Edizioni AIAB, Anno IX, Numero 25, 22 Luglio 2011


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Editoriale

Il biologico europeo compie 20 anni

20 anni! Tanti ne festeggia il biologico europeo. Sono infatti passati ben 20 anni dal 22 luglio 1991, quando venne pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento CEE 2092/91 Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari che, primo al mondo, disciplinava il biologico: descriveva il metodo, dava le regole per l'etichettatura dei prodotti e le modalità di certificazione a garanzia di tutto il sistema. Assolutamente pioniere di tutti gli schemi di qualità che successivamente l'Unione Europea avrebbe redatto. Siamo ancora l'unico Regolamento che rispetto ad una attività economica classica, la produzione primaria, obbliga l'operatore ad anteporre il beneficio dell'ambiente e della collettività a quello del profitto di impresa.

Con 20 anni di storia alle spalle, oltre 9 milioni di ettari convertiti al metodo biologico ed oltre 200.000 operatori certificati nel mondo, il biologico è un settore che vale circa 20 miliardi di euro in Europa e più di 3 con oltre 130.00 occupati nella sola Italia.

Siamo una storia di successo. Ma dopo 20 anni è venuto il momento di una profonda rivisitazione delle politiche del settore per dare il giusto riconoscimento alle queste persone che producono in bio, lavorando principalmente per la collettività. Ed è anche il momento di rivedere completamente  il sistema di certificazione che è nato per un settore piccolo fatto da pochi attori, ma che non ha avuto la capacità di aggiornarsi per rispondere alle sfide delle agricolture europee (dalle micro aziende in vendita diretta alla certificazione di interi territori).

Il biologico cambia, cambia la società interrogandola sempre per trovare modelli di produzione più sostenibili ed eticamente orientati, ma cambia lui stesso perché, per noi, la ricerca di nuove frontiera di sostenibilità ed di modelli organizzativi è il nostro pane quotidiano. Per questo, in occasione del ventesimo compleanno del biologico europeo, diamo a tutti appuntamento al Congresso Federale di AIAB che si celebrerà a Milano dal 1 al 4 dicembre, per confrontarci insieme sulle nostre nuove vie di ricerca ed nuovi  orizzonti del biologico.


Andrea Ferrante


Sommario

  1. Prima pagina

  2. Mondo bio

  3. Bioricercando

  4. Agricoltura Sociale News
  5. L'agenda



Prima pagina

AIAB festeggia i 20 anni del bio il 22 luglio con iniziative in tutta Italia

Calabria, approvata anche grazie al contributo di AIAB legge regionale per la promozione dei GAS


Caporalato 17 arresti a Taranto...

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Il biologico europeo compie 20 anni
Il Rapporto Chalmin sui prezzi dell'Osservatorio, un allarme iceberg da non sottovalutare


Contro gli sprechi alimentari l'UE investa in agricoltura sostenibile e di piccola scala


Emergenza umanitaria nel Corno d'Africa: una silenziosa mattanza per siccità e fame

Mondo Bio

a cura di Laura Genga ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) e Fabienne Bellizzi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


Italia


AIAB festeggia i 20 anni del bio il 22 luglio con iniziative in tutta Italia
"L'agricoltura biologica italiana festeggia i 20 anni della pubblicazione del regolamento europeo sul biologico con la leadership continentale per numero di operatori, ben 47.663, il secondo posto assoluto per superfici, oltre un milione di ettari, e il primo posto anche in termini di produzioni e di varietà di prodotti. I frutti dell'agricoltura biologica nostrana, inoltre, coniugano la tipicità del made in Italy con le straordinarie qualità di sicurezza offerte dal bio. I dati pubblicati ieri dal MIPAAF sono il miglior regalo che l'agroalimentare di qualità italiano, rappresentato dal biologico, fa alla società italiana che sempre più decisamente sceglie il biologico".

Così Andrea Ferrante, presidente nazionale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB) commenta i dati pubblicati dal SINAB sul biologico italiano nel giorno del ventennale del regolamento europeo di settore.

I produttori bio italiani sono oggi l'avanguardia di un settore che cerca una nuova centralità nella società. Il bio ha ormai un ruolo imprescindibile nel quotidiano di milioni di italiani di tutte le classi sociali che scelgono il biologico e lo scelgono sempre di più di filiera corta, volendo conoscere direttamente i produttori. I produttori bio italiani stanno riscattandando il valore del lavoro agricolo e ne stanno dimostrando tutta la sua centralità sociale fornendo cibo di qualità, servizi paesaggistici ed ambientali e nello stesso tempo favorendo il reinserimento socio-lavorativo delle persone svantaggiate con le tante esperienze di agricoltura sociale.

Il biologico è una storia di successo dell'agricoltura italiana, spiace solo che le politiche guardino sempre con meno interesse al bio e che alle dichiarazioni di principio seguano sempre meno fatti. In 20 anni il bio è arrivato all'8% della SAU italiana, AIAB si augura che con la PAC post-2013 possa arrivare al 30% delle superfici ed al 20% dei consumi totali. Una sfida concreta che il settore del bio non teme, ma che deve essere accompagnata da politiche agricole lungimiranti e su questo dobbiamo ancora lavorare molto.

AIAB festeggia il ventennale del regolamento europeo sul biologico in tutta Italia, con almeno un'iniziativa per Regionale. A Roma AIAB propone il Convegno '20 anni di biologico europeo' alla Città dell'Altra Economia di Testaccio (largo Dino Frisullo), un momento di riflessione collettiva per raccontare la storia, le buone pratiche e le eccellenze del settore, nonché per raccogliere le sfide che ci pone il futuro. Ma anche un momento di festa: al termine del convegno ci sarà infatti un aperitivo rigorosamente bio per brindare ai primi 20 anni della nostra storia.


22 luglio, dov'è la festa

ABRUZZO, Pescara. A partire dalle ore 19, presso la cooperativa sociale biologica Mangiasano, in viale G. Bovio 309 a Pescara, AIAB Abruzzo invita soci e cittadini a brinderà con un calice di Trebbiano d’Abruzzo DOC al ventesimo anniversario del Reg CE 2092/91.

CALABRIA, Bova Marina (RC). Buon Compleanno Bio. Per il 20 anni del bio AIAB Calabria festeggia con l'evento "Buon Compleanno Bio", una cena a base di prodotti biologici, presso L'angolo Bio, in via Marina, a Bova Marina. A seguire, sempre nella stessa location, "Bio Sangria Party".

CAMPANIA, Casal Velino Scalo (Sa). Tanti auguri al Bio! Il Bio-Distretto Cilento è un laboratorio permanente dove vengono sperimentate anche nuove forme di certificazione dei territori bio. Per questo venerdi 22 luglio, in occasione del ventennale della pubblicazione della prima regolamentazione europea del biologico, l'AIAB Campania promuove un incontro pubblico serale a Casal Velino Scalo (località costiera protagonista delle "Biospiagge") dal titolo "Tanti auguri al Bio!". Sarà l'occasione per conoscere le tante novità del settore, presentare al pubblico la neo-costituita associazione "Bio-Distretto Cilento" e brindare insieme agli agricoltori, ai tecnici, agli amministratori e ai cittadini tutti che hanno permesso con le loro scelte responsabili di raggiungere traguardi un tempo impensabili. Appuntamento dalle ore 20 presso il birrificio Fiej di Casal Velino Scalo (lungo la statale 18).

Friuli Venezia Giulia, Udine. AIAB FVG festeggia il ventennale del regolamento europeo sul biologico a Udine dalle 18:00 in poi presso la Gelateria alle Violette di via Cividale 177.

LAZIO, Roma. Il regolamento europeo sul biologico si festeggia a Roma a partire dalle ore 17.00 con il convegno “20 anni di biologico in Europa”, presso la Città dell'Altra Economia di Testaccio (ingresso largo Dino Frisullo). A seguire brindisi, aperitivo e cena, tutti cento per cento bio.

LIGURIA, Genova. L'AIAB Liguria festeggia il ventennale del biologico europeo con una cena, rigorosamente biologica, presso l'agriturismo Monte Contessa di Genova, in via Sant'Alberto 44. Per informazioni e prenotazioni 010 6988917.

LOMBARDIA, Milano. Dalle ore 11.00 alle ore 13.00, in piazza Argentina a Milano, AIAB Lombardia vi aspetta per un fresco brindisi a base di succhi di frutta e vino bio. Insieme al brindisi AIAB Lombardia porta in piazza il materiale informativo sul biologico e la raccolta dei Quaderni di controinformazione Alimentare.

MARCHE, Massignano (AP). Per il XX anniversario del regolamento europeo sulla produzione biologica, AIAB Marche propone una cena biologica a tema presso il ristorante Rivamare a Massignano (AP). Durante la cena Noris Rocchi, esperto conoscitore delle proprieta` nutraceutiche delle erbe spontanee, parlerà del valore aggiunto dal punto di vista nutrizionale dei prodotti biologici e farà una ricostruzione storica della tradizione legata ad alcuni dei prodotti locail che sarà possibile degustare in tavola. La proposta della serata sarà completata anche da un "Incontrabio in cucina".

MOLISE, Termoli (17 luglio). L'AIAB Molise anticipa i festeggiamenti per i 20 anni del regolamento europee sul biologico al 17 luglio, in occasione del primo appuntamento estivo di IncontraBio, il mercato del bio regionale dove l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica è presente per fornire al pubblico tutte le informazioni sulle tecniche produttive dell'agricoltura biologica e sugli aspetti qualitativi dei prodotti biologici. A chiusura del mercato AIAB Molise invita soci, cittadini, consumatori e sostenitori a un brindisi per celebrare il regolamento europeo del settore. Appuntamento domenica 17 luglio, a Termoli, in via Fratelli Brigida.

PIEMONTE, Torino. Serata "apericena" a base di prodotti bio, con proiezione di slides divulgative su regolamenti comunitari presso il locale "Oh Mio Bio!", in via Cesare Balbo 22/a, a Torino.

UMBRIA, Perugia. A cena con il buon biologico. Per ripercorrere e festeggiare collettivamente i 20 anni dall'entrata in vigore del regolamento europeo sul biologico, AIAB Umbria da appuntamento a soci, cittadini e rappresentanti delle istituzioni a partire dalle ore 20, presso l'agriturismo la Torre Rosa, in via dei Conservatori 5 a Perugia(San Marco) per una cena a base di prodotti bio. La serata sarà inoltre occasione per presentare i dati del biologico umbro e le attività dell'AIAB.

VENETO, Venezia (21 luglio). AIAB Vento festeggia i venti anni del regolamento europeo sul biologico con qualche ora di anticipo e da appuntamento a soci, cittadini esostenitori per un bio-buffet a Venezia, in Campasso Tre Ponti (piazzale Roma), giovedì 21 luglio dalle ore 11.00.

