Edizioni AIAB, Anno X, Numero 92 ,07 febbraio 2013


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AIAB porta al Biofach 2013 l'innovazione dell'agricoltura bio-sociale

editoriale a cura di Anna Ciaperoni - Eduardo Cuoco

Le fiere rappresentano da tempo un importante momento commerciale, un’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, per condividere informazioni, concludere affari vantaggiosi e accordi economici per il prossimo anno e per discutere le politiche di sviluppo del settore.

“La Fiera” per eccellenza per il settore del biologico è rappresentata dal BIOFACH (www.biofach.de) che si tiene ogni anno a Norimberga.  Una quattro giorni in cui il settore bio si incontra per chiudere contratti, definire collaborazioni e  scenari futuri.

AIAB, è tra i protagonisti di questo evento, con l’obiettivo di facilitare i contatti commerciali per i propri associati e partecipare  a  momenti di discussione e riflessione sul futuro dell’agricoltura biologica. 

Quest’anno il contributo di AIAB ha un connotato molto particolare, è infatti rivolto ad un biologico che guarda al sociale come partner d’eccellenza per lo sviluppo dell’agricoltura europea. Si parlerà, infatti, di agricoltura sociale nell’incontro promosso da AIAB, in collaborazione con BIOFACH, MAIE e Forum dell’Agricoltura Sociale. 

Proprio nel sociale infatti il biologico trova una sua naturale evoluzione: inserimento lavorativo, recupero terapeutico e collaborazioni tra imprese agricole, soggetti del terzo settore e istituzioni pubbliche; queste alcune delle caratteristiche di questo nuovo modo di fare welfare che punta al miglioramento della qualità della vita, allo sviluppo delle specificità e delle risorse delle aree rurali.

È arrivato il momento di valorizzare quest’innovazione, questo nuovo modo di fare “multifunzionalità” (che fra le altre cose offre anche importanti prospettive di mercato) e di valutare insieme ad esperti della società civile, del mondo accademico e delle istituzioni lo sviluppo di una normativa europea e di attenti programmi di ricerca e di sviluppo che possano supportare e stimolare il moltiplicarsi di pratiche bio-sociali!

Ti aspettiamo per discuterne insieme!

Vienici a trovare allo stand 342-440-442-540-542 del Padiglione 1

Scarica qui l'invito all'evento che si terrà c/o Biofach , sala Atene, mercoledi 13 febbraio dalle ore 15.00 alle ore 17.00)

 

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       SOMMARIO:

  1. Mondo bio
  2. Bioricercando

  3. Agricoltura Sociale News
  4. L'agenda

 

Mondo Bio

a cura di Laura Lincesso e Sabina Galandrini 

ITALIA


A Belluno 80mila ettari di OGM?

