esplorazione-perforazione

Quanto accaduto proprio in Val D'Agri dove viene estratto il petrolio, dimostra quanto i nostri territori siano costantemente messi in pericolo dallo sfruttamento e dalla mancanza di piani territoriali rispettosi della vocazionalità. Ed è una conferma di quanto le aziende che praticano agricoltura biologica, in Basilicata 1225 per un totale di oltre 48 mila ettari, con un grande indotto di lavoratori, siano costantemente in pericolo di contaminazione.

Per questo AIAB aderisce al comitato nazionale NoTriv. "E' ormai indispensabile – dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB - un passaggio da un modello di produzione e consumo ormai insostenibile perché fondato sullo sfruttamento e l'accaparramento da parte di pochi di risorse irriproducibili a un modello più sostenibile che salvaguarda l'ambiente e tutela la salute dei cittadini. Il SÌ al referendum del 17 aprile è infatti una richiesta di revisione della politica energetica nazionale, in direzione di un maggiore investimento sulle fonti energetiche invece che su quelle fossili. Quest'ultime, oltre che un modello superato, rappresentano un pericolo costante di contaminazione, soprattutto per tutte quelle aziende e quei lavoratori che hanno fatto della qualità la loro bandiera e anche la loro principale fonte di sostentamento.
"Il metodo biologico – dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB - è una risorsa da preservare per favorire oggi la resilienza del territorio e domani la sua riconversione. AIAB chiede pertanto che l'agricoltura bio nelle aree soggette ad attività industriali sia sostenuta e tutelata per svolgere un ruolo di produzione e distribuzione di cibo sano e sicuro per la popolazione esposta all'inquinamento e per svolgere una funzione di rigenerazione delle risorse ambientali sottoposte all'inquinamento. In queste aree serve un piano di monitoraggio delle matrici ambientali e della catena alimentare centrato sulle aziende agricole bio; progetti territoriali volti alla diffusione locale di alimenti biologici prodotti nelle aziende monitorate; progetti di applicazione di tecniche di 'bioremediation' in aziende bio esposte".

 

Ufficio Stampa Aiab
Michela Mazzali
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
348 2652565