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Calabria, approvata anche grazie al contributo di AIAB legge regionale per la tutela e promozione dei GAS, dei GODO e dei prodotti da filiera corta

Si è concluso anche in Calabria l'iter legislativo della normativa regionale a sostegno della promozione dei prodotti da filiera corta. Lunedì 11 Luglio 2011 il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato il Progetto di legge n.83/9^ “Norme per il sostegno dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), dei Gruppi Organizzati per la Domanda Offerta (GODO), e la promozione dei prodotti da filiera corta” proposta dall’Onorevole Giuseppe Giordano (IDV). È un importantissimo traguardo nel processo di valorizzazione del consumo critico e responsabile, della produzione a chilometro zero e quindi dei prodotti locali. AIAB Calabria ha contribuito all’elaborazione della proposta di legge, grazie alla quale si incoraggia l’acquisto e il consumo di alimenti biologici prodotti in ambito locale, anche attraverso un’informazione trasparente, puntuale ed efficace sul settore. In particolare, sono state recepite le osservazioni proposte da AIAB Calabria riguardanti la valorizzazione dell’esperienza dei GODO (Gruppi Organizzati Domanda Offerta) già attivi sul territorio reggino dal mese di Dicembre 2010, allo scopo di promuovere l’incontro fra la domanda e l’offerta di prodotti biologici del territorio. Il riconoscimento a livello regionale dei GODO, nati dall’esperienza di AIAB è un successo che premia l'impegno e l'attività di AIAB Calabria che da sempre, in questa regione, lavora  per privilegiare la vendita diretta e lo sviluppo locale attraverso nuove forme di incontro, scambio e collaborazione tra i produttori biologici e i consumatori, al fine di limitare gli intermediari, i prezzi eccessivi e l’anonimato delle produzioni. Con questa legge la Regione Calabria riconosce e valorizza il consumo critico, consapevole e responsabile quale strumento di promozione della salute e del benessere dei cittadini rivolgendo una particolare attenzione ai prodotti biologici. Inoltre incentiva i produttori locali e la diffusione dei prodotti di qualità, come strumenti funzionali alla tutela dei consumatori, dell'ambiente ed espressione del principio di solidarietà. La Regione Calabria, grazie alla legge  si impegna a promuovere azioni per la diffusione e la conoscenza dei mercati agricoli presso i consumatori e delle caratteristiche qualitative dei prodotti posti in vendita; e a sostenere, incentivando l'attività dei GAS e dei GODO attraverso erogazioni a fondo perduto, fino ad un massimo di € 5.000,00 all’anno, per ciascun gruppo d’acquisto o organizzato.  Un altro importante aspetto sancito dall’approvazione del Progetto di legge n. 83/9^ riguarda l’istituzione presso il Dipartimento Agricoltura di un elenco regionale dei GAS e dei GODO.

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Doppio successo, Lazio e Toscana, del modello di sviluppo sostenibile promosso da AIAB: il Bio-Distretto
Lazio e Toscana replicano il successo ormai consolidato del Bio-Dstretto Cilento promosso da AIAB, un modello di sviluppo eco-stenibile caratterizzato anche dal coinvolgimento delle comunità locali e da una progettualità fortemente partecipativa. In entrambe le Regioni, infatti, è stato avviato l'iter per l'istituzione ufficiale del relativo Bio-Distretto. AIAB esprime soddisfazione per l'imminente nascita del Bio-Distretto toscano del Chianti Classico, così come per quella del Bio-Distretto laziale della Via Amerina e delle Forre.
Il Bio-distretto promosso da AIAB è un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Nel Bio-distretto la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità al fine di raggiungere un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali.

Un Bio-Distretto vitivinicolo per la Toscana. Grazie al progetto toscano, il modello biologico di produzione e di consumo detterà le linee guida per l'elaborazione del primo Bio-Distretto italiano che insiste su un'area prettamente vitivinicola.
Il primo passo per l'istituzione ufficiale del Bio-Distretto toscano è stato l'incontro che si è svolto ieri, mercoledì 20 luglio, a Greve in Chianti. Un incontro pubblico dal titolo "Economia locale fra tradizione, innovazione e tutela della qualità" cui hanno partecipato istituzioni, produttori, associazioni e molti stakeholder coinvolti dalla realizzazione di questo progetto per la gestione sostenibile delle risorse. Il Bio-Distretto è stato presentato da Maria Grazia Mammuccini, Coordinatrice del Comitato Scientifico FIRAB, con la partecipazione di Giampiero Maracchi, Presidente Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico, Piero Baronti, Presidente Legambiente Toscana, Ruggero Manzilli, coordinatore della Stazione sperimentale per la vitivinicoltura sostenibile e Luca Sani, membro Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, coordinatore della segreteria regionale del PD. Coordinato dal Sindaco di Greve, Alberto Bencistà, l'incontro ha delineato le potenzialità del progetto, secondo cui la tradizione viticola rurale di questa terra coniugata con i principi di sviluppo sostenibile e di qualità, è la strategia da seguire per la giusta valorizzazione del territorio del Chianti e delle sue risorse. Comune di Greve, AIAB e Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico convocheranno il prossimo incontro per il Bio-Distretto a fine Settembre.

Lazio, un Bio-Distretto come strumento di progresso economico sociale e culturale. Sempre mercoledì 20, ma a Civita Castellana (Vt), si è svolto il Forum "Bio Distretto della Via Amerina e delle Forre". Comitato Promotore del Bio-Distretto, Sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli e AIAB hanno incontrato agricoltori, cittadini e amministrazioni locali per un'azione partecipativa alle strategie di elaborazione delle politiche di sviluppo locale sostenibile. Presenti all'incontro per AIAB Andrea Ferrante, Salvatore Basile e Stefano Dell'Anna, che hanno illustrato le enormi potenzialità di sviluppo locale che offre questo modello di gestione delle risorse. Tra le Amministrazioni presenti, i comuni di Faleria, Castel S.Elia e Gallese, che hanno già deliberato ed aderito al Progetto Bio-Distretto, aderita ad AIAB e ai prossimi eventi in calendario, come la Biodomenica del prossimo ottobre. Per una maggiore partecipazione locale al progetto, inoltre, sono previsti una serie di forum informativi territoriali.
Con la realizzazione di tali esperienze, il biologico si dimostra una volta di più come strumento che supera la sua connotazione di esclusiva applicazione agricola, divenendo agente di sviluppo eco-sostenibile del territorio, nonché agente di innovazione sociale, territoriale e culturale. La filosofia del biologico, che informa tutte le esperienze dei Bio-Distretti, diviene così esempio tangibile di una green economy e uno stile di vita responsabile dalle promettenti potenzialità.





Caporalato 17 arresti a Taranto, AIAB: “Bene operato forze dell'ordine; contro l'illegalità promuovere agricoltura sostenibile e di qualità e la buona occupazione. Ovvero agricoltura bio”

Gli arresti di 17 persone per caporalato effettuati nel Tarantino la scorsa settimana confermano, qualora ce ne fosse bisogno, che lo sfruttamento dei braccianti e delle braccianti migranti - aggravato da 'reati di genere' particolarmente odiosi come gli abusi sessuali sulle donne e l'induzione alla prostituzione - è ancora presente, diffuso e radicato sul nostro territorio nazionale. Accanto al plauso per l'operato delle Forze dell'ordine, AIAB esprime preoccupazione per la recrudescenza dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù dei braccianti migranti.
Proprio per combattere questi fenomeni di illegalità AIAB sta promuovendo di intesa con la UILA la diffusione del marchio Qualità Lavoro, che attesta il rispetto delle normative e dei contratti del settore agricolo. Contro il caporalato e l'illegalità, inoltre, AIAB Puglia ha recentemente siglato un protocollo di intesa con la Flai CGIL per proporre alle aziende agricole in crisi un'alternativa possibile, praticabile, etica ed economicamente sostenibile basata sul modello biologico. L'obiettivo dichiarato dell'intesa è far crescere il biologico e incrementare con esso sia la buona occupazione, che la tutela dell’ambiente.
L'agricoltura biologica, infatti, rappresenta un modello di sviluppo sostenibile, un sistema di coltivazione innovativo che valorizza il sapere contadino, basato sui principi etici di salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali, sul rispetto dell’ambiente, del benessere animale e dei lavoratori, nonché sulla tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori. Con questi presupposti, AIAB Puglia e Flai CGIL hanno quindi concordato di promuovere la legalità e il concetto di lavoro di qualità tra le aziende biologiche. Un concetto che passa necessariamente per l’applicazione dei contratti e per il rispetto delle leggi sociali del lavoro in attuazione della Legge Regionale 28/2006, che subordina le agevolazioni regionali  all'indispensabile requisito del rispetto della legalità e dei contratti di lavoro in agricoltura.

 

 
La coltivazione della canapa sativa, una strategia di successo nella green economy italiana

Il Consorzio Canapaitalia ha organizzato, lo scorso 19 luglio a Roma, il convegno "Green economy: una nuova strategia per la canapa". Fibra preziosa e naturale, la canapa sativa è infatti una pianta di fondamentale importanza poiché cresce senza diserbanti, né concimi chimici, e come prodotto finito arriva al consumatore nelle più svariate forme. Come evidenziato Caterina Santori per l'AIAB, infatti, la canapa sativa può essere trasformata in un'infinità di prodotti: carta, tessuti, materiali per la bio-edilizia, e rapprese una delle migliori alternative al mais e alla barbabietola da zucchero. Di facile inserimento e gestione dal punto di vista agricolo, la realtà della canapa sativa sta dando un nuovo impulso a quella che in Italia è una  coltivazione storica e rappresenta un sicuro investimento per il futuro. È per questa ragione che in contesto in cui le fonti rinnovabili per la produzione di energia sono l'unica soluzione per uno sviluppo sostenibile, le fibre naturali acquistano una rilevanza di non poco conto.
Ne hanno parlato Arturo Malagoli (Presidente Canapaitalia), Marilena Zaccarini (Segretario Canapaitalia) e il Senatore Francesco Ferrante presentando il DDL - Delega per la promozione della filiera agroindustriale della canapa sativa. Sono intervenuti, fra gli altri, Silvio Borrello (Direttore Ministero Salute); rappresentante Mipaaf; Caterina Santori (AIAB); Mario Guidi (Presidente Confagricoltura); Stefano Masini (Coldiretti); Beppe Croce (Chimica Verde/Legambiente); Massimo Gasparini (ZMG Nutraceutica); Valerio Striano (Carlo Gavazzi Space/Antares); Paolo Ronchetti (Equilibrium); Giampaolo Grassi (Ente CRA); Elisabetta Bernardi (Nutrizionista). Ha coordinato il giornalista Antonio Cianciullo di La Repubblica. A conclusione dell'incontro Caterina Santori ha auspicato che il ddl delega divenga presto una pratica e uno strumento a sostegno delle aziende che vogliono coltivare la canapa sativa.

 


A Roma il latte è bio e alla spina

"Biolà, Latte crudo, Latte vero" e rigorosamente biologico. È questo il motto della fattoria Brandizzi, un'azienda agricola, associata AIAB, che da tre generazioni produce latte nella campagna romana. Un'esperienza portata avanti con tenacia dall'ultimo allevatore Brandizzi, Giuseppe, visti i tempi duri per il mondo del latte. E nell'incontro tra tradizione e innovazione, Biolà si è trasformata in una fattoria ambulante e con i suoi furgoni-distributori offre punti vendita mobili ai romani, e non solo, per l'acquisto di prodotti lattiero-caseari sani, buoni e bio. In lungo e in largo della città, tutte le zone sono servite dai distributori-mobili secondo un calendario consultabile on line. Il servizio verrà sospeso per le vacanze estive riprendendo regolarmente dopo il 29 agosto in concomitanza con la ripresa della scuola e il rientro dalle ferie dei romani.
Un metodo di distribuzione che, associato al punto vendita fisso (sulla S.S.Aurelia Km.22 alla Coop Testa di Lepre), riporta in auge le abitudini più antiche e tradizionali, distribuendo efficacemente nei vari punti della città un prodotto di alta qualità. Perché al di là del richiamo alla tradizione, Biolà dimostra che è la qualità che ripaga! Il successo di questa attività, a fronte delle tante avversità congiunturali che i piccoli produttori sono costretti ad affrontare, dimostra la necessità di dare risposte concrete all'esigenza sempre più diffusa di reperire alimenti buoni, sani e sicuri. E quale altro prodotto se non quello biologico può dare tale garanzia, provenendo da una produzione rispettosa delle regole della natura e delle sue risorse. I consumatori responsabili lo sanno e lo si evince dall'esperienza di Biolà. L'applicazione di tempi e modi di produzione tradizionali nel rispetto delle risorse naturali può dare il via ad attività alternative e di grande successo, per una green-economy realmente green. Il punto vendita virtuale, www.biola.it, non solo rappresenta la vetrina di Biolà, il banco espositore dei prodotti che offre l'azienda agricola, ma segnala in modo tempestivo e puntuale dove e in quali orari è possibile localizzare il distributore mobile. Una trovato il punto di distribuzione più vicino, ciascuno può munirsi di bottiglia, meglio se in vetro, e andare prendere il latte alla spina dal suo "lattaio" di fiducia.