mais-monsantoUna delle attività che il gruppo Coltivare Condividendo ha svolto in questi anni è stata quella di “girare” per piazze, feste, sagre della provincia di Belluno alla ricerca di sementi antiche. Oltre alle sementi, hanno raccolto anche conoscenze, storie, aneddoti, usanze, costruito relazioni.
"Adesso, questo enorme patrimonio di biodiversità coltivata (oltre 35 varietà di fagioli, una dozzina di mais e altri cereali, legumi, orticole..) tipico di questa provincia è, a detta di molti, messo in serio pericolo!" L’allarme arriva dall’associazione Coltivare Condividendo che, stigmatizzato l’operato dell’Unione Europea, annuncia: un’associazione friulana vuole importare sementi OGM Monsanto e seminarle su 80mila ettari. “Purtroppo il rischio è molto concreto – dicono dall’associazione Coltivare Condividendo – siamo tra più fuochi”.
“In ambito di biodiversità - spiega l’associazione - il nostro maggior timore è legato all'incompatibilità tra le coltivazioni biologiche e tradizionali, e le coltivazioni OGM, a causa del rischio di contaminazione. È stata la stessa Bayer ad ammettere (già nel 2009, ndr) che la contaminazione da OGM è un processo fuori controllo. Purtroppo, il rischio di contaminazione da OGM non è un pericolo remoto, dato che un’associazione friulana ha già ribadito di aver fatto giungere dagli Stati Uniti una quantità tale di sementi Monsanto da coltivare oltre 80.000 ettari in tutto il nord Italia”.
Nel 2009 la Corte Federale degli Stati Uniti aveva condannato la Bayer a pagare 2 milioni di dollari di risarcimento a due risicoltori del Missouri (i primi su un totale di 1.000 coltivatori danneggiati), che avevano subito la contaminazione dei propri raccolti da parte del riso transgenico LibertyLink prodotto dalla Bayer. Fu proprio durante questo processo che la Bayer ammise pubblicamente di non essere in grado di controllare la diffusione del riso OGM, nonostante l’applicazione delle "buone prassi" e dei migliori protocolli per evitare la contaminazione.
È bene sapere che, nel 2011, il Friuli Venezia Giulia ha approvato una legge (L.R. 5/2011) che vieta la semina e la coltivazione di OGM su tutto il territorio regionale, mentre in Veneto e nel resto del Nord Italia una normativa del genere non esiste. “Rischiamo - spiega l’associazione-  che il patrimonio di biodiversità coltivata nel bellunese, nel volgere di pochi anni sparisca e si perda a causa di pochi coltivatori che scelgono le sementi OGM (per mero profitto economico) incuranti della devastazione che causano.
L’associazione conclude: “Lanciamo un appello forte e sentito a tutti i bellunesi affinché facciano sentire la loro voce presso le Istituzioni e le Amministrazioni e rispondano al questionario della Comunità Europea ribadendo il loro NO agli OGM. Ci rivolgiamo ad associazioni, gruppi, realtà locali, affinché si discuta, si agisca e si invochi la clausola di precauzione: una moratoria in attesa di dati scientifici certi e incontestabili”.

 

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EUROPA


Dopo le api ora tocca anche alle falene

falena  Gli insetti notturni volanti sono importanti per l'ecosistema come le farfalle colorate che vediamo durante il giorno.
Ma negli ultimi 40 anni i due terzi delle 1.000 specie britanniche sono diminuite e tre specie: l’orange upperwing, il bordered gothic e il Brighton wainscot si sono tutte estinti negli ultimi dieci anni.
Il Rapporto Conservazione Farfalla sostiene che le falene sono in declino a causa di modifiche degli habitat, in particolare a causa dell'agricoltura più intensiva e gli effetti del cambiamento climatico, segnalando una perdita "potenzialmente catastrofica" della fauna selvatica nel Regno Unito.
In tutto - sia "micro-falene" e specie più grandi o "macro-tarme" - si sono estinte circa 62 specie nel 20 ° secolo.
Il rapporto effettuato dal Rothamstead Research dice che il numero totale di falene perse è del 40 per cento nel Sud della Gran Bretagna ma è rimasta stabile al Nord con flessioni in alcune specie.
Chris Packham, presentatore TV e vice-presidente della Butterfly Conservation, ha spiegato che tutti soffriamo, se muoiono le falene. “Questi animali sono la specie indicatore chiave che ci permettono di sapere come il nostro ambiente sta evolvendo in un periodo di cambiamento ambientale senza precedenti. Oltre ad essere importanti impollinatori, le falene sono un ingranaggio assolutamente fondamentale per il cibo di altre specie come gli uccelli e pipistrelli. La perdita drammatica e permanente di falene, evidenziata nella presente relazione,  segnala una perdita potenzialmente catastrofica della biodiversità nella campagna inglese”. 
Richard Fox, responsabile dell’indagine e autore principale del rapporto, ha detto che il calo della percentuale delle falene porta ad un calo più ampio d’insetti che colpisce l'intero ecosistema e, infine, la catena alimentare umana.
“Il calo improvviso e devastante delle falene comuni che abbiamo rilevato è un atto d'accusa schiacciante di come la recente attività umana abbia messo in ginocchio la nostra fauna selvatica”.
Mr Fox ha detto che la rimozione di siepi e di fiori, l'uso crescente di pesticidi e fertilizzanti inorganici hanno avuto un impatto sulle falene, in particolare nel Sud della Gran Bretagna, dove l'intensificazione dell'agricoltura è stata più forte.
Il cambiamento climatico sembra avere un effetto positivo su alcune specie, permettendo alcune falene meridionali di iffondersi nel Nord, ma gli impatti negativi su altre falene sono troppo rilevanti.
Il rapporto ha anche riscontrato che, mentre le specie autoctone sono calate notevolmente, c'è stato un afflusso di nuove specie di falena nella Gran Bretagna, la conseguenza di condizioni più calde che rendono il Paese adatto per le specie continentali.
L’articolo integrale è disponibile sul sito www.telegraph.co.uk

