rsz 2440262469 722cb33ebe oMolte persone rifiutano il cibo biologico ritenendo che sia niente di più che una questione di moda del 21° secolo che interessa i ricchi nevrotici: si tratta ovviamente di una valutazione distorta. Non c'è niente di nuovo o alla moda nel cibo biologico- fino agli anni '50, tutto ciò che abbiamo mangiato è stato prodotto in maniera bio. Al contrario, è proprio 'il cibo bio a dover essere considerato "normale", e non i prodotti derivanti dala coltivazione a carattere industriale, di tipo agrochimico, arrivati sui nostri scaffali da pochi decenni. E le ragioni per cui è meglio mangiare alimenti biologici e, quindi, sostenere gli agricoltori bio, stanno diventando sempre più convincenti.
Se la salute - la propria o quella della vostra famiglia - è la vostra principale preoccupazione, allora forse la causa più importante è limitare l'esposizione ai residui di pesticidi che si trovano abitualmente negli alimenti non biologici. I pesticidi sono veleni destinati ad uccidere le cose. Perché, allora, mangiarli se non è necessario?
Del cibo "convenzionale" non-biologico che mangiamo, il 46% contiene uno o più pesticidi, ed i livelli stanno crescendo drammaticamente, anzichè ridursi: nel 2003 la percentuale era solo del 25%. I consumatori sono certi che gli agricoltori prendono molto sul serio la protezione della salute umana: la verità sulla questione è che l'Unione Nazionale degli Agricoltori insieme alle aziende chimiche difendono in maniera molto combattiva il loro arsenale di pesticidi di fronte a qualsiasi tentativo del governo di limitarne l'utilizzo.
Gli agricoltori convenzionali hanno a loro disposizione un arsenale di oltre 320 pesticidi e li usano abitualmente. Il carbendazim è uno di quelli più comunemente utilizzato (su mele, cetrioli, uva, insalate preconfezionate, spinaci e ancora di più), nonostante diverse evidenze scientifiche lo collegano a danni sullo sviluppo dei mammiferi che potrebbero portare a tumori, problemi di sviluppo e difetti di nascita.

Gli organismi di regolamentazione responsabili della sanità pubblica seguono come i pappagalli la linea di pensiero dell' industria chimica secondo la quale noi non dovremmo essere minimamente preoccupati che il nostro cibo contenga abitualmente residui di pesticidi tossici, perché tutti in concentrazioni al di sotto dei "limiti di sicurezza", ma questa rassicurazione confortante sembra essersi indebolita al momento. All'inizio di quest'anno, infatti, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) - l'Agenzia sul Cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - ha classificato il glifosato, il principio attivo del Roundup, l'erbicida più usato al mondo, come "probabilmente cancerogeno per l'uomo".

Al contratrio, i residui dei pesticidi non si trovano quasi mai negli alimenti biologici, tranne nei casi di contaminazione accidentale con i prodotti di derivazione non biologica, proprio perchè gli agricoltori biologici hanno come obiettivo quello di annullare completamente l'uso dei pesticidi. La Soil Association, principale organismo di certificazione biologica del Regno Unito, vieta l'uso di otto pesticidi nell' agricoltura biologica. Questi possono essere utilizzati solo ed esclusivamento solo quando qualsiasi altro approccio non chimico abbia fallito, e come parte di un piano annuale approvato che stabilisce delle proposte per assicurare che il pesticida non sia più utilizzato in futuro.

Evitare additivi alimentari controversi e sospetti è un altro motivo di salute persuasivo per mangiare biologico. I produttori di alimenti biologici possono utilizzare solo 45 dei migliaia consentiti in Europa. Solo additivi derivanti ​​da fonti naturali, come la lecitina e l' acido citrico, sono ammessi in alimenti biologici e nessun tipo di colorante o aroma artificiali sono consentiti.
Questo elenco ristretto di additivi biologici rappresenta una buona notizia per la nostra salute. L'Istituto Nazionale Danese ha recentemente messo a punto un metodo matematico più affidabile per valutare l'effetto probabilmente '"additivo" o quello "cocktail" di varie sostanze chimiche, sia che si tratti di pesticidi che di additivi alimentari. Il lavoro di ricerca suggerisce che anche piccole dosi di sostanze chimiche in combinazione possono avere più effetti negativi significativi sulla nostra salute di quanto si pensasse. Ciò sottolinea perchè limitare l'esposizione a tali sostanze (mangiando per esempio biologico), sia una mossa saggia. Di particolare interesse sono gli interferenti endocrini chimici presenti negli additivi alimentari e nei pesticidi, che possono avere effetti negativi imprevisti e potenti per la salute, anche a dosi molto basse.

