Una “buona alleanza” fra agricoltori e consumatori, secondo l'AIAB, è necessaria per avere un’agricoltura che produca cibi buoni, sani, amici della giustizia e dell’ambiente. Oltre che necessaria, questa buona alleanza sarà anche possibile se ciascuno farà la sua parte. Gli agricoltori producendo al meglio delle loro possibilità, che per noi significa fare agricoltura biologica. I consumatori riconoscendo il valore dell’impegno degli agricoltori facendo salire nella scala delle priorità ciò che sono disposti a spendere per comperare i suoi prodotti e i suoi servizi. Perché nell’agricoltura del futuro, e già oggi nell’agricoltura biologica, il prodotto principale dell’azienda continueranno a essere gli alimenti, ma i servizi (di tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma non solo) acquisteranno un peso crescente.

La “buona allenza” di cui parla l'AIAB, però, non può essere proposta solo a una parte dei cittadini e a giorni alterni, bensì a tutti i cittadini e tutti i giorni. Per questo la vocazione dell’agricoltura biologica non è la qualità inevitabilmente “straordinaria” di Dop, Ipg, ecc., bensì le qualità ordinarie (igienico sanitarie, nutrizionali, organolettiche, ambientali ecc.) che debbono caratterizzare l’intera gamma dei prodotti alimentari che servono nella vita di tutti e tutti i giorni.
Ne consegue, perciò, che l’agricoltura biologica, che pure oggi resta una piccola realtà, non si candida solo a occupare una quota via via crescente del mercato, bensì a dare un contributo essenziale alla costruzione di un’alternativa complessiva all’attuale modello di produzione agricola e di sviluppo rurale, e a maggior ragione, al nuovo modello annunciato dalla introduzione delle colture geneticamente modificate.

Questa “buona alleanza” passerà dal mercato, ma c’è bisogno che cresca e maturi anche attraverso un contatto più diretto fra agricoltori e consumatori, fra campagna e città. Su questo il movimento per l’agricoltura biologica è fortemente impegnato. L’AIAB, in particolare, è attiva nella promozione della vendita diretta nelle aziende e di ogni forma di commercializzazione che riduca la distanza fra produttore e consumatore; dispone di una rete di aziende che svolgono il ruolo di “Fattorie didattiche” per le scuole e di “Fattorie aperte” che possono essere visitate; a maggio con “PrimaveraBio” e a ottobre con “BioDomenica”, organizza da anni, in collaborazione con altre associazioni, momenti di incontro fra produttori biologici e cittadini su tutto il territorio nazionale.