Edizioni AIAB, Anno X, Numero 100, 12 aprile 2013


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Editoriale a cura di Luca Colombo

Eppur si muove

Lo Stato di stallo presenta straordinari sussulti. La richiesta presentata alla Commissione Europea dal Ministro della Salute Balduzzi, di concerto con i colleghi di Agricoltura e Ambiente, di attivare nei confronti del mais transgenico MON810 la procedura prevista dall’articolo 34 del Reg Ce 1829/2003 in tema di “Misure d’emergenza”, dimostra che la vicenda Ogm ha una portata tale da scuotere anche i più latenti torpori istituzionali.

Lo consideriamo un primo utile passo cui ne devono seguire altri cogenti e urgenti volti a inibire con strumenti normativi la coltivazione transgenica di mais, di cui sono imminenti le semine. Un percorso analogo - a più fasi- è stato intrapreso in Francia qualche anno fa, azzerando le poche migliaia di ettari coltivati a mais transgenico. In Italia abbiamo l’occasione di mantenere la nostra agricoltura indenne a OGM e relative contaminazioni, senza aprire il vaso di Pandora.

È poi di queste ultime ore l’iniziativa congiunta, capitanata dall’On Cenni alla Camera e dalla Senatrice De Petris al Senato, di depositare due mozioni identiche volte a impegnare il governo nell'applicazione della clausola di salvaguardia, al fine di evitare sul territorio nazionale la coltivazione di OGM autorizzati a livello europeo.

Le Istituzioni, altrimenti paralizzate, si animano di fronte alla scossa transgenica e alle sollecitazioni provenienti dalle organizzazioni sociali, quali AIAB. A fine luglio si terrà in Francia la festa dei faucheurs volontaires (i falciatori volontari), a 10 anni dallo loro nascita. Siamo stati invitati a partecipare  e contribuire: vorremmo testimoniare che la falce ha assunto in Italia le sembianze della Gazzetta Ufficiale.

 




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       SOMMARIO:

  1. Mondo bio
  2. Bioricercando

  3. Agricoltura Sociale News
  4. L'agenda

 

Mondo Bio

a cura di Laura Lincesso e Sabina Galandrini 

ITALIA


Frodi alimentari: sequestro falsi prodotti bio, 23 indagati

Angelo-x-vegolosi1500 tonnellate di soia, mais e grano tenero ucraino falsamente certificate come 'bio', ma in realta' ad alto contenuto ogm e 16 tonnellate di soia provenienti dall'India contaminate con pesticidi. Sono queste le orribili cifre della frode alimentare, scoperta dalla Guardia di Finanza di Pesaro e dall'Ispettorato Repressione Frodi (Icqrf) del Ministero delle Politiche Agricole di Roma. Ad essere coinvolte sono diverse regioni d'Italia, tra cui Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo. Nell’operazione, chiamata 'Green war' sono state indagate 23 persone e una decina di societa', tra cui quelle moldave ed ucraine che curavano l'approvvigionamento delle granaglie, e gli enti di certificazione ed analisi dei prodotti con sede a Fano e Sassari, di cui ancora devono essere accertati ruolo e responsabilità.

 “Questa frode alimentare ha messo in luce le ormai note debolezze del settore, su cui è necessario intervenire al più presto: la scarsa efficacia degli Organismi di Controllo sul fronte delle importazioni e la mancata vigilanza alle frontiere da parte dell’Unione Europea sui prodotti importati da Paesi extra Ue, riconosciuti in equivalenza con le regole europee– ha dichiarato Alessandro Triantafyllidis, presidente di AIAB –Problematiche che devono spingerci sempre più a sviluppare filiere nazionali interamente bio per supportare i nostri agricoltori e garantire ai cittadini prodotti biologici sicuri. Alla luce di quanto è emerso con questa frode alimentare – ha aggiunto Alessandro Triantafyllidis, presidente di AIAB – è ormai sempre più evidente la necessità di una riforma del sistema di controllo, di una maggiore vigilanza da parte del Ministero e un impegno parte dell’Unione Europea nel sorvegliare, efficacemente, le frontiere extra-UE. Nel caso vengano evidenziate ditte e persone già coinvolte in altre frodi non deve essere più data loro la possibilità di operare in questo settore. Diventa assoluta priorità del nostro Paese, nell’ambito dei negoziati PAC, garantire risorse e strumenti per realizzare filiere cerealicole nazionali biologiche e promuovere un piano nazionale per la produzione di proteine vegetali, come la soia, a supporto di filiere OGM free, con indicazione prioritaria, volta al settore biologico nel quadro di un’emancipazione progressiva dal ricorso a mangimi proteici di importazione”.