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MONDO

Gene virale nascosto rivelato in OGM

Le rivendicazioni del settore Biotech e le rassicurazioni continue sul fatto che la tecnologia GM è prevedibile e sicura sono state scosse dalla scoperta di una sequenza genetica virale presente in molte colture geneticamente modificate, secondo i rapporti di GM Freeze, un’organizzazione impegnata nella campagna contro tecnologie genetiche e brevetti.

Due terzi delle colture GM approvate negli USA contengono il gene virale finora non identificato e, anche se le autorità di regolamentazione hanno informazioni insufficienti per determinare se è sicuro o meno per il consumo umano,  l'EFSA ha optato per una revisione retrospettiva piuttosto che un divieto.

L'esistenza del Gene virale VI è stato rivelato in uno studio redatto da personale dell'EFSA e pubblicato nella rivista GM crops and Food. Il gene è in molte colture geneticamente modificate ampiamente coltivate, tra cui la soia Monsanto MON810 RR, il mais NK603 e altre colture importate nell'Unione europea per l'alimentazione umana e animale. La scoperta solleva due problemi importanti: le valutazioni di sicurezza per alimenti e mangimi GM non hanno rilevato la presenza del gene in precedenza, nonostante le assicurazioni che la tecnologia sia prevedibile e le colture siano sicure. La sequenza genetica stessa potrebbe influenzare il modo in cui le piante funzionino, creando potenzialmente allergeni imprevisti o tossine e influenzare le difese naturali delle piante contro le malattie.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui: GM Freeze

 

