aiab-calabria-terre-bioRoma, 13 dicembre 2016 - AIAB Calabria ringrazia la Giunta Regionale per aver accolto e messo in atto la proposta avanzata dall'associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica relativamente alla questione glifosato. La Calabria ha infatti deciso di eliminare il glifosato da tutto il suo territorio, escludendo le aziende agricole che utilizzano il diserbante dichiarato cancerogeno dall’Agenzia specializzata dell’OMS, dai finanziamenti del PSR (piano di sviluppo rurale). E’ la prima regione italiana a eliminare dai disciplinari dell’agricoltura integrata il glifosato,

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Regolamento-Bio

 

Roma, 12 dicembre 2016 - “Se devono passare posizioni peggiorative e meno garanti per consumatori e produttori seri, l'opzione del nulla di fatto non solo è la meno dolorosa ma anche la base da cui ripartire per correggere le debolezze note, invece di convalidare un sistema ’quasi bio’”. Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB è convinto del carattere peggiorativo, rispetto al presente, che

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  • CAPORALATO: FINALMENTE UNA NUOVA LEGGE. ORA SERVONO MISURE SPECIFICHE 
  • AIAB esprime soddisfazione per l’approvazione da parte della Camera del ddl sul Caporalato. “Finalmente e anche se con molto ritardo - dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB - il paese si è dotato di uno strumento per sconfiggere la piaga del caporalato. Ora si tratta di evitare che resti sulla carta. In particolare servono misure che consentano di renderla operativa incentivando provvedimenti premiali per le aziende rispettose delle leggi e dei contratti, con particolare riferimento alla certificazione etica delle imprese agricole, al collocamento dei lavoratori (strumenti efficaci di incontro domanda/offerta mercato del lavoro agricolo per consentire ai produttori di non dover ricorrere a pratiche illegali di reperimento della manodopera) e a un’equa politica dei prezzi. ll primo a non riconoscere il valore della qualità e del lavoro, incentivando l'illegalità, è proprio il ‘mercato’ che abbatte i costi alla produzione per poi espanderli al consumo. Bisogna urgentemente ridurre questa forbice tra i prezzi di produzione. Last but not least, bisogna escludere dai finanziamenti pubblici, a partire dai nuovi Piani di Sviluppo Rurale, le aziende che sfruttano i lavoratori e si avvalgono del caporalato”.
  • La legge non era più rimandabile, considerato il contesto: ogni anno si segnalano circa 400 mila lavoratori e lavoratrici che vivono condizioni di sfruttamento e lavoro nero. Di questi circa l'80% sono stranieri, da intendere sia come comunitari sia come provenienti da paesi terzi. 100.000 di essi vivono invece condizioni di grave sfruttamento sino a comprendere casi accertati di riduzione in schiavitù e disagio abitativo. Nei campi agricoli italiani, nel Sud come nel Nord del Paese, parte della produzione, compresa una parte di quella d’eccellenza, viene spesso coltivata attraverso il ricorso alla tratta internazionale, l’intermediazione illecita, violenze, truffe, spesso anche a danno dello Stato, ricatti, in alcuni casi anche di natura sessuale. In questa filiera dello sfruttamento hanno un ruolo spesso predominante diversi clan mafiosi, nazionali e di origine straniera.
  • AIAB, dunque, non può non apprezzare e sostenere le norme adottate ma contemporaneamente ritiene che si debba mettere mano a un pacchetto di interventi che rendano realmente possibile contrastare i fenomeni: politiche attive del lavoro agricolo, trasporti, interventi per l’emersione del lavoro nero e irregolare, premialità e incentivi per le aziende “virtuose”, sistema di determinazione dei prezzi che, pur nel rispetto di un’economia di mercato, incentivi equità e responsabilità di tutti i soggetti della filiera.
  • L’agricoltura biologica nella gran parte dei casi, oltre ai requisiti ambientali, risponde anche ai requisiti etici. Il marchio ‘Garanzia AIAB’, rafforza ancora di più questo principio: oltre ad attestare l'applicazione di criteri produttivi più restrittivi dello stesso Regolamento Europeo sul bio prevede, tra i criteri per il suo ottenimento, il rispetto delle leggi e dei contratti in vigore.
  • “AIAB – conclude Vizioli - ha già da tempo scelto, con il suo marchio di garanzia, di considerare un prodotto come biologico non solo perché certificato e perché sano e buono ma anche perché prodotto nel rispetto della legalità. Una dimostrazione dell’impegno che da sempre AIAB mette nella diffusione tra produttori e consumatori della cultura della legalità e del rispetto dei diritti”.

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"Ora garantire un prezzo giusto ai produttori"

L'Associazione per l'Agricoltura Biologica esprime soddisfazione per l'approvazione in Senato, con 190 "si", nessun voto contrario e 32 astenuti, del Disegno di Legge contro il fenomeno del caporalato.

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