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AIAB LAZIO: "Il patto per la malamensa"

Erano a pranzo insieme alla scuola “Ida Del Vecchio” il sindaco Alemanno, l'assessore alla scuola De Palo e il presidente della Coldiretti del Lazio per celebrare il patto firmato nel nuovo  bando che assegnerà la gestione delle mense scolastiche di Roma per i prossimi 5 anni. Un bando che farà spendere più soldi al Comune, peggiorerà la qualità dei prodotti per i bambini e beneficerà poche aziende che hanno già nome e cognome. Esattamente si parla di un affare enorme, una delle principali voci del bilancio comunale quantificato in oltre 440 milioni di euro, che tuttavia non prevederà cibo biologico nei pasti quotidiani dei 140.000 bambini e bambine romani.  “E' un insulto per i cittadini che fino ad oggi hanno beneficiato di una mensa, sempre migliorabile, ma all'avanguardia nel mondo per qualità dei prodotti forniti (quasi al 70% bio), per sostenibilità ambientale e sociale di tutto il servizio mensa,  che i cinque anni della giunta Alemanno avevano, fino ad oggi, scalfito ma non annullato – ha dichiarato Aiab Lazio. Il nuovo bando, ora e' in fase di valutazione delle offerte, va bloccato immediatamente prima della aggiudicazione. Poi sarà troppo tardi e, grazie al trio che oggi è a pranzo insieme, i bambini romani, per i prossimi 5 anni mangeranno peggio e la collettività tutta pagherà più caro”.

Il nuovo bando, infatti, elimina pasta, passata di pomodoro e olio di oliva biologica, sostituendoli con prodotti convenzionali con caratteristiche che già, di fatto, individuano le aziende che potranno partecipare. Le aziende di ristorazione sono esentate da qualsiasi investimento sulle strutture, come era stato previsto fino ad oggi,  spese che quindi ricadranno successivamente sul bilancio comunale. “Alla faccia di chi dice che dobbiamo investire sui ragazzi per avere futuri comportamenti responsabili e sostenibili che riconoscono sempre la vera qualità alimentare  – aggiunge Aiab Lazio -  il nuovo bando per le mense non prevede nessun percorso di educazione alimentare, riducendo il momento del pranzo alla mera fornitura di cibo, senza storia e cultura. Questo bando e' un insulto all'intelligenza e al futuro dei bambini romani, va bloccato subito”. 

 

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Nasce collaborazione tra i ricercatori ex CRAB ed AIAB Piemonte 

La chiusura delle attività del CRAB, il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in agricoltura biologica, alla fine del 2012 ha creato un vuoto a livello nazionale nel panorama della ricerca in agricoltura biologica e della salvaguardia della biodiversità agraria.
E’ per questa ragione che un gruppo di ricercatori ex dipendenti del CRAB  ha deciso di non lasciar disperdere il patrimonio scientifico e culturale accumulato nei dieci anni di attività e di mantenersi come riferimento per il biologico associandosi ad AIAB in Piemonte.
Il gruppo costituirà il riferimento tecnico e scientifico per l’associazione e per tutti coloro che desiderino avvicinarsi all’agricoltura biologica e alla sua metodologia. Obiettivo dei prossimi mesi sarà la costituzione di una cooperativa che sia in grado di realizzare programmi di ricerca, di formazione, di consulenza e di divulgazione nel campo del biologico e della tutela delle biodiversità agrarie.
Priorità del gruppo tecnico-scientifico di AIAB Piemonte sarà quella di riorganizzare il lavoro svolto presso il CRAB e portare a termine i progetti avviati negli anni passati di salvaguardia delle biodiversità orticole e cerealicole.
Tra le prime iniziative condotte la prosecuzione dell’attività di assistenza e di produzione di seme con l’Università di Torino,l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e l’associazione Antichi Mais Piemontesi e l’avvio della collaborazione con la ditta sementiera certificata biologica Arcoiris di Modena. E stato poi avviato il progetto “ Cascina Sociale Carlo Alberto “ in collaborazione con la Diaconia Valdese, Coldiretti-Torino e Comune di Luserna San Giovanni per la formazione in agricoltura biologica di 25 giovani disoccupati e inoccupati e il conseguente avvio di un’azienda agricola certificata da parte di due persone formate nel corso.
Non ultima la la stipula di una convenzione tra l’associazione Libre - unico partner italiano rimasto nel progetto Alcotra di cooperazione con la Francia “Una rete per le biodiversità transfrontaliere” - ed AIAB Piemonte per garantire al progetto medesimo il necessario supporto tecnico venuto a mancare con la chiusura del CRAB per la realizzazione del secondo anno conclusivo.

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EUROPA

 

Riforma della PAC: avvio del “trilogo” mentre in italia l’acqua è sempre più contaminata da pesticidi

Si è aperto il negoziato finale per la riforma della PAC 2013-2020 che, per la prima volta, vedrà protagoniste le tre principali istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione. Le posizioni delle tre Istituzioni europee sono diverse e fra queste la peggiore è il mandato  negoziale, approvato dal Consiglio dei Ministri dell’agricoltura il 18 e 19 marzo, che ha cancellato quei provvedimenti che avrebbero premiato maggiormente le pratiche agricole più virtuose per l’ambiente a partire dall’agricoltura biologica.