 


Un GAS di Con.Pro.Bio per un acquisto collettivo di insetti per il controllo biologico del "cotonello degli agrumi"

È il momento per gli agrumi del controllo biologico del Planococcus citri. Dopo i seri problemi che tanti agrumicoltori dell’arco jonico (Puglia, Basilicata e Calabria) hanno avuto alla produzione a causa del  Planococcus citri, il cosiddetto  "cotonello degli agrumi" (una cocciniglia che “sporca” notevolmente i frutti)  il Con.Pro.Bio. Lucano ha voluto promuovere un “GAS” (Gruppo di Acquisto Solidale) di agrumicoltori per l’acquisto degli  insetti "utili” per il controllo biologico del Planococcus. Un'iniziativa di fondamentale importanza per gli agrumicoltori che fino a due anni fa usufruivano della fornitura gratuita  questi insetti "utili" dell'Insettario di Metaponto (MT). Con questa iniziativa quest'anno il Con.Pro.Bio. Lucano ha voluto rispondere ad una necessità primaria per la buona riuscita del lavoro di questi agrumicoltori. D'altra parte quest'iniziativa rientra nell'ambito di azione di Con.pro.Bio volta a valorizzare i prodotti biologici ma anche lo scambio di “prodotti-materie prime” e, soprattutto, informazioni tra i soci.
Per info e/o approfondimenti: 338.9738341. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.




Regione Lombardia: aperto il Bando per i rimborsi delle spese di certificazione bio

Nella Regione Lombardia è aperto il Bando relativo alla presentazione delle domande di aiuto previste dalla Misura 132 "Partecipazione degli Agricoltori a sistemi di qualità alimentare" del Programma di sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013.
L'aiuto, che rimborsa le spese di certificazione bio, si riferisce ai costi fissi di certificazione per un periodo massimo di cinque anni e non superiore ai 3000 euro l'anno. Vincolo da parte delle aziende agricole o cooperative è quello di mantenere per almeno cinque anni il regime biologico dal giorno della presentazione della domanda di rimborso. I beneficiari devono essere iscritti al Registro Regionale degli operatori biologici. Solo alcune produzioni biologiche posso usufruire di questa opportunità (apicoltura, avicolo da carne e per la produzione di uova, bovino da latte, bufalino, ovicaprino da latte, equino, suino, ortofrutticolo, colture aromatiche e vitivinicolo). La domanda deve essere inoltrata in modo telematico (SIARL) entro il 30 settembre 2011 e successivamente (entro 10 ottobre 2011) trasmessa in cartaceo alla Provincia competente. I settori, esclusi quest’anno dalla Misura 132  (bovino e ovicaprino da carne e il settore olivicolo), possono inoltrare domanda di contributo ai sensi dell’art. 68 del Reg. Ce 73/2009 (sostegno specifico) nell’ambito del relativo OCM. Per maggiori informazioni: Bando della Misura 132 per l’anno 2011


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Europa

Genova chiama, Krems risponde.  Nyéléni Europa: il Forum europeo per la Sovranità Alimentare
si terrà dal 16 al 21 agosto 2011 a Krems, in Austria

Dieci anni dopo il G8 di Genova e le manifestazioni di massa brutalmente represse dalle forze dell'ordine per tappare la bocca ai movimenti sociali, le organizzazioni della società civile si sono date nuovamente appuntamento a Genova per rinnovare la loro agenda politica e il loro impegno sociale. La ri-pubblicizzazione dell'acqua, la centralità del lavoro, i beni comuni, la messa al bando di manovre speculative e il cibo come diritto umano fondamentale rappresentano le richieste principali e le aree di azione comune dei movimenti sociali e delle organizzazioni della società civile in Italia e all'estero.
Le stesse istanze sono all'ordine del giorno nell'agenda politica del Forum Nyéléni Europa per la Sovranità Alimentare. Un Forum che si terrà dal 16 al 21 agosto a Krems, in Austria, e che tra un mese farà incontrare 600 persone provenienti da più di 40 Paesi europei per elaborare un piano regionale per la realizzazione della sovranità alimentare basato sui diritti delle persone, sulle potenzialità e i vincoli dei territori europei, nonché sulle necessità di raffreddare il pianeta e di ripristinare i servizi ecologici che la natura e gli ecosistemi forniscono spontaneamente. Sono gli agricoltori europei e le altre organizzazioni della società civile, infatti, che stanno dimostrando competenza, disponibilità e credibilità nell’individuazione di nuove pratiche alimentari e agricole e nella loro adozione, in solidarietà con le regioni extra-europee e con i loro abitanti.

Il Forum Nyéléni Europa sarà articolato in riunioni plenarie e gruppi di lavoro che consentiranno a tutti i partecipanti di dare il loro contributo. La discussione sarà focalizzata su tematiche emergenti inerenti il raggiungimento della sovranità alimentare sia dentro che fuori dall'Europa e riguarderà cinque aree: 1: I modelli di produzione (agro-ecologia, energia, clima, OGM, biodiversità); 2: Mercati /organizzazione di filiere alimentari e di catene alimentari (il dominio delle corporations nella filiera alimentare, i mercati locali, la speculazione alimentare, l’agro-mafia, la solidarietà); 3: Condizioni di lavoro /aspetti sociali (i lavoratori agricoli e migranti, reddito, salute, accesso al cibo); 4: L'accesso alla terra e alle altre risorse (insediamento di giovani agricoltori e relativo finanziamento, acqua, semi); 5: Politiche pubbliche (PAC e sviluppo rurale, le politiche per la pesca, l'energia e il commercio, etc.).
Il giorno dell'apertura ufficiale del Forum, il 16 agosto pomeriggio, avrà luogo la prima assemblea plenaria. In calendario sono previste,  per il venerdì 19, le 'visite rurali', ovvero le visite sul campo presso le locali aziende agricole che si sono distinte con buone pratiche di sovranità alimentare, il mercato delle idee e la programmazione culturale. Domenica 21, in mattinata, invece, si svolgerà l'assemblea plenaria per l'adozione della dichiarazione finale del Forum e dell'action agenda.  Focal point del Forum per l'Italia è Luca Colombo, coordinatore della Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB). È in corso la preparazione da parte del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (CISA), della delegazione italiana per la partecipazione al Forum di Nyéléni Europa. Per informazioni e adesioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



Il Rapporto Chalmin sui prezzi dell'Osservatorio, un allarme iceberg da non sottovalutare

Philippe Chalmin, presidente dell'Osservatorio per la formazione dei prezzi e dei margini dei prodotti alimentari, istituito nell'ottobre del 2010, ha presentato il 27 giugno scorso all'attenzione del ministro dell'Agricoltura francese Bruno, Le Maire, e a tutto il Parlamento il primo rapporto annuale dell'istituto.

"Uno strumento di trasparenza". Così ha definito il rapporto Chalmin, che sarebbe più efficace se ci fosse meno reticenza da parte dei distributori a  fornire i propri dati. Lo scenario emerso da 240 pagine di rapporto è chiaro e al contempo sconcertante. La parte da leone la fa la distribuzione (i dettaglianti), a seguire gli industriali, i più penalizzati i produttori tanto da non riuscire a rientrare neanche nelle spese di produzione nonostante gli aiuti nazionali e comunitari a sostegno della produzione.
L'osservazione effettuata, per un decennio, sui prezzi e sui margini lordi dei prodotti agricoli ha dimostrato che se i prezzi salgono o scendono la distribuzione ne esce, comunque, sempre vincente. In generale, sulla frutta e verdura, sui prodotti lattiero-caseari, e sulla carne i margini lordi della distribuzione si aggirano in media  tra il 35 per cento e il 59 per cento a secondo del prodotto, caso emblematico del pomodoro tondo il cui margine lordo fortemente variabile ha potuto addirittura triplicarsi in due anni tant'è che tra luglio 2008 e marzo 2010 il margine è passato da 0,5 centesimi di euro a 1,3 euro al chilo.
La disconnessione tra produttori e distribuzione. La forte disconnessione tra i prezzi di produzione e quelli alla distribuzione è rappresentata anche dall'esempio dell'arrosto di maiale. Il margine lordo della distribuzione di questo prodotto è aumentato tra il 2000 e il 2010 di 2,2-3,3 euro al chilogrammo (con punte di 3,8 euro a luglio del 2008 e 2009), mentre il prezzo pagato ai produttori è aumentato di solo 0,40  centesimi di euro per l'intero periodo. Quindi se nel 2000 il 45 per cento del prezzo finale andava al produttore, nel 2010 questi non riceve che il 36 per cento.
Lo stesso discorso può estendersi ai prodotti lattiero-caseari sui quali i margini commerciali della distribuzione  rappresentano, ad esempio, per l'emmental il 35 per cento del prezzo al dettaglio, per gli yogurt il 30 per cento e per il latte UHT il 22 per cento. Del latte infatti il margine lordo della distribuzione è passato nel 2008 da 0,10 centesimi di euro a litro ai 0,20 centesimi  di euro  nel 2009 quando nello stesso periodo il prezzo d'acquisto della materia prima dall'industria era sceso di 0,10 centesimi di euro. Un'analisi amara quindi per i produttori, i quali come ribadisce lo stesso presidente dell'Osservatorio sono in balia "di un'instabilità che li costringe a giostrarsi" alla meno peggio; un'instabilità che crea forti tensioni all'interno delle filiere di produzione con l'industria di trasformazione e la distribuzione.
I prezzi: un allarme iceberg di tensioni sociali. Ma l'aspetto allarmante che emerge è l'evidente formazione via via di "oligopoli bilaterali naturali" costituiti da un piccolo numero di distributore e qualche grande industriale a spese di un mondo agricolo sempre più reso inerme da un reddito sempre meno corrispondente al lavoro di produzione. "Un prezzo  non è forse, in certo momento storico, la parte emergente di un iceberg di tensioni politiche ed economiche in seno ad una filiera?" Con questa  domanda  lo stesso Chalmin, a conclusione del suo intervento, ha denunciato chiaramente un fenomeno in atto non auspicabile.


