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ogm-in europaIn Europa, il 66% dei consumatori è preoccupato per la presenza di OGM nei prodotti alimentari (Commissione Europea, 2010) e la maggior parte dei consumatori che acquistano prodotti biologici lo fanno affermando che questi alimenti sono “liberi da OGM”, definendo questo come uno dei motivi più importanti per cui li scelgono. Eppure vi è un costo per assicurare che il cibo sia garantito libero da OGM, poichè le materie prime devono essere conservate
separatamente e la filiera tracciata lungo tutta la catena alimentare. Il Consiglio internazionale per la politica di commercio alimentare e agricolo  stima che l’approvvigionamento non-GM di soia e di mais, ha un costo annuo aggiuntivo per i consumatori in Giappone e in Europa di circa 100 milioni dollari (Kalaitzandonakes, N., 2004).
Il problema di un aumento dei costi e la perdita di quote di mercato è anche un rischio per gli agricoltori convenzionali non-GM. Ad esempio, gli agricoltori spagnoli che coltivano mais convenzionale per il mercato del gluten-free hanno perso fino a 18 € per tonnellata, quando il loro raccolto è stato contaminato da mais geneticamente modificato, costringendoli a vendere al mercato degli alimenti per animali, piuttosto che per il consumo umano(Greenpeace, 2009).

Nella provincia di Aragona (Spagna) tra il 2003 e il 2007, le colture provenienti da 16 fattorie sono stati contaminati da prodotti OGM e ognuno di loro perse la certificazione biologica,  obbligando gli allevatori che fornivano a rifornirsi da mangimi di mais non-GM  provenienti da altre regioni, portando ad un aumento dei costi (Greenpeace, 2009).

Se alcuni OGM sono autorizzati per la coltivazione in tutta l’UE, dovranno essere istituite norme giuridicamente vincolanti per la coesistenza al fine di garantire che il cibo e l’agricoltura possa restare senza OGM. Queste regole vincolanti potrebbero essere sviluppate in base alle varie norme regionali già in atto. I costi di impedire la contaminazione (campionamento, prove e misure tecniche) lungo tutta la catena alimentare (produzione di sementi, nelle strutture del campo, macchinari, trasporto e stoccaggio) e la perdita di reputazione in caso di contaminazione dovrà essere presa in considerazione per contribuire a rafforzare la capacità degli agricoltori di rimanere senza OGM.
Per ora, tuttavia, il problema della convivenza è considerata dalla Commissione come un problema per il quale dovrebbero applicarsi il principio di sussidiarietà – in altre parole, si ritiene di essere meglio gestita a livello nazionale o regionale che a livello europeo. Le varie diverse misure di coesistenza nazionale o regionale, pertanto devono essere analizzate con occhio critico per aiutare a identificare le  misure di coesistenza già in atto più pertinenti ed efficaci.
Questo è lo scopo di questa relazione. Si basa su informazioni raccolte direttamente dai soci IFOAM UE, oltre che dalle Relazioni della Commissione europea sulla coesistenza e da progetti di legge nazionali in materia di coesistenza notificate alla Commissione europea tramite la cosiddetta procedura TRIS (Comunità Europea 1988)

 

La pubblicazione di IFOAM alla quale ha contribuito anche Luca Colombo della FIRAB è visualizzabile qui