14 organizzazioni tra cui AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Fai, Firab, Federbio-UpBio, Italia Nostra, Legambiente, Lipu,Pro Natura-Federazione Nazionale, SIEP, Slow Food Italia, TCI, WWF, chiedono al “Trilogo” decisioni coraggiose per una autentica riforma della PAC in grado di rendere più sostenibile per l’ambiente l’attuale sistema agricolo europeo.

A confermare quanto sia indispensabile una svolta ambientale della PAC sono anche i dati ISPRA sull’emergenza pesticidi nelle acque in Italia. E’ proprio la questione pesticidi l’altro tema d’impegno prioritario dell’ampio schieramento di associazioni ambientaliste e del biologico che nel mese di gennaio aveva risposto alla consultazione pubblica indetta dai Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e della Salute sul Piano d’Azione Nazionale (PAN) per l’uso dei pesticidi con proposte che mettevano in primo piano la salute dei cittadini e degli agricoltori, la qualità dell’ambiente e delle aree rurali, la sicurezza alimentare.

 I dati diffusi dall’ISPRA sulla contaminazione da pesticidi delle acque superficiali e profonde in Italia sono la conferma di questa assoluta priorità, poiché mettono in evidenza un paradosso tutto italiano: miliardi di euro di soldi pubblici spesi dalle Regioni con le misure agroambientali europee per favorire la riduzione della chimica in agricoltura  e in Italia la vendita dei pesticidi aumenta, così come la loro presenza nelle acque, regalandoci un record non invidiabile di primo Paese in Europa per uso di pesticidi chimici di sintesi. E tutto questo in concomitanza con la disattenzione verso il biologico che, nonostante la crescente richiesta del mercato, viene frenato nell’aumento delle superfici coltivate .

Oltre la metà delle acque superficiali (fiumi, laghi e paludi) e circa un terzo di quelle sotterranee sono contaminate e di queste oltre un terzo delle acque superficiali supera addirittura i limiti di legge e i normali sistemi di depurazione non sono in grado di risolvere questo problema, che non riguarda quindi solo la fauna e l’ambiente ma anche la salute della popolazione. E mancano o sono insufficienti i dati di Regioni importanti, come Lazio, Campania.

Nemmeno la difficile situazione economica degli agricoltori è riuscita a invertire la tendenza all’aumento dell’utilizzo dei pesticidi e diserbanti nell’agricoltura convenzionale o cosiddetta integrata –  ha dichiarato  Maria Grazia Mammuccini, coordinatrice portavoce della coalizione delle Associazioni ambientaliste e del biologico -. Tutto ciò non è solo il frutto  dell’aumento delle emergenze fitosanitarie conseguenti anche agli andamenti climatici degli ultimi anni ma piuttosto dell’intreccio sempre più evidente fra le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori, gli apparati pubblici regionali e le multinazionali della chimica per condizionare l’applicazione delle politiche europee e la destinazione delle risorse pubbliche che dovrebbero, invece, favorire una reale riduzione dell’uso dei pesticidi principalmente attraverso  la conversione al biologico”.

 Di fronte a questo scandalo, già denunciato da tempo dalla stessa Corte dei Conti europea, è venuto il momento che la politica si assuma le sue responsabilità, facendo scelte chiare a favore del biologico a partire dalla corretta e lungimirante approvazione  del Piano nazione per l’uso sostenibile dei pesticidi  che deve riprendere il proprio iter in modo assolutamente trasparente, visto che riguarda temi fondamentali per tutti come la tutela della salute delle persone e dell’ambiente, che dovranno essere in primo piano per il nuovo periodo della programmazione dei fondi comunitari, che inizia nel 2014.

 

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Gran parte delle mucche da latte tedesche vengono nutrite con soia Ogm

soiaIn Germania gran parte delle vacche da latte vengono alimentate con mangimi contenenti soia geneticamente modificata.
Lo rivela la rivista Oeko Test, dopo aver esaminato 34 campioni di latte, convenzionale e bio, che vengono pubblicizzati con immagini di "paesaggi verdi o mucche al pascolo".
I risultati dell'indagine evidenziano infatti che, mentre molte mucche allevate con metodo biologico sanno ancora cosa sia un pascolo, il 70% degli animali che vengono allevati secondo il metodo convenzionale sono ingrassati soprattutto con mais e soia. Quest'ultima, in particolare, proviene spesso da piantagioni OGM situate in Brasile e Argentina.
Dall'esame svolto in laboratorio sul contenuto di acidi grassi Omega-3, i ricercatori sono giunti alla conclusione che l'immagine delle felici mucche che compare sui cartoni di latte non sia altro che mera propaganda pubblicitaria.
In 20 delle 28 varietà di latte convenzionale che sono state oggetto d'esame e' stata infatti riscontrata la presenza di pochi acidi grassi, il che dimostra come il mangime non provenga dai pascoli, quanto piuttosto dai porta container.
Per quanto riguarda i prodotti lattiero-caseari biologici, solo uno dei sei campioni analizzati avrebbe rivelato che gli animali che lo hanno prodotto sarebbero stati alimentati con "troppo poca erba": si tratta in particolare del latte biologico della Aldi Sued. I mangimi contenenti organismi geneticamente modificati, vietati per legge nel sistema di produzione biologica, vengono al contrario ampiamente utilizzati nella produzione del latte di tipo convenzionale. Nonostante ciò sono sempre più le latterie che fanno uso del marchio "privo di Ogm”.