Quando si sceglie il cibo biologico, si ha anche una garanzia solida che il cibo è esente da OGM in quanto animali allevati biologicamente non possono essere alimentati con mangimi geneticamente modificatiStanno emergendo diverse evidenze che suggeriscono che le colture OGM aumentino l'uso di pesticidi, producano super-erbacce e super-parassiti, e compromettano la salute degli animali, e forse anche degli uomini.

Guardando oltre ai problemi correlati alla salute umana, esistono altre ragioni importanti per scegliere il bio. Se il benessere degli animali è una preoccupazione primaria per voi, vale la pena notare che Compassion in World Farming (CIWF), la principale organizzazione che lotta per la tutela del benessere degli animali a livello mondiale, "sostiene con forza il biologico come la migliore forma di agricoltura umana e sostenibile". Il CIWF valuta gli standard biologici come i migliori in funzione capaci di incrementare l'allevamento del bestiame.
Gli agricoltori biologici utilizzano antibiotici per i loro animali solo quando questi mostrano evidenti segni clinici di malattia; non sono autorizzati a usarli per promuovere la crescita e tenere sotto controllo le malattie endemiche legate all' agricoltura intensiva. Gli agricoltori convenzionali, d'altra parte, spesso usano gli antibiotici per trattare preventivamente gli animali allevati nelle loro aziende agricole stressati e predispoti a sviluppare malattie. Sta crescendo sempre più l'attenzione sulla possibilità che l'uso indiscriminato degli antibiotici in agricoltura – per gli animali da allevamento vengono usati quasi i due terzi di tutti gli antibiotici utilizzati in UE - possa compromettere l'efficacia di questi farmaci vitali sia nell'ambito della medicina animale che umana, favorendo l'emergere di superbatteri resistenti agli antibiotici.

Le tecniche di agricoltura biologica battono quelle non-bio anche rispetto alla capacità di incoraggiare e proteggere la fauna selvatica. Negli ultimi 50 anni il Regno Unito, per esempio, ha registrato un forte calo della fauna selvatica, in gran parte come conseguenza delle 31.000 tonnellate di sostanze chimiche distriuite sul territorio della Gran Bretagna ogni anno, responsabili dell'impoverimento della fertilità del suolo e dei danni perpetrati alle api e agli altri insetti impollinatori. Poichè i metodi di agricoltura biologica sono molto più benigni, la fauna selvatica è del 50% più abbondante nelle aziende biologiche, che, inoltre, sostengono in media il 75% in più di specie vegetali e possiedono il 50% in più di specie impollinatrici rispetto alle aziende non biologiche. 

Puoi permetterti il cibo biologico? La cosa veramente fastidiosa è che, poiché i veri costi ambientali e sanitari dell'agricoltura chimica (inquinamento, erosione del suolo, la cattiva salute, la sofferenza degli animali e molto di più) sono "esternalizzati", cioè non contabilizzati in anticipo nel calcolo della "efficienza" del nostro sistema alimentare attuale, gli alimenti biologici in genere costano di più. Ma scegliere di mangiare bio ogni volta che risulta possibile, tuttavia, è frutto del buonsenso.
Dopo soli 75 anni, l'agricoltura alimentare industriale sta dando segni concreti di cedimento : sta diventando sempre più evidente che è strutturalmente incapace di fornire cibo sano e sicuro, di trattare gli animali in modo umano e di prendersi cura dell'ambiente. Il biologico è l'unica alternativa globale ben organizzata e coerente a questo non riuscito esperimento alimentare industriale.

 

[Fonte:The Guardian; Foto Creative Commons License: "Small Deluce Organic Box" di Jessica Spengler;]