Contro gli sprechi alimentari l'UE investa in agricoltura sostenibile e di piccola scala

Contro lo spreco alimentare, lo scorso 11 luglio, è stata presentata una relazione alla Commissione Agricoltura dell'Europarlamento su iniziativa dell'eurodeputato Salvatore Caronna (S&D). Oltre a fare un quadro del problema, la relazione sollecita la Commissione a valutare "strategie e misure concrete finalizzate a dimezzare lo spreco alimentare lungo tutta la catena di approvvigionamento entro il 2025, a migliorare l'efficienza della filiera nonché a sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema ancora per molti aspetti ignorato".
Ogni anno in Europa una crescente quantità di cibo sano e commestibile si perde soprattutto nelle ultime fasi, nella distribuzione e nel consumo, della catena agroalimentare diventando rifiuto in assenza di un'alternativa. Si calcola che dal 1974 ad oggi tale spreco è aumentato del 50 per cento determinando una filiera parallela a quella produttiva/distribuzione. La stessa Commissione ha pubblicato uno studio sulla produzione annuale di rifiuti alimentari nei 27 Stati membri che ammonta a circa 89 milioni tonnellate, ossia 179 chili pro capite, senza tuttavia soffermarsi sugli sprechi agricoli a livello di produzione. E senza soffermarsi sull'impatto ambientale necessario a produrre tali sprechi (ben 170 milioni di tonnellate di CO2 all'anno). Uno schiaffo alla dignità umana, considerando che nell'Unione Europea vivono ancora 79 milioni di persone al di sotto del livello di povertà, vale a dire che oltre il 15% dei cittadini, e di questi solo 16 milioni ricevono aiuti alimentari. Per non parlare delle cifre allarmanti divulgate dalla FAO, secondo le quali oggi nel mondo ci sono 925 milioni di persone che soffrono la fame. Uno scenario drammatico che rende evidente quanto il mondo sia lontano dal raggiungimento degli Obiettivi del Millennio (che prevedono, tra l'altro, di dimezzare povertà e fame entro il 2015).
Nonostante la situazione sia tanto grave, sottolinea la relazione, non si guarda "all'agricoltura [che] per le sue caratteristiche può svolgere un ruolo fondamentale e all'avanguardia nella lotta contro lo spreco alimentare". L'invito alla Commissione è quello di determinare misure concrete e urgenti che incentivino investimenti nell'ambito della ricerca, della tecnologia, dell'istruzione, della divulgazione e dell'innovazione in agricoltura. Alla Commissione Agricoltura si chiede anche di "incentivare la produzione sostenibile su piccola e media scala" il cui riconoscimento è ormai consolidato sotto il profilo dei benefici ambientali ed economici. Inoltre La vendita diretta e in filiera corta, infine, stimola i consumatori ad adottare comportamenti più responsabili e consapevoli che riducono lo spreco.



Progetto-pilota in Bretagna: nella lotta alle alghe verdi la regione si converte all'agricoltura biologica

Il cosiddetto fenomeno della "marea verde" è un eccellente indicatore dello stato di salute dell'acqua e delle terre costiere. Lo sa bene il Consiglio Economico, Sociale, Ambientale Regionale (CESER) della Bretagna, dopo il suo dossier sulle alghe verdi presentato all'attenzione nazionale, per denunciare l'ampiezza di una problematica ormai diffusa in questa regione (e anche i altre parti del mondo).  L'alga verde, comunemente chiamata "lattuga di mare" che da sempre ha fatto parte dell'ecosistema bretone (Francia), nella stagione più calda può accumularsi lungo la costa in modo più abbondante del solito trovandovi un habitat a lei congeniale: abbondanza di sostanze nutritive, principalmente di origine agricola - fertilizzanti e concimi o urbano come il fosforo.
Queste condizioni dell'acqua (in seguito al riverso in mare dell'acqua dei fiumi carichi di questi elementi) portano ad una proliferazione di alghe determinando il fenomeno della marea verde, fortemente disagevole per i bagnanti Il vero problema sorge nel momento in cui, arenandosi in grandi quantità sulla costa, incominciano il loro processo di decomposizione rilasciando fumi di ammoniaca e di un gas altamente tossico (il solfuro d'idrogeno) se presente in alte quantità. Per fronteggiare questo fenomeno, monitorato sin dagli anni '70 in Bretagna e che di anno in anno aumenta (al 30 giugno 2011 sono stati raccolti 25.000 m3 di alghe a fronte dei 13.045 m3 dello scorso anno)  la Regione bretone ha dato il via ad un progetto-pilota (Projet de La Lieue de Grève) nella Baia di Lannion,  che prevede la conversione all'agricoltura biologica  di 20 aziende agricole (su 170 attive) e l'applicazione di tecniche a basso impatto ambientale (come l'inerbimento) sul 60 per cento della superficie agricola utilizzata (SAU), per conseguire l'obiettivo prefissato della diminuzione del 10 per cento dei nitrati nei flussi d'acqua entro il 2015.

 


Pubblicato "The Organic Market in Europa" dal FiBL svizzero, per un'espansione del biologico d'Oltralpe.

"27 milioni di ettari nel mondo sono impiegati in agricoltura biologica. Il giro d'affari del bio è passato da 22 a 55 miliardi di dollari in poco più di sei anni (dal 2003 al 2009); e l'Europa è il secondo mercato biologico dopo gli Stati Uniti". Questo è il panorama del biologico mondiale secondo il FiBL (Istituto di Ricerca per l'Agricoltura Biologica) svizzero. Ed è in questo scenario che s'inserisce il "Manuale sull'importazione di prodotti bio in Europa - The Organic Market in Europe" pubblicato dalla Swiss Import Promotion Programe (SIPPO -programma in seno all'OSEC - Centro di competenza per il commercio svizzero) e dal FiBL al fine di facilitare l'accesso al mercato bio europeo ai Paesi extracomunitari.
Una guida di 150 pagine sul mercato del biologico, sulle sue regole e normative nell'UE e  nell'AELE (Asociazione Europea di Libero Scambio di cui fanno parte l'Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera) messe a confronto con le regolamentazioni svizzere sul bio.



Da due allevatori bio, nella Regione del Giura, un modello di filiera corta per tutta la Francia

Michel Vacelet et Francis Charrière hanno iniziato, nell'est della Francia, la loro avventura con il biologico più di trent'anni fa. Non a caso è nata proprio nel Dipartimento francese del Giura, nel lontano 1985, la prima macelleria bio francese. Costituitisi in un'associazione di allevatori bio, chiamata GAEC, oggi questa conta cinquanta associati. Un numero esiguo di per sé, ma grande se rapportati ai duecento allevatori presenti nel Dipartimento francese del Giura, tanto da rappresentare un modello di organizzazione associativa per la realizzazione della filiera corta biologica per tutta la Francia. Visitatori d'ogni parte della Francia, infatti, giungono nella Regione per acquisire le competenze di questa organizzazione volta ad approvvigionare direttamente i residenti dei prodotti sani e bio di loro produzione. Non solo, il gruppo è organizzato in modo tale da rifornire anche una dozzina di ristoranti.

Questa associazione rappresenta un'esperienza unica, alla quale sono interessati anche allevatori provenienti da altre regioni della Francia, quali l'Alsazia, la Regione delle Alpi dell'Alta Provenza o il Midi-Pirenei, dove il modello della vendita diretta della carne è ancora poco organizzato. L'organizzazione è strutturata come un'antica cooperativa, fondata su un principio mutualistico. Non esiste un presidente o altre figure direttive, esistono solo responsabili di piccoli gruppi divisi in zone geografiche, finalizzati ad una più efficiente distribuzione sul territorio. In riunioni mensili si stabiliscono gli animali da macellare e gli allevatori coinvolti dalla macellazione, stabilendo in precedenza i prezzi, che sono uguali per tutti gli associati. L'acquisizione di un mattatoio è stata la chiave di volta che ha permesso al piccolo gruppo di divenire un'associazione e poter così effettuare direttamente il processo di trasformazione del prodotto, permettendo l'ampliamento del sistema della vendita diretta e quindi di sviluppare la filiera bio. Un'esperienza riconosciuta a livello nazionale, due anni fa, con la premiazione dell'Associazione al Salone dell'Agricoltura.

 

Internationaler bioweinpreis, concorso internazionale dei vini biologici, un vino toscano secondo classificato

Ha avuto grande successo l'Internationaler bioweinpreis 2011, la degustazione del premio internazionale dei vini biologici. Un appuntamento annuale dove concorrono vini di qualità ottenuti da uve coltivate con metodo biologico, approvato dall'UE, con il metodo di valutazione PAR.
In quest'edizione per la prima volta vini biodinamici e vini provenienti da varietà resistenti ai funghi (PIWI) sono stati valutati specificatamente. Molta importanza nella selezione è stata data alla differenziazione sensoriale dei vini. Sono stati assegnati dagli esperti di PAR i seguenti premi: su 426 vini, 9 vini di classe mondiale (Grande Oro) fra i quali al secondo posto si è classificato un vino toscano, 64 vini di prima classe (Oro) e 134 vini (Argento).
Sono già aperte le preiscrizioni per l'edizione 2012 www.bioweinpreis.de



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Mondo


Emergenza umanitaria nel Corno d'Africa: una silenziosa mattanza per siccità e fame

Si è trasformata in una vera e propria emergenza umanitaria la siccità che ha colpito il Corno d'Africa. Due stagioni di piogge scarse hanno, infatti, determinato la peggiore siccità conosciuta da questa regione dell'Africa negli ultimi 60 anni. 3000 somali al giorno, già in precarie condizioni di nutrizione, stanno fuggendo verso la capitale o dalla regione verso l'Etiopia e il Kenya alla ricerca di cibo e acqua a causa della siccità senza precedenti. Una tragedia che interessa circa dieci milioni di africani, che arriva in una regione dove già risiedevano l'80% dei bambini malnutriti, e a causa della quale 400.000 mila persone si sono raggruppate intorno a Mogadiscio. Proprio per la gravità della situazione l'ONU ha dichiarato lo stato di carestia, l'ultimo stadio nella scala della gravità, mentre i ribelli delle milizie islamiche, che avevano bandito le ONG dalla Somalia rendendo la regione ancora più insicura, hanno fatto appello alle organizzazioni non governative perché la comunità internazionale rivolgesse la sua attenzione a questa parte del mondo.
Sull'emergenza umanitaria del Corno d'Africa, già caratterizzato da considerazioni climatiche delicate, pesano il global warming e i mutamenti climatici in atto che stanno sovvertendo le regole della natura: la siccità in Somalia avveniva ciclicamente ogni dieci anni, ora si presenta quasi ogni due-tre anni, alternandosi a temporali devastanti che non sopperiscono alla carenza d'acqua bensì peggiorano le condizioni provocando alluvioni, vittime e ingenti danni. La penuria di piogge (le prossime arriveranno solo a ottobre-novembre) innesca a catena il problema della disponibilità di cibo e acqua potabile, acuendo i conflitti civili.
L'UNICEF ha stimato che sono otre 250.000 i bambini malnutriti a rischio di sopravvivenza, 12 milioni le persone in "condizioni critiche" e che ci vorrebbero 22 milioni di euro per sfamare gli africani nei prossimi tre mesi.
Per ora Andrew Mitchell, il segretario britannico per lo Sviluppo internazionale, ha reso noto che il Regno Unito ha stanziato 52,25 milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) in aiuti per il Corno d'Africa. Mentre la FAO, in riunione straordinaria  il 25 luglio lancerà uno speciale programma di aiuti per l'emergenza, dopo le sollecitazioni all'Unione europea di mobilitare "tutti i mezzi a sua disposizione".