[Fonte: Agra press]


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MONDO


 

Efsa dà parere favorevole al mais Ogm Hercules 

mais-monsantoL'autorità' europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non sembra mostrare alcuna esitazione nel concedere l'autorizzazione europea per la varietà di mais geneticamente modificato 59122 Hercules: non solo per quanto riguarda l'importazione del prodotto, da destinarsi all'alimentazione animale o umana, ma anche per la possibilità di coltivarlo all'interno dell'Unione.
In un parere pubblicato la scorsa settimana, la stessa Efsa sostiene che tale varietà sia sicura per la salute degli esseri umani e animali quanto il suo omologo convenzionale e giudica alquanto improbabile che si possano verificare dei danni ambientali, se verranno prese tutte le opportune precauzioni.
Questo tipo di mais, sviluppato congiuntamente da Pioneer Hi-Bred e Dow AgroSciences, è in grado di resistere alla diabrotica del mais, in quanto dotato della tossina Bt (prodotta dal batterio Bacillus thuringiensis) ed è inoltre tollerante al trattamento con gli erbicidi a base di glufosinato.
Per ridurre ulteriormente la possibilità, secondo l'Efsa di per sé scarsa, di impatti ambientali negativi sui parassiti non nocivi e dello sviluppo della resistenza della diabrotica del mais, l'autorità' raccomanda tuttavia di perfezionare i piani di gestione presentati dalle stesse società. In particolare si dovrà rispettare la rotazione delle colture e si potranno adottare misure aggiuntive di protezione delle piante solo in casi specifici.
Il parere passerà ora al vaglio della Commissione europea, che deciderà se proporre o meno l'approvazione dell'Hercules per l'uso richiesto.
 
 [Fonte: Agra press ]

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La Monsanto rinuncerà a parte delle royalty sulla soia OGM in Paraguay

La Monsanto Co ha accettato di rinunciare, a partire dal prossimo anno, alla riscossione delle royalty derivanti dall'utilizzo della tecnologia per la produzione di fagioli di soia RoundUp Ready in Paraguay, hanno dichiarato i principali gruppi agricoli del paese sudamericano.
La Reuters riporta che l'accordo metterà fine a una controversia, che va avanti ormai da un mese, tra l'azienda e i coltivatori del quarto esportatore mondiale di fagioli di soia.
La società che opera nel campo della biotecnologica addebita ai produttori agricoli 4 dollari per ogni tonnellata di fagioli di soia prodotti, utilizzando la varietà Roundup Ready, che è resistente agli erbicidi a base di glifosato ed è presente in circa il 95% dei fagioli prodotti nel paese del Sud America.
L'azienda ha fatto riferimento a un accordo firmato nel 2004 con alcune associazioni di agricoltori, che stabilisce i pagamenti derivanti dall'utilizzo delle sue sementi tecnologiche.
Al centro della controversia vi è il fatto che il governo del presidente Federico Franco ha autorizzato la vendita delle sementi Intacta RR2 Pro della Monsanto, che aiutano a proteggere le colture anche dai bruchi.
Lo scorso mese, un giudice paraguayano ha respinto la richiesta, presentata da alcuni coltivatori di soia, tesa a bloccare la riscossione, da parte della Monsanto, dei pagamenti delle royalty derivanti dall'utilizzo delle sementi Roundup Ready. I produttori agricoli sostenevano che il brevetto dell'azienda statunitense sulla varietà geneticamente modificata fosse scaduto.
[Fonte: Agra Press]

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Bioricercando


A cura di Luca Colombo

 