USA: Possibile etichettatura uniforme per il cibo GM

ogm-nograzie Dal momento che lo stato di Washington è alla vigilia di un referendum che richiederebbe l'etichettatura di alcuni prodotti alimentari, contenenti ingredienti geneticamente modificati e altri Stati stanno considerando misure simili, alcune delle più importanti aziende alimentari e Wal-Mart, il più grande operatore della grande distribuzione alimentare del Paese, sta parlando di fare pressione per un programma di etichettatura nazionale.
I dirigenti di PepsiCo, ConAgra e circa altre venti tra le più importanti aziende alimentari, così come Wal-Mart e gruppi di pressione che favoriscono l'etichettatura, hanno partecipato ad una riunione in gennaio a Washington convocata dall'Istituto Meridian che organizza discussioni su temi di attualità. L'inclusione di Wal-Mart fa sperare i sostenitori dell'etichettatura che le grandi aziende alimentari abbandonino il genere di tattiche utilizzate l'autunno scorso in California per sconfiggere la Proposition 37, quando la società ha speso più di 40 milioni di dollari per contrastare l'etichettatura degli alimenti geneticamente modificati.
"Hanno speso una quantità orrenda di soldi in California”, ha dichiarato Gary Hirshberg, co-presidente della campagna "Just Label It", che sostiene l'etichettatura nazionale, e presidente di Stonyfield, una società di prodotti lattiero-caseari biologici.
La sconfitta della misura in California, invece di reprimere la richiesta per l'etichettatura, ha dato vita all'iniziativa referendaria nello stato di Washington e a proposte legislative in Connecticut, Vermont, New Mexico e Missouri, oltre a un ampio boicottaggio dei consumatori di alcuni marchi biologici o "naturali" di proprietà delle più importanti società alimentari.
Le grandi aziende alimentari si sono trovate in una posizione scomoda dopo la Proposition 37, e stanno discutendo tra loro per trovare alternative rispetto alla semplice riproduzione di quella lotta, ha detto Charles Benbrook, professore alla Washington State University, che ha partecipato all'incontro.
Da più di un decennio, quasi tutti gli alimenti trasformati negli Stati Uniti, come cereali, snack e condimenti per insalate,  contengono ingredienti derivati da piante il cui DNA e' stato manipolato in laboratorio.
La Food and Drug Administration, altre autorità e molti scienziati sostengono che questi alimenti non rappresentano alcun pericolo. Ma dal momento in cui gli americani fanno domande più puntuali su ciò che mangiano, i sospetti sugli effetti per la salute e l'ambiente delle biotecnologie stanno alimentando un movimento che esige che gli alimenti da colture geneticamente modificate siano etichettati, se non addirittura eliminati.
L'imminenza dell'approvazione da parte della Food and Drug Administration di un salmone geneticamente modificato e il fatto che il Dipartimento Agricoltura stia prendendo in considerazione l'immissione nel mercato di mele geneticamente modificate hanno intensificato il dibattito.
Hirshberg ha dichiarato che alcuni rappresentanti della società vorrebbero trovare il modo per convincere la Food and Drug Administration a procedere con un etichettatura federale.
I fautori dell'etichettatura nello stato di Washington hanno preso una strada un pò diversa dai "colleghi" californiani, sostenendo che la mancata etichettatura colpirà il settore ittico dello Stato e i coltivatori di mele e grano. “È un problema più grande del solo diritto a sapere”, afferma Bialic "dato l'impatto che avrà sul commercio internazionale".

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Bioricercando


A cura di Luca Colombo

Dagli indicatori biologici indicazioni a risk assessment e politica

ranaGli anfibi, una classe di animali in declino globale, sono generalmente presenti nelle aree agricole. Gli effetti dei pesticidi sulle fasi terrestri di vita degli anfibi (rane, rospi e tritoni in fase giovanile e adulta), sono poco studiati e una specifica valutazione del rischio generato dall’esposizione a pesticidi, analisi obbligatoria per gli altri gruppi di vertebrati, non è attualmente condotta.

Uno studio appena pubblicato da ricercatori svizzeri e tedeschi su Nature, nell’ambito dei suoi Scientific Reports, analizza gli effetti di sette pesticidi (4 fungicidi, 2 erbicidi e un insetticida)  sugli stadi giovanili della rana comune europea (Rana temporaria) applicati in condizioni di pratiche agricole spinte. Applicando i prodotti ai tassi indicati in etichetta di prodotti registrati e comunemente ammessi all’uso, la ricerca ha evidenziato una mortalità che varia dal 100% dopo un'ora al 40% dopo sette giorni.

Se ne evince come il livello di tossicità sia allarmante e come sembra probabile che l’esposizione agli antiparassitari in popolazioni di anfibi terrestri determini un effetto negativo di vasta scala. I ricercatori aggiungono che l’esposizione ai pesticidi che aggredisce la fase terrestre della vita degli anfibi potrebbe essere sottovalutato come un fattore del loro declino, richiedendo maggiore attenzione agli sforzi di conservazione e alle procedure di valutazione del rischio che attualmente non proteggono questo gruppo animale a forte rischio.

Dopo le crescenti evidenze scientifiche e i timidi atti comunitari che cominciano a porsi il problema della protezione dei pronubi rispetto ai neonicotinoidi, questo studio allarga il campo di interesse e di potenziale azione di chi opera nel campo della ricerca, del risk assessment e della decisione politica in campo agricolo e ambientale.