 

L'esperienza di Shashe, un modello di pratica agricola biologica e di riforma agraria per una soluzione durevole alla povertà africana

Le emergenze umanitarie che le regioni africane vivono, spesso relazionate - come sta accadendo in questi giorni nel Corno d'Africa- ad eventi climatici straordinari, non sono altro che il risultato di degli effetti combinati (crisi ambientali e umanitarie) di scelte politiche nazionali ed internazionali neo-liberali dettate dalla sola ricerca del profitto da parte delle multinazionali, che sulle risorse di questi territori hanno esteso i loro tentacoli. Le conseguenze nefaste di queste scelte che hanno portato ad una insicurezza ambientale ed alimentare non solo locale ma globale, hanno determinato, nella realtà africana, la cacciata dalle terre dei contadini locali, i quali sono ridotti ad uno stato di povertà assoluta anche a causa dello sfruttamento intensivo dei suoli imposto dalle grandi corporations.
È in questo scenario che s'inserisce la Dichiarazione di Shashe, la cui stesura è l'esito finale di una riunione di 47 persone, tra uomini e donne, membri di 22 organizzazioni di 18 Paesi ( (Zimbabwe, Mozambico, Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Angola, Uganda, Tanzania, Kenya, Zambia, Africa del Sud, Repubblica Centro-africana, Brasile, Messico, Indonesia, Portogallo, USA, Francia e Kanaky). Questi, contadini, membri di Via Campesina e di altri movimenti contadini per lo sviluppo rurale, ricercatori, scienziati ed interpreti, si sono riuniti dal 12 al 20 giugno scorso al Centro di Formazione Rurale Shashe Endogenous Development Training Centre, nella provincia di Masvingo nello Zimbabwe, per l'elaborazione di strategie volte alla promozione dell'agro-ecologia nella Regione africana (in particolare sud, est e centro).
Le esperienze positive della pratica dell'agricoltura biologica e dell'agro-ecologia ottenute nello Zimbabwe (nel terreno dove sorge il Centro di formazione sono presenti 365 piccole aziende agricole familiari con più di 3400 capi di bestiame, e con una produzione media annua di 1-2 tonnellate di cereali a famiglia), hanno rinforzato la convinzione di questi formatori a perseverare nella direzione della diffusione della pratica agricola ecologica associata ad una riforma agraria più equa. Entrambe, agricoltura ecologica e riforma agraria, sono considerate i due pilastri fondamentali per la costruzione della Sovranità Alimentare. L'intento è quello di documentare il progetto dello Zimbabwe ed istituire programmi di formazione per l'agro-ecologia all'interno delle reti locali e contadine, al fine di dare strumenti e competenze ai contadini africani.


Big Business: i retroscena degli allevamenti industriali, una responsabilità di tutti!

Addetti ai lavori e consumatori dovrebbero sapere oramai cosa siano l’agricoltura e l’allevamento industriali e intensivi. I consumatori più attenti hanno compreso che la tutela della loro salute, e dell’ambiente, passa soprattutto attraverso gli alimenti che consumano. Ciò nonostante, il consumo di carne a basso costo è in crescita esponenziale con profitto per le multinazionali del settore ed a scapito della salute.
L'allevamento intensivo, un modello industrializzato adotattato in zootecnia a cominciare dai polli, è ormai esteso a tutti i tipi di allevamento, bovini e maiali compresi. Tuttavia in questo modello produttivo l’animale non è più considerato un essere vivente, ma una materia prima industriale utilizzata per produrre salumi, hamburger, insaccati e carne a buon mercato da vendere soprattutto attraverso la Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Tutto ciò implica l’intensificazione dell’allevamento, la concentrazione in spazi dati di un numero sempre maggiore di animali e la riduzione dei loro tempi di crescita, seguendo la logica dello stoccaggio ottimale e del veloce turn-over del magazzino. Ma tutto ciò aumenta il rischio sanitario, con conseguente abuso di antibiotici, e uso di ormoni. E l'impatto ambientale dei grandi allevamenti intensivi non è da meno.
Una deuncia ben documentata di ciò che mettiamo in tavola e delle esternalità negative provocate dagli allevamenti industriali sul territorio che li ospita arriva dal documentario Pig Business realizzato dalla giornalista inglese Tracy Worcester, che da anni è testimone della scomparsa delle aziende agricole a conduzione familiare come conseguenza dell'estensione del potere e del raggio di azione delle multinazionali, che da anni protesta contro la distruzione dei mezzi di sussistenza rurali e che si batte per il benessere animale. Un documentario realizzato con iul supporto dell'ONg inglese Pig Business e sottotilato in molte lingue, anche in italiano.

Il caso della Smithfield Foods

Il viaggio della giornalista Tracy Worcester negli allevamenti industriali l'ha condotta dagli Stati Uniti, dove è nato il metodo intensivo, all'Europa, (Polonia, Gran Bretagna), passando per il Sud America, seguendo le orme della più grande multinazionale statunitense del settore della carne: la Smithfield Foods. Una vera corporation il cui fatturato annuo è di 12 miliardi di dollari, che lavora 27 milioni di suini l'anno, e che ha concentrato nelle sue mani l'intera filiera della carne: dall'allevamento alla macellazione, dalla trasformazione al confezionamento, eliminando ogni principio di democrazia.

Chi paga tutto questo? In primis i poveri suini, le cui condizioni sono indecenti anche per un animale. E poi i cittadini che vivono nelle vicinanze di questi allevamenti e sono esposti quotidianamente alla 'miscela tossica fertilazzante' composta da escrementi di suini, gas volatili, polveri, batteri e antibiotici. Ma anche l'ambiente, e in particolare il terreno e le falde acquifere, contaminate dalla stessa miscela alla quale sono esposti i i cittadini.
Nel 2003 gli USA hanno riconosciuto gli effetti inquinanti dei liquami dei rifiuti dei suini e hanno introdotto limitazioni per l'irrogazione dei campi con i rifiuti suini. Ma quello che è diventato negli USA viene messo in pratica dalla stessa Smithfield Foods in altre parti del mondo, Europa compresa. In Polonia, ad esempio, la Smithfield Foods ha acquistato 21 aziende agricole e l'ex macello statale, divenendo così la più grande "azienda agricola" del Paese.

Oltre all'impatto negativo sulle piccole aziende e sull'ambiente, gli allevamenti intensivi, o meglio le pratiche che in essi vengono adottate soprattutto in fatto di abuso di antibiotici, vengono chiamati in casua anche rispetto alla diffusione epidemie dovute a ceppi di virus resistenti agli antibiotici.

Per arginare la sempre maggiore capillarità di diffusione degli allevamenti intensivi, si potrebbe iniziare con l'introduzione in etichetta di uno spazio riservato al benessere animale. E proseguire con un cambio di abitudini alimentari, con l'adozione di uno stile di vita "naturale" e di modelli di produzione sostenibili, il biologico in primis. Molto possono fare anche i cittadini/consumatori, le cui scelte determinano lo stato di salute dell'ambiente e di ogni essere  vivente.

Guarda il documentario con i sottotitoli in italiano




L'International Exhibition Center Soukra il punto vendita del bio tunisino

Nell'ambito di un programma di sviluppo nazionale per l'agricoltura biologica domenica 26 giugno è stato aperto al centro espositivo Soukra un punto vendita di prodotti agricoli biologici. È il passo successivo a poco più di un anno dal BioExpo 2010, ospitato in Tunisia all'International Exhibition Center Soukra, occasione per i tunisini di entrare in contatto con i prodotti biologici e la filosofia del biologico. La Tunisia, infatti, per garantire la presenza sui mercati internazionali della produzione biologica nazionale ha raddoppiato l'areale desinato all'agricoltura biologica puntando a 550.000 ettari entro il 2014. È evidente che lo sviluppo dell'agricoltura biologica in questa regione è promettente considerando i valori aggiunti di questi luoghi: il clima, le risorse naturali, sbocchi commerciali.
Il punto vendita dei prodotti biologici dei produttori locali tunisini, infatti, mira a essere un sbocco per l'organizzazione e la promozione dell'agricoltura biologica ancora poco diffusa in Tunisia secondo il ministro dell'agricoltura tunisino. Da questo punto di vista, in futuro questo punto vendita potrebbe diventare, nell'ambito di questo processo di sviluppo dell'agricoltura biologica tunisino un luogo d'incontro non solo per i produttori biologici e consumatori, ma anche di tutti gli operatori che operano in questo settore.

 



 

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Bioricercando

A cura di Luca Colombo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


Presentata al Mipaaf il 14 luglio la costituenda Fondazione Archeologia Arborea

Dopo trenta anni di ricerca di antiche varietà locali di piante da frutto e la costituzione di un vasto patrimonio biologico e culturale recuperato dal molto probabile rischio di estinzione grazie al lavoro promosso da Archeologia Arborea, il capitale di agrobiodiversità arborea raccolto e conservato richiede ora una tutela ulteriore che può essere garantita dalla costituzione di una apposita Fondazione.    

È questo il senso della giornata organizzata da Isabella Dalla Ragione, a capo del progetto Archeologia Arborea, che ha visto la partecipazione di esponenti di MIPAAF, FAO, Bioversity International, Università di Perugia e FIRAB, chiamati a dare un contributo di idee e prospettive volte a salvaguardare nel tempo quanto già preservato e a scongiurare il rischio di chiudere questa lunga e importante esperienza.

Il lavoro di raccolta e conservazione di varietà locali e neglette svolto da Archeologia Arborea rappresenta un’occasione di rilancio concreto sul tema della biodiversità di interesse agrario che oltre a repertoriare e rendere disponibili le collezioni, offre opportunità didattiche e di ricerca preziose. Un lavoro da non intendere come museale rispetto a frutti talvolta definiti in gergo come orphan crops: queste varietà non sono orfane e hanno padri e madri rappresentati da contadini/e, suore e frati, che li hanno mantenuti vivi in intimo collegamento con i saperi a loro connessi sulla migliore modalità di coltivazione, conservazione e uso di piante e frutti.

Quando, alla presentazione dei primi dati ottenuti dal Censimento agricolo curato dall’Istat si è celebrata da più parti come chiave di modernizzazione e competitività la perdita di un terzo delle aziende agricole del Paese in soli 10 anni, non si teneva certamente conto del valore di tutela di un territorio fatto anche di quelle varietà locali e rustiche che a parole si elogiano e che nella sostanza si abbandonano all’erosione genetica che accompagna l’erosione di tessuto produttivo e sociale che caratterizza tuttora una parte importante dell’agricoltura italiana.

Il Progetto può essere consultato su:  www.archeologiaarborea.org

 

INTENSIFICAZIONE SOSTENIBILE

Come nutrire una popolazione che, seppur a ritmi meno galoppanti, raggiungerà i 9 miliardi di persone al 2050? Come rispondere ai cambiamenti dietetici globali che richiedono più carne? Come compensare circuiti alimentari che producono sprechi crescenti? Come saziare la sete di agrocarburanti e la fame di biomassa? Aumentando la produzione agricola per unità di superficie, pur tenendo presente i vincoli ambientali.
È questo il senso di una nuova ‘narrativa’ che si sta affermando nella letteratura e nelle conferenze internazionali: prende il nome di intensificazione sostenibile o ecologica dell’agricoltura. Il concetto è stato sintetizzato autorevolmente dalla Royal Society nel suo rapporto “Reaping the benefits” intendendo l’aumento delle rese agrarie senza impattare l’ambiente e spingere ulteriormente la frontiera agricola.
Ma a parità di slogan la sua declinazione varia grandemente. Viene usata quale legittimazione per un potenziamento ipertecnologico da corporation agrochimiche e biotech o come paradigma di riequilibrio ambientale da chi ha sempre sostenuto il bisogno di fare i conti con i vincoli ecologici, come il biologico. Ne siano esempio le due iniziative che seguono.