Feeding knowledge

È il titolo di un progetto promosso dall’EXPO 2015 e affidato per la sua realizzazione all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari. Si interroga ed elabora proposte in tema di saperi necessari a concorrere alla sicurezza alimentare, con particolare attenzione all’area mediterranea.
Diviso in 5 priorità, FIRAB è stata chiamata a offrire il suo expertise nel quadro della priorità 2 (Quantitative and qualitative enhancement of crop grown products) a partire da un meeting organizzato a Bari nei giorni scorsi.
Il confronto ha offerto diversi spunti di riflessione e valutazione, a partire dal legame, apparentemente scontato, ma ricco di sfaccettature, tra produzione agricola e realizzazione del diritto al cibo. Quali conoscenze sono necessarie, tra quelle esistenti e quelle promosse dal sistema di ricerca? Quale ruolo per le tecnologie? Quali precondizioni agroecologiche devono sussistere prima di ricorrere alle pratiche agronomiche classiche? Quale spazio per l’intensificazione eco-funzionale?
Tre giorni di discussione hanno cominciato a delineare il quadro relativo a sfide e opzioni indicative che permettano di dare utili risposte a chi, dal mondo scientifico, produttivo e istituzionale deve individuare soluzioni adattative ad un quadro in costante e talvolta drammatica evoluzione che richiede la realizzazione di una energica transizione produttiva che contempli sostenibilità ambientale e giustizia sociale.

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Agricoltura Sociale News

a cura di Anna Ciaperoni e Giulia Colucci


Incontro Seminario di formazione AIAB

Nuove prospettive e contributi per l'agricoltura sociale

Martedì 2 e Mercoledì 3 Aprile a Roma dalle 10:00 alle 17:00 si è svolto il seminario di formazione “L'agricoltura biologica per la formazione e l'inclusione sociale e  lavorativa dei minori sottoposti a misure penali” organizzato da AIAB in collaborazione con il Forum Nazionale Agricoltura Sociale nell’ambito del Progetto “Ricomincio dal bio. Orti sociali, un’opportunità per minori sottoposti a misure penali” (Progetto realizzato con il contributo del Fondo per l’Associazionismo (ex L.383/2000) Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direttiva 2011) e volto ad analizzare le opportunità dell’orticoltura  biologica per la formazione e l’inserimento lavorativo di minori  autori di reato.

Il seminario ha visto la partecipazione attiva di 40 soggetti provenienti per la maggior parte dal mondo dell’associazionismo e da quello della cooperazione sociale (operatori e assistenti sociali), ma anche dal settore agricolo e da quello formativo. Sono stati coinvolti 20 relatori tra cui imprenditori agricoli, educatori, ricercatori, Esperti del CGM (Centro di Giustizia Minorile) del Lazio - Ministero della Giustizia e dell’IPM (Istituto Penale per Minorenni) di Roma, rappresentanti dell’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, i Partner del progetto e i presidenti di associazioni e Reti di fattorie sociali. I relatori, oltre a riportare le esperienze, hanno coordinato i due gruppi di lavoro del laboratorio formativo volto ad approfondire metodologie e pratiche di inserimento lavorativo per giovani in aziende agricole.

Ad aprire i lavori della seconda giornata è stata Serenella Pesarin, responsabile della Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari - Ufficio III - Dipartimento Giustizia Minorile - Ministero della Giustizia. Per analizzare in particolare la realtà dell’area penale nel panorama siciliano, è intervenuto il Direttore dell’IPM di Palermo, Michelangelo Capitano.

La condivisione di esperienze tra le istituzioni della giustizia minorile, le realtà del mondo agricolo, sociale ed educativo, ha permesso di approfondire gli aspetti normativi, storici e sociali legati alla devianza minorile e ha contribuito a far conoscere l'utilità delle pratiche agricole ai fini della riabilitazione e del reinserimento sociale. L’incontro tra le varie realtà afferenti ai settori sopra indicati, ha contribuito ad ampliare la rete di contatti utili per una progettualità futura comune.

 

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L'Agenda

Appuntamenti


Convegno “Valorizzazione della tipicità orticola attraverso l'agricoltura biologica” VAL.OR.BIO

Giovedì 9 maggio alle ore 9.30 a Monsampolo del Tronto (AP), presso l’Unità di Ricerca per l'Orticoltura Sala Convegni “L. Natali”  (Via Salaria, 1) si terrà il convegno conclusivo del progetto di ricerca: “Valorizzazione della tipicità orticola attraverso l'agricoltura biologica -VAL.OR.BIO”.

Il progetto VAL.OR.BIO ha inteso favorire la diffusione delle tipicità orticole di Emilia Romagna, Marche ed Abruzzo, attraverso un programma di miglioramento genetico e di verifiche agronomiche, non solo presso le unità operative (CRA-ORAeCRPV), ma anche direttamente nelle aziende orticole biologiche ubicate nelle tre regioni menzionate.

Parallelamente, sono stati condotti studi per la verifica della qualità alimentare, nutrizionale, nutraceutica e per la messa a punto di protocolli, atti a rendere tracciabili le produzioni. Infine è stato valutato il livello di gradimento e di accettabilità delle produzioni da parte dei consumatori.

Per maggiori informazioni sullo svolgimento del convegno visitare il programma in allegato.