Lo studio citato è consultabile open source qui: http://www.nature.com/srep/2013/130124/srep01135/full/srep01135.html

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Agricoltura Sociale News

a cura di Anna Ciaperoni e Giulia Colucci 

Agricoltura sociale: stato dell'arte, opportunità per le aziende, le persone e i territori

Sabato 9 Febbraio, presso la sede dell'AIAB di Milano, in via P.L. Da Palestrina 9, la Fondazione Minoprio promuoverà l'incontro informativo dal titolo: “Agricoltura sociale: stato dell'arte, opportunità per le aziende, le persone e i territori”.
L'incontro a ingresso libero, ha lo scopo di evidenziare le opportunità di crescita, recupero psico-sociale e inserimento lavorativo offerte dalle fattorie sociali. Si inizierà alle 9.00 con la registrazione dei partecipanti e continuerà fino alle 13.00.
Per ulteriori informazioni:
Giovanni Rossoni, tel 031 900224
Eugenio Secchi, tel 02 67100659

 

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Appuntamenti


Vivi l'allegria del carnevale romano  

caernevaleLa gioia, il divertimento, ma anche l’impegno e la solidarietà saranno gli ingredienti chiave del CAErnevale 2013, che si svolgerà presso la Città dell’Altra Economia – CAE, dal 7 al 12 febbraio. Una favolosa festa, ricca di eventi e sorprese che promette di far rinascere nei romani la voglia di festeggiare la tradizionale carnevalata.

Sono tante le iniziative in programma in cui le famiglie saranno coinvolte in piacevoli attività. Si parte il 7 febbraio con il CAErnevale per i bambini: la libreria Tana LIBeRI Tutti organizza diversi laboratori per divertirci insieme ai piccini tra maschere, musica e libri.

Ma i bambini non sono gli unici che amano il carnevale, anche i grandi potranno assaporare durante tutto il fine settimana l’allegria della festa con laboratori creativi, e l’arte in tutte le sue espressioni (musica, teatro, danza...).

Da musica tradizionale ai bit dell'elettronica, dai racconti ai suoni carnevaleschi, dalla capoeira alla danza egiziana per poi finire con l’immancabile pizzica, sono solo alcuni degli spettacoli pensati per accontentare tutti i gusti. Tutto ciò unito a una bella atmosfera e il buon cibo di Cafè Boario e Stazione di Posta, ci faranno vivere questa festa in modo genuino rubandoci più di una risata.

E come dicevamo, non ci sarà solo divertimento, anche l’impegno e la solidarietà caratterizzeranno il CAErnevale. Domenica infatti, durante il Biomercato, la Città ospiterà la campagna dell’UNHCR “Gli Angeli dei Rifugiati” in una cornice di espressioni artistiche multiculturali.

E per concludere il CAErnevale alla grande, il 12 febbrario durante tutta la giornata: Martedì grasso di grossi sconti! Quindi, dopo tutte queste premesse non ci sono scuse per non venire a festeggiare il carnevale della Città dell’Altra Economia – CAE.

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Impronta carbonica: risultati di uno studio innovativo

A Erbusco (Br), in Franciacorta, venerdì 22 febbraio è programmato un convegno dal titolo: “Viticoltura sostenibile in Franciacorta: esperienza di contenimento responsabile delle emissioni di gas-serra”. Alla luce dell’impatto che le attività umane determinano sull’effetto serra, la Franciacorta esplora le attuali conoscenze sulle possibilità di ridurre le emissioni attraverso il primo programma di monitoraggio nazionale condotto a livello territoriale.

L’incontro si terrà presso la sala del teatro comunale annesso alla sede del Consorzio per la Tutela del Franciacorta in via G. Verdi, a Erbusco (Br).

Per maggiori informazioni rivolgersi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.