L'innovazione agricola secondo la Camera dei Lords in UK
Un’indagine dal titolo “Innovazione nell’agricoltura dell’UE” licenziata dalla Camera dei Lords nel Regno Unito in occasione della riforma della PAC, invita ad abbracciare con coraggio l’innovazione in agricoltura traendo il meglio dalla terra fertile a disposizione. Il testo ricorre spesso al concetto di intensificazione sostenibile quale quadro di riferimento per l’analisi sul bisogno di innovazione e si ricorda che la scienza ricopre in tal senso un ruolo cruciale. È dunque necessario riconoscere priorità al sostegno a ricerche sull’efficienza nella fertilizzazione, nell’irrigazione e nella genetica.
A tal proposito, il sommario del documento sollecita a definire quadri legislativi che aiutino invece di ostacolare lo sviluppo e l’adozione di innovazione, particolarmente quando si parla di biotecnologie: “questo può includere la manipolazione genetica delle colture, ma gli OGM non sono che un esempio di un ventaglio di tecnologie; rischi e benefici vanno chiaramente articolati riconoscendo che approcci troppo precauzionali comportano rischi per la sicurezza alimentare”.
Come spesso accade, nella marmellata di considerazioni sul futuro dell’agricoltura tutto è tenuto a convivere e il rapporto abbraccia anche aspetti di partecipazione e coinvolgimento degli agricoltori, ma la strada dell’intensificazione sostenibile sembra quella che deve scorrere in parallelo all’intensificazione tecnologica.


Il contributo del bio quale eco-intensificazione

Si è tenuto alla FAO, nel quadro dei lavori della 13ima sessione della Commissione Risorse Genetiche per il Cibo e l’Agricoltura, un incontro/presentazione sul tema della eco-intensificazione organizzato da IFOAM, FIBL e altri.
L’evento ha presentato principi ecologici e pratiche su cui riposa l’agricoltura biologica, indicandoli quali strumenti utili ad affrontare i cambiamenti climatici e l'insicurezza alimentare. Lavorando attraverso e in funzione dei processi naturali e intensificandone le condizioni, il biologico ha dimostrato di saper sviluppare un set di pratiche agricole accessibili e capaci di conferire resilienza al sistema produttivo ed ecologico.

Diversi studi di caso sono stati presentati mettendo in risalto gli aspetti sinergici dell’intercropping e della regolazione di parassiti e patogeni, ottenuta anche valorizzando la dotazione di biodiversità di interesse agrario di cui si è fortemente sottolineata la necessità di una conservazione dinamica in situ.

Anche in tal senso, Urs Niggli di FIBL ha sottolineato come la miglior definizione da adottare per indicare tali sistemi sia quella di “intensificazione eco-funzionale”.

Scarica il rapporto “Reaping the benefits”

Scarica l'indagine “Innovazione nell’agricoltura dell’UE”



Bandito da FIRAB il Premio Finzi per lauree in agricoltura biologica e biodinamica

Pubblicato da FIRAB il Bando per il Premio Augusto Finzi per tesi di laurea specialistica in tema di agricoltura biologica o biodinamica.
Alla candidatura possono concorrere i laureati che hanno discusso la tesi nel corso del 2010 su tematiche pertinenti al settore in qualsiasi dei suoi aspetti: tecniche colturali, metodi di allevamento e benessere animale, valutazione di impatto ambientale, biodiversità, sostenibilità, analisi di mercato, marketing o altro.
Il premio intende commemorare la figura di Augusto Finzi (1941-2004) che dedicò gran parte della sua vita alla difesa della salute pubblica e alla promozione dell’agricoltura biologica come mezzo per la salvaguardia della salute dell’ambiente e dell’uomo.
Il premio, che gode del contributo dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, assegna 1.000 € cadauno alle migliori tre tesi pervenute entro e non oltre il 30 settembre 2011. Per informazioni sulle condizioni di partecipazione e scaricare il bando: www.firab.it



 

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Agricoltura Sociale News

a cura di Lavinia Palmieri ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Progetto Maie: Questionario sull’Agricoltura Sociale del Focus Group Nazionale

Il Focus Group nazionale del progetto europeo “Maie” (Multifunctional Agriculture in Europe), un gruppo composto da 8 soggetti afferenti a diversi settori, sanitario, sociale, giuridico, educativo, universitario, della ricerca e della pubblica amministrazione, ha ultimato con AIAB la compilazione di un questionario finalizzato al raggiungimento di una definizione comune di AS e delle attività principali ad essa collegate. Il lavoro, che ha coinvolto rappresentanti dell’Università della Tuscia, Inea, Cooperativa Agricoltura Capodarco, Firab, Forum delle Fattorie Sociali, Fattoria Solidale del Circeo e Centro di Giustizia Minorile, ha riguardato i bisogni formativi espressi dai fornitori di servizi di AS con un diverso background professionale. La discussione ha inoltre approfondito le opportunità, e gli ostacoli connessi alla crescita della fornitura di tali servizi. I risultati del lavoro del Focus Group italiano, che continuerà a riunirsi per l’intera durata del progetto, saranno confrontati ed integrati con quelli degli altri Paesi partecipanti (Germania, Olanda, Finlandia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Portogallo) e costituiranno la base di partenza comune per lo svolgimento delle attività progettuali. In allegato il questionario compilato

Questionario

"Nuovi Fattori di successo": Bando Mipaaf per buone pratiche nello sviluppo rurale, (scadenza prorogata al 29 luglio 2011), 

E' stato pubblicato il bando del concorso, indetto dal Mipaaf, che punta ad individuare le Buone pratiche nello sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori. Il concorso fa seguito all'elaborazione di una metodologia apposita per l'individuazione delle buone pratiche, da parte del Gruppo di Lavoro Giovani della Rete Rurale Nazionale.
Le aziende selezionate saranno presentate come esempi di "eccellenza" nell'ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale (RRN) e le loro esperienze saranno diffuse attraverso prodotti specifici a marchio RRN (brochure, docu-film, interviste sui canali video e strumenti di condivisione web 2.0 della Rete, ecc.) nel corso di vari eventi nazionali e internazionali.
Alla base della metodologia c'è l'analisi di tutta una serie di elementi che concorrono a definire un caso come buona pratica nell'ambito dello sviluppo rurale: da macrocategorie come quella del rendimento globale, dell'innovazione, dell'impatto sull'attrattività del territorio, fino a punti chiave quali la sensibilità mostrata nei confronti dell'ambiente, la tutela e valorizzazione delle risorse umane impiegate o il grado di innovazione organizzativa, commerciale e comunicativa.
Le domande di partecipazione al concorso, indetto dal Mipaaf nell'ambito delle attività finanziate dal programma Rete Rurale Nazionale 2007-2013, con DM prot. 10623 del 17.5.2011, redatte in carta semplice, firmate dai richiedenti e corredate dalla documentazione e da eventuali supporti cartacei e/o audio-visivi, dovranno pervenire al seguente indirizzo entro le ore 13:00 del 29 luglio 2011: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - D.G. Competitività per lo Sviluppo Rurale - Ufficio COSVIR 5 - Via XX Settembre, 20 - 00187 ROMA.
Per le domande spedite a mezzo posta con raccomandata con ricevuta di ritorno, farà fede il timbro di spedizione.
Eventuali richieste di chiarimenti sul presente bando potranno essere inviate all'indirizzo e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Costituita l’Associazione Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale

Il 15 Luglio 2011 a Roma, presso la Sala Convegni del CESV, si è svolto il primo incontro dell’Assemblea costituente del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale in cui si è discusso lo Statuto del Forum Nazionale dell’A.S. ed è stato votato il Coordinamento Nazionale, organo direttivo del Forum.
La giornata si è aperta con gli interventi introduttivi di Salvatore Stingo (Presidente della Coop. Agricoltura Capodarco) e Salvatore Basile (rappresentanza dell’AIAB) che hanno ripreso il discorso avviato a Firenze durante “Terra Futura” sull’importanza del movimento del Forum nazionale dell’A.S. gestito e organizzato in maniera flessibile e portato avanti attraverso azioni concrete e condivise da tutti i partecipanti.
Antonio Carbone ha presentato lo Statuto (strutturato in 15 articoli) e sottolineato l’importanza dei seguenti principi:
1    Adesione libera e volontaria al Forum
2    Il Forum è nazionale e si articola in realtà regionali
3    È determinante il rapporto tra Statuto e Carta dei Valori e dei Principi dell’A.S poiché lo Statuto è strettamente legato ai valori espressi nella Carta
L’Assemblea Nazionale è l’organo più importante, di seguito vi sono il Coordinamento Nazionale, il Portavoce, il Tesoriere e il Collegio sindacale.
Il coordinamento Nazionale prevede inoltre l’istituzione di diversi gruppi di lavoro su diverse tematiche inerenti l’Agricoltura Sociale. Sono stati Attivati già i seguenti gruppi:
Gruppo n° 1: Carta dei principi
Gruppo n° 2: Normativa nazionale e regionale
Gruppo n° 3: Marchio identificativo

A chiusura della mattinata è intervenuto l’Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia Claudio  Cecchini che ha sottolineato l’importanza della nascita di questo movimento. Infine sono stati votati i seguenti 7 membri del Coordinamento Nazionale del Forum:
Tiziana Biolghini, coordinatrice del Forum delle Fattorie Sociali della Provincia di Roma
Mariangela Bucciol, coordinatrice del Forum delle Fattorie Sociali del Veneto
Anna Ciaperoni, AIAB, responsabile dell’Agricoltura Sociale
Carlo De Angelis, CNCA,
Francesca Giarè, ricercatrice INEA
Salvatore Stingo, Presidente della Coop. Agricoltura Capodarco




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L'Agenda

Appuntamenti

Appuntamenti del Bio sotto Casa in Lombardia

Il Bio sotto casa” è un programma triennale (2009-2012) promosso dall’Unione europea e dall'Italia realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Aiab (capofila), Amab e Coldiretti 
con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la promozione delle produzioni biologiche, attraverso molteplici ed articolate attività di carattere informativo e promozionale, da svilupparsi in Italia, Francia e Germania.

La strategia complessiva del programma punta al rafforzamento del rapporto diretto tra produttore e consumatore. Si ritiene infatti che i valori e la qualità del biologico abbiano bisogno di vie di comunicazione dirette e poco mediate: così come la filiera del consumo dovrebbe essere la più corta possibile, anche quella della comunicazione dovrebbe essere altrettanto breve e diretta. Quest'estate tante le iniziative in programma, vi segnaliamo la seguente:

Venerdì 22 luglio a Cisliano presso Cascina Forestina (Milano), Bosco di Riazzolo, dalle 17,30 in poi si terrà un incontro animatori aperto a tutte le persone interessate al progetto Europeo Bio Sotto Casa. L'incontro sarà cura di Aiab Lombardia e per ulteriori informazioni chiamare il 02-67100659 oppure scrivere ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Roma, 18-22 luglio Tredicesima sessione ordinaria della Commissione risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura della FAO

Secondo il calendario della Commissione delle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, questa si riunirà a Roma dal 18 al 22 luglio per fare il punto intermedio sul Piano strategico 2010-2017 che racchiude i processi e le azioni di cooperazione per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Programma di lavoro pluriennale (su dieci anni).
Finalità della Commissione è l'assicurarsi la conservazione e l'utilizzo sostenibile delle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, e la distribuzione equa dei vantaggi derivanti dal loro utilizzo per le generazioni attuali e future. Considerando la velocità con cui è in corso una vera e propria erosione genetica a causa dell'introduzione di varietà industriali  (si stima che solo 30 specie coprono il 95 per cento del fabbisogno energetico umano e quattro di loro il 60 per cento - riso, grano, mais, patate) è di fondamentale importanza salvaguardare la biodiversità esistente per una sicurezza alimentare globale.