 

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"La filiera corta e la valorizzazione delle produzioni orticole bio"

Al Centro Congressi di Cesena Fiera, venerdì 12 aprile alle ore 15, in Sala Verde, si terrà l’Incontro Tecnico “La filiera corta e la valorizzazione delle produzioni orticole Bio”, organizzato da Cesena Fiera e CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali), nell’ambito della misura 111 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna. Negli ultimi anni i prodotti biologici hanno rilevato una lieve riduzione della redditività e un metodo importante per recuperarne una parte viene individuato nella filiera corta. Ovvero in quella netta diminuzione dei passaggi dal campo alla tavola, che soddisfi sia il produttore sia il consumatore.

«All’incontro di Cesena – sottolinea Domenico Scarpellini, presidente di Cesena Fiera - si vuole fare il punto sul Progetto ORT.BIO, coordinato dal Prof. Bertazzoli del Campus di Cesena Università di Bologna e condiviso dal Ministero delle Politiche Agricole, proprio allo scopo di analizzare alcuni aspetti organizzativi delle aziende orticole Biologiche». ORT.BIO mette a disposizione degli operatori esperienze e specifici casi di studio per far conoscere meglio le strategie e gli indirizzi per le imprese orticole e per intraprendere la strada della filiera corta.

L’incontro al Centro Congressi di Cesena Fiera si apre alle ore 15 con l’introduzione di Aldo Bertazzoli che coordina i lavori. La presentazione degli obiettivi del progetto ORT.BIO, viene fatta da Vanni Tisselli del CRPV. Seguiranno le relazioni: “Colture orticole tradizionali per le esigenze della filiera corta Bio” di Gabriele Campanelli, CRA-ORA Monsanpaolo (AP); “Innovazioni organizzative, redditività ed efficienza energetica nelle aziende” di Massimo Chiorri, DSEEA, Università di Perugia. Aldo Bertazzoli relazionerà su “Indirizzi strategici per le aziende orticole a filiera corta” e, al termine, è prevista una discussione prima delle conclusioni di Alvaro Crociani del Centro Ricerche Produzioni Vegetali.

 


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Seminario "I Frutti del passato per un futuro sostenibile"

Venerdì 19 aprile, a Roma, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, (Sala Cavour, Via XX Settembre, 20) avrà luogo il seminario “I Frutti del passato per un futuro sostenibile. Il ruolo socio culturale, scientifico ed economico della biodiversità agricola” organizzato da ISPRA, e ARPA Emilia-Romagna,

In allegato il programma aggiornato.

Ulteriori informazioni e modalità di iscrizione al seguente link:

http://www.isprambiente.gov.it/it/events/frutti-del-passato-per-un-futuro-sostenibile

 

Incontro: "Clima, cibo, acqua. Strategie di adattamento dell'agricoltura ai cambiamenti climatici"

Il 12 aprile, nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale dell'Emilia-Romagna si terrà a Bologna in viale della Fiera 8 (Terza Torre), l'incontro sul tema "Clima Cibo Acqua-Strategie di adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici". Tra gli interventi: Valtiero Mazzotti, direttore generale Agricoltura Regione Emilia-Romagna, Marcello Donatelli,  Centro di Ricerca per le Colture Industriali - CRA Bologna e Carlo Cacciamani, Arpa, Servizio IdroMeteoClima Emilia-Romagna. Intervento conclusivo di Paolo Ammassari del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

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Convegno "Giovani e nuova agricoltura"

Il Convegno "Giovani e nuova agricoltura" si terrà l’11 aprile presso la Scuola di Economia, Dipartimento di Economia, Società, Politica dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ad Urbino.

L’incontro ha l'obiettivo di analizzare, attraverso un approccio multidisciplinare, gli ostacoli e le prospettive per il coinvolgimento dei giovani nel settore agricolo, nonché le scelte e le politiche da attivare per costruire una “nuova” agricoltura, in grado di conciliare le dimensioni economica, ambientale e sociale della sostenibilità. Nell'ambito del convegno è anche previsto il conferimento del Premio "Gino e Tullia Girolomoni", in memoria dei fondatori delle cooperative biologiche "Alce Nero" e "Montebello" recentemente scomparsi.

Tradizionalmente considerata, dalla pubblica opinione e anche da una vasta parte della letteratura economica e non solo, come un settore arretrato e socialmente poco apprezzato, l'agricoltura viene vista, oggi, da una duplice prospettiva: come "rifugio" per la forza lavoro che non trova altre possibilità occupazionali, ma soprattutto come attività produttiva essenziale per migliorare le condizioni di vita della popolazione, attraverso il suo insostituibile contributo nella garanzia della sicurezza e della qualità alimentare, nella conservazione delle culture e dei saperi locali, nella gestione delle risorse naturali e nella tutela della biodiversità e del paesaggio rurale. In questo contesto, quali sono i modelli produttivi e organizzativi (e anche culturali) da proporre? Quali le condizioni, le politiche e gli investimenti necessari per agevolare l'inserimento dei giovani nel settore agricolo? 

