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Le richieste per il biologico:
Piano strategico, controlli, Regolamento europeo, Referendum 17 apirle, glifosato, agricoltura
sociale

  • Una delegazione AIAB è stata ricevuta dal Viceministro Andrea Olivero. L'occasione è stata la presentazione della campagna sulla biodiversità lanciata dall'associazione ma si è discusso di vari temi relativi al futuro dell'agricoltura biologica.

Piano Strategico
Prima di tutto c'è stato un confronto sul Piano Strategico per il biologico appena approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
L'AIAB, che sposa gli obiettivi del Piano chiede però che questo non rimanga solo una lista di intenti sulla carta. "Quello che conta ora – ha detto Vincenzo Vizioli, presidente dell'Associazione - è individuare le risorse per attuarlo. Bisogna finanziare soprattutto la Ricerca dedicando al bio, con stabilità, gli introiti del 2% della tassa sui pesticidi per garantire progettazione di lungo periodo alla ricerca per il settore biologico; così come servono rapidamente strumenti di vero indirizzo tecnico e politico".

Controlli

Grande attenzione è stata posta durante l'incontro alla questione controlli. "In questo momento di grande espansione è necessario, a garanzia del sistema, migliorare la vigilanza degli organismi di controllo sulle aziende e incentivare quella del Ministero e delle Regioni sugli organismi di controllo, a partire da una maggiore chiarezza intorno al Tavolo Accredia (l'organismo di accreditamento degli OdC per il Ministero) che deve dare, e non mediare, indirizzi operativi obbligatori", ha detto Vizioli. In questa chiave è stata evidenziata la necessità di chiarire bene il ruolo di ognuno per esaltare la terzietà degli organismi di controllo che sono tenuti a far applicare la norma senza discuterla. Caso eclatante di promiscuità è la certificazione di disciplinari privati fuori dal campo di applicazione del Regolamento sul bio, che gli odc detengono, vendono e certificano. Come accade sui mezzi tecnici, la cosmesi o la ristorazione.

 

Certificazione
Grande preoccupazione è stata espressa per come sta procedendo la proposta del modello di certificazione di gruppo in seno al nuovo Regolamento EU. Un tipo di certificazione che l'AIAB individua da sempre come soluzione innovativa, perché alleggerisce il carico burocratico, recupera le piccole aziende uscite dal bio per gli elevati costi di certificazione ed esalta l'autocontrollo, perché nessuna azienda permetterebbe a un'altra del gruppo di barare. L'AIAB si augura fortemente che in Italia si arrivi a un percorso di sperimentazione su questo tipo di certificazione, per altro già applicato dagli stessi OdC nei paesi terzi.

 

Regolamento europeo sul bio
Proprio il Regolamento è stato uno degli altri argomenti sulla carta durante l'incontro. "La piega che sta prendendo non è affatto condivisibile – ha detto Vizioli – e se a Bruxelles sarà approvato così come si prospetta sarà di scarsa o nulla utilità per agricoltore bioil movimento del bio se non addirittura dannoso. Le maggiori criticità riguardano proprio il sistema di garanzia con il mantenimento dell'equivalenza dell'inserimento delle soglie sui pesticidi che, oltre a mettere a rischio la credibilità del bio, penalizza i produttori seri a vantaggio degli importatori e mette in un angolo la serietà italiana sui controlli. L'Italia rimane l'unico paese ad avere una legge per il residuo zero, richiesto dai consumatori e su cui noi di AIAB da sempre puntiamo".
Sull'aspetto dei controlli e sulle criticità del Regolamento europeo Vizioli ha chiesto segnali forti da parte dell'Italia. "Oggi più che mai, considerata la crescita esplosiva della domanda serve un cambio di passo. Bisogna evitare che uno scandalo qualunque costringa tutti noi, che da anni ci battiamo per un biologico di qualità, a ripartire da zero. Sarebbe un danno troppo grande".

Referendum Trivelle
Vizioli si è poi confrontato con il viceministro Olivero sul tema del prossimo referendum del 17 aprile ricordando la posizione di AIAB nello schieramento contrario alle Trivelle e rimarcando quanto sia importante per l'agricoltura biologica e di qualità che le estrazioni non compromettano i territori agricoli vocati. "In Basilicata, ad esempio - ha detto Vizioli - abbiamo molti agricoltori in difficoltà perché, soprattutto a seguito di precipitazioni, nei terreni affiorano gli idrocarburi. Una condizione non molto conciliabile con la produzione biologica e che mette a repentaglio la sopravvivenza delle stesse aziende. E' necessario spingere per l'elaborazione di Piani territoriali che rispettino la vocazionalità".

Glifosato
Sulla questione glifosato l'AIAB ha chiesto al ministero di mantenere la coerenza fin qui dimostrata in Europa e di non perdere di vista l'auspicato obiettivo di eliminare completamente il pericoloso erbicida dalla nostra agricoltura.
Infine, si è fatto il punto sull'applicazione della Legge sull'Agricoltura sociale e sulla necessità di presentare subito il Regolamento attuativo.