"Frutta nelle Scuole" il 25 luglio il termine ultime per la presentazione dell'offerta da parte dei produttori

Scade il 25 luglio alle ore 14 la presentazione della domanda d'offerta per tutti i produttori interessati al programma 2011-2012 "Frutta nelle Scuole", ideato dal Ministero dell'Agricoltura (Mipaaf) per promuovere la sana alimentazione e fronteggiare così lo scarso consumo di frutta e verdura nella dieta dei giovanissimi. Le domande vanno presentate al Mipaaf -Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità, Direzione generale dello sviluppo agroalimetare e della qualità, Uff. SAQ IV, IV Piano-Stanza 67, via XX Settembre 20 - 000187 Roma. Il ministro aveva già reso noto la quota a disposizione (31 milioni di euro più l'aiuto comunitario) che avrebbe dato la possibilità a oltre un milione di alunni delle scuole primarie in tutte le regioni e province autonome di partecipare alla prossima edizione del programma. Per ulteriori informazioni: www.fruttanellescuole.gov.it




San Gregorio nelle Alpi (Bl) 24 luglio, la Bio estate nel bellunese

Primo appuntamento della stagione a San Gregorio delle Alpi il 24 luglio per la I°edizione della Festa delle fragole e dei frutti di bosco biologici per una bio estate nel bellunese. AIAB Veneto in collaborazione con i comuni di San Gregorio, Calalzo e Ponte nelle Alpi, organizza una serie di manifestazioni offendo opportunità d'incontro tra il mondo agricolo biologico, i consumatori e le amministrazioni locali per promuovere scelte alimentari sane per un futuro più sostenibile. Dopo il successo dell’anno scorso viene riproposto il mercatino biologico tra i cortile e le corti della frazione di Paderno. Domeniche conviviali nell'arco di tutta l'estate all'insegna del bio. Per informazioni sul programma: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



Ceraso (Sa) 26 luglio, Convegno Internazionale "Green Plant Protection" nel Bio-Distretto Cilento

Nella sede del Bio-distretto Cilento, in Piazza S. Silvestro 1 a Ceraso, in provincia di Salerno, un workshop su "Utilizzo delle più avanzate tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per il mobile learning al fine di promuovere  la formazione continua in agricoltura biologica". Nell'ambito del Progetto Leonardo  Da Vinci - Trasferimento dell'innovazione, promosso da AIAB e in collaborazione con l'Università di Nitra (Slovacchia) e l'Università Corvinus di Budapest (Ungheria), verrà presentato l'innovativo progetto in particolare sui sintomi e le possibili soluzioni sulla difesa delle piante in agricoltura biologica. Per info.: Salvatore Basile - e.mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Termoli (CB) 21 agosto, IncontraBio ogni terza domenica del mese con AIAB Molise

Quest'estate ogni terza domenica del mese appuntamento fisso con il biologico molisano: dall'extra-vergine ai sottolii, le farine, le conserve, gli ortaggi, il buon vino.
Alla manifestazione organizzata da AIAB Molise nell'ambito del progetto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf) "IncontraBio - Centro Italia", l'associazione  sarà presente per fornire al pubblico tutte le informazioni sulle tecniche produttive dell'agricoltura biologica e sugli aspetti qualitativi dei prodotti biologici e presenterà le proprie attività ed iniziative sul territorio regionale.
L'appuntamento del mese di agosto è domenica 21 a Termoli in via Fratelli Brigida. AIAB Molise vi aspetterà anche la domenica del 18 settembre). Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


 
Valence (Francia)   7 settembre,  International Conference "Valorization of Organic Byproducts"

Si svolgerà a Valenza (Francia) il 7 settembre un simposio internazionale sulle soluzioni innovative e tecnologiche per la valorizzazione dei prodotti biologici, promosso da Rendez-Vous B.I.O. N'Days 2011. I lavori la cui apertura è prevista per le ore 9, si concluderanno nel pomeriggio. Per ulterioti informazioni www.biondays.com Contatti: Audrey  Bouton Organic Cluster INEED ROVALTAIN TGV - 1 rue marc Seguin - BP 16208 Alixan 26958 Valence Cedex 9 Tel. +33 (0)4 75558011


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Fiere e Mostre


G.O.D.O. ogni mercoledì al FAT di Terni

Il gruppo GODO (Gruppo Organizzato di Domanda e Offerta), organizzato da AIAB Umbria sarà presente ogni mercoledì dalle 11 alle 19 nei locali del FAT (il bar bookshop situato all’interno del C.A.O.S.) a Terni. Un punto d'incontro dei soci produttori per offrire un'ulteriore occasione ai consumatori di effettuare l'acquisto di prodotti biologici. Il mercato propone solo prodotti tutti biologici certificati, una garanzia per la sicurezza alimentare del consumatore ma anche un prezzo equo per la spesa della settimana. La finalità di GODO, infatti, è quella di eliminare il più possibile i passaggi del prodotto dal produttore al consumatore, perché una filiera corta oltre a dare garanzia sull'origine, dà qualità e freschezza del prodotto, che dalla terra passa direttamente alla tavola. Il listino dei prodotti è consultabile sul sito online www.aiabumbria.com, dove è possibile effettuare l'ordine on line  per poi ritirare la merce il primo mercoledì successivo presso il FAT.



Lo SpazioBio

Lo SpazioBio è il mercato del biologico garantito e a filiera corta nel cuore di Roma: l?ex Mattatoio di Testaccio. SpazioBio è nato nel  2007, quando un gruppo di produttori del Lazio, molti dei quali  associati ad AIAB, hanno deciso di realizzare un sogno: vendere  direttamente i propri prodotti secondo il principio della filiera  corta e dare questa opportunità anche ad altri piccoli produttori  locali. Così, all?interno della Città dell'Altra Economia, hanno dato  vita ad una delle prime esperienze in Italia di mercato biologico  permanente e autogestito, lo SpazioBio appunto, un luogo fisico aperto  tutti i giorni (tranne il lunedì) dove gli stessi produttori possono  offrire i propri prodotti ottenendo quella giusta remunerazione per il  proprio lavoro, garantendo al contempo alla clientela un eccellente  rapporto tra l?altissima qualità dei prodotti e il loro prezzo, con 
una estrema attenzione all?impatto ambientale delle produzioni stesse. Ispirato al principio della filiera corta, lo SpazioBio offre ai  romani un prodotto particolarmente innovativo: il biologico legato al  territorio, con tutte le garanzie di qualità, anche etica, e di  trasparenza. Dall?orto frutta ai prodotti da forno, passando per latte, formaggio,  carne, passata di pomodoro, olio e vino, sugli scaffali di SpazioBio  si trova tutto, compresi i prodotti a Marchio Garanzia Aiab e quelli  ottenuti dalla bioagricoltura sociale. Completezza dell?offerta, filiera corta, vendita diretta, trasparenza  e equità del prezzo fanno dello SpazioBio uno dei più innovativi punti  vendita collettivi oggi presenti in Europa e molto apprezzato da  migliaia di cittadini romani. Info: SpazioBio - Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo - Ex  Mattatoio - Testaccio, Roma. Tel. + Fax 06.57289957



Sassari, 30 luglio il sabato è bio

Come ogni ultimo sabato del mese, il 30 luglio l'appuntamento è in via Manno, fronte Istituto Magistrale dalle 9:00 alle 14:00 con il  Mercatino dei prodotti Biologici. In collaborazione con Biosardinia, AIAB Sardegna offe l'opportunità a tanti consumatori di degustare ed acquistare i prodotti biologici sardi proposti dalle aziende produttrici locali certificate. Un'occasione anche per i visitatori dell'isola per un turismo eno-gastronomico all'insegna del bio.
Prosegue inoltre l’attività divulgativa sulla filiera corta prevista dal progetto LoginBIO che, oltre a dare il via a “Mercati specializzati quale quello in questione, vuole indirizzare i consumatori a costituirsi in GAS (Gruppi d'Acquisto Organizzati)”. Tra formaggi, ortofrutta fresca, bevande, prodotti da forno, miele, mirto, olio, la maglieria e i tessuti bio ecologici di un laboratorio artigiano, l'appuntamento mensile è caratterizzato dalla presentazione di una delle aziende partecipanti all'evento. www.aiabsardegna.org

 

Rassegna di degustazione per vini e oli extravergini biologici, 6-15 agosto Rispescia (Gr)

XXI rassegna di degustazione per i vini e X per gli oli extravergine biologici a Rispescia (Gr) dal 6 al 15 agosto, nell'ambito di Festambiente, il Festival nazionale ad impatto zero organizzato da Legambiente in collaborazione con l'Enoteca Italiana di Siena, La Nuova Ecologia e con il patrocinio del Corso di studi in viticoltura ed enologia della Facoltà di Agraria di Pisa.
Una vetrina finalizzata alla promozione e alla valorizzazione delle eccellenze nazionali nella produzione di vini e di oli. In questa occasione si svolgerà una serata di premiazione per la consegna di una targa di riconoscimento alle migliori produzioni. La selezione per gli oli verrà effettuata da una commissione di esperti dell'Università di Pisa, mentre per la rassegna dei vini biologici la commissione sarà composta da enologi, esperti del settore e sommeliers.
Il termine ultime per le iscrizioni alla rassegna degli Oli extravergine è venerdì 3 giugno, per il vini biologici venerdì 10 giugno. Per informazioni scrivere a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  o telefonare al numero 0564.48771 (9,00-18,00 giorni feriali).



Furnari (Me), dal 7 al 9 ottobre Bio Direzione

Un evento unico nel bacino del Mediterraneo, Bio Direzione vedrà la partecipazione degli operatori del biologico e di tutti coloro che vorranno approcciarsi al bio. Con il patrocinio di AIAB Sicilia e Consorzio Isola Bio Sicilia, la manifestazione, una tre giorni dal 7 al 9 ottobre, si svolgerà al Blu Hotel Portorosa a Furnari (Messina), durante la quale vi saranno anche momenti di informazione e confronto con il convegno dal titolo "Agricoltura Biologica e Sviluppo Locale dall'aggregazione dei produttori all'altra economia". La Fiera del Bio costituisce un appuntamento di fondamentale importanza per il business del biologico grazie alla presenza in fiera di vari settori merceologici per rispondere in modo adeguato alle esigenze di consumo sempre più eco-compatibili degli attenti consumatori bio.

 


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Corsi e Formazione

 
"Adesso Pasta!" in libreria, una guida  per gli amanti della pasta, ma di quella buona e giusta.

"Adesso Pasta!" di Chiara Spadaro edito da Altreconomia Edizioni è in libreria a soli 5 euro per imparare a scegliere la pasta, quella buona. È la prima guida che spiega come scegliere una pasta di qualità, non solo per le materie prime utilizzate e le qualità organolettiche ma anche per l’attenzione dedicata all’ambiente, ai diritti dei lavoratori, al giusto prezzo, alla legalità. Un libro non di "cucina"  che "impasta" il buon gusto alla tradizione, alla solidarietà, al rispetto delle piccole e grandi regole che facevano della pasta fatta in casa il piatto principe italiano. Le 10 differenze della pasta tra la pasta artigianale e quella industriale; le storie dei pastifici "resistenti" che  coniugano il biologico, la qualità del grano -a volte di varietà antiche- e di altri cereali con le lavorazioni tradizionali e le forme di distribuzioni virtuose della filiera corta, del circuito dei gruppi di acquisto solidale e delle botteghe di commercio equo.