Il programma è così articolato. Nella prima parte, docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e di enti di ricerca economico-agraria analizzeranno, da diverse prospettive, i principali aspetti (teorici e operativi) relativi alla tematica dei giovani in agricoltura. Nella seconda parte, sono previsti alcuni approfondimenti sull'agricoltura biologica, il conferimento del Premio "Gino e Tullia Girolomoni", la presentazione di alcune iniziative volte alla promozione di modelli di produzione/consumo sostenibile e di imprese giovanili di successo.

Locandina dell'iniziativa

Programma completo


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Fiere e Mostre


             TerraFutura, mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità                           

terra_futuraDal 17 al 19 maggio 2013 a Firenze, a dieci anni dal primo Forum Sociale Europeo, torna alla Fortezza da Basso di Firenze Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Al centro della manifestazione - promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente - le buone pratiche di vita, di governo e di impresa all’insegna della sostenibilità. Prodotti, progetti e percorsi per lo più nati dal basso, che oggi - tanto sul piano teorico, quanto su quello pratico - si rivelano percorsi obbligati, non solo alternative possibili.
Terra Futura vuole, anche in questa decima edizione, alimentare il dibattito su un modello diverso di sviluppo e avanzare proposte concrete per nuovi modi di vivere, consumare, coltivare, abitare, produrre, viaggiare, comunicare, governare. La rassegna espositiva sarà organizzata secondo diverse sezioni tematiche: Abitare naturale (edilizia sostenibile, prodotti e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale), Azioni globali&welfare (intercultura, pace, diritti umani, volontariato, sussidiarietà, welfare partecipativo, campagne di sensibilizzazione, finanza etica e cooperazione internazionale), Mangiare e produrre sostenibile (agricoltura biologica e biodinamica, km zero, prodotti ecologici e tessile naturale), Comunicare la sostenibilità (media, editoria, web e comunicazione), Eco-Idea-Mobility mobilità sostenibile), EquoCommercio (commercio equo e solidale), Itinerari educativi per la sostenibilità (educazione, orientamento, formazione e ricerca), NuovEnergie (energie rinnovabili, risparmio energetico ed
Ricco e articolato anche il programma culturale che vedrà in calendario incontri, convegni, workshop e dibattiti alla presenza di illustri esperti e noti personaggi del mondo del terzo settore, dell’economia, della politica, della cultura. E ancora spettacoli, momenti di animazione e laboratori, per coinvolgere direttamente il pubblico.
 Per informazioni visitare il sito www.terrafutura.it

L’ingresso è libero con i seguenti orari: venerdì 17 ore 9 – 20; sabato 18 ore 9.30-21 (area esterna fino alle 24); domenica 19 ore 10-20.

Festa Internazionale della Zuppa

zuppaDomenica 14 aprile 2013 dalle 10.30, si terrà la quinta edizione del Festival Internazionale della Zuppa di Roma. Torna presso gli spazi de La Città dell’Utopia, in Via Valeriano 3f (zona San Paolo) l'atteso evento culturale e gastronomico dedicato alle zuppe che, nella passata edizione, ha visto la presenza di 30 associazioni, 120 artisti, 46 zuppe in gara e circa 1.000 persone partecipanti.
L'evento si inserisce in un circuito internazionale: il primo festival della zuppa è nato nel 2001 a Lille, nel Nord della Francia, per poi diffondersi progressivamente a Berlino, Cracovia, Barcellona, Madrid, Francoforte e, nel 2004, a Bologna. Dal 2008 il festival è arrivato anche a Roma, organizzato dal Servizio Civile Internazionale.
E’ un’occasione di festa intorno a un piatto popolare, genuino e multiculturale. Aperto a chiunque voglia partecipare per condividere insieme saperi e sapori da tutto il mondo, passando una giornata tra teatro, musica e arte di strada, a impatto zero sull’ambiente.
Quest’anno il tema principale sarà il ri-uso, il ri-ciclo e il rispetto dell’ambiente che sarà ancora più centrale rispetto alle precedenti edizioni, attraverso l’utilizzo di bevande alla spina, la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, acqua gratis, vari laboratori e incursioni comunicative sull’argomento.
 