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Fiere e Mostre



Fà la cosa giusta! 2013, consumo critico e stili di vita sostenibili

falacosagiusta-foto “Fa' la cosa giusta!” la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili giunge quest’anno  alla decima edizione: AIAB partecipa con uno stand e vi aspetta dal 15 al 17 marzo in fiera, nella sezione "Mangia come parli" dedicata al cibo bio e a km 0.

Tra le novità assolute di quest'anno, lo spazio di incontro e relax "BtoB-insieme è meglio", dove espositori e operatori potranno incontrarsi e conoscersi: un progetto che si pone come ponte di collegamento tra piccoli-medi produttori e operatori interessati a istituzionalizzare rapporti commerciali ben oltre il momento fieristico. Ci si può iscirvere online su falacosagiusta.org nella sezione BtoB.

 

Formazione


AIAB Lombardia organizza il “Corso di orticultura biologica”

Per tutti coloro che hanno già iniziato, ma soprattutto per chi vuole dedicarsi sull’autoproduzione sul proprio terrazzo o giardino, AIAB Lombardia, in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Vergiate (Va) organizza il Corso di orticoltura biologica - Consigli e tecniche su come gestire il proprio orto secondo i principi dell’a-gricoltura biologica. Accorgimenti, conoscenze, laboratori e scambio di esperienze fra coloro che coltivano ortaggi nel tempo libero.

Il corso si svolgerà presso il Centro Sociale di Cimbro, Piazza San Martino, nel Comune di Vergiate.

Per ulteriori informazioni visualizzare il programma dell’evento.

 La cucina dei semplici

Si parla tanto di alimentazione naturale, ma la confusione a riguardo è molta. Per questo AIAB Lombardia organizza un corso teorico e pratico di cucina e alimentazione naturale, in cui verranno illustrate le caratteristiche e le proprietà nutrizionali degli alimenti alla base di una corretta alimentazione. Cereali, legumi, verdure sono ingredienti semplici della nostra tradizione, che si prestano a svariate preparazioni, dal dolce al salato. Gli incontri saranno condotti da Rossana Madaschi dietista, gastronoma e docente di Scienza dell’Alimentazione (www.nutrirsidisalute.it)

Per maggiori dettagli sul programma del corso www.lastecca.org

Auto-panificazione con pasta madre

Perché acquistare del pane che il giorno dopo è duro come una pietra e di cui si sa poco della provenienza e della qualità delle materie prime, quando è più economico e soddisfacente farlo da sé?
Canape’ bio, AIAB Emilia Romagna vi invitano al Corso di auto-panificazione con pasta madre.
Verranno dispensati i segreti della pasta madre,  si cuoceranno le forme di pane realizzate e si imparerà a fare semplici prodotti da forno. Il corso si svolgerà martedì 19 e 26 febbraio, dalle ore 19.30 alle ore 22.30 presso Canapè Pasticceria Biologica, Via Sant’Isaia 57/A Bologna.
Info e prenotazioni: tel 051.6486694

L'orto biologico, imparare a coltivare un orto in modo naturale.

Da sabato 9 febbraio a Lipomo e Guanzate (Co) si terrà il corso "L’orto biologico", a cura di un agricoltore biologico locale che ha l'obiettivo di insegnare a coltivare un orto in modo naturale.
I corsi in programma si terranno sabato 9, 16 e 23 febbraio o sabato 11,18 e 25 maggio (due diversi corsi di tre lezioni pomeridiane) dalle ore 14.30 alle 18.30.
Numero massimo di partecipanti è di 8 persone e il costo è di 80 euro con iscrizione obbligatoria
Per informazioni e iscrizioni: Tel: 031.4451154 o 331.6336995
La sede del corso sarà la Cooperativa Corto Circuito, Via Grassi 361 a Lipomo e Cooperativa Oasi Mosaico 2000, Via XI Settembre a Guanzate.

 

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Bio@gricultura Notizie: Il settimanale di informazione edito da Aiab che esce il giovedì

In redazione:  Luca Colombo, Giulia Colucci, Sabina Galandrini e Laura Lincesso

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