AIAB E ASSOCIAZIONE AMICI di ARETE'

Progetto “Modello di impresa agricola biologica finalizzato alla promozione di filiere corte e all’inserimento di soggetti svantaggiati”

Il progetto, realizzato con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e sostenuto dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia, si propone la costruzione di un “modello” di impresa agricola biologica e sociale che avrà il suo terreno di sperimentazione nella Cooperativa Sociale Areté di Bergamo. La cooperativa è nata nel 1987 ed è attiva da oltre 20 anni nella produzione e commercializzazione di prodotti biologici e nell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in particolare con disabilità psichica e detenuti. Il progetto si propone di sperimentare la costruzione di un modello di impresa sociale nell’ambito dello sviluppo dell’agricoltura biologica, finalizzato alla propedeutica al lavoro e al successivo reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in carico alle istituzioni e ai servizi sociosanitari locali, con particolare riferimento a detenuti ed ex detenuti. 

Nota informativa

INIZIATIVE REALIZZATE:

- Conferenza stampa del 24 aprile 2010 presso la sala consigliare del Comune di Torre Boldone (Bg) alle ore 9.30.

 

- Workshop regionale di presentazione e approfondimento del progetto con la partecipazione di Anna Ciaperoni (Vice presidente AIAB Federale), Oliviero Arzuffi (Presidente di Aretè), Claudio Bonfanti (Presidente dell'Associazione Amici di Aretè).

Locandina Workshop

Volantino Workshop pag. 1

Volantino workshop pag. 2

 

- "Festa sull'Aia" per far conoscere la Cooperativa sociale Aretè con visite guidate ai terreni e alle nuove strutture di Aretè

Programma festa


Video documentario Aiab e Associazione amici di Aretè:
Filiere corte bio e inserimento di soggetti svantaggiati


Seminario Formativo - "Costruire un'impresa sociale in agricoltura. Filiere corte bio e inserimento di soggetti svantaggiati"- 11 OTTOBRE 2010 - ROMA

L'11 ottobre si è svolto a Roma presso l'ALPA il Seminario Formativo organizzato da AIAB e Associazione Amici di Areté, con il contributo del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il seminario ha registrato un alto numero di partecipanti provenienti in particolare dalle regioni del Centro Sud. Il corso si è proposto di fornire ai partecipanti una formazione di base sul tema dell’agricoltura sociale e della detenzione approfondendo diversi temi quali: le opportunità e le criticità dell’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti in aziende agricole, il potere riabilitativo del lavoro agricolo per i detenuti, il ruolo dell’agricoltura biologica, e il tema della filiera corta e dei gruppi d’acquisto solidali.

 

Programma

Relazioni:


Seminario Formativo - "Costruire un'impresa sociale in agricoltura. Filiere corte bio e inserimento di soggetti svantaggiati"- 17 NOVEMBRE 2010- BERGAMO

Programma

Relazioni:

- Claudio Bonfanti

- Anna Ciaperoni

Il 17 novembre si è svolto a Bergamo il Seminario Formativo organizzato da AIAB e Associazione Amici di Areté, con il contributo del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. L’evento, che ha riscontrato buon successo di partecipanti, ha avuto fra i suoi ospiti Domenico Belloli e Silvano Gherardi, rispettivamente Assessore e Dirigente alle Politiche sociali e Salute della Provincia di Bergamo, l’Assessore alle Politiche sociali e Pari Opportunità del Comune di Bergamo Leonio Callioni e il Presidente del Consiglio provinciale Roberto Magri.

Filiere corte bio e inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati: questi i temi affrontati nel seminario formativo. Dopo il saluto delle autorità e la visione di un video introduttivo sugli obietti del progetto “Costruzione di un modello d’impresa agricola biologica con finalità sociali volte alla promozione di filiere corte e all’inserimento di lavoratori svantaggiati”, sono intervenuti il Presidente dell’Associazione Amici di Areté Claudio Bonfanti, il Vice Presidente AIAB nazionale Anna Ciaperoni, il dr.  Antonino Porcino, Direttore della Casa Circondariale di Bergamo e Ivo Lizzola, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione. La mattinata è stata dedicata all’approfondimento delle tematiche in discussione: due gruppi di lavoro incentrati, l’uno sugli aspetti organizzativi e gestionali di una cooperativa, l’altro sulle alternative possibili alla detenzione per scontare la pena all’esterno del carcere, hanno lavorato per circa due ore.

Nel pomeriggio si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Il potere riabilitativo dell’agricoltura in carcere” a cui hanno partecipato, moderati da Susanna Pesenti, giornalista dell’Eco di Bergamo, Anna Ciaperoni, Oliviero Arzuffi ed Elio Tabotta, rispettivamente Presidente e Direttore della Cooperativa Sociale Areté, a Bergamo, Severina Panarello, Direttore U.e.p.e. di Bergamo e Brescia, Gino Gelmi, Vicepresidente del Comitato Carcere e territorio, Anna Fortini, Responsabile Relazioni Esterne Coldiretti.

 

Convegno Nazionale - L'agricoltura biologica per una "pena utile"

Roma, 31 marzo 2011, Città dell'Altra Economia

Il 31 marzo, dalle 9.00 alle 17.00, si è tenuto a Roma il Convegno finale del progetto. Il punto sul progetto, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e  Forestali  e dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia,  è stato fatto ieri a Roma in occasione del Convegno nazionale L’agricoltura biologica per una “pena utile”, cui hanno partecipato Francesco Riva, Ufficio Agricoltura Biologica (SAQ X), MIPAAF; Luigia Culla, Direttore Generale dell'Esecuzione Penale Esterna del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Carolina Lussana, Vice Presidente della Commissione Giustizia Camera dei Deputati; Antonino Porcino, Direttore della Casa Circondariale di Bergamo; Severina Panarello, Ufficio Esecuzione Penale Esterna Bergamo; Donatella Caponetti, Centro per la Giustizia Minorile del Lazio; Angiolo Marroni, Garante dei detenuti del Lazio; Gianpaolo Cassitta, PRAP (Provveditorato Regionale per l'Amministrazione Penitenziaria) Sardegna; oltre ad esperti e rappresentanti di aziende biologiche che operano con detenuti, dell’Amministrazione Penitenziaria centrale e regionale e del Ministero delle Politiche Agricole.