Il Festival invita a partecipare con la propria zuppa o come assaggiatori le associazioni, famiglie e singoli cittadini.
Ad accompagnare la giornata ci saranno concerti, artisti di strada, laboratori di marionette, un’asta popolare, giochi per adulti e bambini…e il profumo delle zuppe in gara!: tutto il possibile per riscoprire la dimensione di stare insieme in uno spazio aperto e pubblico, con una trasversalità di genere, età, ed esperienza.
Per informazioni visitare il sito www.lacittadellutopia.it


Formazione


15 borse di studio e accreditamento professionale per il corso "Fonti energetiche rinnovabili in contesti montani"

Il 17 aprile 2013 è il termine ultimo per presentare le domande per il corso di perfezionamento “FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI IN CONTESTI MONTANI” che si terrà a Edolo (BS)
Ricordiamo che i primi 15 candidati potranno partecipare al corso GRATUITAMENTE grazie alle borse di studio messe a disposizione dallo sponsor COBAT.
Inoltre, la partecipazione al corso permetterà di acquisire attestato di frequenza valido per l’ACCREDITAMENTO PROFESSIONALE. Il corso ha una durata complessiva di 60 ore.
Infine, si precisa che verranno accettate le domande presentate dai possessori di QUALSIASI LAUREA  DI 1° E 2° LIVELLO, pertanto non costituisce più requisito necessario il possesso di laurea conseguita nelle classi indicate sul bando. L’ammissione al corso sarà subordinata alla decisione della commissione incaricata per la redazione dell’apposita graduatoria.
Per qualsiasi informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Didattica dell’Università della Montagna tel. 0364/71324 E-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Sul sito http://www.valmont.unimi.it/italiano/home.html  trovate il bando del corso, la brochure informativa, il calendario e i docenti.  

 

Continuano i Corsi AIAB a SPAZIO BIO!

 CorsiSpazioBioProseguono gli incontri organizzati da AIAB presso SpazioBio alla Città dell’Altra Economia di Testaccio. Questo mese i corsi previsti sono:
Sabato 20 Aprile ore 11.00
Laboratorio di degustazione del miele
 
Domenica 21 Aprile ore 12.00
"La consapevolezza alimentare - stretegie di sopravvivenza nel XXI secolo"
 
Sabato 27 Aprile ore 16.30
Laboratorio di erboristeria
 
Per chi volesse partecipare, l’adesione può essere comunicata a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Sessioni gratuite di meditazione zen

A partire da aprile alla CAE – Città dell’Altra Economia di Testaccio, Roma -  si terranno sessioni gratuite di meditazione Zen condotte dalla Rev. Annamaria Gyoetsu Epifania, monaca della tradizione Buddhista Zen Soto del Centro Zen Anshin "Pace del Cuore". Le pratiche si terranno tutti i sabati del mese dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

Per saperne di più visitare il sito web www.cittadellaltraeconomia.org

 

International Summer School of Agroecology

 

La Summer School Internazionale di Agroecologia (ISSAE) offre ai partecipanti provenienti da diverse comunità, che siano studiosi e  praticanti di agroecologia, l'opportunità di incontrare e imparare gli uni dagli altri. Prevista dall’8 al 13 luglio è particolarmente indicata per gli studenti che abbiano terminato un Master o un dottorando di ricerca, ma il comitato scientifico della Summer School prenderà in considerazione anche le domande che esprimono un motivato interesse riguardo gli studi per lo sviluppo agricolo sostenibile. La Summer School si svolge vicino a Tolosa, in Francia, nel campus della scuola nazionale de Formation agronomica dell’Université de Toulouse.

 

Queste esperienze incrociate di competenze e sperimentazioni sul campo, arricchite da contributi di ricercatori, condurranno i partecipanti a chiarire e sviluppare un approccio agro-ecosistemico nella gestione dei socio-ecosistemi.

Il corpo docente è composto esclusivamente da scienziati consapevoli della natura triangolare dell’ agroecologia. La ricchezza del personale risulta sia dalla diversità dell’esperienza professionale degli insegnanti (ecologi, agronomi, sociologi), che dal loro modo di navigare lungo i tre lati del triangolo agroecologico.

Il Comitato scientifico ha adottato una pedagogia costruttivista. Il programma è, infatti, impostato per assicurare che ogni partecipante possa imparare dalle interazioni fra i casi di studio, escursioni sul campo, l’esperienza e la conoscenza di altri studenti e insegnanti.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.agroecology-school.com o scaricare il documento in allegato.

 Corso IFOAM di Leadership per il biologico in Europa 2013

Dopo il grande successo del corso di formazione nel 2012, l'Accademia IFOAM ora dirige il Corso di Leadership per il biologico in Europa che si svolgerà a Dornach, in Svizzera dal 14 al 21 luglio 2013. I partecipanti potranno acquisire e migliorare le proprie competenze sui principi biologici di produzione agricola, di filiera, certificazione, strategia di advocacy, dei sistemi di ricerca e di supporto, per la gestione e la leadership, così come nella comunicazione.

Il termine ultimo per le domande è il 15 aprile 2013.

Maggiori informazioni sono disponibili via e-mail o da Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Bio@gricultura Notizie: Il settimanale di informazione edito da Aiab che esce il giovedì

In redazione:  Luca Colombo, Giulia Colucci, Sabina Galandrini e Laura Lincesso

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