Bologna, 12-15 settembre – Johannesburg 10-23 ottobre  International Short Course “Urban Resilience, Food Security and Ecological Health Promotion”

Un’opportunità di formazione internazionale l’International short Corse Italy-Sout Africa- “Urban Resilience, Food Security and Ecological Health Promotion” organizzato da Cestas (Ong di cooperazione internazionale ente di formazione) e patrocinato dalla Facoltà di Agraria e dal dipartimento di Scienza e Tecnologie Agroambientali dell’Università di Bologna, e in collaborazione con l'University of the Witwatersrand di Johannesburg e Shivakhana Iniziative.
Due appuntamenti, a Bologna il 12-15 settembre e a Johannesburg il 10-23 ottobre 2011 nei quali verranno fornite competenze teoriche e pratiche relative alla promozione della salute in una dimensione di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e nutrizione, design urbano sostenibile, sviluppo sostenibile del territorio e agricoltura urbana. Termine ultimo per iscrizioni: 19 luglio 2011. Per consultare il bando www.cestasformazione.org info.: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   Margherita Dalla Casa via Ranzani 13/5F – 40127 Bologna Tel.: + 39 051 25505 – Fax +39 051 421131

 

Cefab presenta il POF 2011

Il CeFAB “Centro Formazione in Agricoltura Biologica” pensata da AIAB per rispondere in modo continuo alla domanda di formazione, presenta l'offerta formativa (Pof) rivolta ai tecnici e agli operatori del settore del biologico. Il POF 2011 propone una vasta gamma di corsi di formazione di livello base ma anche di approfondimento e aggiornamento in diverse regioni sul territorio nazionale.
I prodotti formativi inseriti nel Pof sono 6 suddivisi per tipologie. Quattro offerte riguardano prodotti curriculari (“Il tecnico base in agricoltura biologica”) per la formazione di tecnici in agricoltura bio danno diritto all’iscrizione al Registro Nazionale dei Tecnici AIAB (ReNTA). Tra i due prodotti formativi extracurriculari vi è invece un “Corso di base per agricoltori attraverso la frequenza alla scuola esperienziale itinerante di agricoltura biologica” rivolto ai produttori biologici ma anche a tecnici ed esperti, un “Corso di approfondimento su biodiversità vegetale, animale,del suolo e infrastruttura agroecologica” ovvero modulo di aggiornamento rivolto a tecnici ed esperti del settore. Tutti i corsi comprendono seminari teorico/pratici in aula e in azienda, viaggi studio e giornate di campagna. Ai corsi potranno iscriversi anche funzionari e tecnici di aziende pubbliche e private che operano nel settore agricolo, tecnici e funzionari degli enti parco. Per ulteriori info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Concorso fotografico inter-regionale "Bio è..." con le 5 AIAB regionali del Nord

I valori  produttivi, ambientali e sociali dell'agricoltura biologica in uno scatto. Le AIAB delle regioni  Emilia-Romagna, FVG, Liguria, Lombardia, Veneto e in aggiunta l'AIAB del Piemonte per i partecipanti delle regioni del Piemonte e della Valle d'Aosta hanno indetto il concorso fotografico "Bio è...", gratuito e aperto a tutti, per la rappresentazione fotografica del mondo bio. I partecipanti dovranno inviare gli scatti all'indirizzo email dell'AIAB nella regione di residenza, entro il 18 settembre 2011. Le 10 foto più belle per regione verranno esposte nelle piazze italiane durante la manifestazione Biodomenica 2011 il prossimo ottobre.  Le foto migliori verranno selezionate e premiate da un'apposita giuria entro il 15 novembre 2011.
Per info, indirizzi e-mail e regolamento: www.aiab.emiliaromagna.it


Uno scatto e "Bio è...". concorso fotogrico di AIAB Lazio

La narrazione del mondo bio, dalla produzione al consumo, attraverso l'immagine. Questo è il tema del concorso fotografico "Bio è.." organizzato da AIAB Lazio, nell'ambito del Progetto "IncontraBio" realizzato con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per dare spazio alla creatività degli amanti della fotografia e non solo. Due scatti fotografici rappresentativi della cultura bio, da inviare ad AIAB Lazio entro il 30 settembre 2011; le tre fotografie più belle verranno premiate a Ottobre in occasione della Biodomenica 2011. In palio, prodotti naturalmente bio! Per maggiori informazioni: cell.: 333 7035270 - 339 7309793. Per leggere il bando.


Il biologico secondo i bambini con il concorso iconografico "BIO è" di AIAB Abruzzo

AIAB Abruzzo, nell'ambito del Progetto  "IncontraBio" Centro Italia ha bandito un concorso iconografico sul concento del "biologico" rivolto ai bambini del Circolo Didattico di Montesilvano (PE). I bambini sono chiamati a realizzare, attraverso un disegno o una pittura, una loro personale rappresentazione del biologico, da qui il nome del concorso "Bio è...". La finalità del progetto è appunto la sensibilizzazione sulle tematiche biologiche di un target fondamentale come quello dela scuola, per la diffusione della cultura biologica. Tutti gli elaborati dovranno pervenire alla sede di AIAB Abruzzo (via C. De Lollis 86, 66100 Chieti) entro il 20 settembre 2011. Le produzioni verranno selezionate da un'apposita giuria, e gli autori di quelle vincitrici verranno premiati, durante la prima domenica di ottobre in occasione  della tradizionale iniziativa Biodomenica di AIAB, con una fornitura di frutta e verdura biologica per un valore pari a 100 euro. Per info.: www.aiababruzzo.it Per leggere il bando.



BIO è... le immagini del bio in un concorso iconografico di AIAB Umbria

Nell'ambito del progetto "IncontraBio", finanziato dal Mipaaf con i fondi del piano strategico nazionale per il biologico, volto alla sensibilizzazione dei cittadini per i prodotti biologici, AIAB  Umbria organizza un concorso iconografico sul concetto di biologico.  "Bio è", questo è il nome del concorso, vuole essere una raccolta di immagini, fotografie, disegni su ciò che il biologico è per i cittadini. Le “opere” dovranno essere inviate entro 25 settembre alla sede di AIAB Umbria in via delle Caravelle 8/a o per posta elettronica ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando nome cognome recapito telefonico e indirizzo di posta elettronica. Gli autori delle immagini, selezionate da un'apposita giura, verranno premiati con prodotti bio per un valore di 100 euro in occasione della Biodomenica. Per altre informazioni tel. 075.5150265.



Piacere, Bio! Gli opuscoli del mangiar bio in Lombardia

Il biologico si presenta in una collana di libretti dedicati al consumatore, intitolata Piacere, Bio!, a cura di AIAB Lombardia. Si tratta di sei pubblicazioni chiare e semplici sugli alimenti di consumo quotidiano, quali gli ortaggi, carne, salumi, latte, formaggi, miele, uova, ed altro rivolto ai cittadini al fine di avvicinarli ai prodotti biologici per una più corretta e genuina alimentazione. I sei libri propongono percorsi guidati nelle varie fasi di produzione dei prodotti, consigli per fare un giusto acquisto, per riconoscere la qualità dei prodotti e imparare a conoscere i buoni alimenti della terra e i valori nutrizionali di ciò che consumiamo ogni giorno. Non mancano, inoltre, suggerimenti per la corretta conservazione dei prodotti e del loro utilizzo. Dopo la breve lettura degli opuscoli, scritti da esperti del settore, il consumatore si riscopre più attento alle piccole cose che rendono più genuina e gustosa la nostra tavola. Per ogni informazione Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

PerCorso di agricoltura ecologica nel Carso

Il percorso prevede un corso di "agricoltura ecologica" con affitto del relativo appezzamento di 150 metri quadri di campo, di cui disporre in completa autonomia, godendo di tutti i frutti della sua coltivazione! Il PerCorso inizia sabato 26 marzo e si conclude a fine ottobre 2011, in questi mesi tutti gli interessati coltiveranno un orto con pratiche rispettose del Carso, della sua cultura e dei cicli naturali. Tutto sotto la guida di un agronomo esperto di agricoltura biologica che vive e coltiva in Carso. Innfo: www.cibo.si

 

12° Premio Ecologia Laura Conti 2011 per tesi di laurea

Si rinnova per il dodicesimo anno l'appuntamento con il Premio Ecologia Laura Conti promosso dall'Ecoistituto del Veneto Alex Langer. Il premio è nato con lo scopo di valorizzare tesi di laurea, lavori spesso pregevoli ma che troppe volte rimangono negli archivi delle Università. Il Premio Laura Conti, oltre a riconoscere con una borsa di studio le tesi migliori e a renderle note attraverso testi specifici e la rivista GAIA – Ecologia, Nonviolenza e Tecnologie Appropriate, archivia in un apposito database tutti i lavori partecipanti. Il database è consultabile nel sito web www.ecoistituto-italia.org e attraverso specifiche parole chiave è possibile risalire a tutte le tesi di laurea che hanno finora partecipato. Il numero di tesi partecipanti è aumentato di anno in anno, e nel database sono ormai presenti quasi 1.500 lavori. Questo, crediamo sia il modo migliore anche per mantenere vivo il ricordo della più grande divulgatrice ambientale del nostro paese: Laura Conti. 

Queste le aree tematiche cui devono far riferimento le tesi di laurea partecipanti:  Ecologia, parchi, aree protette,turismo naturalistico; Mobilità intelligente, urbana ed extraurbana; Rifiuti, urbani e industriali, riduzione e riciclo; Natura e restauro ambientale; Società sostenibile, problemi planetari e locali; Tecnologie appropriate; Energie rinnovabili e risparmio energetico; Educazione ambientale; Movimenti e lotte ecologiste e nonviolente; Economia ambientale; Prevenzione ambientale della salute; Consumare meno e meglio; Legislazione e amministrazione ambientale; Rapporto tra specie umana e altre specie animali; Inquinamenti di acqua, aria e suolo, riduzione e prevenzione.

Sono ammesse le tesi discusse in una Università italiana negli anni accademici dal 2000-2001 in poi, inviate entro il 30 settembre 2011 a: Ecoistituto del Veneto - Viale Venezia, 7 - 30171 Venezia Mestre.Per informazioni: Ecoistituto del Veneto Alex Langer, viale Venezia 7, tel. E fax 041/935666, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.ecoistituto-italia.org

 

F4st training diventa anche un libro 

Il programma di e-learning e formazione professionale sulla sicurezza alimentare, dal campo alla tavola, sviluppato da sei Stati membri dall’Unione Europa nell’ambito del progetto Leonardo diventa anche libro cartaceo. L’obiettivo del programma F4ST è formare specialisti della sicurezza alimentare che abbiano una conoscenza approfondita del settore, ma che siano anche capaci di guardare a tutte le declinazioni della sicurezza alimentare e all’intera filiera produttiva del cibo, per migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei attraverso una maggiore qualità e sicurezza degli alimenti. Con la pubblicazione di F4ST Training Book, la versione cartacea del programma F4ST Training, vengono raccolti per la prima volta in un unico testo tutti i temi legati alla sicurezza alimentare e viene presa considerando tutta la filiera della produzione del cibo. 

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Attenzione!

Per comparire sul prossimo numero, notizie, comunicati stampa, avvisi di iniziative, convegni, mercati, corsi, lettere, commenti ecc. vanno inviati alla redazione entro mercoledì a questo indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

NB. Il 15 luglio BioAgricolturaNotizie non è stata pubblicata a causa di problemi tecnici che hanno interessato il sito dell'AIAB.


Bio@gricultura Notizie: Il settimanale di informazione edito da Aiab che esce il venerdì

In redazione: Laura Genga, Luca Colombo, Lavinia Palmieri, Fabienne Bellizzi

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