazione, denunciando sia la sostanza che la struttura del simposio alla Fao, organizzato proprio in contemporanea alla fusione delle aziende biotech che fanno sementi transgeniche.

Un incontro insomma, che ha tutta l'aria di essere il tentativo da parte delle multinazionali del biotech di indirizzare la politica delle Nazioni Unite verso il sostegno agli OGM.

Di fronte al rifiuto degli OGM da parte della maggioranza di consumatori e produttori, l'industria sta ora inventando nuove e potenzialmente pericolose tecniche di coltivazione per modificare geneticamente le piante, senza chiamarle OGM.
"Si vogliono far passare interessi privati mistificandoli per collettivi", dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB con preoccupazione. "La cis-genetica, che ha ricevuto un corposo sostegno dal nostro governo, insiste su un percorso che punta sull'introduzione forzata di geni resistenti, con l'obiettivo di continuare a vendere 'nuove' sementi brevettate e di scarso interesse per chi coltiva. Un percorso che continua a dimostrarsi fallimentare anche perché la natura supera in poco tempo"

"E' giunto il momento che la FAO metta fine alla biopirateria e al suo sostegno alle colture geneticamente modificate, che servono solo a consentire brevetti a una manciata di aziende transnazionali che si impadroniscono di tutta la biodiversità esistente", ha detto il leader di La Via Campesina Guy Kastler.
"Al contrario, la FAO dovrebbe sostenere gli organismi ei ricercatori impegnati nella collaborazione per colture e allevamenti al servizio della sovranità alimentare e dell'agroecologia contadina".

"Ormai tutti stanno capendo – Conclude Vizioli - che la soluzione per sfamare il mondo non è nelle biotecnologie ma nel rispetto della terra che può venire solo dall'agricoltura biologica e contadina e dal suo reale sostegno. Ma la Fao sembra voler andare nella direzione opposta".