Regolamento-Bio

 

Roma, 12 dicembre 2016 - “Se devono passare posizioni peggiorative e meno garanti per consumatori e produttori seri, l'opzione del nulla di fatto non solo è la meno dolorosa ma anche la base da cui ripartire per correggere le debolezze note, invece di convalidare un sistema ’quasi bio’”. Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB è convinto del carattere peggiorativo, rispetto al presente, che

potrebbe avere l’approvazione di un nuovo Regolamento sul Biologico così come oggi lo vorrebbero molti paesi europei, Germania e Olanda in testa. Purtroppo l'occasione per fare veri cambiamenti è stata interpretata non come opportunità per avere maggiore chiarezza del sistema, cosa di cui oggi ci sarebbe grande bisogno, ma come possibilità per allentare alcuni cardini a favore dei paesi che commercializzano, e che non sono, per condizioni climatiche, grandi produttori. Tanto per fare alcuni esempi: La certificazione di gruppo, in cui AIAB ha sempre creduto come strumento per migliorare il sistema di controllo, è stata cassata e l’obbligo di equivalenza delle regole produttive e di controllo per i paesi terzi, fondamentale per tamponare le falle dell'importazione, è un’opzione ancora in bilico. Molti Paesi, Germania e Olanda in testa, stanno inoltre caldeggiando l’inserimento delle soglie di tolleranza di residui di prodotti non ammessi per non declassare prodotti inquinati da effetto deriva. E, cosa ancora più grave, gli stessi Paesi del Nord Europa caldeggiano l’introduzione delle coltivazioni fuori suolo (coltivazione in serra su bancali senza legame col suolo), un elemento che costituirebbe la negazione dei principi dell’agricoltura biologica. “AIAB, insieme a tutto il movimento del biologico - dice Vizioli – ha da sempre condiviso e sostenuto le posizioni che il nostro Ministero ha correttamente riportato in Europa e che sono state concordate nel Tavolo tecnico per l’agricoltura biologica del MiPAAF. Ci auguriamo che, come ha dichiarato anche il coordinatore del gruppo S&D della commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, l’Italia confermi in questi giorni di discussione in Europa la sua posizione di difesa di un settore, come quello del biologico, che non può permettersi di scendere a compromessi con le logiche di mercato”.